Volete chiudere la vostra strada? Chiedetelo! Ora si può.

Tutti i cittadini che gradiscono farsi chiudere la strada di casa, specie se privata ad uso pubblico, ora hanno una grande speranza. Almeno sulla carta. Nella imbarazzatissima risposta dell’Assessore Gandolfi e di alcuni esponenti della maggioranza sul caso di via della Rivaltella, strada chiusa nonostante in pochi ne vedessero la necessità, emerge chiara una nuova moda lanciata dalla Giunta: se siete proprietari di una strada privata ad uso pubblico, chiedete e vi sarà concessa la chiusura, con tanto di cartelli di “strada senza uscita” nonostante la strada sia accessibile da ambo i lati e, soprattutto, in barba al Piano Urbano della Mobilità. Cioè in barba al documento ufficiale che regola le questioni di viabilità e mobilità a Reggio Emilia. Chiedete dunque: tentar non nuoce.

Tutti i cittadini che gradiscono farsi chiudere la strada di casa, specie se privata ad uso pubblico, ora hanno una grande speranza. Almeno sulla carta. Nella imbarazzatissima risposta dell’Assessore Gandolfi e di alcuni esponenti della maggioranza sul caso di via della Rivaltella, strada chiusa nonostante in pochi ne vedessero la necessità, emerge chiara una nuova moda lanciata dalla Giunta: se siete proprietari di una strada privata ad uso pubblico, chiedete e vi sarà concessa la chiusura, con tanto di cartelli di “strada senza uscita” nonostante la strada sia accessibile da ambo i lati e, soprattutto, in barba al Piano Urbano della Mobilità. Cioè in barba al documento ufficiale che regola le questioni di viabilità e mobilità a Reggio Emilia. Chiedete dunque: tentar non nuoce.

Dopo 3 mesi è arrivata alla discussione del Consiglio Comunale la mozione “d’urgenza” sui noti fatti di via della Rivaltella, con le firme Reggio 5 Stelle e Lega Nord. Dopo un’infuocata Commissione presso la Circoscrizione Sud, dove 15 cittadini accorsi avevano tutti dichiarato di non essere informati del provvedimento di chiusura della strada ed avevano mostrato la loro contrarietà alle modalità di chiusura, è stata emanata una nuova ordinanza di chiusura, seguita al prima illegittima, che ha preso atto di alcune evidenze macroscopiche, come quella di dotare tutti i residenti imprigionati tra le sbarre di un telecomando e un citofono per aprire a distanza ad eventuali avventori, come amici e parenti, esigenza particolarmente sentita dalle persone anziane.

Ma la vicenda ha condotto a strascichi molto importanti. La cartellonistica illegale, quella che riporta il simbolo di “strada senza uscita” sia dal lato di Reggio che dalla parte di Albinea, è rimasta inalterata, nonostante la strada sia accessibile da entrambi i lati, a bicilette e pedoni. Cartelli che sembrano quasi fatti apposta per dire: “state alla larga”, effetto che si è registrato nei confronti di molti frequentatori abituali di via della Rivaltella.

Ancor di più ha dell’eccezionale la palese smentita del Piano Urbano della Mobilità, voluto dall’Assessore Gandolfi per progettare la viabilità e la mobilità di Reggio. Il Piano, alla “Tavola 1 – Rete dei percorsi ciclabili”, individua l’Asse 4, Collegamento Botteghe Albinea, come percorso ciclo pedonale lungo il Torrente Crostolo, cioè in sede e funzionalità diversa da via della Rivaltella. Il percorso ciclabile, che dovrebbe correre lungo il torrente, si sposta così di 250 metri senza elementi di continuità, esponendo i ciclisti all’attraversamento e la percorrenza di via del Buracchione, inadatti a quell’uso.

Su questo l’Assessore Gandolfi non risponde, a parte dire che era giusto farlo. Giusto in base a cosa? In base al PUM no, in base agli attuali assi ciclabili no. Dice lui, in base alla semplice considerazione che, con la nuova asfaltatura,  sarebbero passate moltissime auto velocissime, rendendo la strada pericolosa. A questo che ci crede solo lui: via della Rivaltella ha curve a gomito che rendono impossibile usarla come strada alternativa alla viabilità principale.

Ma siccome l’Assessore Gandolfi, in questa battaglia, ci ha più volte accusato di essere il Partito del SUV, adesso gliela facciamo vedere noi. Invitiamo tutti i cittadini che trovano pericoloso il traffico della propria strada o via, specie se privata ad uso pubblico, a chiedere la chiusura con sistemi di attivazione affidati al privato, e con cartelli che scoraggiano l’accesso a chiunque.  Cittadini, avete paura che vostro figlio attraversi la strada e possa essere investito? Chiedete al Comune di chiudervi la strada. Avete problemi di sonno? Chiedete al Comune di restituirvi la pace. Tentar non nuoce.

In fondo, perchè in via della Rivaltella sì e casa mia no?

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