Videopoker, approvata mozione per contrastare le dipendenze

E’ stata approvata, dopo diversi passaggi in Consiglio Comunale, la mozione di Reggio 5 Stelle sul dilagare delle dipendenze da videopoker e macchinette varie. Disincentivare gli eccessi, proseguire nella cura dei dipendenti, attenzione ai circoli privati, adesione alla campagna provinciale “Il banco vince sempre”. Questi alcuni dei provvedimenti che verranno presi.

E’ stata approvata, dopo diversi passaggi in Consiglio Comunale, la mozione di Reggio 5 Stelle sul dilagare delle dipendenze da videopoker e macchinette varie. Disincentivare gli eccessi, proseguire nella cura dei dipendenti, attenzione ai circoli privati, adesione alla campagna provinciale “Il banco vince sempre”. Questi alcuni dei provvedimenti che verranno presi.

Il testo della mozione è stato rivisto in base a quanto emerso dalla Commissione Consiliare, in cui il Presidente della Fondazione Papa Giovanni XXIII Matteo Iori ci ha spiegato i restroscena del gioco legalizzato, ormai tristemente noti anche dalla recente puntata di Report, e l’attività di cura dei dipendenti da gioco.

La mozione si è poi arrichita diei contributi di diversi consiglieri, puntando sul lavoro di squadra con le altre Istituzioni impegnate in questo campo e sulle aberrazioni dei circoli privati.

Ecco il testo finale e i nomi di chi ha aderito alla mozione.

Consigliere Matteo Olivieri

Lista civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

MOZIONE PER LA CREAZIONE DI UN REGOLAMENTO SLOT MACHINES

ELETTRONICHE E VIDEOPOKER NEL COMUNE DI REGGIO EMILIA

Premesso che:

– le slot machines elettroniche (dette anche “macchinette mangiasoldi”) sono oramai diffuse nei bar,

nelle tabaccherie, in alcuni circoli e nei centri scommesse;

– oramai tali macchinette hanno sostituito quasi tutti gli altri giochi tradizionali e inducono singole

persone a spendere diverse decine di euro (anche centinaia) al giorno;

Considerato che:

– il problema più evidente è quello della compulsività che spinge diverse persone a non effettuare giocate sporadiche ma stazionare diverse ore al giorno davanti alle “macchinette mangiasoldi”, e l’uso distorto che di queste si fa in alcuni circoli privati.

– i dati epidemiologici di questa vera e propria malattia (molto simile alla dipendenza da alcol e droga) hanno già da tempo indotto i servizi sanitari di alcune Ausl, tra le quali Reggio Emilia e Piacenza, a formare delle “task force” specializzate presso i Sert, dove le vittime possono rivolgersi per ricevere assistenza ed avviare un percorso di recupero;

– le difficoltà economiche attuali che stanno colpendo il nostro territorio, purtroppo, spingono un numero crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con queste macchinette e peggiorando così la loro situazione economica. In particolare si stima, dai primi mesi del 2010 che gli italiani giochino mediamente il 12% in più del 2009;

– tali macchinette molto spesso traducono le difficoltà economiche che inducono nelle persone in veri e propri drammi sociali ed umani, a carico poi di tutta la comunità.

Dato che:

– l’obiettivo di un’amministrazione comunale è quello di ridurre i problemi dei cittadini, e, se possibile, prevenirli, disincentivando ed evitando l’abuso di forme di gioco d’azzardo, che provocano gravi danni economici e sociali alle famiglie;

– il comune di Reggio Emilia collabora attraverso una convenzione con l’associazione Onlus Papa Giovanni XXIII, che dal 2000 gestisce interventi di aiuto e trattamento per giocatori d’azzardo.

– costrastare questo fenomeno a livello comunale è possibile, in varie modalità, ed infatti sono già state prese misure sia in questo che in altri comuni come Empoli (in cui è stato vietato l’utilizzo delle macchinette alla mattina), od il comune di Enego (Vicenza) in cui il sindaco, in alcuni giorni ed orari, le vieta per “motivi sanitari” ed ha provveduto a «la necessità di porre dei limiti, quanto meno temporali, su tutto il territorio comunale, dell’uso di apparecchi automatici di gioco che generano vincite»,oppure come a Tradate (Varese) in cui, nel testo dell’ordinanza, il sindaco ha imposto che a lato delle macchinette mangiasoldi fosse presente ben visibile un cartello per avvertire il cliente della pericolosità

Fermi restando:

i regimi autorizzativi, le evoluzioni legislative, i controlli e le sanzioni attualmente in vigore.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA LA GIUNTA A:

1 – proseguire nelle azioni già intraprese in tema di informazione ai cittadini ed in particolare sui giovani;

2 – dare sostegno ai progetti di cura e contrasto delle ludopatie;

3 – a collaborare e favorire l’azione di enti sanitari, associazioni, comunità che combattono e cercano di recuperare chi cade nella sindrome del gioco d’azzardo;

4 – mettere allo studio nuvoe azioni per contrastare questo fenomeno;

5 – studiare ed attuare forme di disencentivazione dell’utilizzo delle slot machine negli esercizi pubblici presenti sul territorio;

6 – contrastare l’utilizzo distorto che delle slot machine e video poker se ne fa in circoli privati trasformandoli in pericolosi strumenti di gioco d’azzardo;

7 – predisporre necessari controlli, di concerto con gli altri soggetti interessati (amministratori, Ausl, forze dell’ordine, ed anche gli esercenti stessi), per garantire il rispetto delle azioni intraprese;

8 – in riferimento al secondo punto, ad impegnare altresì la Giunta nel proseguire la collaborazione con l’associazione Onlus Papa Giovanni XXIII.

ED INVITA LA GIUNTA

ad aderire alla Campagna “Chi vince è sempre il banco” intrapresa dall’Amministrazione Provinciale.

Consiglieri Matteo Olivieri Reggio 5 Stelle

per adesione Luisa Carbognani Partito Democratico

Luca Cattani Partito Democratico

Marco Eboli Popolo delle Libertà

Matteo Riva Italia dei Valori

Pierino Nasuti, Sinistra Ecologia e Libertà

Luca Damian, Unione di Centro

Comments:1

  1. UNA MOZIONE CONTRO L’ABUSO DELL’ALCOL NO??

    FA PIU’ DANNI L’ALCOL O IL GIOCO?????????????

    FATICA DARE CONTRO VINITALY?? EPPURE CHI BEVE CREA DANNI SOCIALI MOLTO MAGGIORI DI CHI GIOCA A SE STESSO (CIRROSI E ALTRE MALATTIE) AGLI ALTRI CON INCIDENTI E GUIDE PERICOLOSE.

    CON QUESTI DATI SAREBBERO DA CHIUDERE TUTTI I BAR E LOCALI DI MESCITA.

    R.I.

    Alcol. Rapporto Istat. A rischio 7 milioni e mezzo di italiani. Soprattutto “vecchi” e “giovani”
    Secondo l’indagine Istat, il 66,6% della popolazione di 14 anni e più ha consumato alcol nel 2012. Tra gli over 65, e in particolare tra le donne, aumentano i consumatori di alcol fuori pasto. E’ allarme per i giovani che si mettono alla guida dopo aver bevuto.
    18 APR – In Italia cresce il consumo di alcol occasionale e fuori dai pasti, mentre diminuisce il numero di bevitori giornalieri. I comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 7 milioni e 464 mila persone. Le fasce d’età più a rischio sono gli over 65 e i giovani nella fascia di età che intercorre tra i 18 e i 24 anni. E’ quanto emerge dal rapporto Istat “L’uso e l’abuso di alcol in Italia”. In particolare tra gli over 65, nel confronto tra 2002 e 2012, aumenta dal 12,7% al 13,5% la quantità di persone che bevono fuori dai pasti. In questa fascia d’età la crescita è ancor più consistente se si considerano soltanto le donne: dal 4,3% al 5,7%. Ancora più marcato l’avanzamento della diffusione di alcol fuori pasto tra le donne di ogni età: nel 2002 erano il 35%, nel 2012 sono diventate il 38,5%.

    A livello di abitudini, da segnalare un cambiamento nel tipo di bevande consumate. Diminuisce infatti la quota di chi consuma solo vino e birra e aumenta quella di chi beve anche aperitivi alcolici, amari e superalcolici. Nel 2012, il 64,6% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Di questi, il 51,9% beve vino, il 45,8% birra e il 40,5% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori; consuma vino tutti i giorni il 21,5% e birra il 4,1%.

    Nel complesso, il 66,6% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso del 2012. Tale quota è stabile rispetto all’anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni prima (70,2%). Dal 2002 al 2012 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 24,6%, specialmente tra le donne (-32,6%). Aumenta, invece, la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 23,1% del 2002 al 26,9% del 2012) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 35,8% nel 2002 al 42,2% nel 2012).

    Rispetto al 2011, diminuisce sia la quota dei consumatori giornalieri non moderati di alcol (dall’8,4% al 7,5%) sia quella degli abitué del binge drinking (dal 7,5% al 6,9%). La riduzione si osserva tra gli uomini, che passano dal 13,6% al 12,2% per il consumo giornaliero non moderato e dal 12,2% all’11,1% per il binge drinking.

    Un peso importante è poi esercitato dalle abitudini in famiglia e dai contesti sociali. Il consumo non moderato da parte dei genitori influenza il comportamento dei figli. Il 17,4% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore adotta comportamenti a rischio nel consumo di alcol ha anch’esso abitudini alcoliche non moderate, mentre tale quota scende al 9,2% tra i giovani che vivono con genitori che non bevono o che bevono in maniera moderata. Chi eccede nel consumo di alcol spesso è un fumatore o un ex fumatore. Il 20,9% dei fumatori e il 19,3% degli ex fumatori ha almeno un comportamento di consumo a rischio contro il 9,1% dei non fumatori. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (30,5%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (8,0%). Stesse differenze si riscontrano tra frequentatori e non di spettacoli sportivi e concerti.
    Allegati:

    Il rapporto Istat sull’alcol
    18 aprile 2013
    © Riproduzione riservata

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