VECCHI DICHIARA IL FALSO

Il sindaco di Reggio Emilia dichiara palesemente il falso per cercar di cambiar discorso e accusa i rappresentanti  del Movimento 5 Stelle di “far proprie le parole di un imputato per mafia e ripetendole, provando a portare a termine il tentativo di deligittimare le istituzioni ”.

Sono parole false, gravissime ed inaccettabili.  Per l’esposto alla Procura e Corte dei Conti sono stati utilizzati l’articolo di una giornalista, Sabrina Pignedoli, minacciata da imputati in Aemilia e parte lesa nel processo contro la ‘ndrangheta, un comunicato del Siulpm e quello di risposta del Comune di Reggio.

E sulla lettera (pubblicata da tutti i giornali) mai abbiamo fatto politicamente nostre le parole di Brescia ed abbiamo espresso solidarietà al primo cittadino e la necessità di garantire sicurezza allo stesso.

Sono i fatti e nostri atti istituzionali a smentire clamorosamente il sindaco Luca Vecchi. Ragion per cui chiediamo al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi di chiedere pubblicamente scusa al Movimento 5 Stelle per le informazioni totalmente false diffuse. Oppure verranno valutare azioni legali.

I fatti che smentiscono le dichiarazioni del sindaco Luca Vecchi

1-Comunicato stampa del 2 febbraio 2016  inviato dall’Ufficio stampa del M5S Senato a  nome del vice presidente della Commissione antimafia il senatore Luigi Gaetti, i parlamentari M5S della Commissione antimafia e la parlamentare M5S Maria Edera Spadoni dove  si scrive testualmente:

Se da una parte va garantita la sicurezza del primo cittadino , ricordiamo che nel 2014 il  M5S aveva espresso solidarietà a Vecchi anche durante la campagne elettorale quando venne recapitata la cosiddetta ‘lettera del corvo’,  dall’altra è necessario fare piena chiarezza sui contenuti della lettera della quale la Commissione antimafia deve entrare in possesso – continuano i parlamentari d’antimafia  M5S –  a tutela della comunità di Reggio e dello stesso sindaco che ha chiesto alle autorità che non venga pubblicata la lettera”.

Tanto che tutti i quotidiani riportarono questa posizione chiara, ma come abbiamo già visto abbiamo un sindaco e consorte già dirigente all’urbanistica che leggendo  i nomi degli arrestati di Aemilia non si accorsero nemmeno che  tra loro c’era chi gli aveva venduto casa nemmeno tre anni prima, figuriamoci se si degna di accorgersi di quello che dichiara il Movimento 5 Stelle, la maggiore forza d’opposizione in città.

-3 febbraio 2016 – Post M5S Parlamento sul blog di Grillo : “Oltre a garantire la giusta sicurezza del sindaco di Reggio Emilia (lettere dal carcere e lettere di ‘corvi’ non sono i metodi del Movimento 5 Stelle) chiediamo sia fatta piena luce e chiarezza sui contenuti “.

8 febbraio 2016 in Consiglio Comunale viene presentato dalgruppo M5S in consiglio comunale e poi firmata dai gruppi Grande Reggio e ListaMagenta (e respinta dal Pd!) un ordine del giorno (inviato alla stampa alle ore14:33 dell’8 febbraio) dal titolo inequivocabile:

“Oggetto: Ordine del Giorno ai sensi dell’art. 20 del Regolamento del Consiglio Comunale di  Solidarietà al Sindaco e azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose

 dove  oltre a riportare tutte le tesi del criminologo Enzo Ciconte si dichiarava nero su bianco:

CONDANNA I contenuti minacciosi della lettera inviata dall’imputato al sig. Sindaco e ribadisce che va garantita la sicurezza al Primo Cittadino della città così come stabilito da Prefetto e Questore” ed ESPRIME “Solidarietà  al signor Sindaco, giornalisti ed a tutti colori che si sono sentiti minacciati nella lettera e fiducia nella Magistratura e Forze dell’Ordine  cui spetta il compito di  valutare tutti i contenuti della stessa missiva.”. 

Il Pd, il partito del sindaco, ha bocciato questo ordine del giorno votato solo da M5S e Liste civiche. Perchè è stato bocciato?

Diverso è da parte nostra, non condividere  totalmente le politiche ipocrite del Pd e della Giunta Vecchi, la mancanza di trasparenza e autocritica politica denunciata anche da altri esponenti del partito di Vecchi e chiedere tra l’altro di far luce sulla gestione della cosiddetta “quasi scorta”.

Perchè la “quasi scorta” è già stata sospesa sia a Reggio che a Modena (apprendiamo oggi dalla stampa d’Oltre Secchia)? Recarsi la sera al ristorante è un impegno lavorativo-istituzionale?  Esistono atti dell’amministrazione comunale di Reggio che danno disposizioni in seguito alle semplici ‘raccomandazioni’ della Prefettura?

Su questo abbiamo depositato un accesso agli atti.  Domande lecite in democrazia.

Movimento 5 Stelle

gruppo consiglio comunale

Reggio Emilia

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