Un movimento culturale e morale: i giovani di Cortocircuito.

cortocircuito

Quando i giovani della tua città riservano il proprio tempo libero per combattare questa guerra, ti senti più forte e la speranza di poter vincere aumenta. Il nostro impegno contro le Mafie risale agli anni in cui nascevano gli Amici di Beppe Grillo di Reggio Emilia (2005). Stiamo continuando a lottare e saremo ancora più determinati.

Il nostro pensiero ai giovani di Cortocircuito.

E’ soprattutto grazie allo straordinario impegno di queste persone, se oggi possiamo affermare che nella nostra città esiste un “movimento culturale e morale che coinvolge tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…. Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”

(P. Borsellino)

Un gesto semplice il nostro, quello di rendere omaggio al loro lavoro. Inseriremo il link del sito dei giovani di Cortocircuito e ReggioControleMafie, sul nostro sito.

 

One comment

  1. Riguardo alla stazione TAV ,comincerei a chiedermi che genere di guardiani ci sono in tutti gli altri cantieri aperti sul nostro territorio.

    Comincerei a chiedermi come mai la Cimolai ha le mani in pasta a Palermo con un appalto vinto al massimo ribasso, di quarantacinque milioni di euro, battendo persino Fincantieri.
    Comincerei a chiedermi come mai a Cosenza si fa un altro ponte di Calatrava, e l’appalto se lo prende sempre la Cimolai.
    Comincerei a chiedermi come mai anche Salvatore De Luna della Cimolai è originario della provincia di Cosenza.
    Comincerei a chiedermi come mai OPAl-Re, che doveva mettere tutti gli appalti pubblici online, non ha considerato gli appalti della Tav, perché altrimenti non avremmo avuto Olivieri e Ferrigno a chiedere lumi in merito ad uno dei più tenebrosi e fitti misteri reggiani, dal dopoguerra.
    Comincerei a chiedere come mai la Tav MI-BO è dovuta passare da una discarica di rifiuti pericolosi, quale quella di via Caruso per scorie di inceneritore, a Modena, e in quel frangente come mai per almeno sei mesi non vi era nessuno a controllare il caotico viavai di camion che portavano inerti e rifiuti contemporaneamente, nella stessa area.
    Comincerei a chiedermi chi sono i fornitori ufficiali di inerti, e che tipologie di inerti sono stati usati per i lavori.
    Comincerei a chiedermi che tipo di cemento, asfalto e che che qualità di acciaio è stata utilizzata per i lavori.
    Comincerei a chiedermi se non sarebbe ora di mettere online, i dati di chiunque lavori nei cantieri pubblici, dal momento che tutto deve essere trasparente.
    Comincerei a chiedermi perché mai per un ex-detenuto non si è riusciti a trovare un lavoro più confacente, per esempio curare il verde pubblico al di fuori dei cantieri, per esempio quello delle tante inutili rotonde che affollano le nostre città.
    Comincerei a pretendere l’organigramma di tutto il personale addetto ai lavori alla Provincia, e in ogni altra istituzione pubblica.
    Comincerei a chiedermi quali rapporti ci sono tra i politici candidati nei paesi di mafia e i nostri politici locali.
    Comincerei a pretendere che chi tra i politici non ha saputo garantire il controllo del territorio e ancora meno la trasparenza e la pubblicazione online di tutti gli appalti pubblici, si dimettesse immediatamente.

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