Un buono da 39 miliardi di $ in mano alle mafie: sequestrato! Arresti anche a Rubiera

Quasi quanto la manovra del Governo, ma col cambio da dollaro a euro: questo il valore potenziale sul mercato del titolo sequestrato in una maxi operazione della Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Un titolo emesso dal Credito Svizzero nel 1961 e intestato a Kusno Sosrodihardjo, detto Sukarno , primo presidente dell’Indonesia, in mano ad un sodalizio mafia siciliana – ‘ndrangheta. Per la precisione, un certificato di deposito in oro dal valore nominale di 870 milioni di dollari, che scambiato oggi avrebbe un valore di 39 miliardi di dollari, 27 miliardi di euro.

Quasi quanto la manovra del Governo, ma col cambio da dollaro a euro: questo il valore potenziale sul mercato del titolo sequestrato in una maxi operazione della Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Un titolo emesso dal Credito Svizzero nel 1961 e intestato a Kusno Sosrodihardjo, detto Sukarno , primo presidente dell’Indonesia, in mano ad un sodalizio mafia siciliana – ‘ndrangheta. Per la precisione, un certificato di deposito in oro dal valore nominale di 870 milioni di dollari, che scambiato oggi avrebbe un valore di 39 miliardi di dollari, 27 miliardi di euro.

L’operazione, che ha portato ad emettere provvedimenti restrittivi per 20 persone su tutto il territorio nazionale, ha nuovamente interessato la Provincia di Reggio, crocevia della mafie di mezzo mondo. L’organizzazione, che contava tra le sue file esponenti di ‘ndrangheta e mafia siciliana felicemente e amorevolmente insieme (quando si tratta di “bisnìss”), era impegnata a trovare i canali bancari giusti per portare a compimento il cambio del titolo. Sull’argomento si è anche espresso il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, riscontrando nell’occasione “il rischio di collusione delle banche”, che avrebbero assecondato con primi contatti la banda impegnata nel clamoroso affare.

Tra gli arrestati anche Antonino Napoli, 57 anni, e Vincenzo Andronaco, 38 anni, entrambi domiciliati a Rubiera, nel filone reggiano che ha quindi coinvolto la ridente cittadina lungo la via Emilia.

Curiose le prime schermaglie tra il Gip Silvano Grasso e l’istituto di credito svizzero Credit Suisse, che ha emesso il certificato di deposito in oro.

Il primo sostiene che ci siano gli elementi per considerarlo vero, mentre Credit Suisse afferma che si tratta di un falso. Il Gip Silvano Grasso fa notare come Credit Suisse abbia in realtà tutto l’interesse a negare la validità del titolo, in quanto si terrebbe in cassa il deposito in oro, che altrimenti dovrebbe essere elargito.

La nostra speranza è che il titolo venga presto a far parte del patrimonio dello Stato. Ci si ripianerebbe il Bilancio  almeno per il prossimo anno!

Comments:5

  1. Complimenti alla Guardia di Finanza di “LOCRI”, alla DDA di “REGGIO CALABRA”, al dr Gratteri, al dr Pignatone, dr. Grasso e tutti coloro che hanno collaborato a questa straordinaria vittoria dello STATO ITALIANO.

    Il SUD è soprattutto ANTIMAFIA. ANTIMAFIA. ANTI-MAFIA.

    Sono “scioccato” ma non sorpreso, dal comportamento delle BANCHE e dei suoi funzionari, ripresi anche dai protagonisti dell’operazione. Forse, vedendo una somma del genere, avranno chiuso OCCHI, ORECCHIE, NASO. Meditiamo!!!

    Gratteri ha anche sottolineato il fatto che nel nord la mafia esiste e fa affari da 30 anni.

  2. A Credite Suisse fanno i furbi? La somma giustificherebbe l’intervento politico di un governo a qualunque livello, se non fosse che il nostro è totalmente sputtanato…

  3. complimenti, incredibile con ste facce da babbi cosa riescano a fare certi, tutti in gabbia e buttare via le chiavi!!!

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