Un bilancio che non affronta i problemi della città

Un bilancio pre elettorale che punta su investimenti a pioggia e spesa pubblica.
Evidentemente con il crollo di tutte le cooperative rosse qualcuno doveva ricominciare a fare girare l’economia reggiana e ci ha voluto pensare l’amministrazione PD della quale sono evidenti le responsabilità per il tracollo di un sistema di poltrone, tracollo che pagheremo tutti per anni.
Il problema vero è che questo bilancio manca completamente di affrontare il vero problema della città.
Siamo in una situazione di emergenza sanitaria la priorità di questo DUP doveva essere quella di investire nella cura dell’ambiente e dell’aria che respiriamo.
Servivano investimenti seri non in arene campo volo, ma in trasporti pubblici, alberi, mobilità elettrica, razionalizzazione energetica degli edifici.
Occorreva investire non con parole o con pochi spiccioli, ma facendosi promotori di politiche innovative, chiedendo soldi al governo centrale e alla Regione che quando si tratta dei piani tipo STU e campo volo non lesinano mai un aiuto e dovrebbero fare lo stesso per la qualità dell’aria.
Il disinvestimento delle azioni IREN doveva servire per azioni di questo tipo, a tutela della salute dei nostri figli e nostra.
Siamo in un anno in cui a fine febbraio abbiamo già raggiunto i 35 sforamenti consentiti per legge e ai primi di aprile eravamo a 46 in Viale Timavo e 35 al San Lazzaro.
Una situazione che pagheremo a caro prezzo in termini di morti e di malati, nell’immobilismo completo della politica locale, regionale e nazionale targata PD.
Con la cura dell’ambiente si fa girare l’economia, questo dovrebbe essere il nuovo paradigma delle amministrazioni, invece a Reggio Emilia non si è rimasti incartati nella vecchia logica del cemento.
Sulla qualità dell’aria ho presentato 6 emendamenti a nome del M5S per chiedere centraline di rilevazione per le PM2,5, investimenti sulla mobilità sostenibile eobiettivi più severi di limitazione degli sforamenti. Ho anche presentato un emendamento volto ad attivare uno studio diffuso sull’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici, mediante l’acquisto di apparecchiature smart per la rilevazione degli inquinanti da distribuire su un campione di popolazione e la realizzazione di una app per smartphone per una valutazione innovativa, diffusa e in tempo reale della presenza degli inquinanti nelle varie zone urbane e per un maggior coinvolgimento dei cittadini nelle problematiche relative all’inquinamento dell’aria. Tale studio, progettato da ARPA Umbria è già in fase di realizzazione in quella Regione.
Nel DUP si nota il fallimento del progetto Tecnopolo e la debacle di REI, che l’anno scorso avevano un ruolo centrale e adesso sono relegate a parole di circostanza.
Speriamo che non faccia la stessa fine la STU con il parco dell’innovazione.
A proposito di STU Reggiane, sembra che ci sia qualche problemino.
Nel piano economico e finanziario presentato a maggio 2016, per il 2017 venivano previsti apporti di capitale da parte del Comune per 5.173.000 euro, pari al finanziamento del Ministero e della Regione.
Però nel DUP in approvazione per il 2017 l’apporto di capitale diventa di 7.497400 per cui si apportano 2 milioni di euro in più derivanti dalle dismissioni di azioni IREN.
In proposito ho anche presentato un ordine del giorno e un emendamento perché sono necessari chiarimenti e la situazione deve essere spiegata al Consiglio Comunale.
Altro argomento dolente, il centro storico che non deve diventare solo un insieme di negozi e di distese, ma un luogo dove abitare, dove tornino le famiglie con bambini, quindi bisogna riportare i servizi in centro e investire sulla manutenzione delle strade e dei marciapiedi. Nei 54 milioni di euro per investimenti previsti per il 2017, per il centro storico rimangono pochi spiccioli, 870.000 euro.
Ho quindi presentato due emendamenti per chiedere il ritorno del servizio di consegna delle raccomandate in centro storico (adesso occorre andare in Via Brigata Reggio) e per chiedere la creazione di una casa della salute per il centro nella quale sia presente almeno il consultorio salute donna e un servizio di pediatria di comunità. Adesso tutti questi servizi sono stati spostati, insieme a tanti altri, all’esterno dell’esagono.
Il totale tra collaborazioni e incarichi è previsto per il 2017 in 630.000 euro di cui 231.000 (previsti 170.600 nel dup 2016) di co.co.co. e 398.000 di incarichi.
A fine 2015 era finalmente stato modificato il regolamento per il conferimento degli incarichi, dopo che per 7 anni ne era stato utilizzato uno illegittimo. In proposito ho fatto un esposto alla corte dei conti e all’ANAC, non so quali siano stati gli esiti, sarà mia premura riscrivere ad ANAC per chiedere se è stato fatto qualcosa.
Il nostro compito adesso è quello di vigilare sul fatto che il nuovo regolamento venga rispettato e che non si trovino scappatoie. Così come deve essere rispettata la legge che prevede che gli incarichi non vengano reiterati sempre alle stesse persone.
Tra l’altro ai sensi dell’art. 2 comma 4 del d.lgs. 81/2015 si specifica che “Dal 1° gennaio 2017 è comunque fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di stipulare i contratti di collaborazione di cui al comma 1″.
Bisogna quindi andare a leggere il comma 1 dell’art. 2 del d.lgs. 81/2015 che afferma: “A far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalita’ di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”. Sono solo queste le co.co.co. vietate.
Quindi significa che le 298.000 euro d co.co.co. di cui all’elenco degli incarichi si concretizzano tutte in prestazioni non esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione con riferimento ai tempi e ai luoghi di lavoro sono organizzate dallo stesso prestatore d’opera.
Speriamo. Verificheremo anche questo.

Alessandra Guatteri
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

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