Torino non paga le bollette,IREN non incassa (pagheremo noi?)

300 milioni di euro di arretrati: questo il debito che il Comune di Torino, il Comune più indebitato d’Italia, nei confronti di IREN, accumulati con le precedenti società (IRIDE, le municipalizzate torinesi, e via indietro nel tempo). Una cifra enorme che ci fa trasalire dalla rabbia: non solo perchè abbiamo più volte urlato a gran forza “non facciamo la fusione con il COmune più indebitato d’Italia”, ma perchè lo abbiamo messo anche nero su bianco, e i Partiti hanno respinto la nostra proposta di rendere noto a tutti i cittadini quanto quella scelta fosse scellerata.

300 milioni di euro di arretrati: questo il debito che il Comune di Torino, il Comune più indebitato d’Italia, nei confronti di IREN, accumulati con le precedenti società (IRIDE, le municipalizzate torinesi, e via indietro nel tempo). Una cifra enorme che ci fa trasalire dalla rabbia:   non solo perchè abbiamo più volte urlato a gran forza “non facciamo la fusione con il COmune più indebitato d’Italia”, ma perchè lo abbiamo messo anche nero su bianco, e i Partiti hanno respinto la nostra proposta di rendere noto a tutti i cittadini quanto quella scelta fosse scellerata.

La Stampa rende noti i dettagli e le promesse da mercante del Comune torinese: “Il debito è quasi il 15% dei 2,2 miliardi di fatturato dei nove mesi della multiutility”. Un macigno insopportabile. Ecco cosa chiedevamo di urlare a tutta forza alcuni mesi fa, contrastati dalla miopia degli zerbini reggiani, pronti a tutto per “disegni superiori” di Partito.

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLE PRECARIE CONDIZIONI FINANZIARIE DEL COMUNE DI TORINO

Premesso che:

–          il significato di Soggetti Pubblici, nel controllo di una Società attiva nel libero mercato, non può che esplicarsi nel rispetto delle norme e della giurisprudenza, nonché nella tutela dei diritti dei cittadini;

–          la garanzia al controllo pubblico della Nuova Società, frutto della fusione tra ENIA e IRIDE, non può che esprimersi nell’applicazione dei principi di cui sopra;

–          il Comune di Torino, che compartecipa la società Iride e quindi la Nuova Società, risulta essere il Comune più indebitato d’Italia in rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano)

Ritenuto che:

–          la stabilità finanziaria dei soci sia una garanzia concreta anche del sostanziale e non formale controllo da parte di Soggetti Pubblici della Nuova Società;

Considerato che:

– dal punto di vista del Comune di Reggio, usando una metafora, anche nell’affrontare una semplice vacanza è rassicurante avere compagni di viaggio che non siano sull’orlo del baratro finanziario;

VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL);

VISTO lo Statuto del Comune;

Il Consiglio esprime:

–          forti preoccupazioni per la stabilità finanziaria del Comune di Torino;

–          forti preoccupazioni per la garanzia al controllo di Soggetti Pubblici derivante dall’ingente debito del Comune di Torino;

ed impegna la Giunta:

–          a riferire in apposita Commissione su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni della Nuova Società

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