Torino e Iren, chi esce paghi il conto!

I debiti di Torino nei confronti di IREN per bollette elettriche non pagate veleggiano sempre sui 250 milioni. I piani di rientro sembrano cadere come birilli. Ora che la città della mole si rivolge ad altro fornitore, ricordiamo che chi esce deve pagare il conto.

Letta la notizia sulla scelta di Torino di rivolgersi ad altro fornitore di corrente elettrica e gas, non possiamo che ricordare i debiti arretrati nei confronti di Iren per 250 milioni. Sono bollette elettriche non pagate che da anni vengono sottoposte a piani di rientro, che uno dopo l’altro cadono come birilli. Già nel 2011 il Consiglio comunale di Reggio lanciava l’allarme riguardo a questi debiti pregressi e alla necessità di rientrare, offrendo al consocio in Iren e all’azienda stessa un’idea su come affrontare il problema, attraverso massicci investimenti nel risparmio energetico.
Alcuni mesi fa, ed era già passato un anno e mezzo, il Diretto generale di Iren Viero ci prospettava un altro piano di rientro in Commissione consiliare: importo sempre 250 milioni di euro, tempi sempre molto

ottimistici.

In teoria entro la fine dell’anno scorso la metà di quei soldi dovevano rientrare nelle casse di Iren. L’operazione avrebbe visto uno scambio, con al centro l’inceneritore del Gerbido, con Iren acquirente dal Comune a prezzo scontato, appunto, della metà del debito pregresso.
Anche in questo caso rimarrebbe una metà i quei 250 milioni. Ricordiamo ai colleghi torinesi che, come al bar, chi esce paga, soprattutto se sono stati diversi i pranzi allegri goduti in passato.

Comments:2

  1. A proposito di Iren, anche a Reggio sono sempre più aggressivi e spregiudicati a livello commerciale.

    L’altro giorno si sono presentati a casa nostra, due ragazzi (dall’accento non erano reggiani, e poi ho capito che erano anche da poco tempo residenti in città, forse assunti a tempo determinato tramite ag. interinale).

    Io stavo uscendo, poi quando li ho visti sono tornato indietro e, senza che loro mi vedessero, li ho ascoltati mentre parlavano con mia madre (anziana).
    Con un approccio molto astuto cercavano di dargli l’idea che erano lì per motivi “ufficiali” (visto che il 90 % dei reggiani è utente Iren per gas e acqua) e per dargli suggerimenti utili.
    Nell’interesse di mia madre, ovviamente..ci mancherebbe..
    In realtà era una astuta tecnica dissimulatoria, ..non voglioamo dire di raggiro ?
    Allora come MINIMO di “intortamento” .. come si dice in gergo.. per vendergli un nuovo contratto di energia elettrica ( dopo un occhiata veloce su internet ho verificato, e vi lascio indovinare a chi sarebbe convenuto..)
    Quando me ne sono accorto sono intervenuto e gli ho fatto capire di tagliare corto e andarsene.
    Capirono di essere stati sgamati, e sembravano già preparati (dialetticamente) alla situazione. (segno che probabilmente gli capita spesso)

    E questo ragazzo napoletano (ovviamente istruito a dovere) forse nemmeno lo si rivedrà più.
    Poi ne metteranno un altro

    Che schifo…
    Ai tempi di Agac erano persone serie e nemmeno si sognavano di usare questi mezzucci subdoli..

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