Trasporto di persone con disabilità: TRANSCOOP BUS condannata dall’Antitrust

Scritto il 3 luglio 2010 da Matteo Olivieri

TRANSCOOP BUS è stata condannata per restrizione alla concorrenza nel trasporto di persone con disabilità di Reggio Emilia. A ciò si aggiungono le numerose lamentele dei cittadini per il servizio. La denuncia pubblica della Lista Civica Reggio 5 Stelle.

La vicenda del trasporto di persone con disabilità a Reggio Emilia è un grattacapo in cui a far le spese, come sempre, sembrano essere gli utenti, persone con noti e gravi problemi motori.

A fare chiarezza in questo quadro è stata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nel Bollettino Settimanale del 21 giugno 2010, ha pubblicato la decisione di condanna a ristabilire le condizioni di concorrenza del mercato.

I fatti

Tre società specializzate nel trasporto di persone con disabilità, aderenti a TRANSCOOP BUS, segnalano all’Antitrust che la TRANSCOOP BUS stessa non consente loro di uscire dal consorzio di imprese per svolgere autonomamente l’attività di trasporto.

Ad impedirlo un articolo del Regolamento interno di TRANSCOOP BUS , punto 4, art. 2,:

“è fatto divieto assoluto ai soci di porsi in concorrenza con la cooperativa, servendo o comunque prendendo contatti diretti con i clienti serviti da TRANSCOOP BUS”.

“l’impresa socia si impegna, dalla data di perdita della qualità di socio (a seguito di recesso o di esclusione) a rispettare il seguente patto di non concorrenza: l’impresa associata, dopo l’uscita dal consorzio TRANSCOOP BUS, si impegna a non effettuare concorrenza al consorzio stesso proponendosi ai clienti serviti negli ultimi 5 anni tramite TRANSCOOP BUS”

In sostanza, se esci da TRANSCOOP BUS non puoi più fornire servizi ai clienti con cui hai abitualmente lavorato negli ultimi 5 anni.

Il 6 settembre 2007 Transcoop Bus estende ancor di più questo divieto:

“L’impresa associata, dopo l’uscita dal consorzio TranscoopBus, si impegna a non effettuare, direttamente, indirettamente e/o anche tramite imprese individuali, società o consorzi in cui il titolare dell’impresa individuale o il legale rappresentante della società uscita dal consorzio divenga titolare o socio e/o venga a ricoprire la carica di amministratore o di dirigente, attività in concorrenza al consorzio stesso, per un periodo di 2 (due) anni successivi alla cessazione del rapporto consortile e limitatamente ai clienti serviti negli ultimi 5 (cinque) anni tramite TranscoopBus. Il presente patto è limitato al territorio dell’Emilia Romagna”.

Imponendo nella sostanza che chi esce da TRANSCOOP BUS non può fare nessun tipo di trasporto non solo con la sua impresa, ma anche con una società eventualmente ricostituita, per i successivi 2 anni in tutta l’Emilia Romagna.

Le tre imprese chiedono di poter uscire dal Consorzio, ma TRANSCOOP BUS si oppone ai sensi dello Statuto, perché sostiene che non ci siano le condizioni. Le tre imprese invece sostengono che, siccome viene violata la possibilità di agire in regime di concorrenza, si sentono legittimate ad uscire dal Consorzio Transcoop Bus. Su questo è attualmente in corso un arbitrato, avviato con  atto del 21 maggio 2009, presso la Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Risultato: secondo TRANSCOOP o si rimane dentro o non si lavora per 2 anni. Cioè non si lavora, perché il regolamento del Comune di Reggio Emilia prevede che le autorizzazioni per l’esercizio dell’attività di trasporto con noleggio con conducente decadano nel caso di sospensione dell’attività per un periodo superiore a sei mesi.

Ma sulla concorrenza non la pensa così l’Antitrust, la quale delibera “che il Consorzio TRANSCOOP BUS s.c. ponga immediatamente fine all’infrazione accertata e adotti le misure necessarie per ristabilire le condizioni di concorrenza nel mercato, comunicando all’Autorità, entro trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento, le iniziative assunte a tal fine”.

Questo conferma gli esiti dell’istruttoria inviati ai soggetti interessati in data 19 febbraio 2010, un cui l’Anitrust contestava a TRANSCOOP alcune disposizioni consortili contenute nel regolamento interno e una serie di condotte basate su tali disposizioni volte ad ostacolare l’uscita dalla compagine sociale dei segnalanti, al fine di impedire che essi svolgessero autonomamente il servizio di trasporto di persone con disabilità tramite noleggio con conducente, in concorrenza con lo stesso TRANSCOOP BUS, così limitando artificialmente la concorrenza nel mercato.

Le lamentele dei cittadini, la filiera dei controlli non funziona

Negli ultimi mesi diversi cittadini ci hanno segnalato:

-         che i mezzi di trasporto di persone con disabilità sono spesso sporchi;

-         che la copertura del servizio è parziale, per cui se devo chiamare un mezzo per andare in centro devo pagare, come persona con disabilità, 7 euro all’andata e 7 euro al ritorno. Un signore mi dice testualmente: “14 per un caffè a Piazza Prampolini mi sembra davvero troppo!”

-         che quindi la copertura del servizio è garantita solo per scuole, sport ed altri sevizi sociali di questo tipo, mentre la vita di una persona con disabilità, come quella di tutte le persone, non è chiusa in sfere determinate all’Amministrazione Comunale.

-         Che molte linee di autobus dovrebbero essere attrezzate di pedane, per rendere autonomi i disabili, ma molte pedane installate non funzionano per mancanza di manutenzione.

Chi deve controllare?

Dal 1998 l’Amministrazione Comunale ha affidato alle Farmacie Comunali Riunite il servizio disabili. A partire dal 2004 l’ACT, l’azienda dei trasporti, è divenuta un’Agenzia, ed ha gestito la gara per conto di Farmacie Comunali Riunite in base ad una apposita convenzione. La gara è stata vinta da TIL, società di trasporti controllata al 94.51 % da ACT, che ha poi affidato il 65% dei trasporti a TRANSCOOP BUS, il 15 % ad altri consorzi e il 20% l’ha gestito in casa.

L’Amministrazione Comunale pensa che quello delle persone con disabilità sia un problema di altri, in tutte queste scatole cinesi fatte di affidamenti, convenzioni, gare e subappalti?

Le Farmacie Comunali Riunite credono di essere esentate da ogni tipo di controllo solo perché la gara è gestita da ACT in base ad apposita convenzione?

ACT come Agenzia avrebbe proprio il compito di controllare che il trasporto pubblico, tra cui quello delle persone con disabilità, avvenga correttamente: TIL è una sua creatura, perché non controlla?

Infine TIL, ecco cosa dice riguardo a TRANSCOOP BUS rispondendo all’Antitrust: “ per TIL non risultava conveniente la presenza di TRANSCOOP BUS quale unico fornitore del servizio di trasporto disabili, in quanto lo stesso non era in grado di garantire un’adeguata efficienza e qualità del servizio”. La qualità del servizio, in osservanza ai fattori indicati nel contratto, e il rispetto degli obblighi in capo al subaffidatario, sono controllati da TIL, come ricordato dall’Antitrust.

Porteremo la questione in Consiglio Comunale lunedì con un ordine del giorno d’urgenza, per fare chiarezza sul sistema e sulla filiera dei controlli.

Bocciata la mozione sulle tagesmutter

Scritto il 3 giugno 2010 da Matteo Olivieri

Il Consiglio Comunale del 24 maggio ha respinto la nostra mozione per la sperimentazione di nuovi servizi all’infanzia, tagesmutter ed asili dei nonni. Una settimana dopo nasce a Reggio il primo servizio privato di tagesmutter.

Il 24 maggio è andata in votazione la nostra mozione su tagemutter ed asili dei nonni, una proposta che da più di un anno abbiamo messo sul piatto dell’Amministrazione.

Ragionando dei costi della sperimentazione avvenuta in altre città, come Modena, l’assessore Iuna Sassi e la consigliere Venturini hanno chiuso la partita della nostra mozione, che peraltro richiamava all’opportunità di sostenere culturalmente queste iniziative, non di finanziarle.

La nostra idea era di inserire la straordinaria esperienza degli asili di Reggio anche nei nuovi servizi sperimentali, come quello delle tagesmutter, mamme che condividono la cura della prole, o coinvolgendo gli anziani in quelle mansioni che la loro età permette (es.: preparazione dei cibi, supporto alle giovani tagemutter, ecc.)

Niente. E’ stata bocciata. La mia dichiarazione è stata “vi troverete presto a dover affrontare di nuovo questo problema”. Detto e fatto, è bastata una settimana ed il privato si è mosso con le sue gambe. In bocca al lupo alle ragazze che intraprenderanno a Reggio Emilia questa nuova avventura.

p.s.: persone interessate al progetto stano già scrivendo nel nostro vecchio post che presentava la mozione, ogni informazione si può trovare su http://www.tagesmutter-domus.it/

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Famiglie numerose, Delrio perde la faccia

Scritto il 10 marzo 2010 da Matteo Olivieri

Deve essere ancora discussa la nostra mozione sulle famiglie numerose (andrà il prossimo lunedì) , ma già il PD si è autoapprovato un documento scopiazzato, in cui smentisce quanto dichiarato solennemente in campagna elettorale dal sindaco Delrio. Ecco tutte le prove.

Rassegna stampa (1)

Nella scorsa campagna elettorale il candidato Sindaco Delrio, a caccia disperata di quella manciata di voti per evitare il ballottaggio, rispondeva con molti sì ed autocelebrazioni al questionario inviato dall’Associazione Famiglie Numerose. Oggi smentite dall’odg del Partito Democratico appena (auto) approvato in Consiglio.

Ecco cosa rispose Delrio:

* sì secco alla Consulta Comunale della Famiglia: nell’odg del PD c’è un’ipotesi;
* sì alla tariffa alla francese per il trasporto pubblico: scompare nell’odg del PD, rimangono solo i criteri ISEE che, appunto, non premiano le famiglie numerose
* “sì ai pannolini ecologici, perché Reggio è all’avanguardia in questa sperimentazione”: dopo avere già bocciato la proposta , ovviamente scompare dall’odg del PD;

Rispetto alla nostra mozione ecco cosa viene tagliato:

* correttivi all’addizionale IRPEF, come ad esempio il rimborso che viene erogato a Parma;
* tariffe pro capite per l’acqua per tutte le famiglie, come già avviene a Bologna
* tariffe alla francese per i servizi pubblici, con taglio progressivo per ogni figlio in più . La misura è compatibile con gli sconti per fasce ISEE, ma specifica ed aggiuntiva per le famiglie numerose;
* tariffa premiante per i rifiuti per chi più ricicla, tariffa puntuale
* sostenere l’acqua del rubinetto con apposite tecnologie per il condizionamento del gusto;

Deludente il comportamento dell’Assessore Sassi: nonostante il buon lavoro condotto di fronte alla crisi, come nelle garanzie sugli sfratti, cade alla prova del fuoco, cioè misure di buon senso che inciderebbero sul 2,5 % delle famiglie reggiane, con poca spesa e molti risultati.

Le parole dell’Assessore Sassi non avevano di fronte i problemi delle famiglie, ma il nemico politico e culturale, il Comune di Parma, un po’ come ai tempi dei cavalieri medievali. Armato di colbacco, falce e martello, ha tagliato la petizione popolare sull’ISEE ed appoggiato l’Odg della maggioranza, uno straccetto che ha poco di innovativo, compresa la cattiva abitudine di scopiazzare dalle minoranze ed autoapprovarsi deludenti compromessi.

La speranza è che la maggioranza si spacchi di fronte alla nostra mozione che verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale

Nella scorsa campagna elettorale il candidato Sindaco Delrio, a caccia disperata di quella manciata di voti per evitare il ballottaggio, rispondeva con molti sì ed autocelebrazioni al questionario inviato dall’Associazione Famiglie Numerose. Oggi smentite dall’odg del Partito Democratico appena approvato in Consiglio.

Ecco cosa rispose Delrio:

  • sì secco alla Consulta Comunale della Famiglia: nell’odg del PD c’è un’ipotesi;
  • sì alla tariffa alla francese per il trasporto pubblico: scompare nell’odg del PD, rimangono solo i criteri ISEE che, appunto, non premiano le famiglie numerose
  • “sì ai pannolini ecologici, perché Reggio è all’avanguardia in questa sperimentazione”: dopo avere già bocciato la proposta

Rispetto alla nostra mozione ecco cosa viene tagliato:

  • correttivi all’addizionale IRPEF, come ad esempio il rimborso che viene erogato a Parma;
  • tariffe pro capite per l’acqua per tutte le famiglie, come già avviene a Bologna
  • tariffe alla francese per i servizi pubblici, con taglio progressivo per ogni figlio in più . La misura è compatibile con gli sconti per fasce ISEE, ma specifica ed aggiuntiva per le famiglie numerose;
  • tariffa premiante per i rifiuti per chi più ricicla, tariffa puntuale
  • sostenere l’acqua del rubinetto con apposite tecnologie per il condizionamento del gusto;

Deludente il comportamento dell’Assessore Sassi: nonostante il buon lavoro condotto di fronte alla crisi, come nelle garanzie sugli sfratti, cade alla prova del fuoco, cioè misure di buon senso che inciderebbero sul 2,5 % delle famiglie reggiane, con poca spesa e molti risultati.

Le parole dell’Assessore Sassi non avevano di fronte i problemi delle famiglie, ma il nemico politico e culturale, il Comune di Parma, un po’ come ai tempi dei cavalieri medievali. Armato di colbacco, falce e martello, ha tagliato la petizione popolare sull’ISEE ed appoggiato l’Odg della maggioranza, uno straccetto che ha poco di innovativo, compresa la cattiva abitudine di scopiazzare dalle minoranze ed autoapprovarsi deludenti compromessi.

La speranza è che la maggioranza si spacchi di fronte alla nostra mozione che verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale.

In allegato per verifica dichiarazioni di Delrio a famiglie numerose

http://www.famiglienumerose.org/news.php?idnews=3660

Pedoni poco sicuri in viale Piave e viale Umberto I

Scritto il 12 febbraio 2010 da Movimento 5 Stelle

28082006(004)

Interrogazione di Matteo Olivieri (Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it )per segnalare come ad esempio in viale Umberto I ed in viale Piave ed “In più punti della città i passaggi pedonali presentano carenze come righe non segnate o luci di segnalazione del passaggio non funzionanti o mancanti”.

-Questa situazione si registra ad esempio sulla circonvallazione in zona viale Piave di fronte al Parco Santa Maria come hanno testimoniato recenti articoli di stampa. In questo luogo ad esempio le luci non sono funzionanti all’interno dei due tabelloni da quasi tre mesi, nonostante residenti abbiano segnalato la mancanza ad agenti della Polizia Municipale di passaggio. Nel controviale nella medesima zona, in prossimità dell’uscita del Parco Santa Maria mancano un rallentatore di traffico e non sono presenti le strisce pedonali, opera utile in quanto le auto sfrecciano a forte velocità spesso scambiando per la zona come una normale via di attraversamento creando un potenziale pericolo per i pedoni-ciclisti che escono dal parco.

-In viale Umberto I le zone con barriere spartitraffico installate in prossimità di passaggi pedonali, opera questa che è condivisibile per la sicurezza dei pedoni, non sono ad oggi ancora illuminate con segnalatori luminosi appositi, come ci hanno segnalato alcuni cittadini. Questo potrebbe creare problemi nelle ore notturne.

Si chiede di sapere:

-Se non si ritiene opportuno fare un controllo dei passaggi pedonali della città, partendo dalle strade più trafficate come viali e circonvallazione.

-Se segnalatori luminosi dei passaggi pedonali sono previsti in viale Umberto I ove ad oggi mancanti. E se tale mancanza è dovuta solo allo stato dei lavori.

-Se non ritiene opportuno porre immediatamente rimedio presso il passaggio pedonale di viale Piave riparando i due tabelloni di segnalazione luminosa oggi non funzionanti. Al tempo stesso si chiede all’amministrazione i motivi del ritardo nel riparare tali tabelloni segnalatori.

-Cosa intende fare l’amministrazione per garantire la sicurezza stradale di pedoni-ciclisti che escono dal Parco Santa Maria e si recano nel controviale di Viale Piave.

Dipendenze telematiche: ci avevamo visto bene

Scritto il 28 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

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Una lettera dello piscologo Umberto Nizzoli al Giornale di Reggio porta all’attenzione pubblica le nuove dipendenze telematiche che colpiscono tutte le fasce di età.

Ci avevamo visto bene! Nel primo Consiglio Comunale presentai un emendamento alle Linee Programmatiche di mandato per affermare come, oggi, le dipendenze telematiche non sono una peculiarità dei giovani, ma di tutte le fasce di età, e come tali bisogna essere pronti ad intervenire.

Ecco la risposta pubblicata da Il Giornale di Reggio.

Gentile Direttore,
ho letto con interesse la lettera di Umberto Nizzoli riguardo le dipendenze da internet e la diffusione presso le fasce adulte. A questo proposito vorrei segnalare che, in sede di discussione delle Linee Programmatiche del sindaco,
come consigliere sono stato l’unico a presentare degli emendamenti.

Un emendamento è passato all’unanimità, e riguardava proprio l’estensione del concetto di disagio “telematico” non solo alle giovani generazioni, ma anche agli adulti. In sostanza abbiamo richiesto un impegno per “i fenomeni di dipendenza passiva ed antisociale da Internet e dai sistemi elettronici e multimediali”, sostituendo una precedente formula che riguardava solo le fasce giovani.
Le dipendenze degli adulti sono molto complesse, perchè investono diverse sfere del comportamento, dalla
dipendenza alle slot machine e al gioco d’azzardo online fino alle nuove situazioni antisociali legate alla messaggeria
e alla teledipendenza. L’attenzione e l’impegno che abbiamo fatto assumere all’Amministrazione può realizzarsi in
diversi modi, come spesso succede in tali casi o in fase di prevenzione o in fase di cura di vera e propria. La cura vede sorgere, in giro per il mondo, cliniche specializzate che, nate per i disagi giovanili, trattano sempre più spesso anche altre fasce d’età. Ma come spesso succede è la prevenzione che fa la differenza. Su questo piano si possono mettere in  ampo iniziative efficaci agendo sul lato buono di internet: l’apertura alla socialità, al pensiero matematico, alla  meraviglia delle arti grafiche, al piacere della scrittura. Siamo a disposizione per sostenere tutte le proposte in tal senso.

Distinti saluti

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Asili: per evitare il caso “Luzzara” serve la redistribuzione

Scritto il 25 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

A Luzzara è scoppiato il caso delle scuole a classi etniche, cioè divise per provenienza geografica dei bambini.

L’alto numero di bambini stranieri faceva fuggire le famiglie italiane che si rivolgevano ad istituti di altri comuni.

A Reggio i cittadini segnalano situazioni simili.

Soluzione: redistribuire i posti, migliora l’integrazione ed evita i problemi di Luzzara.

Rassegna stampa (1) (2)

Come? Anche con l’uso di tecnologie che studiano davvero la miglior posizione della scuola per la famiglia, contenendo quel pendolarismo che già oggi e molto accentuato. Non si spiega come, con tali spostamenti, si possano avere tali squilibri in alcune scuole.

Presentata interpellanza in Consiglio Comunale. Segue il COmunicato Stampa.

Interpellanza alla Giunta per introdurre nuovi criteri di assegnazione più equilibrati e che non aumentino il pendolarismo

Evitare l’estremo di Luzzara richiede subito un impegno anche in progetti specifici sulle situazioni più evidenti

Le segnalazioni dei cittadini sulla polarizzazione geografica di scuole anche limitrofe, e di recente il caso noto di Luzzara, impongono misure per redistribuire i posti e per migliorare l’integrazione.
Tale redistribuzione può avvenire anche gradualmente, all’interno dei progetti, che sanano gli squilibri più evidenti, con scuole vicine che oscillano tra una presenza di bimbi stranieri dall’80% al 20%.
Peraltro tali squilibri risultano difficili da capire visto anche il pendolarismo di alcune famiglie che, per accedere al servizio, si adattano a portare i bimbi in scuole più lontane da casa.
Al contrario noi proponiamo che nell’assegnazione si ricorra ad analisi con Strumenti Informativi Geografici, capaci di drenare le situazioni limite verso soluzioni più logiche e quindi contenere il pendolarismo.
Già oggi, nella compilazione delle domande dei bandi per l’accesso agli asili nido e alle scuole delle infanzia, nell’apposita scheda “Scelta della scuola”, il genitore fornisce una sua graduatoria di preferenze sulle sedi più idonee. Si agisca su questi aspetti per evitare ghettizzazioni e scuole su base etnica. Solo così si potranno evitare le situazioni limite come quella di Luzzara.

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Tagesmutter e “asilo dei nonni”: mozione

Scritto il 23 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

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Babysitteraggio condiviso e asili dei nonni: si parte.

TESTO DELLA MOZIONE

Rassegna Stampa (1) (2) (3)

Inserita nel nostro programma a febbraio su richiesta di vari cittadini, è il momento di introdurre anche a Reggio la Tagesmutter.

Progetti che stanno riscuotendo l’attenzione di varie municipalità .

Già a febbraio segnalammo, nel proporre per primi il programma elettorale, (Punto 11) individuammo nel costo degli asili e nelle necessità di rendere flessibile l’offerta per l’infanzia una priorità. Fu così che proponemmo gli “Asili dei Nonni” e i gruppi di babysitteraggio autogestito, nella convinzione che la flessibilità dell’offerta si possa conciliare con un ottimo servizio a basso costo e molto accogliente per i bambini che, accompagnato da apposite misure di formazione delle mamme e dei nonni, garantisce un’educazione educata e a misura di bambino.

Il numero di posti aggiuntivi forniti da questo servizio potrebbe aumentare ancor più l’eccelenza di Reggio nell’infanzia, che si traduce in un’ampia disponibilità di posti in asilo ma, purtroppo, mai sufficienti per le esigenze.

Presenteremo una mozione in Consiglio Comunale una mozione per studiare le modalità e prevedere apposite misure per introdurre le Tagesmutter e gli asili dei nonni anche a Reggio.

Babysitteraggio condiviso e asili dei nonni: una proposta da prendere sul serio

Inserita nel nostro programma a febbraio su richiesta di vari cittadini, è il momento di introdurre anche a Reggio le Tagesmutter

Anche gli asili dei nonni stanno riscuotendo l’attenzione di varie municipalità

Già a febbraio segnalammo, nel proporre per primi il programma elettorale, (Punto 11)

http://www.reggio5stelle.it/wp-content/uploads/2009/05/carta-di-reggio.pdf
http://linformazione.e-tv.it/archivio/20090510/04_RE1005.pdf

individuammo nel costo degli asili e nelle necessità di rendere flessibile l’offerta per l’infanzia una priosità. Fu così che proponemmo gli “Asili dei Nonni” e i gruppi di babysitteraggio autogestito, nella convinzione che la flessibilità dell’offerta si possa conciliare con un ottimo servizio a basso costo e molto accogliente per i bambini che, accompagnato da apposite misure di formazione delle mamme e dei nonni, garantisce un’educazione educata e a misura di bambino.

Il numero di posti aggiuntivi forniti da questo servizio potrebbe aumentare ancor più l’eccelenza di Reggio nell’infanzia, che si traduce in un’ampia disponibilità di posti in asilo ma, purtroppo, mai sufficienti per le esigenze.

Presenteremo una mozione in Consiglio Comunale una mozione per studiare le modalità e prevedere apposite misure per introdurre le Tagesmutter e gli asili dei nonni anche a Reggio.

Per le Famiglie Numerose, presentata mozione

Scritto il 19 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

famiglia

Accedere ai servizi comunali per tre, quattro o più figli, pagare le bollette in base al consumo o alla quantità dei rifiuti, un’Irpef comunale che tenga conto del numero dei componenti la famiglia, mentre oggi è una tassa iniqua.

Queste le proposte contenute in una mozione presentata in Consiglio Comunale, e trovate qui il testo. Si tratta del punto 14 del nostro Programma. Vai al progetto Mamme 2.0 di Beppegrillo.it su Facebook.

Ecco le principali proposte:

-istituire una “Consulta comunale della famiglia“,alla quale partecipino le associazioni in coordinamento con l’amministrazione locale, con funzioni consultive e propositive relative a tutte le proposte di legge e delibere che riguardino la famiglia

-Sostenere e potenziare la Family Card con accordi specifici anche con le piccole imprese agricole locali e promozione degli orti urbani di quartiere aperti a tutte le famiglie;

-adottare correttivi, tramite un meccanismo di compensazione, dell’addizionale  Irpef comunale, per attenuare l’impatto delle imposte in base al numero dei componenti la famiglia, eliminando l’attuale iniquità che caratterizza questa imposta;

-Applicare le tariffe pro capite per l’acqua, prevedendo al tempo stesso interventi sul risparmio idrico;

-Applicare la tariffa “alla francese” (- 30% per le famiglie con 3 figli, – 40% per le famiglie con 4 figli, -50% per le famiglie con 5 figli,- 75% per le famiglie con 6 e più figli per nidi e scuole d’infanzia, mense scolastiche, scuole estive ed il trasporto pubblico locale;

-Continuare e  rilanciare con maggior forza la positiva azione proposta dal Comune della promozione e l’incentivo degli eco-pannolini lavabili attraverso: contributi economici per l’acquisto, promozione del prodotto nei corsi pre-parto e nei nidi comunali, utilizzo dei pannolini lavabili nei nidi comunali, sperimentazione e verifiche periodiche dei prodotti in collaborazione con le famiglie;

-prevedere tariffe premianti sui rifiuti per chi piu’ ricicla, in particolare applicando la tariffa puntuale alla fine del percorso d’estensione della raccolta domiciliare prevista per il 2012

- incentivare l’uso dell’acqua di rubinetto sostenendo, presso i nuclei familiari numerosi,l’adozione di apposite tecnologie per il condizionamento dell’acqua, anche passive e di basso costo;

- discutere, trattare e valutare le precedenti proposte in un’apposita seduta di Commissione Consiliare.

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