Consumo di territorio: ci saranno misure più precise

Scritto il 26 dicembre 2009 da Matteo Olivieri

Si vota il Bilancio Consuntivo Ambientale, un utile strumento per cercare di capire se i soldi spesi dal Comune portano i miglioramenti attesi all’ambiente in cui viviamo.

Un’esperienza che vede Reggio all’avanguardia, con tecnici specializzati come la dott.ssa Susanna Ferrari, e che permette di collaborare iscrivendosi ad un’ apposita newsletter.

Astenuto, non posso votare un consuntivo se non ho partecipato alla votazione della previsione, è un controsenso.

Allarmato però dai dati di consumo di suolo agricolo (il 5,6 % mangiato in soli 9 anni dal 1994 al 2003!) ho presentato un ordine del giorno per introdurre un nuovo indicatore, quello del suolo impermeabilizzato.

In pratica si fanno tanti punti sulla mappa del COmune e, utilizzando le foto aeree o satellitari che il Comune periodicamente acquista si vede l’evoluzione del territorio. Se al posto di un bel praticello ci si ritrova un centro commerciale o una strada quel suolo è stato impermeabilizzato (è morto, non può essere coltivato e soprattutto non trattiene l’acqua.

Approvato.

P.S. : nel testo dell’odg compaiono gli anni 2001 e 2005 perchè quelli di riferimento dei consuntivi ambientali.

A San Prospero ancora cemento

Scritto il 16 ottobre 2009 da Davide Valeriani

I grillini contro i progetti della nordest

Ce l’hanno fatta. La maggioranza del Partito Democratico, assieme all’Italia dei Valori, della circoscrizione Nord-Est ha dato parere favorevole alla costruzione di centinaia di nuovi appartamenti nella zona di San Prospero e a Gavassa. Appartamenti che non si sa se mai verranno venduti, date le migliaia di appartamenti sfitti attualmente presenti a Reggio.

Secondo un’indagine del movimento Stop al consumo di territorio, negli ultimi 15 anni si sono asfaltati o cementificati circa 3 milioni di ettari agricoli, producendo decine di migliaia di capannoni sfitti e case sfitte, mentre dal 1950 ad oggi un’area grande come il nord Italia è stata cementificata. Il tutto con un grave impatto ambientale e sul riscaldamento globale. E si continua, con circa 250mila ettari l’anno!

Ma nonostante i dati allarmanti degli esperti, e nonostante lo stesso assessore Grasselli abbia dichiarato in un’intervista appena dopo la sua nomina ad assessore, “è ora di smetterla di costruire e passare a riqualificare l’esistente anche dal punto di vista energetico”, anche a Reggio Emilia si continuano a costruire  edifici inutili solo per incassare gli oneri di urbanizzazione, necessari all’amministrazione per far cassa e coprire l’indebitamento.

La nostra opposizione a questo consumo di territorio continuerà imperterrita. Occorre ristrutturare, rendere gli edifici meno energivori, non costruirne di nuovi.