Teatro dell’Orologio in abbandono

Scritto il 8 agosto 2010 da Matteo Olivieri

Che il Teatro dell’Orologio fosse una risorsa importante per la città, per le sue attività culturali, lo hanno sempre saputo molti abitanti del quartiere, assieme alle altre strutture contigue, come la Ludoteca.

Che invece i tempi e i modi del bandone “I Reggiani per esempio” non fossero adatti a garantirne la continuità gestionale, lo sospettavano molti appassionati.

La prova l’abbiamo avuta in un sopralluogo effettuato ieri, presso la struttura. Qualcun ha capito che non c’è più anima viva presso il Teatro, ed ha approfittato per svolgere attività legate alla tossicodipendenza. Il portacenere posto sul ballatoio è letteralmente colmo di siringhe usate, come dimostrano le foto che abbiamo effettuato. Abbiamo provveduto a segnalarlo agli uffici competenti.

Intanto la gestione del Teatro verrà assegnata all’interno del Bandone “I Reggiani per esempio”, ma la stessa Amministrazione si è resa conto, in giugno, che così il nado non funzionava, ed ha emesso un apposito mini.bando con apposita determina dirigenziale.

Ciò ha comportato un evindente allungamento dei tempi, che speriamo possa essere colmato con una rapida decisione, assegnazione ed esercizio da parte del nuovo gestore.

In questa determina si parla chiaramente che il gestore avrà anche il compito di garantire la pulizia dopo ogni spettacolo, attività o manifestazione ed ogni qualvolta risulti necessario, dei locali concessi in uso .

Ma nulla di buono si prospetta all’orizzonte. Infatti, in questi giorni il Sindaco Delrio ha dichiarato che la Commissione giudicante, che deve ancora essere nominata, deciderà entro il 15 ottobre, nonostante per l’assegnazione dei locali del Teatro si indichi la data del 1° settembre.

Non ha fatto una bella fine neanche la ludoteca dell’Orologio. Il servizio, che 20 anni fa costituiva un punto di riferimento per il quartiere, ha orari ridottissimi: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 20 alle 23, e dulcis in fundo chiuso il venerdì e sabato.

Il polo culturale dell’Orologio non è un luogo strategico per l’Amministrazione.

Viaggio nella giustizia italiana – Il 22 luglio l’ultimo incontro!

Scritto il 7 luglio 2010 da Davide Valeriani

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Ultime notizie da Mafia spa. L’azienda più grande del nostro paese.

Scritto il 30 giugno 2010 da Vito Cerullo

Mentre scrivevo l’articolo ecco quanto accaduto. Blitz contro la ‘ndrangheta. Indagini anche a Reggio Emilia.

[1]

L’operazione Meta ha portato all’arresto di avvocati, imprenditori e qualche delinquente, sequestro di beni mobili e immobili dal valore di 100 milioni di euro. Operazione che vede coinvolta anche Reggio Emilia poiché molte imprese e attività commerciali avevano il compito, purtroppo ben assolto, di riciclare il denaro sporco nella città.

Altra notizia di qualche mese fa. (video). Arresti, ‘ndrangheta, affari, clan “Grande Aracri, Nicoscia, Arena, Reggio Emilia”. Vi dicono qualcosa?. Vi da fastidio? E ancora: “I milioni di euro proventi dello spaccio di droga e delle estorsioni effettuate soprattutto a scapito della gente del sud, sono investiti nei “luoghi di sostegno dei clan crotonesi” tra i quali Reggio Emilia”. I luoghi di sostegno? Chi aiuta e sostiene i clan per investire questi milioni sul nostro territorio? Se da decenni avviene tutto ciò le leggi sono insufficienti ed inefficaci e la politica nazionale e quella locale ha gravi colpe.

Della mafia “cattiva” si parla sempre, ovunque e comunque. Un omicidio, si arresta un boss, un malvivente, si incendia un negozio, salta in aria un auto. Questo fa notizia e la società civile e la politica si mobilita contro la Mafia. Come da 100 anni a questa parte siamo da sempre contro ma se questa esiste e domina vuol dire che sbagliamo i tempi e il metodo.

Che Reggio sia una città fatta di persone oneste, persone che lavarono sodo, virtuose, impegnate per il bene comune è risaputo. Tutto questo non ferma Mafia spa. E’ risaputo che la ‘ndrangheta è di casa a Reggio ma quando lo dici in tempi non sospetti, sei un allarmista, sei provocatore da azzittire e al massimo ti ignorano. Cemento, trasporti e rifiuti fanno gola alla ‘ndrangheta “affarista” quella che smuove miliardi di euro “sporchi di sangue” importando ingenti somme nelle capitali dell’economia italiana per riciclare, investire ed arricchirsi. Anche in questo caso la politica si dichiara “contro la mafia” ma proprio non riesce a sconfiggerla.

Allora mi chiedo, a Reggio Emilia come nel resto d’Italia da più fastidio la mafia “cattiva”, quella delle bombe, delle auto e locali in fiamme, quella dei rozzi uomini del sud, ignoranti malviventi e assassini oppure quella “in borghese”, laureata, con capacità imprenditoriali impressionanti che a Reggio porta soldi e lavoro?

Dobbiamo interrogarci e cercare delle risposte. La politica deve darsi una mossa non barcamenarsi. La mafia va combattuta e sconfitta. Punto. La ‘ndrangheta a Reggio Emilia fa affari, porta lavoro, ricicla soldi e stronca le aziende oneste con la sua concorrenza sleale (termine troppo riduttivo), per fare impresa utilizza proprio quei soldi in nero ottenuti con la violenza e con molta facilità. La verità ci fa male. Bisogna parlarne anche quando la ‘ndrangheta a Reggio non fa più notizia. Non possiamo abbassare le difese, mollare la presa. Non possiamo parlarne e agire solo quando accade un fatto. A fatto compiuto è già tardi. Prevenire è meglio che curare.

Vito Cerullo

p.s. io sostengo Enrico Bini, i giovani di Reggio contro le Mafie e tutti coloro che vogliono sconfiggere la mafia non solo combatterla.

p.p.s. cercherò di pubblicare su questo sito notizie sulla Signora del malaffare a Reggio. Parliamone

Fanculo a “Il Manifesto”, i razzisti siete voi!

Scritto il 23 giugno 2010 da Matteo Olivieri

Siamo agli onori delle cronache nazionali! Vi chiederete: per le proposte di riciclare l’acqua piovana, per le denunce sugli sprechi, per gli interventi che migliorano le condizioni degli abitanti? Macchè, per “Il Manifesto”, noi di Reggio, siamo come Borghezio, cioè razzisti, traducendo il messaggio sopraffino. Viva la libertà di stampa, che permette ai coglioni di emergere in tutta la loro professionalità. Guai a censurarli, non potremmo godere delle perle di faziosità camuffata da fini analisi socio politiche di cui si fregia “Il Manifesto”, riprendendo il sofisticato MicroMega, per mano di tal Stefano Milani.

In un articolo, praticamente identico a quelli già usciti su “La Repubblica” e “Il Resto del Carlino”, si legge che Grillo è un razzista per avere obiettato all’apertura subitanea delle frontiere ai rumeni, ma si omette di segnalare come quelle frontiere siano rimaste chiuse in tutti Paesi europei. Tutti razzisti? Allo stesso tempo l’articoletto dimentica che il buon Romano Prodi offrì questa moneta di scambio a fronte di una facile delocalizzazione delle nostre aziende in Romania, pagate per trasferirsi, pagate per lasciare a casa i nostri operai. Ma cosa volete, noblesse obligè di chi scrive su “Il Manifesto”, mica sulla carta da culo che usiamo tutti i giorni (francesismo papier de cul, per gradire a lor signori)!

Ma il bello arriva dopo:

“Certo, se il capo la pensa così, non c’è da stupirsi che la base (in questo caso di Reggio Emilia) rivendichi per la propria città «il potenziamento della polizia municipale, il contrasto delle situazioni abitative illegali e dei campi nomadi, l’autocontrollo dei cittadini”

Ma bravi i nostri taglia e cuci, davvero ci eravamo illusi che preparatissimi artisti della penna, ancheggianti bohemiennes, avessero la capacità di fare sintesi succose ma fedeli, e invece no!

Basta leggere nel Programma, potenziamento Polizia municipale: venga qua il bel Milani a farsi fregare in 6 mesi un giubbotto, due piante davanti a casa, due biciclette l’ultima del valore di 300 euro, ed essere costretto a girare con un catorcio che a ogni buca ci lascio mezza schiena, e quella davvero non avranno il coraggio di fregarmela, fosse solo perché da lontano si vede la ruggine.

Venga il buon Milani a vivere in 10 dentro una stamberga perché qualche proprietario ha deciso di tirar su 3000 euro al mese esentasse con un buco da 70 metri quadri, ci viva lui come clandestino per capire se non è meglio riportare tutto sull’alveo della legalità

Ci passi Milani per le strade dove emeriti cretini sfrecciano in pieno centro ai 100 all’ora, stirando a volte i malcapitati. Chi li deve fare questi controlli, Babbo Natale con “Il Manifesto” sotto braccio?

Contrasto dei campi nomadi:cazzate! c’è scritto “no ai campi nomadi abusivi”. Milani, ci sei arrivato 3 millimetri dopo a continuare la frase, dove si cita la comunità italiana dei Sinti? Ah, non faceva comodo scriverlo? E perché non mandi il curriculum a “Il Giornale” di Berlusconi, cercano professionalità di questo tipo, sei perfetto. Ma no, in fondo i nomadi italiani che rivendicano da secoli uno straccio di tetto sopra la testa non sono abbastanza alternativi, meglio storie crude di persone dannate, come la figura di merda che fece il tuo giornale anni fa su uno scoop di una bambina nomade picchiata dai passeggeri di un autobus, per poi scoprire che erano stati i genitori a spezzarle il braccio per il magro bottino riportato a casa.

Autocontrollo dei cittadini: se vivi al piano terra in una casa di 80 anni fa, in pieno centro, hai un finestrotto da cui entra aria e luce, e per tutta la notte qualcuno schiamazza davanti alle finestre mentre ti sta pisciando sul muro, cosa aspetti? Che lo stanchissimo Babbo Natale col giornaletto corra disperato in via del Pozzo? O apri la finestra e chiedi che vadano a pisciare da un’altra parte, ricevendo come risposta bottiglie di vetro contro le inferriate?

Questo non è autocontrollo da parte dei cittadini? Milani, la capisci la differenza fra controllo e repressione?

Macchè, il loro problema è che la parola sicurezza non va citata, non rientra nel vocabolario speciale per maitrè della parola scritta, stona, è come il formaggio per antipasto.

Oltre non avete bisogno, voi depositari di una superiorità culturale che esiste in quanto imposta, ad esempio di sapere che tra i 150 lavoratori REALCO che abbiamo portato ad un tavolo risolutore in Comune ci sono molti immigrati, che hanno condiviso la lotta coi compagni di lavoro.

O del fatto che soli, in Consiglio Comunale, abbiamo rifiutato qualsiasi idiozia sull’accattonaggio? SOLI! Quando spuntano, sostenuti da i Partiti, reati fantasiosi come “l’accattonaggio molesto”, quando esistono già il disturbo alla quiete pubblica e l’estorsione?

Però è importante che scriviate, voi de “Il Manifesto”. Scrivete quello vi pare, è vero, come “Libero” o altre testate del genere, ma l’importante è che scrivete. Se poi sul caso Favia Defranceschi date grande onore a Vittorio Balestrazzi, omettete pure di citare i recentissimi fatti, proprio freschi di quel giorno, in cui una mail spedita per errore da un consigliere del PD di Modena arriva a tutti. Cosa c’era scritto? “Usiamo bene bene Balestrazzi per sputtanare i grillini”. Fantastico!

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La Casa della Legalità ha bisogno di aiuto!

Scritto il 8 giugno 2010 da Matteo Olivieri

La Casa della Legalità e della Cultura ha bisogno di aiuto. Per questo ha lanciato un appello alla raccolta di fondi. Un’Associazione che tiene alta la testa contro tutte le mafie, che con le sue inchieste indipendenti fa tremare i potenti, deve essere sostenuta.

La recente pubblicazione del libro “Tra la Via Emilia e il Clan”, di Christian Abbondanza ed Antonio Amorosi, dimostra come si possa squarciare il velo di falso perbenismo, dando molto fastidio ai mafiosi che voglionouna sola cosa: il silenzio.

Trovate qui tutti i riferimenti per fare una donazione alla Casa della Legalità. Un piccolo o piccolissimo contributo è vitale.

p.s.: per non lanciare appelli generici, trovate qui un estratto del mio estratto conto, ho appena dato in prima persona un piccolo aiuto

Rallentare prego!

Scritto il 5 maggio 2010 da Alessandro Marmiroli

Approvata a larga maggioranza, dal Consiglio della Circoscrizione Sud, la prima mozione presentata dal sottoscritto dal giorno del suo insediamento, il 31 marzo di questo anno.

Oggetto della mozione è la viabilità nella frazione di San Rigo, attraversata dall’omonima via, della quale da tempo vari residenti lamentano l’eccessiva velocità con cui auto e moto la percorrono. Una situazione obbiettivamente pericolosa per la conformazione della strada; circa un Km dritto e largo, le migliori condizione per stimolare velleità corsaiole, aggravata dal fatto che gli unici moderatori di velocità sono due dossi posti a breve distanza l’uno dall’altro, siti in quello che era il borgo originario della frazione. Frazione che però negli ultimi anni si è molto ingrandita sviluppandosi lungo via San Rigo, dove tra l’altro sono in costruzione nuove abitazioni, e rimanendo cosi per la maggior parte esposta alle intemperanze di molti automobilisti.

Praticamente, i veicoli provenienti da Reggio hanno tutta la strada a disposizione per simulare il decollo di un aereo, e solo dopo aver attraversato mezza frazione trovano i dossi a rallentarli. Unico altro ostacolo: cartelli che preconizzano controlli elettronici della velocità, abbastanza facili da ignorare al secondo passaggio…

La pericolosità della situazione è stata confermata a chi scrive anche dal titolare dell’impresa edile che sta realizzando le nuove abitazioni, resosi da tempo disponibile presso il Comune per realizzare a sue spese dossi nel tratto di strada davanti al cantiere. Il Comune avrebbe però rifiutato.

Dato che, tuttavia, i dossi hanno molti pro ma pure tanti contro, la richiesta rivolta al Presidente della Circoscrizione è stata di valutare quali interventi di moderazione della velocità siano più opportuni per le caratteristiche della strada. L’assessore Gandolfi, che tanta fantasia ha per le rotonde, avrà idee originali anche in questo caso?

Pedoni poco sicuri in viale Piave e viale Umberto I

Scritto il 12 febbraio 2010 da Movimento 5 Stelle

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Interrogazione di Matteo Olivieri (Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it )per segnalare come ad esempio in viale Umberto I ed in viale Piave ed “In più punti della città i passaggi pedonali presentano carenze come righe non segnate o luci di segnalazione del passaggio non funzionanti o mancanti”.

-Questa situazione si registra ad esempio sulla circonvallazione in zona viale Piave di fronte al Parco Santa Maria come hanno testimoniato recenti articoli di stampa. In questo luogo ad esempio le luci non sono funzionanti all’interno dei due tabelloni da quasi tre mesi, nonostante residenti abbiano segnalato la mancanza ad agenti della Polizia Municipale di passaggio. Nel controviale nella medesima zona, in prossimità dell’uscita del Parco Santa Maria mancano un rallentatore di traffico e non sono presenti le strisce pedonali, opera utile in quanto le auto sfrecciano a forte velocità spesso scambiando per la zona come una normale via di attraversamento creando un potenziale pericolo per i pedoni-ciclisti che escono dal parco.

-In viale Umberto I le zone con barriere spartitraffico installate in prossimità di passaggi pedonali, opera questa che è condivisibile per la sicurezza dei pedoni, non sono ad oggi ancora illuminate con segnalatori luminosi appositi, come ci hanno segnalato alcuni cittadini. Questo potrebbe creare problemi nelle ore notturne.

Si chiede di sapere:

-Se non si ritiene opportuno fare un controllo dei passaggi pedonali della città, partendo dalle strade più trafficate come viali e circonvallazione.

-Se segnalatori luminosi dei passaggi pedonali sono previsti in viale Umberto I ove ad oggi mancanti. E se tale mancanza è dovuta solo allo stato dei lavori.

-Se non ritiene opportuno porre immediatamente rimedio presso il passaggio pedonale di viale Piave riparando i due tabelloni di segnalazione luminosa oggi non funzionanti. Al tempo stesso si chiede all’amministrazione i motivi del ritardo nel riparare tali tabelloni segnalatori.

-Cosa intende fare l’amministrazione per garantire la sicurezza stradale di pedoni-ciclisti che escono dal Parco Santa Maria e si recano nel controviale di Viale Piave.

Vigili con palmare e mappe digitali

Scritto il 31 gennaio 2010 da Matteo Olivieri

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Organizzare il lavoro dei vigili con una copertura efficace del territorio e con una gestione informatica delle conoscenza, dei problemi, delle segnalazioni. Risposta positiva dell’Assessore Corradini alla nostra proposta.

Alcuni mesi fa abbiamo infatti presentato un’interpellanza sulla base della richiesta di alcuni cittadini. Si notava, infatti, in città, la presenza di più vigili urbani impegnati in una singola funzione, senza prestare un’attenzione “territoriale” ai problemi. Laddove, infatti, le segnalazioni dei cittadini si ripetono per parcheggi nei posti degli handicappati, eccessi di velocità, degrado urbano, attività rumorose ed altro, il vigile può rappresentare, nelle sue attività, un presidio capace di monitorare la situazione con un costante aggiornamento, proporre soluzioni, dimostrare ancor più la vicinanza ai cittadini.

Un esempio: un vigile impegnato nel rilievo del parcheggio selvaggio sulle piste ciclabili controlla eventuali conferimenti di rifiuti non corretti, eventuali punti di spaccio, ecc.

La nostra idea: dotare i vigili di dispositivi capaci di visualizzare le informazioni in mobilità e di restituire un costante aggiornamento della situazione.

La risposta dell’Assessore Corradini è stata positiva , in un’interpellanza del 18 gennaio. La sperimentazione si farà.

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