Circoscrizioni. Bonificare amianto installando fotovoltaico.

Scritto il 8 marzo 2011 da

Nel nostro territorio sono numerosi gli edifici, pubblici e privati, contenenti amianto, soprattutto nei tetti, come dimostra la mappatura degli edifici pubblici diffusa dalla regione Emilia Romagna. Tra questi, ci sono edifici molto frequentati, come ospedali, scuole, palestre, asili, ed alcuni sono gestiti dalle circoscrizioni.

In tutta Italia si stanno moltiplicando le iniziative di pubblico e privato per agevolare e incentivare la bonifica dell’amianto e, tra queste, c’è quella di installare impianti fotovoltaici oltre bonificando il tetto. Questo garantisce un incremento del 10% dei benefit del conto energia2011.

Queste politiche non solo tutelano la salute dei cittadini, ma creano posti di lavoro e permettono di rendere più efficienti gli immobili pubblici e privati abbattendo i costi energetici ed ambientali, liberando ulteriori risorse da investire per i cittadini e per le aziende. Il tutto è possibile anche a costo zero per l’amministrazione (e non ci stancheremo mai di ripeterlo), grazie alle ESCO (Energy Service Companies), che effettuano i lavori a loro spese in cambio del diritto di superficie (tetto) finché non si ripagano i lavori: l’amministrazione comunale continua a pagare la propria bolletta elettrica (avendo però bonificato il tetto) e, dopo alcuni anni, torna proprietaria (e destinataria degli utili) del proprio tetto.

Chiediamo pertanto alle circoscrizioni che si attivino per promuovere iniziative di questo tipo sui propri edifici, al fine di garantire una maggior sicurezza per le persone e per l’ambiente.

Di seguito il testo dell’interpellanza:

INTERPELLANZA. Bonificare l’amianto ed installare pannelli solari

Premesso che:
l’utilizzo dell’amianto è fuorilegge in Italia dal 1992.
Questo minerale rappresenta un pericolo per la salute e per la vita stessa dei cittadini.
Le fibre di cui è costituito possono essere presenti in ambienti di lavoro come scuole, asili ed ospedali, e se inalate anche in dosi bassissime, possono provocare malattie mortali anche dopo pochi anni, come per il carcinoma polmonare.

Considerato che:
la mappatura degli edifici pubblici diffusa dalla regione Emilia Romagna mostra i siti da bonificare. Tra questi ci sono edifici molto frequentati della nostra circoscrizione, come scuole e palestre.

Il regolamento delle circoscrizioni prevede la gestione di impianti sportivi (art. 13.1 lettera c) e la manutenzione ordinaria di edifici pubblici e arredo urbano (art 13.1 lettera e).

Ad oggi si moltiplicano le iniziative ed aumentano gli incentivi per chi bonifica amianto ed installa impianti fotovoltaici, sia per il pubblico che per i privati:
- il conto energia 2011 prevede un aumento del 10% degli incentivi per chi installa pannelli solari bonificando i tetti in amianto;
- la regione Emilia Romagna ha pubblicato un bando da 9 milioni di euro per agevolare le PMI a sostituire l’amianto;
- il Comune di Reggio Emilia ha previsto 5 milioni di euro nel bilancio per il fotovoltaico;
- Legambiente ha promosso l’iniziativa Provincia Eternit Free, alla quale hanno aderito molti comuni e provincie d’Italia (Torino, Roma, Regione Marche), che prevede la possibilità di bonificare ed installare i pannelli fotovoltaici a costo zero per l’ente (cessione del diritto di superficie alla ditta che esegue i lavori fino al recupero dei costi).

Queste politiche non solo tutelano la salute dei cittadini, ma creano posti di lavoro e permettono di rendere più efficienti gli immobili pubblici e privati abbattendo i costi energetici ed ambientali, liberando ulteriori risorse da investire per i cittadini e per le aziende.

L’interrogante chiede alla Presidente della Circoscrizione:
- se è disponibile un elenco di edifici pubblici della circoscrizione contenenti amianto e, se si, di metterlo a disposizione del consiglio;
- se non ritiene opportuno richiedere un intervento del Comune per gli edifici del territorio circoscrizionale contenenti amianto;
- se non ritiene opportuno sollecitare l’amministrazione provinciale e comunale ad aderire alla campagna Ethernit Free.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest

Alessandro Marmiroli
Consigliere Circoscrizione Sud

Davide Valeriani
Consigliere Circoscrizione Nordest

IREN e i debiti di Torino:non siano i reggiani a pagare, mozione a 5 Stelle

Scritto il 15 dicembre 2010 da

300 milioni di euro il debito di Torino con IREN per bollette elettriche non pagate: non siano i reggiani a pagare, Reggio 5 Stelle fa proposte concrete con una mozione. Inascoltato il nostro allarme il 31 marzo 2010, quando venne respinto un odg sulle condizioni finanziarie di Torino: ora presentiamo una mozione per avere le garanzie, se Torino fallisce quei soldi non li vediamo più.

In occasione della ratifica della fusione tra ENIA ed IRIDE, il 31 marzo 2010, che ci vide forti oppositori, presentammo un ordine del giorno in cui si esprimevano forti preoccupazioni sulle condizioni finanziarie del Comune di Torino, socio assieme a Reggio in IREN. (vedi verbale della seduta)

Inascoltati, ci troviamo ora di fronte ad una nuova preoccupazione sul fronte torinese: Torino ha debiti sulla bolletta elettrica per l’illuminazione pubblica per la spaventosa cifra di 300 milioni di euro nei confronti di IREN.
Una quantità di soldi imponente, considerando che il fatturato di IREN è previsto in 2,5 miliardi di euro all’anno circa. Ciò ha fatto balzare sulla sedia i rappresentanti emiliani nel cda di IREN, che hanno presentato il conto.

Ciò che emerge è la presenza di un Piano di rientro del Comune di Torino, che ha accumulato il debito dal 2004 verso IRIDE SERVIZI, ora IREN, al ritmo di 40 milioni di euro all’anno. (erano 220 nel 2008, sono 297 oggi).
Ma Torino ha un’altra caratteristica: è il Comune più indebitato d’Italia.In rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano).

Se Catania, rimanendo spesso al buio, è stata salvata dal rinforzino di 400 milioni di euro dal Governo amico di Roma targato PDL e Lega Nord, non vogliamo che Torino trovi nella sponda reggiana il salvagente,pesando e non poco sulle tasche dei reggiani.

Avanziamo così una semplice proposta attraverso una mozione: integrare il Piano torinese di rientro dal debito verso IREN con maggiori garanzie,e riferire in Commissione consiliare sulle possibili conseguenze della situazione finanziaria di Torino.

Cosa chiede Reggio 5 Stelle come maggiori garanzie? La presenza di investimenti sul risparmio energetico nell’illuminazione pubblica di Torino,che soli possono abbassare il rischio di insolvibilità nel medio e lungo termine. Se, infatti, il ritmo con cui Torino ha accumulato debito è così alto (40 milioni all’anno) e la condizione finanziaria è così critica, bisogna far sì che le bollette diminuiscano gradualmente, pena il riproporsi periodico del problema.
Che sia il Comune o la stessa IREN a fare questi investimenti, poco importa: i reggiani hanno bisogno di maggiori garanzie.

Ecco il testo della mozione.

MOZIONE IN MERITO AI DEBITI NEI CONFRONTI DI IREN SPA ED ALLE PRECARIE CONDIZIONI FINANZIARIE DEL COMUNE DI TORINO

Premesso che:

-                    il Comune di Torino, che compartecipa la società Iride IREN, risulta essere il Comune più indebitato d’Italia in rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano);

-                    il Comune di Torino risulta ad oggi avere un debito di 300 milioni nei confronti della società IREN spa, consistente in addebiti non corrisposti per il servizio di illuminazione pubblica alla società IRIDE SERVIZI, ora facente capo ad IREN spa in seguito alla fusione mediante incorporazione tra IRIDE ed ENIA;

-                    il Comune di Torino ha elaborato un Piano di rientro dai debiti, ma di recente i consiglieri emiliani del Consiglio di Amministrazione (cda) di IREN sono stati costretti a sollecitare l’espletamento di tale Piano, dato che il debito di 300 milioni rappresenta una seria esposizione a fronte di un fatturato della conglomerata stimabile in 2,5 miliardi di euro all’anno circa;

-                    questo Consiglio Comunale, nella seduta del 31 marzo 2010, allorché si ratificò la suddetta fusione per incorporazione, respinse un ordine del giorno presentato dal Gruppo Reggio 5 Stelle beppegrillo.it in merito alle precarie condizioni delle finanze del Comune di Torino, in cui si chiedeva di riferire, in apposita Commissione, su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni di IREN;

Ritenuto che:

- la stabilità finanziaria dei soci sia una garanzia concreta anche del sostanziale e non formale controllo da parte di Soggetti Pubblici di IREN;

- la solvibilità dei debiti contratti da parte del Comune di Torino rappresenti un fattore importante per la stabilità finanziaria della società IREN spa, di cui il Comune di Reggio Emilia detiene una quota del 9%, che è patrimonio fondamentale di tutta la città;

- la fusione con Torino e Genova non possa scaricare incombenze finanziarie sui cittadini reggiani;

Considerato che:

- un Piano di rientro basato solo sulla restituzione del debito, senza interventi strutturali di risparmio energetico e al conseguente abbassamento del rischio di insolvibilità nel medio e lungo termine, non dia sufficienti garanzie finanziarie, né possa considerarsi una sufficiente e lungimirante collaborazione tra gli enti locali compartecipi in IREN,finalizzata ad un uso più razionale dell’energia;

VISTO lo Statuto della società IREN spa;

Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia impegna la Giunta a:

-  delegare i propri rappresentanti nel cda della Società IREN affinché richiedano un approfondimento del Piano di rientro del Comune di Torino dal debito sulle utenze relative all’illuminazione pubblica, integrandolo con adeguate previsioni di investimento sul risparmio energetico,capaci di abbassare il rischio di insolvibilità nel medio e lungo termine ;
- a riferire in apposita Commissione su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni della società IREN spa;

Categorie: Energia
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Torino non paga le bollette,IREN non incassa (pagheremo noi?)

Scritto il 10 dicembre 2010 da

300 milioni di euro di arretrati: questo il debito che il Comune di Torino, il Comune più indebitato d’Italia, nei confronti di IREN, accumulati con le precedenti società (IRIDE, le municipalizzate torinesi, e via indietro nel tempo). Una cifra enorme che ci fa trasalire dalla rabbia:   non solo perchè abbiamo più volte urlato a gran forza “non facciamo la fusione con il COmune più indebitato d’Italia”, ma perchè lo abbiamo messo anche nero su bianco, e i Partiti hanno respinto la nostra proposta di rendere noto a tutti i cittadini quanto quella scelta fosse scellerata.

La Stampa rende noti i dettagli e le promesse da mercante del Comune torinese: “Il debito è quasi il 15% dei 2,2 miliardi di fatturato dei nove mesi della multiutility”. Un macigno insopportabile. Ecco cosa chiedevamo di urlare a tutta forza alcuni mesi fa, contrastati dalla miopia degli zerbini reggiani, pronti a tutto per “disegni superiori” di Partito.

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLE PRECARIE CONDIZIONI FINANZIARIE DEL COMUNE DI TORINO

Premesso che:

-          il significato di Soggetti Pubblici, nel controllo di una Società attiva nel libero mercato, non può che esplicarsi nel rispetto delle norme e della giurisprudenza, nonché nella tutela dei diritti dei cittadini;

-          la garanzia al controllo pubblico della Nuova Società, frutto della fusione tra ENIA e IRIDE, non può che esprimersi nell’applicazione dei principi di cui sopra;

-          il Comune di Torino, che compartecipa la società Iride e quindi la Nuova Società, risulta essere il Comune più indebitato d’Italia in rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano)

Ritenuto che:

-          la stabilità finanziaria dei soci sia una garanzia concreta anche del sostanziale e non formale controllo da parte di Soggetti Pubblici della Nuova Società;

Considerato che:

- dal punto di vista del Comune di Reggio, usando una metafora, anche nell’affrontare una semplice vacanza è rassicurante avere compagni di viaggio che non siano sull’orlo del baratro finanziario;

VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL);

VISTO lo Statuto del Comune;

Il Consiglio esprime:

-          forti preoccupazioni per la stabilità finanziaria del Comune di Torino;

-          forti preoccupazioni per la garanzia al controllo di Soggetti Pubblici derivante dall’ingente debito del Comune di Torino;

ed impegna la Giunta:

-          a riferire in apposita Commissione su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni della Nuova Società

Video:condomini a risparmio energetico, parla un amministratore

Scritto il 8 dicembre 2010 da



Gianni Bertucci, amministratore di condominio, ci illustra i risultati ottenuti in alcuni condomini di Reggio Emilia, con semplice accorgimenti, nell’abbattimento dei consumi elettrici. Costanza, buon senso, attente valutazioni costi benefici possono portare immediati benefici economici. Il Progetto Condomini Virtuosi va avanti, nei fatti.

Risparmio energetico nelle case popolari: approvato odg di Reggio 5 Stelle

Scritto il 9 novembre 2010 da

Il rinnovo della convenzione con l’Azienda per la Casa, ACER, per la gestione degli immobili di edilizia sociale del Comune, ha portato un impegno importante: perseguire il risparmio energetico con l’ausilio di Energy Service Companies (ESCO). E’ stato infatti approvato un ordine del giorno di Reggio 5 Stelle che detta alcune linee importanti: potrebbe essere la stessa ACER a svolgere il ruolo di ESCO. Approvato anche un altro impegno: estendere gradualmente la procedura di “Gare senza Carta” all’Azienda ACER.

Il presidente di ACER Corradi ha lanciato un allarme: i costi energetici saranno la voce determinante nel futuro delle gestioni condominiali, e contenerli significa garantire a chi alloggia in case popolari di poter sostenere i costi e non diventare moroso.

Abbiamo così approfittato presentando un ordine del giorno in cui si chiede di intervenire con Energy Service Companies (ESCO), cioè società che guadagnano dal risparmio energetico gerantito al cliente, sugli immobili pubblici.

L’impegno è a studiare al più presto uno schema di intervento finanziario, in cui potrebbe essere la stessa ACER ad assumersi il ruolo di ESCO. Uno degli ostacoli da superare, infatti, è che chi interviene come ESCO necessita di essere il destinatario delle bollette pagate dagli affittuari, per frapporsi cioè tra il fornitore di energia (IREN) e il cliente. Questo garantisce alla ESCO gli introiti necessari a coprire gli investimenti.

Tuttavia le garanzie richieste da ESCO private sono molto impegnative, e poche intendono assumersi questo ruolo impegnativo, totalizzante di chi fattura direttamente al cliente. Allora la soluzione potrebbe essere semplice, e l’abbiamo suggerita proprio nell’odg: sia la stessa ACER a fare da ESCO (investimenti, fatturazione).

ACER, infatti, stipula per sua natura i contratti con gli affittuari. Ciò le conferisce una posizione di forza nell’essere intermediaria e nel poter fatturare anche le bollette energetiche, con tanto di ritorno dell’investimento sul risparmio energetico.

Si dà così seguito ad una campagna che conduciamo da anni per introdurre le ESCO nella gestione degli immobili pubblici. Inoltre si rafforza la raccomandazione ad ACER di specializzarsi e rafforzarsi nel settore del risparmio energetico. La felice congiuntura sta anche nella partecipazione di ACER ad un progetto europeo per il risparmio energetico negli immobili pubblici.

E’ stato inoltre approvato all’unanimità, con la sola astensione del socialista del PD Pierfederici, un altro ordine del giorno di Reggio 5 Stelle per estendere le “Gare senza Carta”, procedure amministrative snelle, trasparenti ed ecologiche, all’azienda ACER.

Incentivi per ristrutturare,recuperare,rinnovare

Scritto il 3 marzo 2010 da

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Le misure del Comune di Reggio per favorire le ristrutturazioni e l’installazione di pannelli solari sono state approvate. Il voto positivo della nostra Lista Civica è arrivata dopo aver condiviso fin dall’inizio le proposte, non senza una forte battaglia per approfittare di questi incentivi nel bloccare nuovo cemento.

Riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria, possibilità di rateizzare più favorevolmente i pagamenti, minori contributi per l’occupazione del suolo delle impalcature e dei ponteggi,  sconti per rinunciare ai parcheggi (si può realizzare un appartamento realizzando un solo posto auto o garage, il secondo viene pagato con una monetizzazione, ma molto meno di prima). Ed ancora, ampliamenti dei capannoni senza nuovo consumo di suolo, dentro l’edificio o comunque nell’area dei piazzali. Tutto finalizzato a ristrutturazioni energetiche degli edifici.

Ho spiegato dettagliatamente perchè alcuni cittadini mi hanno chiamato, allarmati, dicendo: hai votato per ridurre le tasse ai palazzinari?

Neanche per sogno: Ho votato sì alla nostra proposta principale, quella di ristrutturare, rinnovare, recuperare.

Ma ho anche ricordato con veemenza, e più volte, che adesso è giunto il momento di ridurre le previsione del nuovo Piano, il PSC. Il miglior incentivo per ristrutturare è non permettere di costruire altrove.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

A proposito potete leggere il comunicato che trovate in fondo. Mi sono opposto alle proposte folli del PDL: in un ordine del giorno addirittura propone di diminuire i controlli per favorire i costruttori, i controlli che verificano che le case siano costruite secondo le norme! Ovviamente ho spinto il pulsante rosso con tutte le forze.

Altra chicca: quando si discusse del Piano Casa (trovate qui tutto il resoconto) la Lega, con il consigliere Parenti, propose un sacrosanto emendamento, ed io votai a favore mentre la maggioranza votò contro. Nel rialzare di un piano la propria abitazione il proprietario deve essere libero di affitarla a chi vuole, ad esempio il figlio (ci paga su anche le tasse perchè l’affitto viene regolarmente registrato), mentre le regole imposte dal Comune  prevedevano di pescare dalle graduatorie comunali. Ebbene, riproposto questa volta è stato votato all’unanimità!! Le 5 Stelle non perdono un colpo!

Di seguito il comunicato inviato per l’occasione:

Misure anticrisi, ottime nel favorire le ristrutturazioni, ora si riduca il PSC

Ristrutturare e recuperare senza consumare suolo, ma il PSC va ridimensionato per incentivare le imprese

Sconti per le ristrutturazioni e il risparmio di suolo agricolo in campagna le cose migliori

In seguito alla Commissione Ambiente e Territorio tenutasi giovedì sera siamo ad esprimere queste considerazioni, apprezzando le azioni che concordano con il nostro programma.

Accogliamo con soddisfazione alcune misure adottate dalla Giunta contro la crisi, in particolare gli sconti per le ristrutturazioni, con la diminuzione degli oneri del 20% in tutto il Comune e del 30% in centro storico, e la riduzione dei costi per rinunciare a parcheggi, cosiddetta monetizzazione.

Insieme alle misure del “Piano Casa” approvato, specie per ampliamenti in verticale degli edifici, queste misure consentono di ristrutturare e recuperare senza consumare suolo, ma le imprese vanno incentivate riducendo le previsioni del PSC.

Infatti lo stimolo a ristrutturare con migliori tecniche energetiche, quando necessario ad ampliare in verticale l’esistente, viene soprattutto dal non poter costruire altrove.

Allora proponiamo di legare le nuove edificazioni solo al completamento delle ristrutturazioni dell’esistente, come da nostro programma

http://www.reggio5stelle.it/2009/02/20/recuperare-ristrutturare-rinnovare/

La sfida che abbiamo davanti è decisiva: l’industria che ha trainato l’economia reggiana, quella del cemento, potrebbe trasformarsi nell’industria del lavoro buono e qualificato legato alle ristrutturazioni, in cui non ci si inventa, con benefici sul lavoro dei tanti disoccupati, sulle bollette energetiche delle famiglie, sulla vivibilità dei quartieri.
Matteo Olivieri

Consigliere Comunale

Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it


Viero dimettiti!

Scritto il 19 febbraio 2010 da

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Rinvio a giudizio della Corte dei Conti: Andrea Viero, oggi amministratore delegato di ENIA, se condannato dovrà restituire quasi 2 milioni di euro, per fatti che risalgono a quando era Direttore Generale della Regione Friuli. Ne abbiamo chiesto pubblicamente le dimissioni.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

La Procura della Corte dei Conti ha rinviato a giudizio Viero e l’ex Giunta Illy per buonuscite e indennità eccessive: quasi 2 milioni di euro di risarcimento richiesti a Viero, assieme ad Illy la cifra più alta

La motivazione è perentoria e riteniamo sarebbe un grave danno alla gestione degli interessi pubblici, per questo chiediamo le immediate dimissioni di Andrea Viero da Amministratore Delegato di ENIA.

L’ex Giunta Regionale del Friuli, allora guidata da Illy, con Andrea Viero direttore generale, è stata rinviata a giudizio dalla Procura della Corte dei Conti ad un maxi risarcimento di 6 milioni e 480.000 euro

La parte più consistente al dovranno pagare appunto l’ex presidente Illy e l’ex DG Andrea Viero, con quasi 2 milioni a testa (30% e 30%).

Il rinvio a giudizio è giustificato dal danno erariale perpetrato alle casse della Regione Friuli,e la motivazione riteniamo sia molto grave.

Secondo la Procura della Corte dei Conti buonuscite e indennità da favola, che si sono aggiunte ad una già cospicua liquidazione, sarebbero state elargite a dirigenti per “liberare gli uffici”, anche se poi quegli stessi posti sono stati ricoperti da nuovi dirigenti tramite apposito concorso. Il numero di dirigenti era già sottodimensionato rispetto alle necessità di organico, per cui si è trattato solamente di una girandola di poltrone.

Infatti, secondo la procura della Corte dei Conti si è trattato, come emerge dall’atto di citazione, di una “mera operazione virtuale”.

Al di là delle giustificazioni che le memorie degli esponenti delle Giunta adducono (“dare un segnale di cambiamento”, ecc.), riteniamo che si tratti di un grave danno agli interessi pubblici, e per questo chiediamo che Viero, a capo di una società in maggioranza pubblica come ENIA, si debba dimettere subito!

Rafforziamo la richiesta con le seguenti motivazioni: il rinvio a giudizio è stato pronunciato sulla gestione del personale dirigente. Ora sappiamo che in questa delicata fase della Fusione ENIA IRIDE (IREN), come da noi più volte denunciato, è in corso una complicata redistribuzione dei poteri e delle poltrone per garantire il giusto controllo sulla società a tutte le parti in causa.

Riteniamo pertanto che Viero sia in questo momento la persona meno adatta per condurre questa fase di transizione, pertanto chiediamo le sue immediate dimissioni.

Matteo Olivieri

Consigliere Comunale

E’ nata Irenia (si salvi chi può)

Scritto il 16 febbraio 2010 da

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Distinti manager in giacca e patacca brinderanno alle nostre spalle per la nascita di una nuova società, dalla fusione Iride (ex municipalizzata Torino e Genova) ed  Enìa (Reggio Parma Piacenza). Dovrebbe essere un successo per Sindaco Delrio, complimenti. Si salvi chi può.

Rassegna Stampa (1) (2) (3) (4) (5)

Abbiamo provato a risvegliare Alicio nel Paese delle meraviglie con un Odg d’urgenza, lunedì 15 febbraio, ma non è stato ammesso. Alcuni del PD hanno votato a favore o si sono astenuti.

Con la fusione si smantella la struttura territoriale e si perdono occasioni industriali come quelle derivanti dalle azioni EDISON. Con la fusione l’energia va a Torino, l’acqua a Genova, i rifiuti a Parma, a Reggio solo l’ottimismo di Delrio. Se non c’è stato accordo per 16 mesi sulla struttura della nuova società, non si può aver fiducia del Piano Industriale, che da quella struttura dipende. Lotta spietata per le poltrone.

La quota del 15% detenuta da ENIA in DELMI (controllo delle azioni EDISON) avrebbe permesso, senza fusione, di rendere ENIA protagonista nel settore dell’energia, a servizio e vantaggio dei territori emiliani. La vendita delle azioni EDISON avrebbe portato, come controvalore, anche centrali idroelettriche che producono grandi quantità di energia rinnovabile.

Invece il controllo del settore energia, nella nuova conglomerata “IRENIA”, andrebbe a Torino.

Infatti la linea che vincerebbe vede lo smantellamento della struttura territoriale, organizzata in Società Operative Territoriali (S.O.T.), che erano la proposta sostenuta dal precedente cda di ENIA e su cui si impostarono le consultazioni sia con IRIDE che con HERA.

Al posto delle SOT delle “Linee di business”, catene di potere che risiedono lontane dal territorio e che vedranno a Reggio servizi tra loro indipendenti occuparsi di energia, gas, acqua, teleriscaldamento, rifiuti, ambiente.

16 mesi per decidere quale struttura, eppure il sindaco Delrio ha dichiarato in aula di “avere fiducia nel Piano Industriale”. Quale piano industriale? Come può un piano industriale essere definito se in questi mesi non era né condivisa né tantomeno definita la struttura organizzativa? Sono TUTTE BALLE.

Ad ulteriore conferma di ciò la lotta spietata per le poltrone che si è scatenata tra i contrapposti gruppi dirigenziali per le posizioni di controllo all’interno della nuova società. Questo testimonia di come la struttura a “Linee di business” richiede una spartizione del potere, all’interno della quale gli interessi territoriali passano in secondo piano.

Una società sempre più lontana dai cittadini. Con la fusione l’energia va a Torino, l’acqua a Genova, i rifiuti a Parma, a Reggio solo l’ottimismo di Delrio.