Ho visto Woodstock 5 Stelle.

Scritto il 27 settembre 2010 da

A Cesena ho visto un prato immenso animato da mille colori. Erano i colori di migliaia di persone riunite dal Movimento 5 Stelle. Su quel prato ho visto i bambini giocare accanto ai giovani che saltavano e ballavano a ritmo di musica punk, rock e pop. Ho visto persone giovani e meno giovani differenziare ogni tipo di materiale, fare domande e chiedere informazioni su Rifiuti zero e Vedelago, Acqua Pubblica, Mobilità Sostenibile, Internet, Energia e Sviluppo. Ho visto una coda interminabile agli stand allestiti dai ragazzi del movimento 5 stelle provenienti da ogni parte d’Italia. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte al Lazio, e ancora Campania, Calabria, Abruzzo. Ho visto i consiglieri a 5 Stelle in mezzo a quella enorme folla. I consiglieri reggiani erano li. Si discuteva su cosa è stato fatto, dove, come e su cosa si farà. Ho visto centinaia di attivisti del movimento dare il proprio contribuito. Tutti volontari provenienti da ogni parte d’Italia. La nostra “politica” è stata al centro dell’attenzione.

Credo di poter dire che a Cesena tutti noi abbiamo visto un’Italia diversa.

Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

La cultura del porta a porta

Scritto il 20 settembre 2010 da

Un comitato che si riunisce nella cabina del telefono (marito e moglie) si presenta oggi in Consiglio con una mozione contro il porta a porta. Ecco il discorso che leggerò, con tutta la sintesi degli eventi, dei come e dei perchè. Consigliato ai reggiani e ai parmigiani.

La cultura del porta a porta

Più di 2000 anni fa le nostre terre beneficiavano di una cultura, quella greco romana, per cui l’igiene del corpo era il centro delle attività quotidiane. La purificazione del corpo, e il benessere che con essa si propagava all’anima, era insieme il soddisfacimento del piacere più sincero che l’umanità aveva scoperto, col progredire della civiltà, e con esso il retaggio di ancestrali ed acquisite sapienze: la pulizia del corpo portava con se la salute, massima espressione del progresso nella condizione di un individuo e della società intera.

Fino al Medioevo trionfarono le terme e i bagni, luoghi pubblici in cui l’igiene personale era anche un momento di scambio, di incontro. Pochi ricchi disponevano dell’acqua nella propria dimora, il luogo pubblico era il dispensatore del bene essenziale, e con esso il posto in cui ci si lavava, si lavavano gli indumenti, in cui l’acqua fresca e corrente, bene di tutti, dava gioia e ristoro a lavandaie ed avventori, vecchi e bambini. A Parigi, su 250.000 abitanti, c’erano 25 bagni e terme pubblici. Anche la nostra città non era da meno, le canalizzazioni romane convogliavano acqua di ottima qualità, e l’accesso era favorito dalla vicinanza dei canali alle abitazioni, sia in città che nelle campagne.

Ma proprio nel Medioevo cominciamo ad assistere ad una pericolosa regressione nel mondo occidentale, e non solo. Se l’igiene personale è ancora un carattere distintivo di molte culture locali, gli spazi pubblici, in primis le strade, diventano un ricettacolo di rifiuti, escrementi liquami, che rendevano un lontano ricordo le grandi cloache che gli imperatori romani fecero costruire nelle città di mezzo mondo. Lo spazio pubblico non era degno, per questa nuova cultura imperante, di un rispetto pari al proprio corpo: l’igiene pubblica regredirà nei suoi tempi più bui.

Quando in Italia scoppia il periodo artistico forse più fulgido della nostra storia, il Rinascimento, oramai anche l’igiene personale è un tratto culturale perduto. La patina di sporco che ricopriva il corpo, gli stessi panni sporchi, erano considerati una protezione nei confronti dell’ambiente esterno: le epidemie di peste furono una delle tante conseguenze che in Europa portarono alla decimazione ripetuta della popolazione.

Alla fine del Settecento, allorchè la scienza come oggi la conosciamo comincia a prendere piede, ritornano in auge i gabinetti, il divieto di gettare escrementi nelle strade, compaiono i primi cassonetti nelle città: si parla di 250 anni fa!

Da quel momento l’igiene diviene il contenuto principale delle campagne di educazione della popolazione: le amministrazioni pubbliche si impegnano in massicce campagne di igienizzazione, sia materiali che culturali, tutte le armi della burocrazia vengono adottate a tal fine, dai divieti e relative ammende per le infrazioni, fino ai primi accorgimenti urbanistici.

Un popolo pulito è un popolo sano, un popolo che vive in un ambiente pulito è un popolo sano.

Per capire quanto diventerà stretto questo legame, nel 1907 nasce un organismo internazionale per l’igiene pubblica con sede a Parigi, che sarebbe divenuto l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità).

Pochi anni dopo a Reggio Emilia l’acqua, con un colossale sforzo dell’Amministrazione, arriverà in tutte le case. Per festeggiare si costruirà una fontana, che ora è stata sostituita, davanti al Teatro Municipale. L’acqua entrava nelle case, l’igiene era alla portata di tutti, era un bene disponibile porta a porta.

Ma i ricorsi della storia sono purtroppo frequenti. Il consumo di beni di ogni genere, e la conseguente produzione di rifiuti, subiranno un aumento esponenziale le cui conseguenze paghiamo ancora oggi. Il territorio verrà disseminato di discariche nei greti dei torrenti, discariche “ufficiali” ed abusive, che provocheranno fenomeni diffusi di inquinamento. L’illusione di una infinita produzione di rifiuti e uno smaltimento infinito porteranno fin dagli anni Sessanta alla realizzazione di decine di inceneritori sul territorio nazionale, e non esistevano limiti per monossido di carbonio.

I mali portati dai rifiuti, quelli che si respirano dall’aria inquinata, quelli che si bevono dall’acqua contaminata, quelli che si mangiano dal suolo deturpato, sono come i batteri nel lontano Seicento: non si vedono, per cui non rappresentano un problema agli occhi dell’opinione pubblica.

La comodità del conferimento al cassonetto diventa una chimera con cui tutte le amministrazioni comunali devono lottare fin dagli anni Ottanta quando, sulla scorta di massicce iniziative in Germania ed altri Paesi del nord Europa, solo nel differenziare alla fonte i rifiuti prodotti in casa si intravede la via d’uscita ad un problema drammatico. Nasce la raccolta porta a porta, unico modo per indirizzare tutti i cittadini verso una maggiore responsabilità.

Il Piano che, tra il 2010 e il 2012, voleva estendere la raccolta porta a porta in tutta la città, è stato bloccato in un blitz estivo dal sindaco. Un’azione pianificata a tavolino, tenendo conto di tutti i fattori mediatici, sbattendosene altamente delle promesse elettorali. Anche il viaggio in America, per diluire l’impatto mediatico della questione, ha confezionato lo sgarro del Signor Sindaco. A cui ci rivolgiamo: per quanto ci riguarda, poteva rimanere a Forth Worth.

L’uccellino è arrivato dall’alto, da quelle schegge impazzite che navigano nella zona grigia tra Partiti ed ex municipalizzate: se Reggio fa il porta a porta, non avremo abbastanza schifezze da bruciare nel nuovo forno inceneritore di Parma.

Il socialista del PD Pierfederici, dimenticandosi della battaglia che il suo partito ha condotto sul furto del 10% di IVA indebitamente pagato ai cittadini, per anni, sulla bolletta dei rifiuti, plaude alla scelta del Sindaco. Bene, dice lui, altrimenti i costi sarebbero ancora lievitati.

La verità delle cifre smentisce brutalmente questa versione, da qualsiasi parte la si prenda: Reggio aveva scelto di estendere il porta a porta gradualmente, 5,6,o più anni, per dilazionare i costi dell’avvio del sistema, nonostante questo le bollette sono aumentate del 22% in un anno,tra il 2008 e il 2009, con un’estensione parziale e senza alcun tipo di controllo serio. Il porta a porta copre 50.000 abitanti, meno di un terzo della popolazione. A Parma, negli ultimi due anni, il porta a porta è stato esteso di colpo a 180.000 persone, tra il 2008 e il 2009 la tariffa è aumentata del 7%.

Un terzo cioè, un dato clamoroso, che smentisce clamorosamente Messer il Socialista:gli aumenti non sono giustificabili dall’applicazione del porta a porta.

L’obiezione per cui a Parma la bolletta era già più alta, e quindi non poteva crescere oltre, è uno scadere nel ridicolo degno di assoluti incompetenti che non meritano di sedere nella Giunta della nostra città: a Parma la bolletta è più alta perchè hanno costi folli di conferimento in discarica, visto che si sono esaurite, e differenziare i rifiuti all’origine è la strada per non arrivare ad avere le bollette di Parma.

Il dietrofront del Sindaco super apprezzato,nei sondaggi, forse perchè l’età media del campione era superiore ai 70 anni, è stato a sua volta apprezzato dal nuovo Assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia, il primo Assessore onomatopeico della storia di Reggio: Mirko Tutino.

Era Assessore a Cavriago, laddove si racconta la grande bufala del 65% di raccolta differenziata, un dato gonfiato spaventosamente dagli assimilati della zona artigianale di Corte Tegge.

Ben si guarda, lui come tutti i politici emiliano romagnoli, dal citare i primi dati che vengono diffusi dai Comuni del Parmense, in cui il porta porta è stato esteso a tutto il territorio provinciale: quell’80% che viene sfiorato, è uno skyscraper da far invidia ai ponti di Calatrava. Con un ritardo colpevole, dopo aver riempito anche le nostre discariche, i politici parmensi si sono mossi, e la cultura dei cittadini, che vogliono un ambiente più sano per i propri figli, può finalmente esprimersi senza i lacci degli interessi dei Partiti.

La cultura del porta a porta è un tramite, attraverso cui la responsabilità nei confronti della nostra società, e dei posteri, viene stimolata, favorita attraverso la tariffa puntuale, dove chi più ricicla e meno produce, meno paga, ed accertata, attraverso appositi controlli.

Controlli e serietà nel servizio che a Reggio non si sono visti, con ripetute reintroduzioni a macchia dei cassonetti, nessun premio ai migliori, niente. Ho scorso centinaia di determine dirigenziali dell’ultimo anno, non ho trovato una sola che avesse ad oggetto finanziamenti diretti del Comune per l’educazione ambientale.

Il futuro corre, chi si ferma, Signor Sindaco, è finito. La speranza è che questa decisione, se definitiva, possa portare il più presto possibile alla fine Sua, e non delle meritate aspirazioni dei nostri concittadini.

Se la città degli asili rinuncia ad educare, e a farlo seriamente, fa un torto alla propria storia.

Delrio smentito dal PD di Bologna sul porta a porta

Scritto il 3 settembre 2010 da
Oramai è una Waterloo per Graziano  Delrio sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti. Ora lo smentisce anche il Partito Democratico di Bologna tramite l’assessore provinciale Emanuele Burgin.
Da quando ai primi di agosto Delrio ha annunciato il tradimento del suo programma elettorale e di anni di impegni e promesse e progetti condivisi, che prevedeva con un progetto di delibera del 2007 riconfermato nel 2008 e lo scorso ottobre in aula dall’assessore Natalia Maramotti, la raccolta differenziata porta a porta su carta-organico-secco  anche per altri 80.000 abitanti delle zone urbane che si aggiungevano ai 50.000 del Forese, oltre alle sacrosante reazioni di cittadini ci sono state anche quelle di politici attenti e competenti su queste tematiche.
Emanuele Burgin assessore provinciale di Bologna ha annunciato che la svolta per Bologna (che  è ben piu’ grande di Reggio Emilia) sarà il passaggio in centro storico  e nelle zone urbane alla raccolta differenziata porta a porta. Non solo Parma fa la raccolta porta a porta nelle zone urbane quindi ma l’assessore provinciale di Bologna, dello stesso partito di Delrio lo propone per Bologna con i nostri stessi ragionamenti. Delrio, ed i suoi tecnici, forse farebbero bene finchè sono in tempi a dire: ci siamo sbagliati procediamo con il progetto sul quale ci eravamo impegnati in campagna elettorale.
Leggete l’ Agenzia Dire riportata di seguito.

(ER) RIFIUTI BOLOGNA. BURGIN: VIA CASSONETTI DA CENTRO,  DEGRADO

PER PASSARE AL ‘PORTA A PORTA’; MA C’E’ ANCHE PROBLEMA CONTROLLI

(DIRE) Bologna, 1 set. – Un salto di qualita’ nella raccolta differenziata dei rifiuti nel centro di Bologna passa per il porta a porta, che a sua volta presuppone l’addio ai cassonetti: con un doppio vantaggio, visto che questi rappresentano “punti di innesco del degrado”. E’ il ragionamento dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, Emanuele Burgin (Pd), ospite ieri sera di un dibattito della Festa dell’Unita’ al Parco nord.
“Il dato piu’ preoccupante e’ che a Bologna non abbiamo mai avuto un salto di qualita’- spiega Burgin- la differenziata e’
sempre cresciuta di un 2% all’anno”. Ora pero’, e’ l’appello dell’assessore di Palazzo Malvezzi, “dobbiamo decidere cosa fare da grandi”. Quella del centro storico “e’ una bella sfida” e il porta a porta, con l’addio ai cassonetti, e’ un punto cruciale.

La differenziata “o si fa con i cassonetti arrivando al 40%- sintetizza Burgin- o si fa senza cassonetti dal 70%” in su. Detto questo “la gradualita’ e’ una condizione necessaria”, sottolinea Burgin citando il caso di Argelato, dove il porta a porta e’ stato sonoramente bocciato dai cittadini. Pero’ la direzione, per l’assessore, e’ chiara. Evitando di legare il percorso ad un semplice “imperativo morale” o alla logica dell’emergenza, Burgin propone: “Il tema va declinato in abbinamento a quello del decoro e della qualita’ urbana”, perche’ “non e’  immaginabile che dietro ogni angolo di una citta’ medievale ci sia una batteria di cassonetti, usata come gabinetto da chiunque”. Si tratta insomma di “eliminare dei punti di innesco del degrado-  ammonisce Burgin- le batterie di cassonetti che abbiamo in citta’ lo sono”. Con questo approccio, e’ certo l’assessore, “i cittadini saranno tutti dalla nostra parte”.

Categorie: Rifiuti Zero
Tags:

Alzate la voce e venite a firmare!!! Stanno bruciando i nostri soldi e il nostro futuro.

Scritto il 26 agosto 2010 da


“Io non voglio più nemmeno chiamarli rifiuti, per me sono materiali”. Carla Poli titolare Centro Riciclo Vedelago.

Quando l’inceneritore andava di moda all’estero, in Italia si costruivano discariche alle quali si affiancarono stupendi cassonetti verdi, gialli e bianchi per la differenziata(esistono da 30 anni ed i risultati li conoscete tutti). Oggi all’estero gli inceneritori stanno per lasciare il posto ad altre tecnologie ma in Italia oltre alle discariche ai cassonetti verdi, gialli e bianchi si costruiscono inceneritori da 200/300 milioni di euro. Non si abbuffano mai. Soldi, profitto, interessi dei mangioni della politica e loro amici.

Qualcuno ha deciso di andare contro corrente. Colleferro (Roma) e Tergu (Sassari) hanno copiato il centro di Vedelago (dai 5 ai 10 milioni). Tutta la filiera crea più posti di lavoro degli inceneritori Fonte: CONAI. A Reggio la stessa Carla Poli avrebbe investito i suoi denari per creare un centro riciclo tutto reggiano, visti gli ottimi propositi dell’amministrazione in tema raccolta porta a porta.

Delrio fa retromarcia?. Ci faremo sentire.

VIENI A FIRMARE

Il 28 e 29 Agosto dalle 09:30 alle 12:30 a Gavassa davanti alla chiesa.

Vito Cerullo

Consigliere Circoscr. Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

p.s. Per Giuseppe, un nostro sostenitore.

Categorie: Rifiuti Zero
Tags:

Stop al porta a porta: tutto organizzato a tavolino, con menzogne e mezze parole

Scritto il 15 agosto 2010 da

Dal programma elettorale alle Linee Programmatiche votate in Consiglio, dal voto contro a un nostro emendamento, tenendo ferma la volontà di estendere il porta a porta, fino alla negazione di quanto detto, anche poche settimane prima in assemblee cittadine. La vicenda che vede coinvolto il Sindaco Graziano Delrio e il capogruppo del PD Luca Vecchi ha tutti gli estremi dello scandalo politico: tradire palesemente le promesse elettorali. Ecco le prove.

Il 9 luglio 2009 si votano le Linee Programmatiche di mandato, un adempimento di legge. Ecco cosa scrive Delrio sui rifiuti:

Raccolta differenziata che si pone l’obiettivo di arrivare al 65% entro il 2012

“l’ulteriore potenziamento della raccolta differenziata delle varie frazioni di rifiuto, articolata sul territorio, in modo da applicare, alle diverse situazioni territoriali e alle diverse esigenze, le metodologie di raccolta che massimizzino le rese di raccolta differenziata ai fini del riuso e riciclaggio”.

utilizzo del 5% della tariffa rifiuti come previsto per legge per incentivare la raccolta domiciliare e progetti di riduzione alla fonte

A fronte delle chiacchere, Reggio 5 Stelle beppegrillo.it non sta certo a guardare. Unico gruppo consiliare, presenta emendamenti alle Linee Programmatiche. in particolare:

EMENDAMENTO N. 5

Alla pag. 34, dopo la riga 11,

AGGIUNGERE ACCAPO
“rapida estensione, nel limite dei tempi tecnici di attivazione, del sistema di raccolta domiciliare definito come “porta a porta” a tutto il territorio comunale”

Bocciato. Ecco la votazione:
VOTANTI: 32

ASTENUTI: 9 Alessandri, Barbieri, Giovannini, Iotti, Irali, Parenti, Vinci (L.N.P.) -
Damian (U.D.C.) – Spaggiari (C.A.)

FAVOREVOLI : 2 Riva (I.D.V.) – Olivieri (Re 5 Ste)
CONTRARI : 30 Baccarini, Ballarini, Campioli, Capelli, Carbognani, Caselli, Cattani,
Cavatorti, Cigarini, D’Andrea, De Lucia, Montanari F, Montanari V,
Olivo, Pierfederici, Prandi, Rinaldi, Rodolfi, Salsi, Scarpino, Vecchi,
Venturini (P. Democr.) – Bassi, Cataliotti, Eboli, Filippi, Gualtieri,
Terenziani (P.d.L.) – Nasuti (Sin. e Ve.) – Delrio (Sindaco)

Ma ecco le dichiarazioni di Vecchi, capogruppo del PD, che smaschera le falsità del PD reggiano.

“Prendiamo atto del ritiro dell’emendamento numero 4 e voteremo no al numero 5 perché c’è un motivo di fondo che peraltro rappresenta un punto di equilibrio politico conseguito anche nel corso del mandato scorso, ovvero che l’estensione del porta a porta in tutta la città sia un obiettivo e che questo debba essere effettuato con la dovuta gradualità e tenendo anche conto delle esigenze urbanistiche dei vari luoghi della città piuttosto che con un’operazione di rapida estensione che poi in un qualche modo rischia anche di compromettere quelle che sono le finalità nobili che quel tipo di politica e di strumento può portare con sé , quindi voteremo contro ma siamo comunque disponibili a discutere nel merito di queste cose” -

Assemblea a Gavassa prima delle elezioni regionali,primavera 2010,Delrio: “avanti con l’estensione del porta a porta”.

Assemblea pubblica a Gavassa, 30 luglio 2010, Delrio:”avanti con l’estensione del porta a porta”.

4 agosto 2010: Delrio si rimangia il programma elettorale. 60% di RD entro il 2012, stop al porta porta, Vecchi che lo giustifica.

Votate PD, la fregatura è garantita.

Stipendi d’oro IREN: approvato odg per contenerli

Scritto il 14 agosto 2010 da

Dopo la fusione di ENIA con IRIDE in una nuova mega società, la stampa riportava la voce di possibili compensi raddoppiati per i manager della nuova IREN. Nel Consiglio Comunale del 26 luglio è stato approvato un ordine del giorno d’urgenza presentato da Reggio 5 Stelle che chiede di contenere gli stipendi e i gettoni. Ora sta al Sindaco Delrio far valere le ragioni e l’impegno preso nell’assemblea ordinaria e straordinaria del 27 e 28 agosto. Il testo dell’impegno.

L’odg è stato sottoscritto ed approvato all’unanimità da tutte le forze presenti in aula: PD, PDL, Lega.

ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL’ART. 20 DEL Reg. CC SUL CONTENIMENTO DEI COMPENSI DEI
MANAGER IREN

Premesso che:
- in data 25 maggio 2010 è stato stipulato l’atto ufficiale di fusione tra ENIA e IRIDE;
- in data 23 giugno 2010 le due società hanno ottenuto l’autorizzazione da parte di CONSOB per la pubblicazione del prospetto informativo di ammissione a quotazione delle azioni a servizio della fusione;
- in data 29 giugno 2010 il prospetto di cui sopra è stato pubblicato;
- in data 23 luglio 2010 è stato pubblicato l’avviso di convocazione dell’Assemblea straordinaria e ordinaria dei Soci della nuova società, che si terrà in data 27 agosto alle ore 11(sabato 28 come seconda convocazione);
- La parte ordinaria dell’Assemblea dei Soci vedrà la nomina del Consiglio di amministrazione per il triennio 2010-2012, la nomina del presidente e del vicepresidente del cda stesso, oltre alla determinazione del compenso annuo da corrispondere ai suoi membri;
- La crisi economica morde le famiglie, necessitando di urgenti ed inderogabili misure, su tutti i fronti di spesa e di contenimento dei costi di gestione, anche presso chi eroga servizi essenziali ai cittadini;
- La nuova conglomerata offre servizi agli Enti Locali sotto varie forme, e i tagli della manovra finanziaria rendono precarie le capacità di impegno finanziario dei Comuni;
- Sulla stampa locale sono state pubblicate indiscrezioni, all’indomani della fusione, di un raddoppio dei compensi dei manager IREN, rispetto a quelli attualmente percepiti;
Ritenuto che:
- il contenimento dei compensi dei manager IREN, sia come gettoni di presenza dei membri del Cda, sia come stipendi di Presidente, vicepresidente, Direttore Generale ed altri manager a capo delle diverse strutture, sia una importante misura di contenimento dei costi, che richiama la politica alle  sue responsabilità in questa delicata fase congiunturale, e su cui la politica stessa può esercitare la natura ancora “pubblica” di IREN, tanto richiamata al momento della fusione;


Considerato che:

- il Comune di Reggio Emilia parteciperà, con un suo rappresentante all’Assemblea Straordinaria ed Ordinaria dei Soci di IREN il 27 e 28 agosto e che qui si decide anche sui compensi ai membri del CDA, oltre a poter indirizzare le politiche di compenso a tutti i manager;
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
- promuovere il contenimento dei compensi dei membri del nuovo Cda di IREN e di tutti i manager della nuova società, in sede di Assemblea Straordinaria ed Ordinaria di IREN il 27 e 28 agosto;
- Dare evidenza scritta alla cittadinanza dell’impegno preso con il presente Ordine del giorno e degli esiti emersi dall’Assemblea dei Soci.

Avanti col TMB, ma quale? Il posto scelto è da del(i)rio!

Scritto il 13 agosto 2010 da

Presto si discuterà la nostra mozione per uccidere l’inceneritore, e per fare un TMB della massima potenzialità di trattamento ecocompatibile. Intanto il TMB, a  Gavassa, si poteva fare nell’area industriale, ma grazie a una scelta becera dell’Amministrazione si farà in un terreno agricolo, tra l’autostrada e la ferrovia TAV. Abbellito da un’immenso parco, sì, perchè a Reggio non si aspettava altro, un bel parco tra l’autostrada e la TAV. Un delirio!

La furia dei cittadini di Gavassa trova una clamorosa conferma in quanto previsto dalla Legge
Regionale 20/2000, la legge urbanistica che ha introdotto le Aree Produttive Ecologicamente
attrezzate.
Sono aree industriali, anche esistenti ma soprattutto nuove, come quella di Gavassa,
che devono avere alti standard ambientali: energia, acque, ed anche rifiuti. La legge prevede che
la progettazione di queste aree tenga conto della massima dotazione ecologica, il TMB e il Centro
Riciclo modello Vedelago, da noi proposto, sarebbero stati perfettamente inseriti nella nuova area di
Gavassa. Introdotto dall’ all’Art. A-14, ecco lo strumento prevedere quelle aree.

Il Comune, se avesse redatto un PSC con lo sguardo al futuro, avrebbe previsto delle aree di
cessione, cioè date gratis all’Amministrazione, da parte delle aziende che intendono insediarsi
nella nuova Zona Industriale, in cui il Comune avrebbe potuto realizzarci TMB, Centro Riciclo
modello Vedelago, depuratore, ecc.
Questa cessione avrebbe portato a opere di urbanizzazione generale, il TMB e il Centro riciclo
da noi proposto sarebbero state una dotazione infrastrutturale della zona industriale, obbligando
ogni singolo proprietario a cedere una porzione di area gratis al Comune, si sarebbe dato il segnale
chiaro alla città che il riciclo dei rifiuti diventava una linea strategica per dare lavoro.
Invece l’hanno buttata sugli spiccioli, per risparmiare due soldi hanno collocato l’impianto in
un’area agricola, che costa meno. Ma quei soldi non sarebbero mancati o non mancherebbero se si
trattasse di un inceneritore da 200 milioni di euro! Adesso fanno economie sulle briciole, quando
potevano anche averle gratis!
Poi si assiste all’apoteosi sul Centro di Riciclo, l’impianto per trattare la raccolta differenziata della
città, e parte del rifiuto asciutto del TMB, sul modello di Vedelago, Treviso.
Delrio ha detto, nella serata di Gavassa, che col modello Vedelago la tariffa rifiuti costerebbe
il doppio. Neanche l’Assessore Ugo Ferrari, in un’imbarazzata risposta alla nostra interepellanza
sull’argomento, aveva osato tanto, come si può chiaramente leggere dal comunicato del Comune.

Ferrari aveva parlato di difficoltà a riprodurre il modello a Reggio, senza peraltro portare nessuna
prova in tal senso. Ma non aveva osato dire che costerebbe il doppio, sapendo benissimo che è una
falsità senza fondo e senza appello.
Ecco spiegati i lapalissiani motivi: oggi ENIA-IREN paga ditte per farsi ritirare i materiali della
raccolta differenziata, il Centro Riciclo invece li compra, pagandoli a chi fa la raccolta 7-8 euro a
tonnellata
,
che deve essere porta a porta come già in molte zone del Comune di Reggio. Ciò che ieri era un
costo, domani potrebbe diventare un entrata: ci dica come ha fatto i conti, il Sindaco medico, o chi
per lui, dove togliendo un costo e aggiungendo un entrata, invece di fare un affare si paga il doppio.
Balle.
Categorie: Rifiuti Zero
Tags: ,

Rifiuti: tariffa puntuale (piu’ ricicli meno paghi) per i 50mila reggiani che fanno il porta a porta

Scritto il 6 agosto 2010 da

Mentre il sindaco Delrio, il Pd, Italia dei Valori e SEL tradiscono gli impegni elettorali, e fanno retromarcia sul porta a porta da estendere in tutta la città, il Movimento 5 Stelle presenta una mozione affinchè i 50mila reggiani tra Santa Croce e tutte le frazioni del forese che sono a porta a porta siano premiati con sconti in tariffe e tariffa puntuale (chi piu’ ricicla meno paga). Ecco il testo della mozione:

MOZIONE A FAVORE DELL’APPLICAZIONE DELLA TARIFFA PUNTUALE A FAVORE DEI CITTADINI CHE EFFETTUANO IL PORTA A PORTA

Premesso che:

-Come confermato dai dati diffusi da Iren-Enia e resi noti dallo stesSo sindaco Delrio sono i cittadini delle zone che effettuano la raccolta differenziata domiciliare nelle frazioni del forese e del quartiere di Santa Croce ad avere i migliori risultati di raccolta differenziata che vanno dal 55% al 67% con punte del 70% in alcune zone;

- al contrario, dove viene effettuato il metodo con raccolta stradale i risultati,come confermato dallo stesso sindaco Delrio, sono praticamente la metà e si attestano sul 20-30% massimoù;

- La restante quota di differenziata a Reggio è data dalla raccolta degli assimiliati industriali e dalle isole ecologiche attrezzate;

- Da questi dati emerge che il sistema domiciliare, attuato nel Comune di Reggio da circa 50mila cittadini, è quello che dà maggiori risultati in termini ambientali, di recupero di materia e riduzione rifiuti, ma al tempo stesso vede una maggiore responsabilizzazione e impegno civico da parte dei cittadini che lo attuano, fattore questo che va premiato.

- L’Amministrazione comunale, per bocca del sindaco Delrio e suoi assessori, piu’ volte pubblicamente ha affermato di voler arrivare alla tariffa puntuale per chi piu’ ricicla, e l’unico metodo attuabile, come dimostrano le esperienze di altre città, è quello domiciliare, non certamente il sistema a cassonetti stradali capillari.

Il Consiglio Comunale impegna la Giunta a:

- Premiare con uno sconto in tariffa, progressivamente entro fine legislatura, con l’introduzione della tariffa puntuale (tramite microchip su bidoncini o sacchetti), i circa 50.000 cittadini delle zone Santa Croce e frazioni del Forese che effettuano la raccolta domiciliare, in quanto è grazie al loro impegno che Reggio raggiunge alti standard di differenziata.

Matteo Olivieri
consigliere comunale
Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it