Quando i Comuni restituiscono i soldi delle bollette: perché Vicenza sì e Reggio no?

Scritto il 5 dicembre 2011 da

La cresta che i Comuni reggiani fanno sulle bollette dell’acqua, spartendosi gli utili di Agac Infrastrutture, sono frutto di scelte politiche scellerate. Una pratica vergognosa che non è in un uso altrove. Basta vedere il caso di Acque Vicentine spa, che a fronte di utili derivanti dal calo dei tassi di interesse, hanno spedito una lettera ai clienti annunciando per l’anno successivo una diminuzione delle tariffe a metro cubo e la restituzione di quanto versato in più. La responsabilità politica di Delrio & c a Reggio è ormai chiara.

Da mesi, a partire dalla vittoria referendaria per l’acqua pubblica, stiamo segnalando il modo più subdolo, e che noi giudichiamo ignobile, di speculare sulle bollette dell’acqua, le cui responsabilità politiche emergono ormai chiare.
Nei bilanci di Agac Infrastrutture, proprietaria delle reti e società interamente pubblica a cui Iren paga 6 milioni e 900 mila euro per l’affitto delle reti e pagati dalle bollette dei cittadini, compaiono ormai da anni faraonici utili dovuti alla diminuzione dei tassi di interesse per gli investimenti.
Ogni cittadino sa che se contrae un mutuo a tasso variabile, al calo dei tassi paga meno di rata. Ai contribuenti che pagano le bollette dell’acqua invece questo non è consentito, a Reggio.
Questo è stato confermato dall’Amministrazione Comunale in risposta alle nostre prime denunce.

Ecco cosa dice il Comune, il cui Direttore Generale Bonaretti è anche Amministratore Unico di Agac Infrastrutture:
Nell’arco degli ultimi cinque anni, la diminuzione dei tassi d’interesse ha portato a un risparmio marginale sulle rate dei mutui, che si è accumulato nel corso di questi anni e che i Comuni hanno deciso, nel 2010, di ridistribuire in attività di utilità pubblica”.
Tra le utilità pubbliche, eventi culturali a pioggia e un bell’ingrasso per i bilanci comunali, spolpando la pensionata a 500 euro al mese sulle bollette dell’acqua.
Ma a qualificare come  le scelte politiche dei Sindaci reggiani emerge il comportamento di altre società dell’acqua italiane, e dei relativi amministratori pubblici, che effettuano scelte ben più sagge.
Ecco come la società Acque Vicentine, ad esempio, restituisce gli utili dovuti al calo degli interessi sui mutui per investimenti nel 2010. Una bella lettera dal titolo inequivocabile, “Sconti sui consumi 2010”, spedita a tutti i consumatori, nel quale si spiega come gli utili vengono restituiti sotto forma di sconto sulla tariffa per metro cubo.
Un bello sconto sulle bollette, perché così è giusto: non si specula sull’acqua pubblica, specie per soldi pagati nelle bollette con il fine di fare investimenti sull’acqua, e non di finire nei famelici calderoni dei Comuni.

Quello che è ancora più incredibile è il giusto commento del sindaco Marchioro, che coordina i sindaci del vicentino: “Un’azienda privata, dovendo garantirsi degli utili di gestione, non avrebbe fatto questa scelta”.
Caro Marchioro, purtroppo i sindaci reggiani, a partire da Delrio che incamera in bilancio la fetta maggiore, sono lì a smentirla. Una società interamente pubblica, Agac Infrastrutture, specula sulle bollette dell’acqua dividendo gli utili tra gli azionisti, che in realtà sono soldi pagati per riparare gli acquedotti, migliorare la depurazione, fare le fogne, promuovere un uso più responsabile dell’acqua.

Ecco la lettera di Acque Vicentine con cui si annuncia lo sconto sulle tariffe 2010:

 

 

 

Bonaretti salvato dal PD (+IDV+SEL)

Scritto il 13 luglio 2010 da

Il Direttore Generale Mauro Bonaretti è quindi salvo. Accertato l’abuso edilizio tramite apposito verbale, inquietanti elementi emersi durante la discussione in Consiglio, peraltro già apparsi sulla stampa, la maggioranza PD. IDV e SEL non ha fatto una piega: tutti compatti, il futuro politico personale di ciascuno dei consiglieri di maggioranza trionfa sulla moralità pubblica. E strascichi della vicenda clamorosi: come si può pagare un 6 vani con terrazza in pieno centro storico 130.000 euro?

Questi infatti gli elementi emersi dalla discussione. Anche molti consiglieri del PD intervenuti hanno considerato il fatto grave (ci mancherebbe, abuso edilizio di chi dirige l’Ente preposto ai controlli), ma le considerazioni morali più profonde sono state introdotte in discusione dalla Lista Civica Reggio 5 Stelle.

Ecco il ragionamento: qualsiasi cittadino verifica la regolarità dell’immobile che acquista, e si deve attenere rigorosamente alle regole e alle autorizzazioni per ristrutturare il proprio appartamente. Questo non ha fatto Bonaretti, il massimo dirigente del Comune.

Addirittura è emerso come la terrazza abusiva in pieno centro storico, chiusa ad arte per realizzarci una grande sala pranzo e un bagno, sia stata realizzata con Bonaretti già proprietario, cioè tra il giugno 2005 e il 2006.

A fronte di ciò, è inevitabile la conclusione: non può essere Direttore Generale uno che fa abusi in maniera così palese, portando a giustificazione che “non lo sapeva”. Se è incompetente, se non è capace di fare il suo lavoro, se ne vada.

Ma qui nasce la questione morale: invece di prendere atto della propria incompetenza (mettiamola così, anche se ovviamente nessuno ci crede, tranne il Sindaco Delrio che lo difende dicendo “era in buona fede”), il buon Bonaretti ha risposto attaccando ferocemente chi lo ha messo sotto accusa, dicendo che il Consiglio Comunale è un tribunale del Popolo. Dichiarazioni rilasciate mentre era in Sardegna, al sole, cocktail in mano I suppose.

L’unica cosa che si è ottenuta è stata infatti la richiesta di scuse nei confronti del Consiglio Comunale. Ben poco. Infatti PD+”Italia dei Valori Immobiliari”+”Sinistra e Libertà di Bonaretti” hanno votato compatti contro alla mozione per mandarlo a casa.

E la ciliegina marrone sulla torta: come si può pagare un 6 vani in pieno centro, con terrazza, solo 130.000 euro? (anno 2005)

Spettacolare, infine,  il salto carpiato con doppio avvitamento a destra del Consigliere Campioli (PD): “Se Bonaretti ha compiuto un abuso e l’Amministrazione ha avviato la procedura di infrazione (ndr: perchè l’ha tirato fuori la Lega!) vuol dire che la macchina comunale funziona bene. E se la macchina comunale funziona bene, vuol dire che Bonaretti ha lavorato bene”. Standing ovation dai banchi dell’opposizione.

Chi va giù dalla terrazza abusiva?

Scritto il 12 luglio 2010 da

Oggi si vota per mandare a casa il Direttore Generale del Comune di Reggio Emilia. In seguito alla segnalazione della Lega Nord, il verbale del sopralluogo non lascia dubbi: la terrazza coperta in pieno centro storico,  non ci doveva essere. Il sindaco Delrio si è affrettato a difenderlo dicendo che era “in buona fede”.

La Lista Civica Reggio 5 Stelle ha sottoscritto l’ordine del giorno per chiedere le dimissioni di Bonaretti e voterà a favore.

Bonaretti si difende dicendo che la casa era già così quando l’ha comprata. Chiunque abbia comprato una casa sa che in sede di rogito il notaio e le parti stesse, specie l’acquirente, si sincerano, anche attraverso controlli precedenti, che tutto risponda alla norma. Il DG del Comune, cioè dell’ente che sovraintende alle pratiche edilizie, no! Ha comprato senza saperlo.

Come dicono a Bolzano, accà nisciun è fess…..