Il recente contributo di tale Ghino su ReggioNelWeb molto critico sui contenuti programmatici della Lista civica Reggio 5 Stelle ha alimentato il dibattito, a volte purtroppo sterile, sull’opportunità di proporre alternative di governo locale che non siano vincolate a schemi di partito. Se i ‘grillini’ scaldano tanto gli animi, è possibile che ciò non sia solo da ascriversi alla loro costante frequentazione di questo settimanale online, ma alle caratteristiche di ‘novità’ che essi portano nel ristretto panorama politico locale.
Le tesi di fondo del movimento si riconducono alle battaglie civili che da anni Beppe Grillo conduce sul suo blog e nei suoi tour: i partiti sono in decomposizione, la nomenclatura è stantìa, la politica e l’informazione sono asservite a poteri forti riconducibili a lobby economiche neppure così nascoste. Occorre linfa nuova, in volti e idee; occorre spazzare il patto scellerato tra interessi conflittuali che alimentano il mercimonio di favori reciproci tra caste, dove la volontà e i bisogni dei cittadini sono considerati componenti accessorie.
Nonostante la diffusione di una sintesi della piattaforma propositiva della Lista, le interviste al suo candidato sindaco, gli articolati contenuti nel sito Grillireggiani.it e il varo del recente Reggio5stelle.it, nonostante la ricca documentazione di rimando presente sul blog di Grillo a partire dal documento storico “Le primarie dei cittadini“, tuttora inattuato da governi centrali e periferici e per nulla superato, … si è parlato di impronta demagogica, saccenteria, mancanza di dialogo, radicalismo ambientalista, soggetti inaffidabili, dogmatici, fantasmagorici snocciolatori di assiomi, conservatori intransigenti. Qualcos’altro? Questo ‘intervento’ [ps] si propone di confutare le numerose, aprioristiche, pregiudiziali accuse, invitando a una riflessione sincera sul recente passato della nostra città che si proietta in un futuro denso di incognite.
Invito a rileggere l’articolo e i successivi post di Ghino e, subito dopo, a scorrere, anche superficialmente, le homepage di portali che in poco tempo hanno guadagnato rispetto e autorevolezza. Cito, fra i tanti, l’Associazione dei Comuni virtuosi e Stop al consumo di territorio. Sul tema acqua, dove i governi locali possono fare moltissimo per accrescere la sensibilità istituzionale e individuale verso un aspetto che già da oggi si prefigura ’strategico’ come e forse più dell’approvvigionamento energetico, è utile richiamare le misconosciute iniziative di ‘Acqua bene comune‘ e ‘Contratto acqua‘. Per i rifiuti e l’annesso logorante dibattito su inceneritori e discariche, rimando alle consolidate esperienze internazionali di ‘Zero Waste‘ e alle conferenze di P. Connett (Strategia rifiuti Zero). La Lista Reggio 5 stelle si riconosce in molte delle iniziative avviate da queste Associazioni. Su ambiente, edilizia, criminalità, rifiuti, infrastrutture, viabilità e trasporti parlano atti e documenti consultabili su GrilliReggiani.it che saranno ripresi nell’agenda, banchetti e iniziative delle prossime settimane.
Questa Lista non dispone ancora di risultati da rendicontare, trattandosi di proposte che, per essere attuate, richiedono l’investitura politica. Eppure le persone che la compongono hanno al loro attivo un curriculum di tutto rispetto, espressione della generosità che ha caratterizzato sin dall’inizio il loro agire sul e nel territorio. La nostra associazione, dall’esterno della Sala Consigliare è riuscita in molti casi a smuovere le acque e a ottenere risultati concreto, quali ad esempio il bosco all’aeroporto, i mercatini agricoli, acqua pubblica, un impegno per il piano energetico comunale e, almeno formalmente da parte del Comune, un tentativo di maggiore partecipazione dei cittadini nei processi decisionali. Ci sono invece tanti risultati, per la più parte deludenti, se ci si riferisce alla realtà corrente leggibile da chiunque non sia ‘polarizzato’ da interpretazioni di parte.
Mi dispiace per l’articolista succitato, ma di ‘nuovo-nuovissimo’ c’è proprio tanto, c’è proprio tutto. Non si confonda assertività con oggettività, dacché nessuna delle proposte a 5 stelle, assolutamente non demagogiche bensì attuabili in tempi brevi e a costi contenuti, è presente con equivalente vigore nei programmi di altre liste, e tanto meno in quelli dei partiti. L’accusa poi che Reggio 5 stelle sia composta da conservatori è davvero singolare, e fa denotare risvolti psicologici che denunciano posizioni di malafede, essendo evidente l’esatto contrario. Il nuovo, il cambiamento attira e incuriosisce, ma deve fare i conti con la censura, questa sì conservatrice, di molti, riflesso di atavici meccanismi di sopravvivenza, che in tutti più o meno inconsciamente operano. La prima difesa è negare che il nuovo possa esistere, la seconda è negare che sia migliore, la terza è addossare ad altri le proprie inconfessabili debolezze.
La deriva genetica della classe politica, che nel nostro Paese trova le condizioni ottimali per estrinsecarsi nei diversi contesti gestionali con forza prorompente, impone anche al governo locale gli stessi meccanismi che, a regime, comportano la definitiva messa al bando di virtuosità e buon senso. Solo per fare un esempio, il clonato slogan “Reggio rialzati“, viscida gemmazione mentale del più noto “Rialzati, Italia!“, chiaramente ispirato al demiurgo-taumaturgo Silvio dall’esortazione neotestamentaria “Lazzaro, alzati e cammina!” (Gv 5,8), fa toccare con mano il vuoto ideologico e la invereconda insolenza che caratterizza chi detiene il potere oggi in Italia.
Caro forista-fochista del Web, i suoi processi alle intenzioni – già in quanto tali, non difendibili – utilizzano argomenti a dir poco estranei al contesto.
Cosa c’entrano gli sms dei ragazzini con questa Lista? Cosa c’entrano i due cyber-cittadini che chattano su una panchina di un parco? Internet è una cosa seria e non ha nulla a che vedere con le elucubrazioni degli Alberoni di turno.
Solo chi non vuole capire, oppure chi ha convenienza a far finta di non capire, potrà accampare motivazioni totalmente estranee al tema della libera informazione e della partecipazione allargata nella gestione della cosa pubblica. Ci dica piuttosto qualcosa di più sugli asseriti ‘assiomi fantasmagorici’ riferiti al problema rifiuti, che non sia stato già detto e scritto [pg]. Ringrazio anche per quel dotto richiamo comprensivo di mini lezione sul tema energetico, con l’inciso del ‘piaccia o non piaccia’ riferito al nucleare, fino all’autogol di citare Battaglia. Di questo maestro del pensiero scientifico, conosciamo il recente libro con ghiotta co-prefazione del celebrato climatologo dell’IPCC PhD S. Berlusk. I suoi pezzi giornalistici sono di casa sia sull’house organ del PDL che su improvvide testate locali. Egli non ci insegna solo che nucleare è bello mentre solare è brutto, ma ci avverte che la raccolta differenziata è una idiozia, attirando ovviamente l’attenzione di qualcuno che pare non essere d’accordo. Naturalmente ci si guarda bene dall’apprezzare l’impegno profuso dai componenti di questa Lista a favore delle energie da fonti rinnovabili, come qualunque analista dei trend in atto saprebbe riconoscere.
Può essere che i Grilli di Reggio abbiano carenze da colmare, pecchino di ingenuità, si sentano forti di un entusiasmo che gonfia troppo in fretta la loro passione. Ma non sono degli sprovveduti, hanno occhi che vedono – tutto – e orecchie che sentono – benissimo – nonché cervelli allenati e memoria lunga. Per conseguire il patentino da sindaco o assessore esiste forse qualche scuola autorizzata? Chi esterna disprezzo altezzoso – mo’ ndo’ vot andér, putein – trova invece ineccepibile che in Parlamento siedano personaggi immorali avidi del proprio tornaconto, condannati che hanno più esperienza di noi solo a livello penale. Verrebbe da chiosare: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che perde… e tanto gli basta!
Il ritorno di una democrazia non di facciata implica che la leadership sia composta da persone incensurate, senza conflitti di interesse, mai corruttori né corrompibili. Se verrà sfoderato l’epiteto di ‘qualunquista’ – finora stranamente mancato – passeremo ai nomi, peraltro ben noti anche agli stessi loro sciagurati elettori.
Giovanni Giavelli
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