Giornalista sotto scorta,la mafia minaccia anche a Reggio

Scritto il 13 gennaio 2012 da

Solidarietà al giornalista Giovanni Tizian, costretto alla scorta per le sue inchieste di mafia in Emilia. Come a Genova, dove le accuse della Casa della Legalità e della Cultura hanno costretto alla scorta il presidente Christian Abbondanza, si raccolgono i frutti della sottovalutazione del problema. La mafia è ben oltre le infiltrazioni, colpisce e minaccia perché ha il controllo economico del territori. Alcuni passi dell’intervento di Tizian del 4 novembre scorso:”A Coviolo hanno costruito aziende legate ai Grande Aracri”.

Giovanni Tizian merita tutta la solidarietà dei reggiani per aver avuto il coraggio di denunciare cosa le cosche sono capaci di fare nella nostra città, ricevendo in cambio minacce che lo costringono alla protezione personale. Il Nord non è nuovo a questi evidenti segnali di una spavalda strategia: già il presidente della Casa della Legalità e della Cultura Christian Abbondanza, autore del libro “Tra la via Emilia e il clan”, è finito sotto il mirino delle cosche liguri per le sue precise denunce.
E’ agghiacciante che anche Tizian, impegnato in report a 360° con Libera sul fenomeno a Reggio e recentemente illustrati presso la Camera del Lavoro, subisca lo stesso trattamento. Riportiamo alcuni passi del suo intervento del 4 novembre scorso.
Giovanni Tizian, parlando con i residenti di Coviolo, nei pressi del luogo in cui è avvenuto l’agguato all’imprenditore Vito Lombardo il 23 novembre 2010,
Nella conversazione..:
<<Noi questa pressione di cui oggi parlano i giornali la avvertiamo da vent’anni – esordisce il bancario-. È la politica che continua a sottovalutare ogni volta che sparano o incendiano un’auto di un imprenditore >>
Invece un pensionato dice con T. << Una parte della nostra casa l’ha costruita Grande Aracri. È normale –chiosa- in questa zona hanno costruito tutto le loro aziende>>
Il bancario aggiunge poi <<Si vede di tutto nelle banche reggiane. Anche nella mia banca arrivano certi imprenditori,a Reggio l’ndrangheta ha costruito e costruisce. Non è mai stato un segreto, almeno tra i cittadini.>>
La strategia del silenzio sta lasciando spazio a quella dell’occupazione spavalda dell’economia e, attraverso questa, del territorio, esattamente come nelle regioni del Meridione.
Siamo ben oltre alle infiltrazioni, quindi. Il sottoscritto ebbe a dire nella campagna elettorale del 2009, durante la tribuna elettorale dei candidati sindaci presso gli studi Rai di Bologna:”A Reggio governa la mafia”, specificando che si trattava di controllo economico profondo. Abbiamo sempre più conferme in settori strategici come quello delle costruzioni e degli appalti pubblici, ne vediamo i tratti distintivi nell’alto livello intimidatorio che la ‘ndrangheta ha imposto ad imprenditori e giornalisti, proprio come al Sud.
Si reagisce solo con l’unità e la coesione di tutte le componenti sociali e politiche. E’ una guerra mortale, se si perde siamo finiti.

Casalesi all’ingrasso: sequestrati altri beni a Reggio

Scritto il 22 dicembre 2011 da

Beni e società nel tesoro che i Casalesi di Michele Zagaria possedevano, quelli sequestrati ieri in una maxi operazione svoltasi in tutta Italia. I beni erano intestati al prestanome Giuseppe Nocera. Il 50% della ditta Delta Costruzioni Srl di Fabbrico, di cui era presidente del Consiglio d’amministrazione. Il 100% di Lor.Al Srl di Fabbrico, società di beni strumentali, compreso il 50% di Media 4 Srl di Reggio; il 27,5% di Il Cubo Immobiliare Srl di Correggio; il 45% di Media 3 Immobiliare Srl di Correggio. I beni interessati dai sequestri sono un villino in via Favrega di Fabbrico, un negozio in viale Piave 61 di Fabbrico e due garage in piazza Orti di San Francesco e in via Favrega; un’abitazione a Fabbrico in piazza Vittorio Veneto 1.

I beni erano tutti nell’orbita di Pasquale Pirolo, personal manager di Michele Zagaria. Servendosi di prestanomi, piccoli imprenditori come Giuseppe Nocera, il clan riusciva a comprarsi pezzi della nostra economia. L’intera operazione in suolo italiano ha portato al sequestro di 50 milioni di euro di beni.

L’allarme lanciato tempo fa sulla presenza dei Casalesi prende così consistenza. Dopo i recenti arresti in zona Ceramiche, alcuni in passato anche eccellenti, si ripropone la domanda di quanto la terza gamba della mafia sia proprietaria della nostra città, e le risposte sono davvero preoccupanti. Tutte attività principalmente legate al settore della compravendita immobiliare, in cui far circolare denaro è davvero facile.

Agguato mafioso a Coviolo, e ancora troppi casi irrisolti

Scritto il 15 dicembre 2011 da

Il rinvio a giudizio per mafia da parte della DDA di Bologna sull’attentato all’imprenditore Lombardo spazza via ogni dubbio. Troppi i casi a Reggio irrisolti, troppi quelli in cui le vittime si affrettano a smentire ogni coinvolgimento della ‘ndrangheta. Di questo passo si favorisce l’omertà e la paura. Servono magistrati della DDA distaccati presso la Procura di Reggio Emilia.

Il 2010 di fuoco e fiamme che ha vissuto Reggio comincia a dare uno spaccato più realistico. L’attentato all’imprenditore Vito Lombardo avrebbe uno sfondo legato agli ambienti ‘ndranghetisti. Se queste sono le risultanze delle indagini e delle intercettazioni ambientali, non possiamo che prendere atto degli elementi emersi dalle indagini e delle difficoltà di perseguire i reati mafiosi nella nostra città.

Sono infatti tantissimi i casi irrisolti, a partire dai numerosi incendi di auto che continuano a funestare Reggio, e che hanno avuto un picco tra il marzo del 2010 e la primavera di quest’anno. Alle parole dell’ex questore Perucatti, che se ne andò liquidando come “pesci piccoli” gli attentatori, abbiamo assistito ad attentati reiterati contro le stesse persone, e adesso il caso di Lombardo che conferma come non si tratta di questioni di secondo piano.

 Questa è infatti la reazione delle vittime ogni volta che prende fuoco un auto o che volano proiettili: mai avuto minacce, la mafia non c’entra. Ormai non ci crede più nessuno.

Le stesse indagini della DDA di Bologna hanno dimostrato una estrema difficoltà a perseguire questi reati: dopo aver escluso l’aggravante mafiosa, la stessa DDA ha approfondito e trovato gli elementi, da intercettazioni ambientali, per procedere contro reati riferibili all’art.416bis per associazione a delinquere di stampo mafioso.

La vicinanza al territorio è decisiva. L’allarme del procuratore Grandinetti sulla mancanza di magistrati inquirenti a Reggio è di pochi giorni fa, e preoccupa ancor di più la rassegnazione all’intervento esterno da parte della DDA, senza che vi sia possibilità per la Procura reggiana di impegnarsi su questo fronte.

Molte sono state le voci che hanno proposto un sezione della DDA nell’Emilia occidentale, da Piacenza a Modena. Crediamo che sia  la strada più semplice, lasciando il coordinamento alla DDA di Bologna e prevedendo il distaccamento di magistrati presso la Procura di Reggio Emilia, con relativa dotazione di forze dell’ordine dedicate, come proposto in casi analoghi nei territori di conquista e di nuovo dominio delle mafie.

‘Ndrangheta nelle squadre di calcio:interpellanza in Comune

Scritto il 8 novembre 2011 da

L’allarme del sostituto procuratore Mandolia e del presidente della CCIAA Enrico Bini, di altri inquirenti raccolta in un’interpellanza. L’inserimento di capitali mafiosi nelle squadre di calcio preoccupano perchè già riscontrate dalla magistratura e perchè tendono a creare consenso sociale attorno a personaggi legati alla ‘ndrangheta. Si chiede quali strumenti abbia la Fondazione dello Sport per valutare da chi e come vengono usati gli impianti pubblici sportivi.

INTERPELLANZA IN MERITO ALLA PRESENZA DELLE ‘NDRINE NELL SPORT REGGIANO

 Premesso che:

-         nell’edizione del 19 maggio 2011 de “il Sole 24 Ore” un intervento congiunto del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini e del sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Francesco Mandolia denunciava l’interesse conclamato della ‘ndrine ‘ndranghetiste per gli investimenti nelle squadre di calcio;

-         i drammatici risvolti sociali descritti nell’articolo sono la possibilità di riciclaggio di capitali sporchi nello sport, la creazione del consenso sociale e quindi l’inquinamento di attività ad altissima valenza per la comunità;

Visto che:

 -         la Fondazione dello Sport è uno strumento dell’Amministrazione che evita la concessione in gara degli impianti comunali in stretta collaborazione con le società sportive;

L’Interrogante chiede alla Giunta:

-         se esistono evidenze documentali di quanto segnalato dal presidente Bini e dal sosituto procuratore Francesco Mandolia;

-         se esistono strumenti, o viceversa vuoti legislativi che inficiano le Amministrazioni nel controllare questi fenomeni,specie se legati a società che utilizzano impianti sportivi comunali;

-         quali azioni può intraprendere la Fondazione dello Sport per evitare gli inquinamenti mafiosi sopra descritti.

Matteo Olivieri

Consigliere Comunale

Mafia dei terreni, lettera aperta al Prefetto De Miro

Scritto il 3 novembre 2011 da

CRISI EDILIZIA E MAFIA. LETTERA APERTA AL PREFETTO DI REGGIO EMILIA. I terreni edificabili in vendita sono miele per i soldi sporchi delle mafie.

Al Prefetto di Reggio Emilia

Pregiatissima  dott.ssa Antonella De Miro

Le scriviamo questa lettera aperta, perché con la sua preziosa attività istituzionale ha contribuito, con fatti concreti, alla lotta alla malavita organizzata e alle sue ramificazioni mafiose nel territorio della Provincia di Reggio Emilia.

In data mercoledì 2 novembre 2011, la stampa locale con l’articolo “Prima le case adesso i terreni.Immobile sempre più immobile”, metteva in luce come la crisi del comparto edilizio, che si è esageratamente sviluppato in questi ultimi anni nella  provincia di Reggio Emilia, è arrivata oramai all’ultimo stadio.

Oramai non si vende nemmeno più il costruito (migliaia gli appartamenti sfitti), ma addirittura lotti di terreno edificabili, nella speranza di racimolare liquidità. L’esperienza ed i tanti rapporti della Direzione Investigativa Antimafia dimostrano che il riciclaggio di denaro sporco proveniente da droga, prostituzione, gioco d’azzardo e racket, ha trovato sempre terreno fertile in particolari momenti di crisi. E’ così ad esempio che la criminalità organizzata dei paesi dell’Est si è infiltrata in Romagna sulla Riviera acquistando hotel e strutture in crisi nei primi anni ’90. Ora il rischio è che gli unici attori che dispongano di liquidità di provenienza illecita per comprare e costruire ancora, pur contro ogni logica di mercato, siano prestanome o aziende legate al crimine organizzato.

Come consiglieri regionali e comunali, le competenze legislative dirette sul tema sono limitate ed al momento il nostro movimento civico ha rappresentanza solo in queste istituzioni. E’ per questo che ci rivolgiamo a lei perché con gli strumenti in suo possesso sensibilizzi e controlli gli attori interessati a questi processi di compravendita, in primis il mondo bancario.

Ora più che mai la massima trasparenza è richiesta per evitare di ritrovarci invasi dalla malavita di ultima generazione, quella che è più vicina alla finanza. Quella piu’ pericolosa,che manda i suoi uomini all’Università da anni, parla qualsiasi lingua ed accento, non solo del sud,lombarda, emiliana, tedesca ed apre aziende, acquista terreni lavando il denaro sporco con prestanome o colletti bianchi dal volto pulito e sorridente.

Le chiediamo quindi di attivarsi per controllare con gli strumenti in suo possesso e con l’ausilio di tutte le forze dell’ordine, la magistratura e le istituzioni locali , gli istituti di credito, tutti i processi di compravendita di terreni e tutto il comparto edilizio.

Rinnovando la fiducia e la stima per le azioni da lei intraprese nel contrasto alle mafie, porgiamo cordiali saluti

Giovanni Favia

consigliere regionale

Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it

Matteo Olivieri

consigliere comunale Reggio Emilia

Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it





Bacchi spa, possibile veicolo d’infiltrazioni mafiose.

Scritto il 24 ottobre 2011 da

Il Tar di Parma si è nuovamente espresso sulla vicenda “Bacchi spa”. L’azienda, per vie legali, avevo chiesto di sospendere l’nterdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Reggio, ma il Tribunale Amministrativo di Parma ha respinto la sospensiva. I lavori assegnati alla Bacchi, come il terzo stralcio per la costruzione della tangenziale di Novellara, restano fermi.

I fatti:
- Aprile 2011 ha inizio la vicenda Bacchi spa. Il prefetto di Reggio Emilia Antonella de Miro emette il provvedimento, ravvedendo il rischio di infiltrazioni mafiose.

- Luglio 2011 il Tar di Parma accoglie il ricorso presentato dalla ditta Bacchi e sospende l’interdittiva antimafia.

- Agosto 2011 la prefettura aggiunge altri elementi utili per valutare le possilibi vicinanze mafiose agli appalti milionari concessi all’azienda.

- Il Tar, anche in presenza di questi nuovi elementi, respinge il ricorso presentato dalla Bacchi e conferma il blocco dei lavori pubblici appaltati all’azienda di Boretto.

Alla Bacchi spa, oltre alla tangenziale di Novellara, sono stati appaltati lavori pubblici che riguardano la manutenzione delle strade provinciali.

Anche il Procuratore contro il via libera dei lavori della Tangenziale

Scritto il 23 settembre 2011 da

Anche il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Giorgio Grandinetti, si pronuncia per tenere fermi i lavori della tangenziale di Novellara. Gli annunci della stazione appaltante, Iniziative Ambientali, che si era detta disposta a riaprire nonostante l’interdittiva contro la ditta esecutrice Bacchi spa, cadono per il momento nel vuoto, ad eccezione del Sindaco di Novellara Raoul Daoli, che vorrebbe riaprire. Sull’argomento abbiamo presentato uninterpellanza in Consiglio Comunale.

Chiare le parole di Grandinetti: “Piangiamo per infiltrazioni mafiose e non accettiamo misure per contrastarle”

Vogliono riaprire il cantiere chiuso per mafia

Scritto il 19 settembre 2011 da

Ricordate la tangenziale di Novellara? Sospeso il cantiere per interdittiva antimafia del Prefetto ai danni della Bacchi spa, che ricorre al TAR, e vince. Fino ad agosto, quando il Prefetto emana una nuova interdittiva, in seguito ad ulteriori indagini. Ora chi dà l’appalto, Iniziative Ambientali, col parere legale dell’avvocato Coffrini in mano, ha deciso di riaprire il cantiere in barba all’interdittiva, e chiede il via libera a Comune di Novellara e Provincia. Per questo presentiamo un’interpellanza in Consiglio Comunale a Reggio: il Comune, come socio di IREN è anche socio di Iniziative.  Si potrebbe creare un pericoloso precedente, che toglierebbe efficacia all’azione del Prefetto. L’avvocato cui è stato chiesto il parere era indicato da Legambiente, nel 2005, come professionista legato alla Bacchi spa. Leggetevi il testo dell’interpellanza.

 

 Reggio Emilia, 16 settembre 2011

Al Signor Sindaco

All’Assessore Competente

 Premesso che

-         La ditta Iniziative Ambientali s.r.l., con sede a Novellara, è una società attiva nella gestione del ciclo dei rifiuti e dei lavori edili e stradali, partecipata al 40% da IREN AMBIENTE spa, al 40% da SABAR spa, e al 20% da UNIECO società cooperativa;

-         Iniziative Ambientali è stazione appaltante del terzo stralcio della tangenziale, opera di ristoro ambientale nella gestione della discarica di Novellara;

-         Nell’aprile 2011, con interdittiva antimafia del Prefetto di Reggio Emilia a carico della Bacchi spa, vincitrice dell’appalto per la realizzazione dell’opera, è stato una prima volta sospeso il cantiere della tangenziale di Novellara;

-         il TAR di Parma, in seguito a ricorso della Bacchi spa, ha emesso in data 13 luglio 2011 una sentenza che annullava l’interdittiva antimafia (N. 00271/2011 REG.PROV.COLL., N. 00276/2011 REG.RIC.;

-         nell’agosto del 2011 il Prefetto di Reggio Emilia ha emesso una nuova interdittiva antimafia, alla luce di  nuove risultanze investigative che supererebbero i rilievi mossi dal Tribunale Amministrativo;

-         in un articolo apparso stamane su “Il Resto del Carlino”, il Presidente di Iniziative Ambientali Michele Crotti, facendo leva su un parere del legale Ermes Coffrini, ha dichiarato che in base ad una decisione del Cda di Iniziative Ambientali la stazione appaltante è disponibile a far riprendere i lavori, previo assenso del Comune di Novellara e della Provincia di Reggio Emilia;

-         il 29 settembre 2005 l’associazione Legambiente, in merito alle nomine per l’ Azienda Regionale per la Navigazione Interna (ARNI), espresse sconcerto circa la nomina dell’ex Sindaco di Brescello Ermes Coffrini, sia per pendenze con Legambiente stessa, che per la posizione di Coffrini come professionista con rapporti con il Gruppo Bacchi, in relazione alle vicende giudiziarie sulle escavazioni di sabbia delle quali si sta occupando la Procura della Repubblica di Reggio Emilia (dichiarazioni ancora reperibili su Bologna 2000 all’indirizzo http://www.bologna2000.com/2005/09/29/legambiente-su-nomine-consiglio-amministrazione-arni/

Tutto ciò premesso, l’interpellante

 Visto che:

- il Comune di Reggio Emilia è uno dei più importanti soci in IREN AMBIENTE spa, che compartecipa Iniziative Ambientali srl;

 Rilevato che:

-         nella sentenza di annullamento, lo stesso TAR ha richiamato la giurisprudenza affermando che, nel segnalare l’infiltrazione mafiosa, il Prefetto può esprimere “un giudizio prognostico latamente discrezionale ancorché ragionevole e circostanziato”;

-         La Procura di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta riguardo alla tangenziale di Novellara;

-         Iniziative Ambientali srl è parte resistente nella procedura in sede TAR;

Ritenuto che:

-         contro i mille mezzi a disposizione della mafia per condizionare a proprio vantaggio interi pezzi dell’economia, la Prefettura può avvalersi di strumenti immediati e rapidi, la cui efficacia è una condizione indispensabile nella lotta alla malavita organizzata;

Chiede al Sindaco e all’Assessore Competente:

-         se non ritiene inopportune iniziative volte a depotenziare gli strumenti prefettizi di interdittiva antimafia in territorio reggiano, capaci di costituire pericolosi precedenti anche per il nostro Comune;

-         se non ritiene di dover intervenire, come socio di IREN AMBIENTE spa, nella rappresentanza garantita dalla partecipazione societaria in Iniziative Ambientali srl, al fine di scoraggiare la riapertura del cantiere della Tangenziale di Novellara fino a nuova espressione da parte del Tribunale Amministrativo;

-         se non ritiene di intraprendere un’analoga persuasione nei confronti della Provincia di Reggio Emilia e del Comune di Novellara, chiamate ad esprimersi sulla richiesta di riapertura del cantiere di Iniziative Ambientali srl;

e richiede contestualmente

- copia del verbale del Consiglio di Amministrazione di Iniziative Ambientali srl inerente le decisioni di cui sopra, e copia del parere legale dell’avvocato Coffrini.