Nessuno tocchi Saviano e Borsellino

Scritto il 3 gennaio 2010 da Matteo Olivieri

Un editoriale del 31 dicembre 2009, quando l’attenzione è altrove, un articolo del Giornale di Reggio, a firma del direttore Umberto Bonafini.

Ecco cosa scrive di Roberto Saviano, cittadino onorario di Reggio che non ha ancora ricevuto ufficialmente l’onoreficenza:
“un cittadino, benemerito fin che si vuole e fatto addirittura cittadino onorario di Reggio, ma che mi dà l’impressione di ”marciarci sull’antimafia”“.

Non finisce qui, Bonafini porta a modello anche lo scellerato articolo di Sciascia del 1989 dove parlava dei professionisti dell’antimafia, che portò alla deleggittimazione del pool di Palermo, di Falcone e Borsellino.

Ecco la risposta.

Gentile Direttore,

in merito al suo editoriale del 31 dicembre 2009 mi sento, prima come cittadino con una coscienza civile, infine come rappresentante di molti cittadini, di dissociarmi dal pensiero da lei espresso.

Su Roberto Saviano lei dice che sembra “marciarci sull’antimafia”. Roberto Saviano è un ragazzo che ha fatto nomi e cognomi di camorristi, stragisti, delinquenti tra i peggiori che abbiamo in Italia, portando all’attenzione del grande pubblico uno dei più grandi processi alla malavita organizzata che si siano mai visti al mondo, taciuti completamente dai grandi mezzi di informazione. Dopo le minacce ripetute e comprovate vive scortato, braccato, insultato e minacciato dalla vox populi camorrista.  Se questo per lei è marciare allora non capisco quale sia la sua idea di libertà personale e collettiva.

Ancor più grave la citazione di quello scellerato articolo di Sciascia sui professionisti del’antimafia, riconosciuto da più parti come uno dei principi da cui scaturì la delegittimazione del pool di Palermo, di Falcone, di Borsellino che, le ricordo, sono morti per la nostra libertà. Leggendolo non c’è bisogno neanche dello sforzo per capire cosa c’è scritto, perché la storia recente del nostro Paese dimostra quali danni mortali abbia arrecato quell’articolo alla lotta contro la mafia.

Gentile Direttore, se neanche la storia recente delle stragi di mafia può essere condivisa, allora non stupiamoci se la DIA ci definisce, in Emilia, come la Gomorra del Nord. Senza quella memoria condivisa non ci sono gli anticorpi per resistere alle infiltrazioni mafiose, infatti sono sempre più presenti ed aggressive.

Auguri per un 2010 più saggio

Matteo Olivieri

Combattere le MAFIE a Reggio Emilia ed in Emilia Romagna

Scritto il 3 dicembre 2009 da Matteo Olivieri

Venerdì 4 dicembre ore 21.00

presso hotel Ramada via Danubio in zona Mancasale (Reggio)

siete tutti invitati a partecipare al dibattito pubblico:

COMBATTERE LE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE

A REGGIO ED IN EMILIA ROMAGNA

Partecipano:

GIOVANNI FAVIA. consigilere comunale Lista Bologna 5 Stelle – Beppegrillo.it. – Candidato presidente Regione Emilia Romagna per il MoVimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

CRHISTIAN ABBONDANZA, presidente della CASA DELLA LEGALITA’ ONLUS (www.casadellalegalita.org) Associazione presente in tutta Italia che si occupa di monitorare il territorio italiano e fare proposte sui temi della legalità.

MATTEO OLIVIERI, consigliere comunale Lista Reggio 5 Stelle- Beppegrillo.it

Purtroppo non sarà presente per impegni sopraggiunti l’eurodeputata Sonia Alfano (IdV)

L’incontro è a cura del Gruppo consiliare Reggio5 Stelle/ Beppegrillo.it del comune di Reggio Emilia

Osservatorio antimafia : obiettivo raggiunto

Scritto il 11 agosto 2009 da Matteo Olivieri

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Grande soddisfazione per l’adesione del COmune di Reggio all’Osservatorio Antimafia che Provincia e Camera di Commercio stanno predisponendo. Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale della mozione per la pubblicazione online degli appalti pubblici, l’Assessore Corradini ha annunciato che il COmune aderirà all’Osservatorio Antimafia.

La nostra proposta di un Centro unico di controllo trova così un’applicazione, dopo le innumerevoli battaglie condotte al fianco di Sonia Alfano. In un comunicato stampa abbiamo ribadito l’idea di controllare tutti gli elementi sensibili che incrociano l’attività del COmune, dalle segnalazioni sui rifiuti, al trasporto merci illegale, fino allo scarso rispetto delle leggi in materia ambientale.

Le mafie si impongono offrendo diversi servizi, ricambiomole offrendo ai cittadini trasparenza e maggiori controlli.

Rassegna stampa (1) (2) (3) (4)

Ci si preoccupi della mafia e non delle intercettazioni

Scritto il 7 agosto 2009 da Matteo Olivieri

Il ministro Alfano risponde all’On. Alessandri della Lega confermando la presenza di tutte le mafie nella nostra città. Una fiera degli orrori, che peraltro ci accomuna agli altri centri dell’Emilia e della Romagna: ‘ndrangheta, con le 5 locali delle ‘ndrine di Cutro e Capo Rizzuto, i Casalesi, la mafia cinese, organizzazioni maghrebine.

Dopo l’interrogazione l‘On. Alessandri della Lega Nord si è lanciato in un’avventura infelice. Prima ha detto che in Italia ci sono troppe intercettazioni che invadono la vita privata dei cittadini, e non va bene, poi si è lamentato che a Reggio se ne sono fatte poche negli ultimi anni, e non va bene. Tanto che (chi lo capisce è molto bravo) vorrà vederci chiaro e leggersi tutti i rendiconti e le motivazioni!

Ho pensato che fosse il caso di porre termine alla sua infelice avventura, dicendogli: “Giù le mani dalle intercettazioni!”
Rassegna stampa: (1) - (2)(3) - (4)(5)

Contro la mafia servono le intercettazioni
Anche i reati minori sono una porta per conoscere le reti di interessi mafiosi
Ci si preoccupi della mafia e non delle intercettazioni

La risposta del ministro Alfano sulla presenza di ogni tipo di mafia a Reggio non fa che confermare le nostre certezze, ampiamente e continuamente espresse in campagna elettorale.
Il fatto che la presenza delle mafie straniere si rafforza richiede un impegno delle autorità inquirenti ben supportato, ecco perchè le intercettazioni sono fondamentali.
Recenti casi dimostrano come sia l’unico strumento contro la mafia cinese, dove spesso ci si trova a decifrare anche 59 dialetti diversi.
E’ fondamentale indagare sul piccolo crimine, da cui spesso si aprono scenari ben più ampi legati a grandi organizzazioni. Ad esempio il Decreto Legge sulle intercettazioni mette a rischio la lotta alla mafia, perché limita l’uso di questi strumenti di indagine per il crimine generico di cui non è ancora accertato il legame al crimine organizzato (mentre lascia quelle sulla mafia, ma cos’è “mafia” finchè non ne sei certo?).
Non si capisce a questo punto perché l’on. Alessandri si preoccupi delle intercettazioni. Di fronte ad un allarme così pesante a cosa serve mettere in discussione questo valido strumento? Peraltro Alessandri lo fa in maniera contraddittoria: prima dice che sono troppe e non va bene, poi si lamenta che Reggio è in controtendenza, con meno soldi spesi negli ultimi anni, e anche questo non va bene. Qual è il problema?
Chiediamo a lui e a tutti i rappresentanti del Governo di concentrarsi per fornire quanti più strumenti efficaci alla nostra città nella lotta di tutte le mafie.

Matteo Olivieri
Consigliere comunale
Lista civica Reggio 5 Stelle Beppegrillo.it

Mafia: la Dia conferma. Reggio Ribellati! Le nostre proposte già avanzate da febbraio

Scritto il 24 maggio 2009 da Matteo Olivieri

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La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ha rinfrescato la memoria ai partiti su un tema, quello delle infiltrazioni mafiose a Reggio Emilia, che nel corso di questi dibattiti pubblici in campagna elettorale molto spesso mi sono trovato a denunciare pressochè da solo tra i problemi prioritari. L’ho fatto nel corso dell’assemblea dell’Api ad esempio (guarda il video). Già dallo scorso 5 settembre iniziammo una campagna di denuncia (guarda il video) su questo problema enorme e lo scorso 18 febbraio avanzammo, insieme a Sonia Alfano, una serie di proposte operative che fanno parte del nostro programma e proposte che avanzeremo in consiglio comunale.

Condizione primaria è farla finita con la politica del cemento che dopo i disastri del Prg Spaggiari-Malagoli purtroppo continua nel PSC targato Delrio-Ferrari con migliaia di nuovi appartamenti e ben 7 centri commerciali programmati.

Le PROPOSTE

Centro Comunale unico di controllo. Numerosi uffici comunali e di altri Enti attivi sul territorio con compiti ispettivi in diversi settori: sicurezza sul lavoro, rispetto delle condizioni di appalto, regolarità delle concessioni, regolarità fiscale, ecc. Molte di queste funzioni vengono svolte da uffici comunali. Il progetto consiste nel collegare le segnalazioni multiple relative allo stesso cantiere ed attivare contemporaneamente tutti gli uffici e gli Enti interessati per svolgere appositi controlli. Uniti si vince.

Stipula di protocolli d’intesa e di regolamenti che vietino l’assegnazione di appalti da parte del Comune e degli enti collegati a ditte sottoposte ad accertamenti/indagini della magistratura o che si siano macchiate  in precedenza di illeciti di varia natura operando sul territorio nazionale (certificati antimafia + misure cautelative).

Appalti e subappalti on line con visure camerali delle imprese che si aggiudicano appalti pubblici o lavorano su terreni ubicati nel Comune di Reggio Emilia. Idea scaturita insieme a Sonia Alfano e portata in consiglio comunale ed approvata pressochè all’unanimità.
Promozione assieme agli Enti Pubblici della riduzione delle stazioni appaltanti come proposto da Beppe Lumia, per diminuire la possibilità di infiltrazione e corruzione e centralizzare i controlli.
Imporre che  per le opere sia di iniziativa pubblica che privata oltre un certo ammontare (esempio 1 milione di euro) si preveda un unico conto in banca da cui l’appaltante esegua tutti i movimenti di denaro relativi all’opera, sia in spese dirette di appalto o di versamento di contributi sia in sub appalto (esempio dalle paghe degli operai, ai tributi comunali, fino ai versamenti verso terzi per lavori in conto terzi).

L’introduzione di un criterio aggiuntivo di trasparenza: l’aggiudicazione degli appalti attraverso l’introduzione di un sistema di gare d’appalto trasmesse on line (esattamente come funziona a Bolzano) per importi fino a 100.000 euro. Valutare anche la possibilità di estenderlo per cifre superiori.
L’introduzione di ulteriori meccanismi di controllo incrociati insieme alla Camera di Commercio per  accertare eventuali illeciti eventualmente commessi dalla ditte che concorrono ad appalti pubblici ed il loro regolare possesso del certificato antimafia.

Massima attenzione sui fenomeni del massimo ribasso negli appalti sul quale le economie illegali si infiltrano a danno delle piccole e medie imprese.

Queste prime proposte tendono a dar vita a meccanismi che servono a tutelare le imprese reggiane oneste che, tramite l’attuale meccanismo delle gare a ribasso fisso perdono spesso commesse e posti di lavoro e dunque ricchezza che esce dal circuito tradizionale e puo’ andare ad alimentare anche il giro d’affari della criminalità organizzata a discapito dello storico benessere di Reggio.  Ogni euro che finisce in pasto alla criminalità organizzata è ricchezza persa per i cittadini reggiani che hanno sudato per anni costruendo con fatica il proprio modello sociale di sviluppo.

Fuoco cammina con me

Scritto il 16 maggio 2009 da Matteo Olivieri

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L’area delle ex Reggiane è una delle tante vittime dell’espansione del cemento che, come il fuoco, lascia dietro di se i buchi. Buchi nella struttura urbanistica, buchi nell’uso degli spazi, buchi nella memoria.  Nella Reggio governata dai Partiti del Cemento Armato non è più la solida pasta del Parmigiano Reggiano ad ispirare il presente ed il futuro, ma l’effimera mollezza del formaggio Groviera.

Una delle aree più importanti a livello europeo (45 ettari a ridosso del centro cittadino e della Stazione Centrale) lasciata al suo destino, con un camion bruciato e dimenticato. Si trova proprio di fianco alla pista che porta dalla stazione al parcheggio di viale Ramazzini.

E la storia si ripete: ora è il turno dell’area che va dall’Ipercoop Ariosto all’ex casello autostradale.  Spostato il casello adesso l’asse non è più strategico! Spostiamo l’Ariosto! I centri commerciali devono essere laddove la auto passano e scorrono fluenti. Prima o poi al posto del casello stesso ci sarà un centro commerciale: passi solo se compri qualcosa, meglio se superfluo!

Le ex Reggiane, dove la storia della nostra città, la storia del ‘900, hanno vissuto i momenti più bui, i momenti del riscatto, quelli della vittoria. Un ‘900 reggiano di importanza nazionale, per cui proponiamo un museo (Programma, punto 10), che sia realizzato, con le mani, dagli stessi cittadini, dalle associazioni, così come pagine storiche, dalla Resistenza alla lotta operaia, furono condotte in prima persona dalle mani di quei cittadini, di quei reggiani.

Le ex Reggiane devono riportare il lavoro al centro di Reggio Emilia: uffici, studi professionali (il Tribunale sarebbe vicinissimo con adeguati collegamenti del trasporto pubblico), piccoli e medi laboratori, uffici di rappresentanza di aziende italiane e straniere, centri di ricerca, alberghi, ostelli, spazi per il tempo libero e il divertimento dei giovani.

Qualcosa mi dice che qui verranno costruiti, invece, 800 appartamenti. E le coppole brindano!

Pensare che basta una croce su un pezzo di carta per cambiare le cose……..

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Ascolta il futuro!

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Reggio ostile a tutte le mafie

Scritto il 21 febbraio 2009 da Matteo Olivieri


Le nostre proposte per combattere tutte le mafie a Reggio, il primo punto del programma che intendiamo stabilire. Contribuisci con i tuoi commenti.

LOTTA ALLE MAFIE E ALL’ECONOMIA ILLEGALE

Rendere chiara ed efficace la pubblicazione di appalti e subappalti on line con visure camerali delle imprese che si aggiudicano appalti pubblici (mozione proposta dai Grilli Reggiani e Sonia Alfano approvata al’unanimità).

Centro Comunale unico di controllo. Numerosi uffici comunali e di altri Enti attivi sul territorio con compiti ispettivi in diversi settori: sicurezza sul lavoro, rispetto delle condizioni di appalto, regolarità delle concessioni, regolarità fiscale, ecc. Molte di queste funzioni vengono svolte da uffici comunali. Il progetto consiste nel collegare le segnalazioni multiple relative allo stesso cantiere ed attivare contemporaneamente tutti gli uffici e gli Enti interessati per svolgere appositi controlli. Uniti si vince.

Stipula di protocolli d’intesa e di regolamenti che sospendano l’assegnazione di appalti da parte del Comune e degli enti collegati a ditte sottoposte ad accertamenti/indagini della magistratura o che si siano macchiate  in precedenza di illeciti di varia natura operando sul territorio nazionale (certificati antimafia esistenti + misure cautelative);

Promozione assieme agli Enti pubblici della riduzione delle stazioni appaltanti, come proposto da Beppe Lumia, per diminuire le possibilità di infiltrazione e corruzione e centralizzare i controlli.

Imporre per le opere sia di iniziativa pubblica che privata, oltre un certo ammontare (esempio: 1 milione di euro) si preveda un unico conto in banca da cui l’appaltante esegua tutti i movimenti di denaro relativi all’opera, sia in spese diretto di appalto o di versamento di contributi, sia in sub appalto. (es.: dalle paghe degli operai, ai tributi comunali, fino ai versamenti verso terzi per lavori in conto terzi)

L’introduzione di un criterio aggiuntivo di trasparenza: l’aggiudicazione degli appalti attraverso l’introduzione di un sistema di gare d’appalto on line (esattamente come funziona a Bolzano) per importi fino a 100.000 euro. Valutare anche la possibilità di estenderlo per cifre superiori.

L’introduzione di ulteriori meccanismi di controllo incrociati insieme alla Camera di Commercio per  accertare eventuali illeciti eventualmente commessi dalla ditte che concorrono ad appalti pubblici ed il loro regolare possesso del certificato antimafia.

Queste prime proposte tendono a dar vita a meccanismi che servono a tutelare le imprese reggiane oneste che, tramite l’attuale meccanismo delle gare a ribasso fisso perdono spesso commesse e posti di lavoro e dunque ricchezza che esce dal circuito tradizionale e puo’ andare ad alimentare anche il giro d’affari della criminalità organizzata a discapito dello storico benessere di Reggio.
Ogni euro che finisce in pasto alla criminalità organizzata è ricchezza persa per i cittadini reggiani che hanno sudato per anni costruendo con fatica il proprio modello sociale di sviluppo.

Reggio Città ostile alle mafie

Categorie: News
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Lotta alla mafia: Matteo Olivieri e Sonia Alfano – Proposte per Reggio Emilia

Scritto il 2 febbraio 2009 da Matteo Olivieri