Mozioni popolari respinte: la casta comunale tradita dai suoi stessi atti

Scritto il 24 gennaio 2012 da

La mozione sulle rotonde dell’Acquedotto venne ammessa presentando la stessa forma giuridica della mozione taglia assessori ora respinta. La Caselli ha ora una sola possibilità: riammettere a discussione il maltolto. In Consiglio vengono ammesse solo le mozioni gradite a Lega e PD, con evidenti inciuci bipartisan. Tutto già segnalato un anno e mezzo fa al Prefetto.

La mozione popolare sulle rotonde dell’Acquedotto venne ammessa alla discussione nella primavera del 2010 ed aveva la stessa forma, ai fini dell’ammissibilità, della mozione popolare taglia assessori oggi respinta dalla Caselli, a braccetto con Lega e PD.

Come da noi già segnalato al Prefetto di Reggio Emilia il 3 maggio del 2010, la mozione dell’Acquedotto, notoriamente sostenuta dalla Lega, richiedeva la modifica di un progetto presentato dalla Giunta Comunale, in particolare la modifica della viabilità nel quartiere Regina Pacis-Orologio.

Risulta evidente, dall’art.42 del D.Lgs 267/2000, che tali progetti non rientrano tra le competenze attribuite al Consiglio Comunale, e lo Statuto Comunale, all’art. 31, attribuisce tali competenze alla Giunta stessa. Lo sanno anche i muri.

La mozione venne ammessa perchè riguardava, secondo il parere legale allora ammesso, il Piano Triennale degli investimenti competenza del Consiglio, peraltro senza citarlo e con notevole sforzo interpretativo, e benevolo, della macchina comunale.

La mozione taglia Assessori presenta una richiesta di riorganizzazione degli Assessorati che è stata giudicata di competenza del Sindaco, ma impegna esplicitamente, con riferimenti di legge,con parole chiare ed inequivocabili, a variazioni di Bilancio, competenza esclusiva del Consiglio Comunale.

La mozione taglia assessori è pertanto equivalente come forma giuridica, ai fini dell’ammissione in Consiglio, a quella delle rotonde, ma scritta molto meglio.
EPPURE QUELLA SCOMODA AL PD E’ STATA RESPINTA GRAZIE ALLA LEGA, QUELLA COMODA ALLA LEGA E’ STATA AMMESSA GRAZIE AL PD (2 INCIUCI)

Ogni commento è superfluo. La Caselli è manovratrice di azioni anti democratiche gradite alla Lega Nord Padania e del suo ras Giacomo Giovannini, che a questo punto farebbe meglio farsi assumere dal Comune visti i buoni rapporti con la maggioranza, e visti i favori che continuamente si scambia.

Infatti ricordiamo che Giovannini ha copiato una parte della mozione popolare e l’ha presentata identica in una sua Delibera, dando il là alla bocciatura singolare della mozione popolare perchè identica. E grazie, l’ha copiata! Così ha salvato il PD da una scomoda discussione di una mozione che ha raccolto 1000 firme di cittadini in poche settimane e che chiedeva taglio di Assessori e dirigenti.

Siamo pronti a fare una nuova e definitiva segnalazione al Prefetto, per dimostrare definitivamente le porcate perpetrate ai danni degli istituti di partecipazione popolare nel Comune di Reggio Emilia.

Allegato tutto il materiale necessario ad una serena pubblicazione: testo della mozione popolare sulle rotonde, testo della mozione popolare “Meno assessori più asili” e segnalazione al Prefetto

Alessandri si dimetta e vada a..casa (pagandola per intero)

Scritto il 18 novembre 2011 da

ALESSANDRI, SI DIMETTA DA OGNI CARICA PUBBLICA, IN PRIMIS DA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI. VADA A CASA…PAGANDOLA PER INTERO…

L’inchiesta delle IENE  ha portato alla luce il “caso” della casa non pagata per intero dal deputato  Alessandri (Lega Nord) in quel di Roma, i mancati pagamenti del signor Bosatelli Bruno, ex sindaco leghista delle Valli Bergamasche, secessionista “duro e puro”,  imprenditore edile e immobiliare (con anche alcune società oggi in liquidazione come la Brumar Consulting Campania srl con sede in provincia di Salerno) mandato a rogito dall’ Alessandri e la strana coincidenza che la ditta BRUMAR GROUP SPA (fallita nel 2010 e di cui al tempo dei fatti riportati dalle “Iene” era amministratore unico lo stesso Bosatelli Bruno) abbia avuto una audizione il 18 marzo 2009 presso la stessa Commissione parlamentare presieduta da Alessandri. Venti giorni dopo il rogito.

Abbiamo solo poche parole per il deputato e consigliere comunale leghista Alessandri da oggi denominato simpaticamente, lo Scajola di Guastalla  SI DIMETTA DA OGNI CARICA E VADA A CASA….PAGANDOLA PER INTERO A CHI DI DOVERE.

Acqua, anche Lega e Riva (IDV) a sostegno dello scorporo, Delrio solo con 4 gatti

Scritto il 16 giugno 2011 da

Anche la Lega Nord reggiana trae le logiche conclusioni: l’acqua va scoporata da IREN. Intanto il consigliere comunale e regionale dell’IDV, Matteo Riva, dà il suo sostegno allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale. Si defila in tal modo dal suo Partito che ha dato il sostegno a Delrio. Il sindaco è rimasto quasi solo, assordante il silenzio del Partito vendoliano di SEL.

L’esito del referendum non lascia dubbi: l’acqua va scorporata da IREN. Questo il pensiero che anche la Lega Nord, per bocca del suo capogruppo in Consiglio Comunale, Giovannini, esprime oggi.

Fa scalpore il defilarsi di Matteo Riva, IDV, dal suo Partito. Riva ha dichiarato di essere favorevole allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale, la cui ipotesi è già stata ventilata per opporsi alla sconfessione della volontà popolare perpetrata da Graziano Delrio.

Infatti era stata la plenipotenziaria reggiana del Partito dei Valori, tale Liana Barbati, a dichiarare il pieno sostegno a Delrio e il no allo scorporo dell’acqua da IREN.

Si fa invece assordante il silenzio del Partito Vendoliano di SEL, in Giunta con Delrio, che sull’argomento non si è ancora espresso. Montano nel frattempo le polemiche anche in Puglia, dove Vendola governa.

Il nuovo tabù reggiano: non dir che 5stelle toglie voti a Lega e PDL

Scritto il 19 maggio 2011 da

Quando alle regionali abbiamo visto voti disgiunti 5 Stelle-PDL, punto interrogativo. Quando ti fermano 3 persone in due ore che confessano di aver abbandonato il voto a Silvio-Lega per le 5 Stelle, ti sorge qualche dubbio. Con i dati di queste ultime elezioni  bisogno essere più o meno ciechi, e non c’è peggior cieco di chi che non vuol vedere. Ma diciamolo piano, perchè a Reggio c’è un nuovo tabù.

Ricevere bollette salate, per ingrassare qualche magnate della finanza, non fa piacere, e votare al referendum per l’acqua pubblica solletica un pò tutti. Svegliarsi una mattina e vedere tuo figlio verde fosforescente non ha prezzo, altrimenti voti SI’ il 12 e 13 giugno per spegnere le idiozie nucleari. Vedere sempre le stesse facce, profilo destro o sinistro, stanca chiunque, specie se sprecano a destra e a manca coi soldi delle tue tasse. Trovare qualcuno che fa politica attiva con pochi soldi tanto di guadagnato.

Insomma, chi di norma o per caso ha votato Lega e PDL, trova naturale anche votare 5 stelle. Mettersi invece a votare i soliti pupazzi ex Dc o ex PCI è impresa impossibile per queste elettrici ed elettori.

Qui nasce il tabù, come ci hanno riferito molte di queste persone: ma se si sa in giro che ci sono tanti che votavano Lega e PDL che premiano 5stelle, non diventa chiaro chi è la forza politica vincente ?

Lo stiamo verificando: quell’informazione non s’ha da dare.

Umberto Magno, imperatore di Padania:martedì 21 all’Hotel Posta !!! ore 21

Scritto il 9 dicembre 2010 da

Presentazione del libro di Leonardo Facco :Umberto Magno, imperatore di Padania

Martedi 21 dicembre ore 21:00
Hotel posta Reggio Emilia p.zza del monte
Reggio 5 Stelle Movimento 5 Stelle e associazione Grillireggiani sono lieti  di ospitare Leonardo Facco Autore del libro  politico piu’ sconvolgente dell’anno .

iL 2 DICEMBRE, arriverà in libreria il “UMBERTO MAGNO, la vera storia dell’imperatore della Padania”. Autore di questo libro inchiesta è Leonardo Facco , giornalista ed editore, nonché amministratore delegato del Movimento Libertario.Facco ha conosciuto la Lega (e Bossi) da molto vicino ed ha lavorato per quattro anni al quotidiano “la Padania”.Con più d…i un documento inedito e le testimonianze di importanti esponenti del leghismo del passato – da importanti dirigenti di partito a ex ministri – l’autore svela il vero volto di Umberto Bossi, padre padrone del Carroccio e sponda indispensabile dell’attuale capo del governo.Facco parte dagli “albori della Lega”, allorquando un signore senza arte né parte (definito, vocabolario alla mano, il cialtrone) riesce a coagulare attorno all’idea autonomista – non senza screzi e fatti poco chiari – milioni di persone pronte a dare il loro consenso ad un progetto politico che non solo non è mai stato realizzato, ma che è continuamente cambiato e fallito.Bossi è la Lega e la Lega è Bossi secondo Facco, anche oggi, nonostante la malattia abbia ridotto il senatùr all’ombra di quel personaggio movimentista del passato recente. Per dimostrarlo, l’autore racconta fatti, episodi, ricordi personali, con tanto di documentazione. Sono quasi 400 le note bigliografiche. “Bossi – dice l’autore – è il responsabile principale della trasformazione della Lega in un soggetto politico partitocratico, dove agli scandali si uniscono le truffe perpetrate ai danni, in primis, dei militanti e simpatizzanti. I crac delle “Cooperative Padane”, del Villaggio in Croazia e della banca padana rappresentano l’epitome del modo di fare politica del “lumbard”, circondato da sempre di yes-men (and women) in carriera. E che carriere!Bossi odiava i soldi pubblici ed i boiardi di Stato? Oggi, il Carroccio è un’idrovora assetata di denari dei contribuenti e lottizza tutto ciò che è lottizzabile.Il libro (edito da Aliberti e prenotabile già da ora in tutte le librerie) è zeppo di fatti inediti, mai conosciuti e/o raccontati: dalla strana busta paga del figlio di Umberto Bossi, alla laurea mai presa dal “capo” (questo il suo nomignolo da sempre); dall’odio per i libici di questi giorni alla missione dei suoi in Libia per incontrare Gheddafi. Dai tempi in cui elogiava “Mani pulite” alla sequela di condanne incassate dai leghisti odierni. Di molti di questi fatti ci vengono rivelati particolari sconosciuti, tenuti nascosti all’opinione pubblica e non solo.Un capitolo, infine, è dedicato alla panzana del Bossi che “ama i figli e la famiglia tradizionale”, slogan divenuto programma politico alla fine degli Anni Novanta.Per la prima volta, a quasi trent’anni dalla nascita della Lega Lombarda, viene pubblicata una vera e propria radiografia completa di questo fenomeno politico, che al grido di “basta Roma basta Tasse” ha permesso a Umberto Bossi di calare sulla capitale per sedersi a banchettare con il peggio della casta italiana.

Lega Emilia, pubblicati i documenti esclusivi: soldi versati per una coop andati in fumo

Scritto il 2 dicembre 2010 da

Sono stati pubblicati sul sito del MoVimento Libertario i documenti esclusivi sulla Lega Nord Padania. Uno di questi riporta con chiarezza di versamenti, effettuati dalla locale “Nazione Emilia”, per una coop denominata “Made in Padania coop”, soldi andati in fumo. L’autore del libro “Umberto Magno”, Leonardo Facco, sarà a Reggio Emilia il 21 dicembre alle ore 21, presso l’Hotel Posta, ospite del MoVimento 5 Stelle beppegrillo.it.

A Natale regala un libro ad un leghista: “Umberto Magno, la vera storia dell’imperatore di Padania”

Scritto il 1 dicembre 2010 da

A Natale sii buono e generoso. Se conosci un leghista regalagli questo libro.
iL 2 DICEMBRE, arriverà in libreria il “UMBERTO MAGNO, la vera storia dell’imperatore della Padania”. Autore di questo libro inchiesta è Leonardo Facco, giornalista ed editore, nonché amministratore delegato del Movimento Libertario.Facco ha conosciuto la Lega (e Bossi) da molto vicino ed ha lavorato per quattro anni al quotidiano “la Padania”.Con più di un documento inedito e le testimonianze di importanti esponenti del leghismo del passato – da importanti dirigenti di partito a ex ministri – l’autore svela il vero volto di Umberto Bossi, padre padrone del Carroccio e sponda indispensabile dell’attuale capo del governo.Facco parte dagli “albori della Lega”, allorquando un signore senza arte né parte (definito, vocabolario alla mano, il cialtrone) riesce a coagulare attorno all’idea autonomista – non senza screzi e fatti poco chiari – milioni di persone pronte a dare il loro consenso ad un progetto politico che non solo non è mai stato realizzato, ma che è continuamente cambiato e fallito.Bossi è la Lega e la Lega è Bossi secondo Facco, anche oggi, nonostante la malattia abbia ridotto il senatùr all’ombra di quel personaggio movimentista del passato recente. Per dimostrarlo, l’autore racconta fatti, episodi, ricordi personali, con tanto di documentazione. Sono quasi 400 le note bigliografiche. “Bossi – dice l’autore – è il responsabile principale della trasformazione della Lega in un soggetto politico partitocratico, dove agli scandali si uniscono le truffe perpetrate ai danni, in primis, dei militanti e simpatizzanti. I crac delle “Cooperative Padane”, del Villaggio in Croazia e della banca padana rappresentano l’epitome del modo di fare politica del “lumbard”, circondato da sempre di yes-men (and women) in carriera. E che carriere!Bossi odiava i soldi pubblici ed i boiardi di Stato? Oggi, il Carroccio è un’idrovora assetata di denari dei contribuenti e lottizza tutto ciò che è lottizzabile.Il libro (edito da Aliberti e prenotabile già da ora in tutte le librerie) è zeppo di fatti inediti, mai conosciuti e/o raccontati: dalla strana busta paga del figlio di Umberto Bossi, alla laurea mai presa dal “capo” (questo il suo nomignolo da sempre); dall’odio per i libici di questi giorni alla missione dei suoi in Libia per incontrare Gheddafi. Dai tempi in cui elogiava “Mani pulite” alla sequela di condanne incassate dai leghisti odierni. Di molti di questi fatti ci vengono rivelati particolari sconosciuti, tenuti nascosti all’opinione pubblica e non solo.Un capitolo, infine, è dedicato alla panzana del Bossi che “ama i figli e la famiglia tradizionale”, slogan divenuto programma politico alla fine degli Anni Novanta.Per la prima volta, a quasi trent’anni dalla nascita della Lega Lombarda, viene pubblicata una vera e propria radiografia completa di questo fenomeno politico, che al grido di “basta Roma basta Tasse” ha permesso a Umberto Bossi di calare sulla capitale per sedersi a banchettare con il peggio della casta italiana.

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Alessandri colleziona multe, pagate dalla Lega

Scritto il 24 giugno 2010 da

70 multe in due anni, eccesso di velocità. Molte annullate dai Prefetti perchè il deputato leghista Angelo Alessandri è autorizzato a correre, le altre pagate dalla Lega. E la Lega dove prende i soldi? Leggi……

Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorali. Per le recenti elezioni regionali questo ha significato un milione di euro solo per la Regione Emilia Romagna rimasti nelle disponibilità dei cittadini.
Cittadini che, con il referendum del 1993, decisero di dire no al finanziamento pubblico ai Partiti, i quali si affrettarono a mascherarli sotto una nuova veste, quella dei rimborsi elettorali.

Il deputato Angelo Alessandri ha impiegato i soldi della Lega per pagarsi le multe, e a sua volta la Lega incassa fior fior di milioni dai rimborsi elettorali. Bene, senza rimborsi forse andrebbe piano, rispettando il Codice della strada e la sicurezza dei cittadini.

Dove corra poi, Alessandri, davvero non si capisce. Ci sono fatti molto importanti che lo investono come Presidente della Commissione Ambiente della Camera che succedono a pochi metri dalla sua amata Guastalla, come le escavazioni abusive nel fiume Po. E’ di qualche giorno fa la multa milionaria che è stata comminata dal Corpo Forestale dello Stato  alla ditta Bacchi.

Una passeggiata rilassante sul bel Po potrebbe aiutare Alessandri a svolgere il suo lavoro meglio che i Gran Premi in autostrada a cui sembra abituato. E costerebbe di meno ai cittadini.