Schizo IDV: contro le Province, ma si lamenta del taglio dei consiglieri

Scritto il 15 novembre 2011 da

No al Governo Monti, anzi sì al Governo Monti. Aboliamo le Province, raccogliamo anche le firme, ANZI NO, piangiamo il taglio dei consiglieri  e ci presentiamo alle elezioni provinciali. Il Partito di Pietro, spaesato in un mondo senza Berlusconi premier, dà i numeri a Roma e a Reggio. Con chicche imperdibili anche in Regione.

Con la manovra di agosto si è dato un taglio alla politica, rivedendo il numero e la collocazione dei collegi elettorali provinciali. La Prefettura ha quindi applicato la legge, ed ha sottoposto, per una semplice presa d’atto, i nuovi collegi al Consiglio Provinciale.

Risultato: i collegi vengono tagliati da 24 a 12, e quindi il Consiglio Provinciale sarà composto da 12 consiglieri, e non 24, con un bel taglio secco del 50%. Taglio anche agli Assessori: da un massimo di 8 a un massimo di 4. Direte voi: sai che giubilo quelli di IDV, che hanno scippato la proposta di abolire le Province al MoVimento 5 Stelle ed hanno raccolto anche le firme?

Macchè: il giovane anagrafico Emanuele Magnani, capogruppo provinciale IDV, dichiara bellamente che è “uno svilimento delle istituzioni”. Svilimento? Ma se le vogliono abolire? Vediamo cosa ha dichiarato:

Toni critici anche da Emanuele Magnani, capogruppo dell’Idv: «Quello che ci viene proposto è uno svilimento delle istituzioni, non c’entra nulla la riduzione della spesa pubblica. Sono davvero in difficoltà a votare questa proposta della Prefettura, che peraltro si limita ad applicare una legge dello Stato».

Con uno scatto di lucidità Magnani capisce che si è applicata una legge, ma è bene analizzare le sue affermazioni.

Dice Magnani (IDV):non c’entra nulla la riduzione della spesa pubblica

Dice l’IDV:”Una guerra quella contro le Province che si può e si deve vincere [...] perché rientra in un disegno più ampio per combattere gli sprechi, i privilegi, il malcostume ai quali ci ha abituato una classe politica irresponsabile e accattona.”

Non è  un caso che IDV si presenta alle elezioni provinciali con assoluta regolarità. L’unica forza politica che coerentemente non si presenta alle elezioni provinciali è il MoVimento 5 Stelle beppegrillo.it, da sempre per l’abolizione.

Altre chicche spuntano ieri in Comune. Il Consigliere regionale e comunale Matteo Riva, eletto nelle file dell’IDV, annuncia di uscire per formare il Gruppo Misto. In sostanza, è stato sbattuto fuori dopo aver tentato un’OPA sul Partito reggiano. Con biasimo, e la proverbiale incoerenza della capa Liana Barbati, e dopo feroci scontri che durano da un anno.

Riva ha rivelato i retroscena del suo arrivo in Regione: “Il primo giorno che mi sono presentato in Regione dopo le elezioni, la segretaria regionale ha assegnato le cariche. A me niente, allora ho chiesto: e io? La risposta: beh, tu non eri previsto. Ecco, questa frase mi ha certificato che si stava tornando al partito dove comanda uno solo».

I retrofront toninici sul Governo Monti, nella bolgia partitocratica romana, hanno uno specchio degno nelle vicende reggiane. Se ci fosse ancora bisogno di sottolineare l’incosistenza, nei fatti, delle battaglie di IDV contro la loro casta e contro la loro partitocrazia, la vicenda delle Province è esemplare. Una Waterloo.

 

Spese di lusso fuorisede a Roma: scontro nell’IDV regionale

Scritto il 2 settembre 2011 da

Una cena presso il prestigioso ristorante “L’Antica Pesa” di Roma, meta di VIP come Russell Crowe, e poi tutti all’Hotel 4 Stelle International Palace. Costo della serata: 944 euro, quasi 3 zeri. Non si tratta di una rimpatriata tra vecchi amici nè di un eccesso di qualche parlamentare. Si tratta della missione di Liana Barbati dell’italia dei Valori, reggiana e consigliere regionale dell’Emilia Romagna, con altre persone.

Ma l’altro consigliere reggiano eletto con l’Italia dei Valori, Matteo Riva, in questo periodo semiespulso dal Partito proprio dalla Barbati, non ci sta, e minaccia un ricorso alla Corte dei Conti. Riva chiede di sapere il dettaglio delle motivazioni che hanno portato a quelle spese e sottolinea come esigenze di Partito non possono giustificare spese del Gruppo Assembleare della Regione. Infatti quelle spese sono state sostenute con fondi istituzionali della Regione, ma il vero punto è perchè.

Fuorisede, spese che appaiono generose, il tutto con una carta di credito del Gruppo Regionale dell’Italia dei Valori. Nell’intervista a ” Il Resto del Carlino” di oggi la consigliera dell’Italia dei Valori di Reggio Emilia si giustifica così:

“E’ tutto in regola, lo ha deciso il gruppo consiliare”

“C’era anche qualche giovane dell’IDV

“E’ un hotel convenzionato”

“Per vedere i nostri conti venite a Bologna” (ndr.: basta il web)

“Non potevamo dormire sotto un ponte”

Resta il fatto che nel giugno 2011 si è consumata una vicenda piuttosto cara per le tasche dei contribuenti, con una cena al pregiato ristorante “L’Antica Pesa” per 389 euro e un alloggio presso l’International Palace per 555 euro. Per questo motivo il consigliere Matteo Riva vuol vederci chiaro, e minaccia ricorsi alla Corte dei Conti.

Tonino…..Tonino…….

Scritto il 23 giugno 2011 da

Un incontro casuale tra il MoVimento 5 Stelle e Di Pietro regala perle di partitocrazia: rimborsi elettorali, referendum. E un personaggio un pò confuso, detto Tonino…..

Acqua, anche Lega e Riva (IDV) a sostegno dello scorporo, Delrio solo con 4 gatti

Scritto il 16 giugno 2011 da

Anche la Lega Nord reggiana trae le logiche conclusioni: l’acqua va scoporata da IREN. Intanto il consigliere comunale e regionale dell’IDV, Matteo Riva, dà il suo sostegno allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale. Si defila in tal modo dal suo Partito che ha dato il sostegno a Delrio. Il sindaco è rimasto quasi solo, assordante il silenzio del Partito vendoliano di SEL.

L’esito del referendum non lascia dubbi: l’acqua va scorporata da IREN. Questo il pensiero che anche la Lega Nord, per bocca del suo capogruppo in Consiglio Comunale, Giovannini, esprime oggi.

Fa scalpore il defilarsi di Matteo Riva, IDV, dal suo Partito. Riva ha dichiarato di essere favorevole allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale, la cui ipotesi è già stata ventilata per opporsi alla sconfessione della volontà popolare perpetrata da Graziano Delrio.

Infatti era stata la plenipotenziaria reggiana del Partito dei Valori, tale Liana Barbati, a dichiarare il pieno sostegno a Delrio e il no allo scorporo dell’acqua da IREN.

Si fa invece assordante il silenzio del Partito Vendoliano di SEL, in Giunta con Delrio, che sull’argomento non si è ancora espresso. Montano nel frattempo le polemiche anche in Puglia, dove Vendola governa.

No all’acqua pubblica: IDV appoggia Delrio

Scritto il 15 giugno 2011 da

La consigliera regionale dell’Italia dei Valori, nonchè plenipotenziaria reggiana del Partito toninico, conferma il no all’acqua pubblica. Inventatasi una richiesta di dimissioni nei confronti degli Amministratori di IREN ed HERA, tutti nominati da Sindaci e Assessori dell’Italia dei Valori, definisce “populista” lo scorporo da IREN. La Barbati si allinea perfettamente alla strategia elaborata dagli spin doctor del PD, confermando che anche l’IDV di Reggio tradirà il referendum.

In un’intervista a 24emilia la Barbati adotta tutti i punti strategici del PD per ignorare il secondo quesito referendario sull’acqua pubblica, quello che abroga l’adeguata renumerazione del capitale investito.

Strategia della bandierina.

Chiede le dimissioni dei vertici di IREN, che sono stati peraltro nominati da IDV, in tutte le città al governo con il PD. Qualcuno ha cercato di rimuoverli, dopo.

Rivendica di aver chiesto “in Regione” la riduzione degli stipendi dei manager IREN, ma la Regione non è azionista di IREN ed HERA. Guardate qua chi sono stati i primi a chiederlo, dove si poteva fare.

Strategia dell’aumma aumma.

La Barbati dice che bisogna sedersi ad un tavolo e riflettere su nuovi meccanismi, eccetera eccetera . Le stesse cose che dice il PD. Ovviamente non cita i Comitati, non cita il Forum dell’Acqua, non cita la proposta di legge popolare già depositata in Parlamento dal 2007

Strategia del fumo negli occhi.

Il punto cardine del Barbati pensiero  è un’ Authority che vigili. L’Authority, già, perchè senza poltrone lei non sarebbe in politica.

Strategia della tabula rasa.

Dice che noi spariamo soluzioni mentre lei è molto riflessiva, e vuole una riforma di tutto il sistema. Ma noi abbiamo solo fatto delle domande, tramite interpellanze ed interrogazioni. Strano che un politica di mestiere non sappia (o faccia finta di non sapere) queste cose. E il secondo quesito Barbati, quello che  rende IREN non compatibile con l’acqua pubblica?

Strategia del facciamoci una critica così sembriamo democratici.

“Io non ho una ricetta”, dice, ma evita di citare la proposta di legge del Forum già depositata.

Perchè fanno tutta questa fatica? non gli conviene iscriversi direttamente al PD?


Il nuovo tabù reggiano: non dir che 5stelle toglie voti a Lega e PDL

Scritto il 19 maggio 2011 da

Quando alle regionali abbiamo visto voti disgiunti 5 Stelle-PDL, punto interrogativo. Quando ti fermano 3 persone in due ore che confessano di aver abbandonato il voto a Silvio-Lega per le 5 Stelle, ti sorge qualche dubbio. Con i dati di queste ultime elezioni  bisogno essere più o meno ciechi, e non c’è peggior cieco di chi che non vuol vedere. Ma diciamolo piano, perchè a Reggio c’è un nuovo tabù.

Ricevere bollette salate, per ingrassare qualche magnate della finanza, non fa piacere, e votare al referendum per l’acqua pubblica solletica un pò tutti. Svegliarsi una mattina e vedere tuo figlio verde fosforescente non ha prezzo, altrimenti voti SI’ il 12 e 13 giugno per spegnere le idiozie nucleari. Vedere sempre le stesse facce, profilo destro o sinistro, stanca chiunque, specie se sprecano a destra e a manca coi soldi delle tue tasse. Trovare qualcuno che fa politica attiva con pochi soldi tanto di guadagnato.

Insomma, chi di norma o per caso ha votato Lega e PDL, trova naturale anche votare 5 stelle. Mettersi invece a votare i soliti pupazzi ex Dc o ex PCI è impresa impossibile per queste elettrici ed elettori.

Qui nasce il tabù, come ci hanno riferito molte di queste persone: ma se si sa in giro che ci sono tanti che votavano Lega e PDL che premiano 5stelle, non diventa chiaro chi è la forza politica vincente ?

Lo stiamo verificando: quell’informazione non s’ha da dare.

E’ guerra nell’IDV di Reggio Emilia:tutta la storia minuto per minuto

Scritto il 20 aprile 2011 da

Sembrava conclusa la guerra tra i due consiglieri regionali reggiani Barbati e Riva, conclusa di fronte al “tribunale” romano del Partito. E invece no. Riva sostituisce la Barbati in una Commissione regionale, garantendo il numero legale (!) e la Barbati si infuria perchè Riva ha votato senza consultarla. Intanto L’Informazione parla di un nuovo gruppo misto in Comune: IDV+Socialisti+ scontenti del PD.

Ha dell’incredibile la vicenda interna all’IDV reggiana tra i due massimi rappresentanti. Dopo essere giunti ai ferri corti ed aver costretto una specie di Direttivo nazionale (o qualcosa del genere, qua non si comprendono le questioni di Partito) a pacificare alcuni mesi fa, sembrava tutto a posto ma la guerra è riesplosa fortissima.

Di pochi giorni fa l’indiscrezione, riportata dalla stampa, secondo cui il responsabile del tesseramento reggiano, tal Stefano Giacomucci, assessore a Scandiano, avrebbe rifiutato di iscrivere al Partito diverse persone riconducibili all’area di Matteo Riva. Notizie difficilmente riscontrabili, visto che i Partiti sono entità di fatto private.

Ciò ci riporta ai primi scontri tra la Barbati e Riva, in cui il secondo tentò il colpo grosso di diventare segretario provinciale portando una marea di tessere all’ultimo momento,  ma venne respinto sempre per questioni formali.

La Barbati vinse per una manciata di voti , battendo il povero Zeno Panarari che, in blocco con altri cittadini, è uscito fondando “Reggio Democratica“. Spettacolare l’interpretazione di un medium televisivo amico della Barbati che, per coprire il rischio corso dalla partitocrate reggiana, non disse che aveva vinto 96 voti contro 76, ma disse “La Barbati vince con il 55% dei voti, mentre Zeno Panarari raccoglie solo 76 voti”.

Ma i recenti sviluppi, riportati oggi dai giornali, parlano di una vicenda che ha del comico. Un articolo del “Resto del Carlino” di Reggio riporta una mail inviata dalla Barbati a Riva, furente con Riva per avere sostituito nella Commissione Regionale Statuto, presieduta dal nostro Giovanni Favia, senza il suo consenso.

Ecco il testo della mail:

GIOVEDÌ scorso è stata convocata la Commissione VI, per discutere del progetto di legge sulla riduzione del numero degli assessoriscrive Liana Barbati a Matteo Riva – Risulta che in sede di votazione, abbia espresso `un’astensione propositiva’ . E’ prassi consolidata che un consigliere appartenente a un gruppo assembleare possa partecipare e votare ai lavori di una commissione in sostituzione di un consigliere appartenente allo stesso gruppo. Tuttavia il comportamento da lei tenuto, ovvero l’espressione di voto senza il previo consenso dell ‘interessato, appare censurabile sotto il profilo della correttezza.”

E ancora:

«La sottoscritta non solo è membro effettivo della Commissione VI, ma è presidente del Gruppo assembleare a cui lei appartiene . Per il futuro è invitato e diffidato a contattare e consultare la presidente del Gruppo prima di esprimere qualsiasi voto, Nell’imbarazzo di dover ricordare «naturali regole di correttezza e rispetto istituzionale>>.

Insomma, caro Riva, sebbene hai diritto a sostituirmi, prima ti devi consultare con me e io ti dico cosa votare.

A breve giro la risposta di Matteo Riva:

«SONO io quello imbarazzato —commenta Riva-  nel vedere l’assenza in Commissione di un membro del mio partito, Spesso partecipo a Commissioni nelle quali non sono membro, ma serve per raggiungere il numero legale». Matteo Riva sembra puntare il dito verso il problema dell’assenteismo, soprattutto internamente al suo partito. «Ho chiesto al presidente della Commisìone,il grillino Giovanni Favia, di avere le presenze dei politici . Se la Barbati fosse stata presente tutta questa polemica non sarebbe mai nata ; inoltre lei, essendo capogruppo consiliare, rappresenta quattro voti, La mancanza della Barbati si fa sentire maggiormente»

E ancora, sui costi della Casta:

<<L’IDV - spiega Riva— dice che faccio parte del Gruppo . In realtà io non ho firmato alcun modulo di adesione, anzi ho deciso proprio di non farlo, per una questione di distribuzione dei fondi per i politici . Faccio parte del Gruppo ma in maniera indipendente, non ho voluto un ufficio, un telefono gratuito e altri privilegi. Credo che un consigliere regionale abbia già un buono stipendio, ma sono l’unico nel partito a pensarla così, quindi quando si è voluto organizzare il Gruppo regionale io ho scelto di non sottoscrivere l’adesione>>

La Barbati, quindi, pagata profumatamente, non presenziava mancando di garantire il numero legale. Qual’era l’oggetto? Il taglio del numero degli Assessori proposto dal MoVimento 5 Stelle!

Questioni pesanti: assenteismo, costi della politica, numero legale nella commissione presieduta dal “grillino”. Vedremo quali novità ci riserveranno i due contendenti. Rimanete sintonizzati.

VIDEO, Barbati IDV: “Tagliare gli stipendi è populismo”

Scritto il 29 dicembre 2010 da

Mentre impazza la polemica tra De Magistris e Di Pietro sulla questione morale, in una trasmissione televisiva di Telereggio il consigliere Davide Valeriani smaschera la partitocrate Liana Barbati, consigliera Regionale e capo del Partito dei Valori reggiano, al di là degli innocui spot. Tagliare i superstipendi regionali è populismo, questa l’essenza partitocratica del Barbati pensiero. Tutto documentato nel video.

Anche i giornali locali stanno riprendendo il video: Reggionline.com.