Retrofront Gavassa: costruire su terreno agricolo era una buffonata. Figura pessima del Sindaco e di Ferrari

Scritto il 1 ottobre 2011 da

A distanza di un anno abbiamo avuto ragione in pieno: le aree industriali di Gavassa sono fatte apposta per prevedere TMB ed altri impianti votati al riciclo. Figura pessima del sindaco che presentò un mostro abbellito da alberelli e costosi progetti architettonici, e venne contestato dalla popolazione di Gavassa. Rimane agli atti il delirio di un mega parco in mezzo alla campagna, che per fortuna ora sparisce.Dopo un anno appaiono ridicole le dichiarazioni di Ferrari,è’ tutto agli atti in comunicati del Comune stesso.Ottime prospettive per l’impianto di compostaggio che vogliono realizzare a Castelnovo di Sotto, sempre mangiando un’immensa area agricola.

A distanza di un anno cadono le foglie di fico sulle aree destinate all’impianto di Trattamento Meccanico Biologico di Gavassa. Collocato in un’area a agricola, a forte discapito della locale agricoltura ancora svolta da giovani, era stato presentato dal Sindaco come una specie di mega parco in mezza alla campagna, a sud dell’autostrada. Ci ricordiamo ancora tutti le forti contestazioni che Gavassa riservò al primo cittadino: in una città in cui si monetizza il verde pubblico nei quartieri e si eliminano parchi in città, Delrio realizzava alberelli e camminate laddove oggi si fa foraggio per le vacche.
Questo a fronte di evidenze macroscopiche su ciò che sta a nord dell’autostrada, cioè la futura Area Ecologicamente attrezzata di Prato Gavassa, un’area industriale fortemente vocata a questi insediamenti. Lo dicevamo un anno fa.
La furia dei cittadini di Gavassa trovava infatti una clamorosa conferma in quanto previsto dalla Legge Regionale 20/2000, la legge urbanistica che ha introdotto le Aree Produttive Ecologicamente  attrezzate. Sono aree industriali, anche esistenti ma soprattutto nuove, come quella di Gavassa,  che devono avere alti standard ambientali: energia, acque, ed anche rifiuti. La legge prevede che  la progettazione di queste aree tenga conto della massima dotazione ecologica, il TMB e il Centro  Riciclo modello Vedelago, da noi proposto, sarebbero stati perfettamente inseriti nella nuova area di  Gavassa.
Eppure, quando chiedevamo che nel nuovo Polo venisse realizzato anche un Centro Riciclo Modello Vedelago, l’Assessore Ferrari insisteva con le “ambientazioni” alle “aree verdi attrezzate” ai “servizi”, ammetteva che solo un terzo delle aree previste era destinata all’impianto, il resto a un parco campagna che cancellava la campagna!
Ecco perché Ferrari ha scelto una tribuna diversa dal Consiglio Comunale per dare il suo annuncio: in Sala del Tricolore si coprirebbe di ridicolo.
Ora si aprono ottime prospettive anche per il mega impianto che produrrebbe ammendante previsto a Castelnovo di Sotto, che mangerebbe un’enorme quantità di terreno agricolo oggi destinato alla filiera del Parmigiano Reggiano. Esistono ottime collocazioni in aree industriali e vicine ad altri impianti di smaltimento rifiuti, e quelle devono essere sfruttate.

Protesta fiscale intelligente contro la casta del PD

Scritto il 14 settembre 2011 da

Tagliare la pletora di 10 Assessori? NO. Tagliare sui dirigenti di Bisanzio EMilia? NO. Tagliare i gettoni delle partecipate? NO. Tagliare i costi della casta? NO. Questo il voto del PD, ad esclusione del consigliere D’Andrea, che è andato in scena lunedì 12 settembre in Sala del Tricolore. Preceduto da nuove tasse. Nuova tassa sui passi carrai? SI. Parcheggi all’ospedale tutti a pagamento? SI. Aumento IRPEF? Forse. Di fronte a questo affronto, in cui non si tocca un centesimo all’esercito che forma la Giunta Delrio e si applicano nuove tasse, lanciamo la protesta fiscale intelligente. Quando dovrete pagare uno dei nuovi tributi, prima mandate una mail ai consiglieri del PD che hanno votato contro chiedendogli se intendono pagare al vostro posto.

Il consiglio comunale di Reggio con voto contrario dei consiglieri del Partito Democratico ha bocciato un ordine del giorno del consigliere Riva che chiedeva di attuare una serie di tagli ai costi della politica (come ridurre il numero di assessori, tagliare il gettone dei consiglieri,ecc) . Era un modo chiaro per far capire ai cittadini che i sacrifici cui sono chiamati tutti i contribuenti vengono fatti anche da parte di tutti i politici, inclusi quelli locali. Una scelta di questo tipo averebbe anche rafforzato la posizione del Comune nei confronti delle proteste sulla manovra del Governo Berlusconi.

Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it ha votato a favore di questo documento ed ha riproposto ulteriori tagli di spesa pubblica comunale, cioè il taglio della struttura dirigenziale, bocciati anche questi dalla maggioranza.

Allo stesso tempo, il Pd e la maggioranza del sindaco Delrio ha deciso di aumentare la fiscalità comunale. Si paga la tassa sui passi carrai, il parcheggio dell’ospedale aumenta e così via.

Reggio 5 Stelle lancia una ”protesta fiscale intelligente“. Come funziona ?

Quando un cittadino sarà costretto a pagare la tassa sui passi carrai, per la sosta all’ospedale, l’aumento dell’addizionale Irpef, dovrà far presente il suo disappunto in maniera palese e civile ed invitare chi ha votato NO ai tagli ai costi della politica locale( cioè tutti i consiglieri del PD ad esclusione di D’Andrea) di sostenere lui questo costo.

Scrivendo ai consiglieri comunali del Partito Democratico:

Cari consiglieri. Sono un/una contribuente reggiano/reggiana. Dal momento che avete votato no al taglio di  assessori ed altri costi della politica locale, vi chiedo gentilmente di pagare voi per mio conto la seguente imposta locale: xyz (inserire il nome della tassa o imposta locale). In attesa di un gentile riscontro da parte vostra, porgo Distinti Saluti xxx“.

L’elenco delle mail dei consiglieri comunali del Partito Democratico si trova a questa pagina (copiare escluso D’Andrea), oppure scaricando la mailing list già pronta.

E’ ora che i cittadini onesti, vessati da una classe politica in continua contraddizione con se stessa da Roma a Bologna a Reggio, si facciano sentire. In maniera pacifica e democratica ma decisa e senza paura.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Questo non è populismo, è trasparenza, è democrazia diretta.

p.s.: che non erano proposte populiste lo dimostra il voto compatto dell’opposizione, l’astensione di Pierino Nasuti di SEL e il voto favorevole del consigliere D’Andrea, su una proposta di Riva. E’ chi ha votato contro che ha bocciato un tanto al chilo.

 

Piano Rifiuti: lo smaltimento costa una follia, il porta a porta conviene

Scritto il 19 agosto 2011 da

Pubblicato il Piano d’Ambito provinciale. Era facile prevedere l’aumento vertiginoso dei costi di smaltimento, che dal Piano ATO saliranno dal 60% dell’Area IREN al 100% dell’area SABAR. Motivo: le discariche vanno esaurendosi, l’unica strada è la raccolta differenziata porta a porta spinta. I primi dati di questa tendenza emergevano mesi fa dall’analisi dei costi nel Comune di Rubiera. Fallimento del “Modello Reggio” basato sui cassonetti interrati: è quello che costa di più.

Da quanto emerge dal Piano d’Ambito per la Gestione Rifiuti, pubblicato sul sito della Provincia

la scomoda verità che diciamo da anni si verifica puntualmente: il costo dello smaltimento in discarica è destinato ad aumentare vertiginosamente, perché le discariche stesse vanno esaurendosi.

Scorrendo i dati forniti, emerge la prima importante ipotesi: a fronte di un costo attuale che oscilla dagli 80 ai 100 euro per tonnellata per lo smaltimento in discarica, il futuro ci porta ben 160 euro a tonnellata. Aver buttato rifiuti indifferenziati in discarica anche quando si poteva evitare, per non aver esteso in tempo il porta a porta, fa sì che le discariche si avviano ad un rapido esaurimento, e che è necessario correre ai ripari. Quello che diciamo da anni. E per fortuna che si è abbandonata la fallimentare strada dell’inceneritore, che nella vicina Parma si sta dimostrando un fallimento annunciato dal punto di vista economico e gestionale.

L’unica strada che, anche leggendo i dati del Piano, appare sostenibile dal punto di vista economico, è quello della raccolta differenziata spinta, e l’unica garanzia viene offerta dalla raccolta domiciliare porta a porta.

Guardando i costi a tonnellata dei diversi tipi di raccolta che si attueranno nelle aree in cui è stata suddivisa la Provincia, è fallimentare il “Modello Reggio” del sindaco Delrio, basato sui costosissimi cassonetti interrati, che arriverà a ben 215 euro a tonnellata, seguito dall’area in cui si continuerà con la raccolta stradale, con 188 euro a tonnellata, per giungere infine ai 178 euro a tonnellata del porta a porta. Sul costo indicato per la raccolta capilarizzata, di 161 euro a tonnellata, che verrà applicata alla fascia pedemontana, nutriamo invece molti dubbi. Infatti è lo stesso documento a sottolineare che sarà il meccanismo della gara a portare notevoli benefici economici. Essendo per porta a porta e capillarizzata quello del conferimento del rifiuto differenziato un costo determinante, se si segue il modello Vedelago, dove un miglior prodotto (cioè un rifiuto differenziato con più cura) viene addirittura pagato, rappresentando un’entrata e non un costo, è facile capire come si potrebbe tranquillamente considerare anche a Reggio il porta a porta il sistema più economico per la gestione rifiuti. Infatti il porta a porta garantisce una qualità del prodotto molto maggiore rispetto agli altri sistemi.

Si conferma infine quanto avevamo dedotto alcuni mesi fa dai dati di Rubiera.

Analizzando i costi riportati, risultava chiaro come per il 54,4% di raccolta differenziata si spendono 169.206,20 euro, contro i 636.306,84 euro spesi per lo smaltimento del rimanente 45,6 %;

Questo indicava come la gestione finale del rifiuto indifferenziato costi già quasi 4 volte quella della raccolta differenziata, che peraltro risente della scarsa qualità del differenziato dovuta al sistema dei cassonetti stradali.

Convenienza a fare una raccolta differenziata porta a porta spinta, convenienza ad affidarsi alla filiera del riciclo modello Vedelago, fallimento economico del Modello Reggio basato sui cassonetti interrati: questi i dati evidenti che emergono dal nuovo Piano d’Ambito.

 

 

Perdite acquedotti,contano balle anche lì

Scritto il 29 giugno 2011 da

Contar balle è la loro professione, ma quando smentiscono la Regione e se stessi, quando vanno contro i dati ufficiali, significa che han perso il bandolo della matassa. Il Comune cita dati non ufficiali per quanficare le perdite di rete dagli acquedotti reggiani, sottostimati rispetto a quanto scritto nel Piano di Tutela delle Acque della Regione Emilia Romagna.

Il Sindaco Delrio aveva recentemente dichiarato che le perdite di rete dagli acquedotti reggiani sono simili a quelle tedesche (7%) e lontane dalle perdite italiane (30-40%). Una balla colossale.

Abbiamo a quel punto segnalato i dati ufficiali, contenuti nel Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Emilia Romagna.

(Clicca per ingrandire)

Eppure il Comune di Reggio, la cui rete risulta essere una delle peggiori in Regione ed ampiamente allineata al peggio, come definito da Delrio, cita altri dati.Ecco il comunicato che hanno diffuso in risposta a quanto da noi segnalato Rete idrica (18.6.11) .

Vorrebbero un 19% di perdite, ma non è così. Le balle hanno le gambe corte, i contaballe idem.

Acqua, anche Lega e Riva (IDV) a sostegno dello scorporo, Delrio solo con 4 gatti

Scritto il 16 giugno 2011 da

Anche la Lega Nord reggiana trae le logiche conclusioni: l’acqua va scoporata da IREN. Intanto il consigliere comunale e regionale dell’IDV, Matteo Riva, dà il suo sostegno allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale. Si defila in tal modo dal suo Partito che ha dato il sostegno a Delrio. Il sindaco è rimasto quasi solo, assordante il silenzio del Partito vendoliano di SEL.

L’esito del referendum non lascia dubbi: l’acqua va scorporata da IREN. Questo il pensiero che anche la Lega Nord, per bocca del suo capogruppo in Consiglio Comunale, Giovannini, esprime oggi.

Fa scalpore il defilarsi di Matteo Riva, IDV, dal suo Partito. Riva ha dichiarato di essere favorevole allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale, la cui ipotesi è già stata ventilata per opporsi alla sconfessione della volontà popolare perpetrata da Graziano Delrio.

Infatti era stata la plenipotenziaria reggiana del Partito dei Valori, tale Liana Barbati, a dichiarare il pieno sostegno a Delrio e il no allo scorporo dell’acqua da IREN.

Si fa invece assordante il silenzio del Partito Vendoliano di SEL, in Giunta con Delrio, che sull’argomento non si è ancora espresso. Montano nel frattempo le polemiche anche in Puglia, dove Vendola governa.

Rispetto del referendum, la palla passa a cittadini e Comitati

Scritto il 16 giugno 2011 da

I Comitati studiano l’ipotesi di un Referendum Comunale per scorporare l’acqua da IREN, dopo il niet del sindaco Delrio. Pieno appoggio ad iniziative che nascono dai cittadini e dai Comitati, senza bandiere politiche di alcun genere. Facciamo rispettare la volontà dei cittadini, così prematuramente tradita.

L’idea di un referendum comunale consultivo per far rimangiare a Delrio le sue avventate scelte è del consigliere provinciale Alberto Ferrigno (Prc), che sull’ acqua  è sempre stato coerente e corretto.

Per questo motivo anche lui condividerà con noi che, ad indire il referendum consultivo sul tema acqua, non devono essere forze politiche o partiti, ma devono farlo i cittadini stessi tramite il Comitato Acqua Bene Comune, perchè la battaglia è di tutti.
Ci vuole una nuova gestione del servizio idrico, attraverso nuove forme di partecipazione diretta, come chiede la legge d’iniziativa popolare (ignorata dal Parlamento fino ad oggi nonostante 400.000 firme) del Forum Italiano dell’Acqua depositata nel 2007 che propone al punto 8 i cittadini ed i lavoratori di queste aziende pubbliche come motori decisivi nell’elezione diretta di dirigenti e consiglio d’amministrazione, approvazione del bilancio, piano industriale

Società veramente dei cittadini con i cittadini che scelgono e non dei partiti politici che lottizzano e spartiscono potere a tavolino.

SI’ AL REFERENDUM PER LEVARE L’ACQUA A IREN SPA MA SIANO CITTADINI E COMITATI A PROMUOVERLO

PUNTARE SU CONSORZI PUBBLICI DOVE SIANO I CITTADINI AD ELEGGERE I DIRIGENTI E NON I PARTITI A LOTTIZZARE

Delrio tradisce referendum e cittadini il giorno stesso: acqua privata con utili!

Scritto il 14 giugno 2011 da

Bastano poche ore al sindaco(!) di Reggio Emilia per tradire totalmente la volontà dei propri cittadini. In un’intervista al Resto del Carlino a firma di Paolo Patria ecco cosa dice: “Non ci penso neanche a scorporare l’acqua da IREN. Serve una soluzione che permetta di continuare a fare investimenti, anche con aziende pubblico-private“. E ancora, seguendo le orme di Berlusconi: “Il referendum è abrogativo, credo si possano trovare soluzioni più equilibrate“. Traduzione: dateci il tempo e troviamo il modo di fottercene del referendum (ricordate il nucleare?).

Il secondo quesito del referendum è chiaro: l’abrogazione dell’adeguata remunerazione del capitale investito dalla determinazione della tariffa per il servizio idrico integrato. Non puoi investire pensando di guadagnarci, ed è quello che che ogni privato si aspetta di fare.

La conseguenza logica, su cui abbiamo già intrapreso un’azione in tutti comuni in cui sono presenti consiglieri a Cinque Stelle, è lo scorporo dell’acqua da IREN.

Diffondete le menzogne del sindachetto! Che lo sappiano tutti da chi siamo governati.

Stazione TAV: altri 9 milioni. Finitela!

Scritto il 20 maggio 2011 da

La follia finanziaria della Stazione TAV di Mancasale non si ferma. Dopo l’aggiudicazione per 79 milioni di euro alla Ditta Cimolai, altri 9 milioni di euro sono stati messi sul piatto per chiudere una stazione altrimenti esposta alle intemperie e per griffare i tralicci della corrente. L’assessore Paolo Gandolfi è andato a Bologna a discutere al tavolo con l’AD di FS Moretti e cosa ha portato a casa? L’ennesimo scempio di denaro pubblico e nulla per i pendolari. Era meglio che stava a casa.

Il semplice fatto che si debba intervenire, ad appalto assegnato, per chiudere con dei vetri una stazione da quasi 80 milioni di euro, la dice lunga sull’approssimazione con cui è stata portata avanti un’opera così costosa. Distinti manager in giacca e cravatta, col naso in su per ammirare le volte di Calatrava, immersi in un freddo cane, esposti ai venti e alle intemperie. Per riparare il danno altri 9 milioni di euro, che serviranno anche ad ritocco utilissimo per la cittadinanza: pendini disegnati da Calatrava che sostituiranno i normali tralicci.

Come avrebbero fatto i reggiani senza i pendini di Calatrava? Ogni giorno in Comune ci sono file di disoccupati che chiedono solo una cosa: i pendini disegnati da Calatrava. Tutte le mattine alla Stazione Centrale di Piazzale Marconi ci sono centinaia di pendolari, senza una sala d’attesa, che non riescono a darsi pace: come faremo senza i pendini di Calatrava?

L’ormai illustre Assessore delle occasioni perse, Paolo Gandolfi, e il sindaco invisibile, Graziano Delrio, ne hanno avute di occasioni per parlare con Moretti in questi giorni. Il buon Moretti  finalmente diceva una cosa giusta, quella stazione non si capisce a cosa serve, ma ora torna nei suoi panni e se ne sbatte altamente delle esigenze dei pendolari reggiani e degli utenti della stazione, mentre è molto sensibile alle richieste dell’archistar.

Ci sono anche i soldi per una parcheggio da 300 posti, ma non c’era già quello da 4 milioni di euro pagato dai reggiani?

Gandolfi si fa un bel viaggetto a Bologna e torna con un pugno di mosche, che costerà 9 milioni di euro dei contribuenti senza dare alcuna priorità a chi usa ogni giorno il treno. E sarebbero bastati molti meno soldi.

I pendini di Calatrava saranno lì a simboleggiare il suicidio politico di una classe partitica e dirigente, che non ha alcuna considerazione di quanto sia prezioso il denaro pubblico.

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