Follow the money: i soldi delle mafia in Emilia Romagna

Scritto il 10 aprile 2011 da

I mille rivoli dell’acqua nella roccia,che poi finisce per spaccare montagne intere. Per sconfiggere la mafia non basta tappare il rivoletto, bisogna seguire a ritroso il percorso, togliere l’acqua per arrivare ai rubinetti. Un sintesi brutale di ciò che riporta il blog “Non solo Giustizia”, in un articolo a firma di Marco Imperato.

Il Blog “Non solo Giustizia” affronta temi scottanti della giustizia, con analisi spesso alla portata di tutti.

Ecco uno stralcio dell’intervento di Marco Imperato sulle strategie per combattere la mafia in Emilia Romagna.

I SOLDI DELLE MAFIE IN EMILIA ROMAGNA
Questa la sintesi del mio intervento al convegno che come ANM di Bologna organizzeremo oggi col patrocinio della Regione Emilia Romagna :

“I SOLDI DELLE MAFIE IN EMILIA ROMAGNA”
L’attacco ai patrimoni illeciti è la nuova frontiera del contrasto all’infiltrazione mafiosa: anche in una recente audizione presso il Parlamento Europeo il commissario addetto agli affari interni, Cecilia Malstrom, ha dichiarato che questo vuole essere l’anno del “GO AFTER THE MONEY” ovvero “INSEGUI il DENARO”.
Il contrasto patrimoniale è decisivo sotto due aspetti distinti e collegati :
1) per un verso ci consente di colpire le organizzazioni criminali in un punto per loro assai sensibile : l’associazione mafiosa sostituirà senza grossi problemi un membro arrestato, mentre sentirà con forza il contraccolpo della confisca di ingenti patrimoni ;
2) per altro verso ricostruendo la pista che il denaro compie a partire dal reato base fino all’immissione nel mercato legale, saremmo poi in grado di individuare ruoli e responsabilità dei vertici dell’organizzazione e in particolare di quei colletti bianchi che ne agevolano e favoriscono l’attività; quella c.d. “borghesia mafiosa” che potrebbe essere più efficacemente individuata e sanzionata tramite le misure di prevenzione e con la scoperta dei canali di riciclaggio.
L’aggressione al patrimonio illecito diventa così insieme uno strumento sanzionatorio e un mezzo di indagine, ma per essere tale ha bisogno del contributo di tutte le parti istituzionali e deve nascere sul territorio, con un lavoro nel quale diventa determinante anche la vigilanza e l’azione ordinaria delle Procure della Repubblica dei diversi Tribunali territoriali.
Un altro volto della criminalità organizzata da non trascurare, oltre a quello della contaminazione del sistema economico e politico, è quello dell’infiltrazione nella pubblica amministrazione : la lotta alla corruzione non può essere solo delegata alla fase di repressione penale, dovendo invece fondarsi anzitutto su trasparenza, prevenzione e collaborazione istituzionale.
In questa ottica è indispensabile conservare lo statuto di indipendenza dei pubblici ministeri e il potere di coordinamento delle indagini e di disposizione diretta delle forze di polizia giudiziaria, presidi essenziali oggi messi in discussione dalla proposta di riforma costituzionale avanzata dal Governo.

Marco Imperato
Membro della giunta distrettuale ANM

Mafia Novellara: subappalti?

Scritto il 8 aprile 2011 da

Le parole del titolare della ditta Bacchi spa, nell’intervista rilasciata a “Il Resto del Carlino” di oggi, riaprono uno squarcio sulla onnipresenza delle ditte in odore di mafia nella cantieristica, fertile terreno dove il riciclo dei danari sporchi riemerge di continuo.

Fin dal 2008 Reggio 5 Stelle cominciava ad elaborare un programma per dare la massima trasparenza ad appalti e subappalti. Di cose ne sono successe, compresi “misteriosi” attentati e incendi dolosi appena un anno fa a Reggio, sequestri e segnalazioni ovunque di ditte presunte mafiose. L’attenzione, noi, non l’abbiamo mai abbassata:

- Pungolando di continuo sulla nostra proposta di un Osservatorio su appalti e subappalti;

- non sottraendoci da denunce pubbliche, lasciando cioè quell’odiosa abitudine di alcuni reggiani a girarsi dall’altra parte;

- rilanciando sui controlli preventivi dei certificati (che peraltro, nel caso di Novellara, avrebbe aiutato a non sospendere i lavori, visto che questa pare essere la principale preoccupazione degli amministratori locali del PD)

Aspettiamo i risvolti di questo giallo con ansia, intanto ci potete seguire sul Gruppo Facebook “Fuori la Mafia da Reggio”

Mafia a Novellara: bloccata la costruzione della tangenziale!

Scritto il 7 aprile 2011 da


Gazzetta di oggi: la ditta che ha vinto l’appalto per la realizzazione dell’ultimo tratto della tangenziale di Novellara è stata bloccata dal Prefetto, in quanto non si è ritenuto di rilasciare il certificato antimafia. La cronaca riporta di una Giunta novellarese subito nel panico per portare a termine l’opera: meglio stare calmi, la fretta in questi casi è cattiva consigliera. Intanto il Prefetto ricorda che alcuni mesi fa, sempre nella bassa, sono stati bloccati dei lavori di rifacimento delle fognature, per lo stesso motivo.

Il nuovo preoccupante episodio, che illustrerebbe al meglio i mille rivoli in cui scava l’impetuoso torrente delle mafie, dimostra una volta in più che il Prefetto Antonella De Miro picchia forte, e dimostra che i mafiosi non si scoraggiano certo al primo nè al secondo nè all’ennesimo colpo. Troppi soldi da riciclare, edilizia ed opere pubbliche il miglior modo per reinvestire il maltolto alla comunità  intossicando l’economia legale.

Premesso che il blocco dell’appalto non equivale ad una condanna per la Ditta, che potrà fare ricorso contro la revoca, di fronte all’affrettarsi della Giunta di Novellara per cercare una soluzione alla prosecuzione dell’opera, ci permettiamo di dare qualche consiglio di carattere generale.

La fretta rischia di essere cattiva consigliera. Purtroppo le organizzazioni malavitose non si muovono mai ( e soprattutto non si muovono più) nel nostro territorio attraverso singole isolate incursioni, intessono una rete in cui, come escono dalla porta, rientrano dalla finestra. Significa che gli interessi e i ricatti, di solito, si intrecciano strettamente creando una matassa di complicità e sottomissioni, come molti processi sulle mafie negli appalti hanno dimostrato.  Affrettare l’iter potrebbe significare che strutture, fatte anche da singole persone cha agiscono nell’ombra, con abili e rapidi giri societari o appunto di ricatto potrebbero rientrare in affari velocemente.

Per fare due esempi clamorosi, pensiamo a:

1 – le denunce pubbliche del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini sulle ditte di autotrasporto, in cui singoli padroni incrementavano il proprio parco mezzi con grande rapidità, e quando venivano “pizzicati” si riciclavano in poco tempo sotto altre forme e sotto altre vesti, tornando a lavorare nello stesso cantiere;

2 – i beni sequestrati alle mafie, in cui si sta istituendo un’Agenzia nazionale per contrastare il fenomeno del riacquisto degli stessi mafiosi.

Sono camaleontici, prima conosciamoli bene, capiamo come si muovono, e solo dopo interveniamo di conseguenza.

Mafia a Reggio sul “Venerdì” di Repubblica

Scritto il 11 novembre 2010 da

A Reggio Emilia c’è chi alza la testa contro la mafia: un articolo del “Venerdì” di Repubblica apre uno squarcio sulla malavita organizzata reggiana, agli onori della cronaca nazionale. Le iniziative del Presidente della Camera di Commercio Enrico Bini, il nuovo libro di Sara di Antonio e l’attività della Lista Civica Reggio 5 Stelle nel report di Paolo Casicci.

Potete leggere l’articolo nella nostra Rassegna Stampa.

Cristian Abbondanza:”Con l’economia in mano alla mafa non ci saranno mai i soldi per la scuola”

Scritto il 11 ottobre 2010 da

L’intervento di Cristian Abbondanza alla manifestazione “Riprendiamoci la scuola”: finchè il 30-40% dell’economia nazionale sarà in mano alla mafia, non ci saranno mai i soldi per la scuola”


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