Fotovoltaico, la mannaia del governo: il video

Scritto il 6 marzo 2011 da

Abbiamo intervistato, in occasione della Fiera “Ecocasa” di Reggio Emilia, Claudio Bonoretti, della Energethic, azienda che da decenni si occupa dell’installazione di pannelli solari fotovoltaici.

Dopo ampie speculazioni che hanno favorito i grandi impianti a terra, proprio nel momento chiave il Governo sospende le decisioni sull’entità degli incentivi per il 2011 ed oltre.

A pochi mesi di distanza dal precedente decreto, che dava certezza agli investitori del settore, ora cade la mannaia dell’indeterminazione, che sta portando alla disdetta di migliaia di contratti di fornitura, rischiando di mettere sul lastrico tanti piccoli e medi operatori del settore.

Le solite cose all’italiana, senza capo nè coda. Forti i dubbi che dietro si nasconda la fregatura del nucleare, a cui dovrebbero essere riconvertiti gli incentivi che ora finanziano le rinnovabili (quota A3 tariffa energia elettrica).

Pannelli sul cinema Rosebud, il PD respinge perchè….è demagogia!

Scritto il 17 gennaio 2011 da

L’unica possibilità per installare in tempi rapidissimi almeno un pannello è stata bocciata oggi in aula. Spaccata la maggioranza: IDV e SEL votano a favore alla nostra proposta di investire i proventi degli abusi edilizi in piccoli progetti di fotovoltaico. Presentata in anticipo alla diserzione del primo bando per l’installazione, prevedendone il fallimento, ha visto l’ennesima dimostrazione di miopia politica del PD.

Proporre di investire denaro liquido in pannelli fotovoltaici, anche per modiche cifre, come nella nostra mozione che interessava il Cinema Rosebud, per ricavarne un profitto dall’anno successivo, grazie al Conto Energia e allo scambio sul posto, per il PD è demagogia.
Lo stato comatoso cui è ridotta una Giunta e un Partito che non sono stati capaci di installare un solo pannello con gli incentivi del 2010, quando tutto il mondo si è solarizzato, sono la prova migliore del fallimento di un’intera classe politica.

Spostare quei soldi da altri investimenti “a perdere”, come i parcheggi della TAV che costeranno 4 milioni, e che costano per costruirli, per fare manutenzione, con un saldo doppiamente negativo, sarebbe demagogia. Per fortuna, invece, è una proposta di buon senso,che come tale è stata bocciata da un Partito che il buon senso lo ha lasciato a Montecitorio decenni fa.

Ricordiamo l’emendamento che fece il PD al Bilancio di previsione 2010: da 5 a 8 milioni di euro per il fotovoltaico, sembrava un trionfo. Zero euro quelli finora investiti!!

L’unica àncora di salvezza a cui questo Partito miope e ormai rassegnato è l’Assessore Grasselli (lo stesso che è riuscito a estendere la banda larga), che sta cercando ogni possibile soluzione per trovare una nuova via al fotovoltaico: siccome non gli consentono di spendere un solo euro in energie rinnovabili, sta addirittura mettendo mano alla cassaforte delle infrastrutture idriche, AGAC Infrastrutture, per trovare alternative.

Quando la politica crea posti di lavoro.

Scritto il 13 gennaio 2011 da


L’umanità ha da sempre rincorso la speranza di un “mondo migliore” anche a costo di compiere sacrifici enormi. Il lavoro degli uomini in questi ultimi decenni, ha prodotto costi altissimi per l’intera comunità e maggiore disoccupazione (questo è il progresso?). Siamo costretti a pagare spese insostenibili per riparare i danni di politiche assurde. Per “cambiare” ancora oggi ci propongono lo stesso metodo che ci ha mandato in crisi con l’aggiunta di qualche parolina salvacondotta. Sostenibilità, stabilità, crescita etc..etc.

Ma le idee per un mondo migliore esistono, bisogna copiarle non ignorarle.

L’energia prodotta dalle rinnovabili, la bioedilizia, il riciclo dei rifiuti, insomma, tutti i lavori verdi creano più posti di lavoro e sicuri rispetto al duopolio petrolio/cemento. In Francia il fotovoltaico crea un posto di lavoro ogni 90 minuti e le associazioni di categoria stimano altri 50.000 posti di lavoro entro il 2020. La Germania nell’anno 2005 ha creato impianti fotovoltaici per 300 MWp e si colloca ai primi posti per numero di occupati nel settore. In italia “u’ paese dò sole” nello stesso anno siamo arrivati addirittura a 24 MWp. Siamo straordinari, ce la possiamo fare.
Sempre in Germania, in due anni il settore dell’edilizia è stato in parte riconvertito e reso più “verde” e con i sui 200.000 Bio interventi su altrettanti appartamenti ha creato 25.000 nuovi posti di lavoro e ne ha salvati 116.000, nonostante il settore edilizio fosse in recessione.

La produzione di celle al silicio per fotovoltaico è ancora in mano a poche aziende sparse in tutto il mondo e la domanda è in fortissima crescita. Il lavoro c’è e la politica non può dormire o per meglio dire, la politica non può difendere gli interessi di pochissimi notabili. Sempre gli stessi. Basta.
Ecco perché vogliamo riconvertire le aziende a rischio e non prolungare la cassa integrazione perché le persone vogliono lavorare non essere “assistite”. (Vedi nostra proposta per le ceramiche reggiane). Questa è la strada giusta.

Mentre il tg5 mostra all’italia intera come a Napoli i cittadini non fanno la raccolta differenziata, dove la politica ha saputo dare una risposta concreta (porta a porta) i napoletani ecco come rispondono:
Napoli: quartiere Chiaiano (si, il quartiere delle proteste) 24.000 abitanti ha raggiunto il 73% di raccolta differenziata. Quartiere Bagnoli in soli due anni 91.000 Napoletani sono arrivati a differenziare fino al 91% dei rifiuti. Stessi dati per altri 5 quartieri. Dove vige la regola del cassonetto stradale i risultati li conosce il mondo intero. Ma di Bagnoli in TV, nessuna traccia. Ecco il video. E Reggio abbandona il porta a porta. Ce la possiamo fare.

Secondo il CONAI (consorzio nazionale imballaggi) la filiera del riciclo crea 15 (quindici) posti di lavoro per ogni posto creato dall’inceneritore. Quindici a uno per la nostra politica.

Il Movimento 5 stelle vuole “spostare” gli investimenti per creare lavoro sicuro che duri nel tempo. Più di 3 milioni di euro destinati a mega bruciatori saranno investiti per creare impianti fotovoltaici e impianti di compostaggio sulle montagne reggiane. Abbiamo creato un vero e proprio piano energetico per quella zona DeTutinizzata (Filippi meglio non si faccia vedere, sarebbe travolto da una valanga di risate).

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

Una centrale a biomasse a Prato – Gavassa, ma i cittadini non ne sanno nulla

Scritto il 14 dicembre 2010 da

Prevista la realizzazione di una centrale a biomasse nell’area industriale di Prato Gavassa, ma cittadini,comitati e consiglieri comunali non ne sanno nulla. E’ quanto risulta da un progetto finanziato dalla Regione, pubblicizzato sul sito della Provincia: interrogazione in Consiglio Comunale per conoscere i dettagli del progetto.

Una centrale a biomasse, finanziata dalla Regione Emilia Romagna, è in progetto nel’area industriale di Prato Gavassa, ma i cittadini, comitati e consiglieri comunali non ne sanno nulla.
E’ quanto emerge dalla documentazione presente sul sito della Provincia di Reggio Emilia, laddove si illustrano le previsioni di finanziamento legate all’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata che sorgerà tra il Comune di Reggio e quello di Correggio.
Su questo è stata presentata un’ interrogazione in Consiglio Comunale per sapere i dettagli di questa operazione, quali tecnologie verranno adottate, quali biomasse verranno utilizzate e di quale provenienza, quale sarà il percorso partecipativo per coinvolgere la popolazione e chi si occuperà della progettazione

Ecco il testo dell’interrogazione.

All’Assessore competente

Reggio Emilia, 13 dicembre 2010

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA IN MERITO ALLA CENTRALE A BIOMASSE IN PROGETTO PRESSO L’APEA DI PRATO GAVASSA

Premesso che:

*      tra le aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA) della Provincia di Reggio, finanziate dalla Regione Emilia Romagna, rientra quella di Prato Gavassa;
*      come risulta dai documenti disponibili sul sito web dell’Amministrazione Provinciale, è in progetto una centrale a biomasse;
*      nel finanziamento regionale rientrano circa € 2.437.303 per progetti innovativi in campo energetico;
*      di questo progetto non sono stati informati né i consiglieri comunali, né la popolazione locale;

Ritenuto che:

*      un approfondimento in merito possa condurre alla necessaria trasparenza e ad ua corretta partecipazione nelle scelte da parte dei cittadini e dei rappresentanti instituzionali;

L’interrogante chiede all’Assessore Competente:

*      gli estremi del progetto di biomasse soggetto a finanziamento regionale: quali tecnologie verranno adottate, quale iter verrà seguito per il coinvolgimento della popolazione locale e per la progettazione della centrale;
*      quali biomasse saranno utilizzate nell’impianto, in quali quantitativi e la provenienza degli stessi;
*      sono le ricadute economiche ed ambientali previste dal progetto.

Una centrale a biomasse, finanziata dalla Regione Emilia Romagna, è in progetto nel’area industriale di Prato Gavassa, ma i cittadini, comitati e consiglieri comunali non ne sanno nulla.

E’ quanto emerge dalla documentazione presente sul sito della Provincia di Reggio Emilia
http://www.provincia.re.it/page.asp?IDCategoria=701&IDSezione=20467&ID=384216

laddove si illustrano le previsioni di finanziamento legate all’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata che sorgerà tra il Comune di Reggio e quello di Correggio.
Presenteremo interrogazione in Consiglio Comunale per sapere i dettagli di questa operazione, quali tecnologie verranno adottate, quali biomasse verranno utilizzate e di quale provenienza, quale sarà il percorso partecipativo per coinvolgere la popolazione e chi si occuperà della progettazione

Segue testo dell’interrogazione.

Torino non paga le bollette,IREN non incassa (pagheremo noi?)

Scritto il 10 dicembre 2010 da

300 milioni di euro di arretrati: questo il debito che il Comune di Torino, il Comune più indebitato d’Italia, nei confronti di IREN, accumulati con le precedenti società (IRIDE, le municipalizzate torinesi, e via indietro nel tempo). Una cifra enorme che ci fa trasalire dalla rabbia:   non solo perchè abbiamo più volte urlato a gran forza “non facciamo la fusione con il COmune più indebitato d’Italia”, ma perchè lo abbiamo messo anche nero su bianco, e i Partiti hanno respinto la nostra proposta di rendere noto a tutti i cittadini quanto quella scelta fosse scellerata.

La Stampa rende noti i dettagli e le promesse da mercante del Comune torinese: “Il debito è quasi il 15% dei 2,2 miliardi di fatturato dei nove mesi della multiutility”. Un macigno insopportabile. Ecco cosa chiedevamo di urlare a tutta forza alcuni mesi fa, contrastati dalla miopia degli zerbini reggiani, pronti a tutto per “disegni superiori” di Partito.

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLE PRECARIE CONDIZIONI FINANZIARIE DEL COMUNE DI TORINO

Premesso che:

-          il significato di Soggetti Pubblici, nel controllo di una Società attiva nel libero mercato, non può che esplicarsi nel rispetto delle norme e della giurisprudenza, nonché nella tutela dei diritti dei cittadini;

-          la garanzia al controllo pubblico della Nuova Società, frutto della fusione tra ENIA e IRIDE, non può che esprimersi nell’applicazione dei principi di cui sopra;

-          il Comune di Torino, che compartecipa la società Iride e quindi la Nuova Società, risulta essere il Comune più indebitato d’Italia in rapporto alla popolazione, su ogni cittadino pesa un carico di 5781 euro (dati 2009, Politecnico di Milano)

Ritenuto che:

-          la stabilità finanziaria dei soci sia una garanzia concreta anche del sostanziale e non formale controllo da parte di Soggetti Pubblici della Nuova Società;

Considerato che:

- dal punto di vista del Comune di Reggio, usando una metafora, anche nell’affrontare una semplice vacanza è rassicurante avere compagni di viaggio che non siano sull’orlo del baratro finanziario;

VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL);

VISTO lo Statuto del Comune;

Il Consiglio esprime:

-          forti preoccupazioni per la stabilità finanziaria del Comune di Torino;

-          forti preoccupazioni per la garanzia al controllo di Soggetti Pubblici derivante dall’ingente debito del Comune di Torino;

ed impegna la Giunta:

-          a riferire in apposita Commissione su quali garanzie normative generali sussistono, e che esulano dai Patti stipulati in ordine alla fusione ENIA IRIDE, in merito alla capacità del Comune di Torino o di altro socio pubblico di continuare a detenere le azioni della Nuova Società

Impianti micro-eolici sopra i piloni degli impianti sciistici

Scritto il 9 dicembre 2010 da

“La Regione Emilia Romagna valuti la produzione di energia eolica da micro-impianti installati sui piloni degli impianti sciisitci del nostro Appennino: pensiamo alle stazioni del crinale dell’Appenino Reggiano: dal Cerreto, passando a Febbio dove sul Cusna c’è anche una seggiovia non in funzione utilizzabile probabilmente in tal senso con i suoi piloni dismessi ed il Ventasso”. Lo sostiene Andrea Defranceschi, capogruppo in Regione Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione alla Giunta su un tema già parte del programma presentato agli elettori nel marzo 2010 (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/programma-regionale.html )  . “La tecnologia micro-eolica permette di generare energia elettrica su piccola e media scala senza grandi impatti ambientali – spiega il consigliere – parliamo di piccole pale di uno-due metri massimo facili da installare e a ridotto impatto paesaggistico”.
Molto spesso invece, ricorda Defranceschi nell’interrogazione, “sui crinali del nostro Appennino vengono proposti da parte di società private progetti di generatori eolici che risultano impattanti per l’ambiente ed il paesaggio”. Ora, “diversi piloni di impianti sciistici, in uso o dismessi, così come i rifugi di stazioni turistiche, potrebbero diventare la base sulla quale installare con estrema facilità impianti micro-eolici a servizio delle stazioni o dei rifiugi stessi. Sistemi utili per produrre energia elettrica da fonte rinnovabile da immettere in rete”. Per questo, continua il capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, “nell’ottica di promuovere sempre di più la produzione su piccola e media scala di energia da fonti rinnovabili, chiediamo innanzitutto alla Regione di realizzare uno studio su tutto il crinale appenninico partendo dalle diverse stazioni turistiche, per vedere in quali punti è possibile montare tali micro-installazioni non impattanti su pali di impianti sciistici (seggiovie, skilift) e rifugi di alta montagna”. “Nel caso lo studio dimostri la realizzabilità di tali progetti – conclude Defranceschi – chiediamo di prevedere allora incentivi regionali a favore di chi installerà tali generatori micro-eolici. Ricordiamo che la Regione ha da poco finanziato con 40.000 euro uno studio sull’efficienza energetica degli impianti sciistici: questa nostra proposta si muove nel segno di dirigere ulteriormente l’economia dell’Appennino reggiano come di tutta la Regione verso la sostenibilità” conclude Defranceschi.

Andrea Defranceschi

Capogruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it  Emilia-Romagna

Assemblea legislativa regionale

“La Regione Emilia Romagna valuti la produzione di energia eolica da micro-impianti installati sui piloni degli impianti sciisitci del nostro Appennino: pensiamo alle stazioni del crinale dell’Appenino Reggiano: dal Cerreto, passando a Febbio dove sul Cusna c’è anche una seggiovia non in funzione utilizzabile probabilmente in tal senso con i suoi piloni dismessi ed il Ventasso”. Lo sostiene Andrea Defranceschi, capogruppo in Regione Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione alla Giunta su un tema già parte del programma presentato agli elettori nel marzo 2010 (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/programma-regionale.html )  . “La tecnologia micro-eolica permette di generare energia elettrica su piccola e media scala senza grandi impatti ambientali – spiega il consigliere – parliamo di piccole pale di uno-due metri massimo facili da installare e a ridotto impatto paesaggistico”.
Molto spesso invece, ricorda Defranceschi nell’interrogazione, “sui crinali del nostro Appennino vengono proposti da parte di società private progetti di generatori eolici che risultano impattanti per l’ambiente ed il paesaggio”. Ora, “diversi piloni di impianti sciistici, in uso o dismessi, così come i rifugi di stazioni turistiche, potrebbero diventare la base sulla quale installare con estrema facilità impianti micro-eolici a servizio delle stazioni o dei rifiugi stessi. Sistemi utili per produrre energia elettrica da fonte rinnovabile da immettere in rete”. Per questo, continua il capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, “nell’ottica di promuovere sempre di più la produzione su piccola e media scala di energia da fonti rinnovabili, chiediamo innanzitutto alla Regione di realizzare uno studio su tutto il crinale appenninico partendo dalle diverse stazioni turistiche, per vedere in quali punti è possibile montare tali micro-installazioni non impattanti su pali di impianti sciistici (seggiovie, skilift) e rifugi di alta montagna”. “Nel caso lo studio dimostri la realizzabilità di tali progetti – conclude Defranceschi – chiediamo di prevedere allora incentivi regionali a favore di chi installerà tali generatori micro-eolici. Ricordiamo che la Regione ha da poco finanziato con 40.000 euro uno studio sull’efficienza energetica degli impianti sciistici: questa nostra proposta si muove nel segno di dirigere ulteriormente l’economia dell’Appennino reggiano come di tutta la Regione verso la sostenibilità” conclude Defranceschi.

Andrea Defranceschi

Capogruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it  Emilia-Romagna

Assemblea legislativa regionale

Riconvertiamo le ex ceramiche al riciclo e ai pannelli solari.

Scritto il 14 ottobre 2010 da


Questo è il succo della “proposta” avanzata in Regione da Favia Movimento 5 Stelle Emilia Romagna:

Non si può solo ragionare in termini di ammortizzatori sociali perché se si fa solo assistenzialismo senza cambiare il tessuto produttivo un giorno ci troveremo senza nulla, il futuro del distretto ceramico di Scandiano, Casalgrande, Sassuolo e anche altre zone in regione, non sarà più come prima e quindi è necessario riconvertire parte della nostra economia per creare e salvare posti di lavoro.

Pensiamo ai centri riciclo dei rifiuti come quelli più avanzati, ma anche per una riconversione più adatta nel settore delle rinnovabili, della ricerca e del fotovoltaico. Un progetto sostenuto anche da diversi tecnici della Regione e dallo stesso assessore in regione alle attività produttive Muzzarelli è quello di creare una raffineria di silicio che serva l’industria del fotovoltaico.

Attendiamo fiduciosi gli sviluppi.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

L’Oracolo di Delmi

Scritto il 9 settembre 2010 da

Con questi maledetti partiti si rischia di diventare cassandre. Era il 14 febbraio quando smascheravamo le storture della fusione tra ENIA e IRIDE. “Stiamo da soli, e vendiamo il pacchetto nella società Delmi, ne avremo in cambio grandi centrali di energia pulita”. Detto e fatto, il supermanager Andrea Viero ha detto quello che tutti sapevano dal 2008, si può vendere e ricavarne merce preziosa. Solo che adesso il prezioso bottino lo dovremo spartire, perdendo un pilastro per una nuova economia pulita, tutta emiliana.

Sebbene le mie conoscenze di Borsa siano limitate allo spavento del cittadino medio, ben informato da chi bazzica da quelle parti tenevo una conferenza stampa, illustrando tutti i pericoli della fusione tra le due grandi aziende del gas, acqua, rifiuti, energia: l’emiliana ENIA e la ligure piemontese IRIDE.

Tra questi vi era una quota del 15% detenuta da ENIA in DELMI, che a sua volta controlla EDISON. La vendita nel 2008 avrebbe permesso, senza fusione, di rendere ENIA protagonista nel settore dell’energia, a servizio e vantaggio dei territori emiliani. La vendita  avrebbe portato, come controvalore, anche centrali idroelettriche che producono grandi quantità di energia rinnovabile.

Su questa vendita si poteva creare il primo pilastro di un’azienda lanciata nel mercato dell’energia del futuro: da una parte le rinnovabili, dall’altra il risparmio energetico come Energy Service Company.

Il buon Viero dice le stesse cose con 2 anni e mezzo di ritardo: adesso è tutto dentro il calderone di IREN, un mostro che, a detta degli stessi manager, servirà soprattutto a comprare metano a buon prezzo. Pensate cosa gliene frega a questi del risparmio energetico!

Viero ha un curricolone,ha studiato in America. MI vengono in mente le parole di Al Pacino in “Profumo di Donna” (Scient of a Woman). Gustatevi il video

(ndr: ricordatevi che sono stati messi lì dal grande inciucio Delrio-PD e PDL)

Categorie: Energia
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