Pannelli solari in centro storico, si possono installare

Scritto il 1 marzo 2010 da Matteo Olivieri

 

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Facciamo chiarezza su un colossale equivoco che si sta creando: i pannelli solari in centro storico, termici o fotovoltaici, si possono installare. Molti cittadini si sono a noi rivolti, disorientati, per chiederci spiegazioni. Ecco cosa abbiamo trovato.

Le uniche esclusioni specifiche riguardano edifici di particolare pregio. Come descritto nel Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) a pagina 109  e riportato di seguito:

“L’installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) non è ammessa
negli edifici di categoria di tutela 1 e 2 A , è ammessa sul tetto a falde
degli altri edifici tutelati, purchè siano in aderenza alla falda con la
medesima inclinazione ed orientamento.”
Per sapere  di quali edifici si tratta, il RUE li descrive genericamente alle pagine 97 e 98.

RImane il fatto che alcuni cittadini, rivoltisi agli uffici competenti, hanno avuto anche 3 risposte differenti!!

Faremo chiarezza a tal proposito.

Viero dimettiti!

Scritto il 19 febbraio 2010 da Matteo Olivieri

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Sentenza della Corte dei Conti: Andrea Viero, oggi amministratore delegato di ENIA, dovrà restituire quasi 2 milioni di euro, per fatti che risalgono a quando era Direttore Generale della Regione Friuli. Ne abbiamo chiesto pubblicamente le dimissioni.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

La Procura della Corte dei Conti ha rinviato a giudizio Viero e l’ex Giunta Illy per buonuscite e indennità eccessive: quasi 2 milioni di euro di risarcimento richiesti a Viero, assieme ad Illy la cifra più alta

La motivazione è perentoria e riteniamo sia un grave danno alla gestione degli interessi pubblici, per questo chiediamo le immediate dimissioni di Andrea Viero da Amministratore Delegato di ENIA.

L’ex Giunta Regionale del Friuli, allora guidata da Illy, con Andrea Viero direttore generale, è stata rinviata a giudizio dalla Procura della Corte dei Conti ad un maxi risarcimento di 6 milioni e 480.000 euro

La parte più consistente al dovranno pagare appunto l’ex presidente Illy e l’ex DG Andrea Viero, con quasi 2 milioni a testa (30% e 30%).

Il rinvio a giudizio è giustificato dal danno erariale perpetrato alle casse della Regione Friuli,e la motivazione riteniamo sia molto grave.

Secondo la Procura della Corte dei Conti buonuscite e indennità da favola, che si sono aggiunte ad una già cospicua liquidazione, sarebbero state elargite a dirigenti per “liberare gli uffici”, anche se poi quegli stessi posti sono stati ricoperti da nuovi dirigenti tramite apposito concorso. Il numero di dirigenti era già sottodimensionato rispetto alle necessità di organico, per cui si è trattato solamente di una girandola di poltrone.

Infatti, secondo la procura della Corte dei Conti si è trattato, come emerge dall’atto di citazione, di una “mera operazione virtuale”.

Al di là delle giustificazioni che le memorie degli esponenti delle Giunta adducono (“dare un segnale di cambiamento”, ecc.), riteniamo che si tratti di un grave danno agli interessi pubblici, e per questo chiediamo che Viero, a capo di una società in maggioranza pubblica come ENIA, si debba dimettere subito!

Rafforziamo la richiesta con le seguenti motivazioni: il rinvio a giudizio è stato pronunciato sulla gestione del personale dirigente. Ora sappiamo che in questa delicata fase della Fusione ENIA IRIDE (IRENIA), come da noi più volte denunciato, è in corso una complicata redistribuzione dei poteri e delle poltrone per garantire il giusto controllo sulla società a tutte le parti in causa.

Riteniamo pertanto che Viero sia in questo momento la persona meno adatta per condurre questa fase di transizione, pertanto chiediamo le sue immediate dimissioni.

Matteo Olivieri

Consigliere Comunale

E’ nata Irenia (si salvi chi può)

Scritto il 16 febbraio 2010 da Matteo Olivieri

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Distinti manager in giacca e patacca brinderanno alle nostre spalle per la nascita di una nuova società, dalla fusione Iride (ex municipalizzata Torino e Genova) ed  Enìa (Reggio Parma Piacenza). Dovrebbe essere un successo per Sindaco Delrio, complimenti. Si salvi chi può.

Rassegna Stampa (1) (2) (3) (4) (5)

Abbiamo provato a risvegliare Alicio nel Paese delle meraviglie con un Odg d’urgenza, lunedì 15 febbraio, ma non è stato ammesso. Alcuni del PD hanno votato a favore o si sono astenuti.

Con la fusione si smantella la struttura territoriale e si perdono occasioni industriali come quelle derivanti dalle azioni EDISON. Con la fusione l’energia va a Torino, l’acqua a Genova, i rifiuti a Parma, a Reggio solo l’ottimismo di Delrio. Se non c’è stato accordo per 16 mesi sulla struttura della nuova società, non si può aver fiducia del Piano Industriale, che da quella struttura dipende. Lotta spietata per le poltrone.

La quota del 15% detenuta da ENIA in DELMI (controllo delle azioni EDISON) avrebbe permesso, senza fusione, di rendere ENIA protagonista nel settore dell’energia, a servizio e vantaggio dei territori emiliani. La vendita delle azioni EDISON avrebbe portato, come controvalore, anche centrali idroelettriche che producono grandi quantità di energia rinnovabile.

Invece il controllo del settore energia, nella nuova conglomerata “IRENIA”, andrebbe a Torino.

Infatti la linea che vincerebbe vede lo smantellamento della struttura territoriale, organizzata in Società Operative Territoriali (S.O.T.), che erano la proposta sostenuta dal precedente cda di ENIA e su cui si impostarono le consultazioni sia con IRIDE che con HERA.

Al posto delle SOT delle “Linee di business”, catene di potere che risiedono lontane dal territorio e che vedranno a Reggio servizi tra loro indipendenti occuparsi di energia, gas, acqua, teleriscaldamento, rifiuti, ambiente.

16 mesi per decidere quale struttura, eppure il sindaco Delrio ha dichiarato in aula di “avere fiducia nel Piano Industriale”. Quale piano industriale? Come può un piano industriale essere definito se in questi mesi non era né condivisa né tantomeno definita la struttura organizzativa? Sono TUTTE BALLE.

Ad ulteriore conferma di ciò la lotta spietata per le poltrone che si è scatenata tra i contrapposti gruppi dirigenziali per le posizioni di controllo all’interno della nuova società. Questo testimonia di come la struttura a “Linee di business” richiede una spartizione del potere, all’interno della quale gli interessi territoriali passano in secondo piano.

Una società sempre più lontana dai cittadini. Con la fusione l’energia va a Torino, l’acqua a Genova, i rifiuti a Parma, a Reggio solo l’ottimismo di Delrio.

Un tesoro sotto i nostri piedi.

Scritto il 2 novembre 2009 da Vito Cerullo

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Rassegna stampa: [1]; [2]

Le tematiche che riguardano l’ambiente sono divenute negli anni argomenti di grande interesse per l’opinione pubblica, gli scienziati, per i governi e per i mass-media. In tutti i sondaggi la gente si dichiara preoccupata per il futuro del nostro pianeta e dicono “SI” alla lotta ai cambiamenti climatici. Un sindaco che fa installare un pannello Fotovoltaico riesce a colpire positivamente  l’opinione pubblica, meno invece se fa coibentare un edificio per renderlo energeticamente efficiente.

Riflettiamo. Se installo un pannello fotovoltaico su di un edificio che spreca energia da tutti i pori c’è ben poco da essere allegri, si riscuotono consensi ma l’energia prodotto sarà in gran parte sprecata dall’inefficienza nel quale versa la struttura.

Prima di spendere soldi e programmare interventi bisogna conoscere pregi e difetti del patrimonio immobiliare pubblico. Quanto consuma (spreca) un edificio? Quali sono gli interventi per ridurre gli sprechi? Qual’è il costo? Per rispondere a queste domande bisogna raccogliere informazioni attuando un “Audit Energetico degli Edifici Pubblici”.

In Italia molti comuni hanno partecipato a vere e proprie gare aggiudicandosi il finanziamento per coprire le spese per gli audit energetici. La fondazione Cariplo infatti dal 2006 al 2008 ha stanziato 8.000.000 di euro, ma soprattutto ha contribuito a raccogliere dati che sono serviti a soddisfare lacune riguardo allo stato degli edifici e pianificare il lavoro.

Grazie a queste informazioni province come Verbania, Novara e Milano sono ad oggi in grado di effettuare interventi mirati sugli edifici e la BEI (Banca Europea degli Investimenti) ha erogato il finanziamento alle Esco per realizzare gli interventi su circa 530 edifici in provincia di Milano. Posti di lavoro e risparmio.

La BEI copre circa l’80% dell’investimento e punta sulla riduzione di CO2 con la sicurezza di recuperare il credito e gli interessi (non eroga a fondo perduto ma applica un tasso d’interesse vantaggioso) le Esco investono sulla restante parte (20%) con capitali di terzi. Il risparmio sulle bollette dei comuni è infatti garantito da subito e si aggira intorno al 20%. E’ il risparmio stesso che permette all’ente di ripagare la Esco, la Bei e una piccola percentuale (4 – 8%) rimane nelle casse del comune.

Oltra ai prestiti della Bei, i soldi che le Esco trovano nei privati fiduciosi della green economy, ci sono anche comuni virtuosi che potrebbero investire le loro risorse economiche, bloccati però dal patto di stabilità. Molti sono i comuni che hanno chiesto di escludere questi interventi dal patto di stabilità. Fondazioni come la Manodori dovrebbe replicare a Reggio quello che la Cariplo ha fatto nel profondo nord dell’Italia. A Reggio Assindustria non contenta dei 2.000.000 di metri quadri di cemento in arrivo, come da nuovo PSC, parla di nuovo Inceneritore (200.000.000 di euro).

Se gli insustriali vogliono parlare di futuro della città dicano alla Manodori di fare come la Fondazione Cariplo, che dal 2006 al 2008 ha finanziato i comuni medi e piccoli per gli audit energetici degli edifici pubblici, anticamera per un efficiente risparmio energetico e per tanti posti di lavoro buoni.

Chissà, forse anche dalle nostre parti i governanti si accorgeranno che c’è un tesoro sotto i nostri piedi. Spero in fretta visto i tempi che corrono.

Intanto continua la raccolta firme per la Mozione d’Iniziativa Popolare per rendere Reggio Emilia Capitale del Risparmio Energetico.

Vito Cerullo

Consigliere Circoscrizione Ovest

Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

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Cip6 o ci fai??

Scritto il 27 ottobre 2009 da Patrizia Domenichini

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Incentivi illegali dello stato all’energia prodotta con gli inceneritori. Incentivi all’inquinamento

Chiedere il rimborso Cip6 della bolletta elettrica ora puoi! Gli incentivi illegali dello stato italiano all’energia prodotta
con gli inceneritori contro cui l’Europa ha aperto una procedura d’infrazione. Scarica i moduli per l’adesione alla vertenza e per la richiesta di rimborso qui.
Per leggere tutta la vertenza legale clicca qui oppure vai sul sito Diritto al futuro.
Ribelliamoci a questa truffa di stato, difendiamo un nostro diritto,
chiediamo il rimborso dei nostri soldi, è una questione di principio, dobbiamo farci sentire (e l’azione potrà assumere una certa
rilevanza se saremo molte migliaia ad appellarci) e credere nell’importanza del senso politico che questa azione cerca di esprimere:
NECESSITA’ DI PORRE UN FRENO ALLA VOLONTA’ DI TRASGREDIRE OGNI REGOLA PER FAVORIRE
AFFARI PRIVATI CONTRO L’INTERESSE E LA SALUTE DEI CITTADINI.
Per saperne di più e avere aiuto nella compilazione e modalità di inoltro della richiesta rivolgiti ai nostri banchetti presenti in città nelle date evidenziate nelle nostre newsletter.

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Energy Service CO: dall’Europa una clamorosa conferma

Scritto il 21 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

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Acer Reggio parteciperà ad un progetto europeo per riqualificare gli alloggi pubblici che coincide con le nostre proposte sul risparmio energetico (vedi Ordine del Giorno bocciato in Consiglio Comunale sulle Esco con voti contrari del Pd ed astensione dela Lega e Pdl che pur si dicevano “favorevoli” (le stranezze della politica) che viene oggi sostenuta da una raccolta firme che procede inesorabile nel coinvolgere i cittadini (anche sabato decine di firme in poche ore).

Il contratto alla base del progetto prevede che un soggetto terzo si faccia carico delle spese per l’effettuazione dei lavori di riqualificazione energetica degli edifici. Questo soggetto, che potrà essere un istituto bancario o altro ente, recupererà il valore economico investito direttamente dai risparmi conseguiti grazie alle migliorie effettuate sull’edificio. Insomma, le Energy Service Companies (ESCO) da noi più volte citate!

Rassegna Stampa (1)

Fermo restando che gli investimenti diretti da parte dell’Ente pubblico sono più convenienti, la leva privata è fondamentale per accelerare la ristrutturazione degli edifici dello Stato, viste le casse vuote e il debito pubblico alle stelle.

In Commissione Consiliare Ambiente e Territorio, discutendo del “Patto dei Sindaci per il Clima”, su cui ho votato a favore, abbiamo riproposto l’idea che il Comune stimoli ed aiuti tutti gli Enti pubblici del territorio a fare lo stesso (esempio: enti statali non dotati di personale specializzato).

Ma i lavori sono impantanati dalla polemica PD – Lega sul ruolo della società Ecoabita: da una parte il PD considera Ecoabita più importante del risparmio energetico, dall’altro la Lega ostracizza tutto ciò che tratta di risparmio energetico per la presenza di questa società.

I cittadini sono stanchi di questi giochetti, e firmano la nostra petizione d’iniziativa popolare.

Consiglio del 12 ottobre: ci hanno riprovato!

Scritto il 12 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

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Ci hanno riprovato. Ore 19.30, solita mozione del PDL (su controlli della municipale negli appartamenti, attualmente non consentiti dalla legge, astenuto), se non ho capito male mozione d’ordine del Capogruppo PD Vecchi per sospendere e ricominciare.

No no bello bello, zono Attola, il fratello di Dio!

Respinta la sospensione, respinta la mozione PDL. Ogni commento è superfluo, stessa storia.

Ma rimaniamo su chicche procedurali. Si vota il bilancio consuntivo delle Farmacia Comunali Riunite, ottima istituzione di cui ho riconosciuto la natura pubblica e tutto l’operato. Mi sono però astenuto perchè non abbiamo avuto tempo di apprezzare i numeri, con il consuntivo presentato solo alcuni giorni prima.

Vecchi capogruppo del PD mi dice: “C’eri anche tu alla capigruppo e l’hai voluta calendalizzare”.

Ci mancherebbe altro! Siamo in ritardo causa elezioni di 3 mesi sulla votazione di questo bilancio, e siamo in ritardo perchè qualcuno , non io, è voluto andare in vacanza per 2 mesi!

Energia. Ancora un voto nevrotico del PD. Su un odg per promuovere i pannelli solari termici presso le sale di mungitura. Motivo? Boh! Sull’energia sono nevrotici, il PD sull’energia rappresenta il passato. Odg presentato dalla lega, io ho votato a favore

Parmigiano in cassaforte : ritorna il buonsenso

Scritto il 15 agosto 2009 da Matteo Olivieri

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Parmigiano in cassaforte: ritorna il buonsenso. Le banche garantiscono i prestiti stagionando il formaggio reggiano.
Da una crisi finanziaria con valori fondati sul nulla alla riscoperta della vera economia.
I problemi del Parmigiano Reggiano sono tutti lì,
ma si riscopre il vero valore economico.

Rassegna Stampa Reggionelweb

I magazzini del Credito Emiliano che stagionano forme di Parmigiano Reggiano indicano un ritorno al buonsenso. Dai complessi prodotti finanziari al re dei formaggi c’è di mezzo una crisi strutturale, non passeggera, in cui il valore del denaro è ben lontano dalla vita dei comuni cittadini e dalla giustizia sociale, che premia lavoro, innovazione e saggezza imprenditoriale.
I problemi del Re dei formaggi sono ancora tutti lì, con merce venduta sottocosto, allevamenti e latterie alla canna del gas.
Cosa succede, però, se il vertice della catena economica, la banca, prova in prima persona cosa significa uno scollamento tra valore reale di quella merce e logiche commerciali che non premiano il lavoro e la qualità?
Succede che emerge il valore della nostra terra.

I campi reggiani possono essere una fonte di reddito anche meno assistita, come dimostra il successo del mercatino agricolo di Piazza Fontanesi del sabato, in cui i produttori vendono direttamente ai cittadini, senza intermediari, prodotti a kilometri zero.
Inotre altri denari sono nascosti nelle pieghe del protocollo di Kyoto. Il mancato rispetto dei parametri ci costerà 840 milioni di euro in 4 anni, 15 euro per ogni reggiano.

Per abbattere i gas serra ci sono 2 modi corrisposti con denaro, cioè risparmio energetico ed energie rinnovabili. Consumare prodotti locali, come il nostro formaggio e le nostre verdure, abbatte drasticamente i consumi di carburanti che servono a far viaggiare camion mezzi vuoti, perché o all’andata o al ritorno sono vuoti!
Dotare i nostri allevamenti di impianti a biogas per i liquami significa abbattere drasticamente quelle emissioni producendo energia rinnovabile e dando un’importante fonte di reddito agli allevatori.
Ma ricordiamoci che senza terra non si realizzano quei prodotti. E continuando così saranno sempre più le forme che Made in Polonia in entrata dal Brennero. Coprendo quel verde che mangia anidride carbonica con asfalto e cemento saranno sempre più alti anche i costi fisici del riscaldamento: città sempre più calde d’estate con i condizionatori a tutto gas.