Il Movimento reggiano sciopera

Scritto il 3 settembre 2011 da
Il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia aderisce allo sciopero nazionale del 6 settembre

Il Governo nazionale sta dimostrando di non avere alcuna idea per risolvere la crisi, per creare posti di lavoro e risanare il Bilancio dello Stato. Continui cambi e stravolgimenti della manovra di Bilancio, con l’unica certezza che a pagare sarà  chi non arriva alla fine del mese, richiedono un no deciso per evitare che il Paese venga condotto allo sfacelo con misure depressive. 

Per questo motivo il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia aderisce allo sciopero nazionale indetto dalla Cgil per martedi 6 settembre.

I palliativi ipocriti per risollevare l’economia (vedi la cancellazione delle feste civili) dimostrano che il bene dell’economia non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chi ci governa, mentre qualche comodo piacere ad industriali già  ben sovvenzionati dallo Stato sembra essere l’unico risultato. Lo spauracchio del licenziamento, quando corrotti e truffatori ai vertici delle massime istituzioni politiche ed economiche se la cavano sempre con yacht e deliziosi cocktail, e’ un insulto all’intelligenza degli italiani.

Misure non solo scorrette, ma anche inutili poichè i veri problemi del paese, dal debito pubblico alla corruzione, dall’arretratezza delle moderne e indispensabili infrastrutture tecnologiche alla lotta alla mafia, non vengono praticamente presi in considerazione dal Governo, che preferisce iniziative d’immagine di grande effetto – come l’eterna promessa dell’abolizione delle Province – per la conquista delle quali però regolarmente partecipa a costose campagne elettorali e spartizioni di poltrone.

In questi mesi neanche un accenno ai 98 miliardi di euro evasi dai gestori delle slot e Videopoker, già  accertati dalla Corte dei Conti. Nessun accenno all’assurdita di spendere 22 miliardi di euro per un buco nella montagna in Val di Susa. Nessun retrofront sui 15 miliardi stanziati per comprare i cacciabombardieri F-35 e simili che, pare, non si reggano nemmeno in volo.

Scioperare perchè le alternative sono tante quante i miliardi di euro che verranno estorti a chi paga già  le tasse, mentre non c’è verso di ritassare i capitali emigrati all’estero e fatti rientrare per un tozzo di pane.

Comunicato stampa del 3.09.11

Quando la politica crea posti di lavoro.

Scritto il 13 gennaio 2011 da


L’umanità ha da sempre rincorso la speranza di un “mondo migliore” anche a costo di compiere sacrifici enormi. Il lavoro degli uomini in questi ultimi decenni, ha prodotto costi altissimi per l’intera comunità e maggiore disoccupazione (questo è il progresso?). Siamo costretti a pagare spese insostenibili per riparare i danni di politiche assurde. Per “cambiare” ancora oggi ci propongono lo stesso metodo che ci ha mandato in crisi con l’aggiunta di qualche parolina salvacondotta. Sostenibilità, stabilità, crescita etc..etc.

Ma le idee per un mondo migliore esistono, bisogna copiarle non ignorarle.

L’energia prodotta dalle rinnovabili, la bioedilizia, il riciclo dei rifiuti, insomma, tutti i lavori verdi creano più posti di lavoro e sicuri rispetto al duopolio petrolio/cemento. In Francia il fotovoltaico crea un posto di lavoro ogni 90 minuti e le associazioni di categoria stimano altri 50.000 posti di lavoro entro il 2020. La Germania nell’anno 2005 ha creato impianti fotovoltaici per 300 MWp e si colloca ai primi posti per numero di occupati nel settore. In italia “u’ paese dò sole” nello stesso anno siamo arrivati addirittura a 24 MWp. Siamo straordinari, ce la possiamo fare.
Sempre in Germania, in due anni il settore dell’edilizia è stato in parte riconvertito e reso più “verde” e con i sui 200.000 Bio interventi su altrettanti appartamenti ha creato 25.000 nuovi posti di lavoro e ne ha salvati 116.000, nonostante il settore edilizio fosse in recessione.

La produzione di celle al silicio per fotovoltaico è ancora in mano a poche aziende sparse in tutto il mondo e la domanda è in fortissima crescita. Il lavoro c’è e la politica non può dormire o per meglio dire, la politica non può difendere gli interessi di pochissimi notabili. Sempre gli stessi. Basta.
Ecco perché vogliamo riconvertire le aziende a rischio e non prolungare la cassa integrazione perché le persone vogliono lavorare non essere “assistite”. (Vedi nostra proposta per le ceramiche reggiane). Questa è la strada giusta.

Mentre il tg5 mostra all’italia intera come a Napoli i cittadini non fanno la raccolta differenziata, dove la politica ha saputo dare una risposta concreta (porta a porta) i napoletani ecco come rispondono:
Napoli: quartiere Chiaiano (si, il quartiere delle proteste) 24.000 abitanti ha raggiunto il 73% di raccolta differenziata. Quartiere Bagnoli in soli due anni 91.000 Napoletani sono arrivati a differenziare fino al 91% dei rifiuti. Stessi dati per altri 5 quartieri. Dove vige la regola del cassonetto stradale i risultati li conosce il mondo intero. Ma di Bagnoli in TV, nessuna traccia. Ecco il video. E Reggio abbandona il porta a porta. Ce la possiamo fare.

Secondo il CONAI (consorzio nazionale imballaggi) la filiera del riciclo crea 15 (quindici) posti di lavoro per ogni posto creato dall’inceneritore. Quindici a uno per la nostra politica.

Il Movimento 5 stelle vuole “spostare” gli investimenti per creare lavoro sicuro che duri nel tempo. Più di 3 milioni di euro destinati a mega bruciatori saranno investiti per creare impianti fotovoltaici e impianti di compostaggio sulle montagne reggiane. Abbiamo creato un vero e proprio piano energetico per quella zona DeTutinizzata (Filippi meglio non si faccia vedere, sarebbe travolto da una valanga di risate).

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

La Rocca di Scandiano rischia di essere privatizzata!

Scritto il 28 giugno 2010 da

La storica Rocca del Boiardo di Scandiano è inserita tra i beni che il Demanio potrà cedere ai Comuni e poi finire eventualmente in mano ai privati. Questo emerge dalle prime indiscrezioni relative al provvedimento relativo al “federalismo demaniale”.

L’Italia ha nel suo patrimonio storico, architettonico e di bellezze naturali la risorsa più importante per rilanciare l’economia attraverso turismo e cultura. Nel 2007 il Comune di Scandiano, con un contratto capestro non proprio vantaggioso per la comunità locale, è riuscito ad avere in concessione dal demanio La Rocca. Ma ora questo provvedimento sulla carta rischia che nel futuro questo bene possa essere a sua volta ceduto a privati. Il Movimento 5 Stelle, con i consiglieri regionali Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi si dice contrario a questo provvedimento che rischia di mettere nelle mani di privati beni comuni storici che tali devono rimanere.

Già a maggio il Movimento 5 Stelle aveva denunciato con un intervento sul blog di Beppe Grillo la gravità ed i rischi del provvedimento del cosidetto “federalismo demaniale” votato da Pdl, Lega Nord ed Idv.

“E’ necessario salvaguardare la proprietà pubblica di beni come La Rocca di Scandiano – spiegano Favia e Defranceschi – da parte nostra sosteniamo la battaglia portata avanti già dai mesi scorsi dall’associazione “ Meet Up Città Insieme” che ha raccolto 500 firme per rilanciare questo monumento storico attraverso il “Progetto Rocca” ed avere al tempo stesso un contratto equo per il Comune” . “Un progetto questo – concludono i consiglieri Favia e Defranceschi – sostenuto anche dai locali attivisti del Movimento 5 Stelle e che mira a salvaguardare sempre la proprietà pubblica e comune di questo monumento”.

Mafia a Reggio: quando il criminologo Nicaso stronco’ Sonia Masini

Scritto il 16 maggio 2010 da


“Ignoranti”,”Voi fate gli interessi della ‘ndrangheta”,”Non sapete dove siete e con chi avete a che fare”. Queste le dolci,democratiche parole pronunciate dalla presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini (Pdmenoelle) nei confronti degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Reggio che manifestavano in piazza contro le infiltrazioni mafiose nell’economia reggiana e dopo gli attentati della scorsa settimana in città.

Lo abbiamo fatto in silenzio, senza fischiare nè il suo intervento, nè quello del sindaco di Reggio Graziano Delrio. Applaudendo quello del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini che denuncio’ il problema già alcuni anni fa sostenuto da noi tanto che lanciammo proposte insieme poi approvate come gli appalti online ed un osservatorio. Avevamo due cartelli i ragazzi del Movimento: “Fuori le mafie da Reggio” di 6 metri ed uno eversivamente ironico di 50 centimetri rivolto alla Masini “A Reggio la mafia non c’è vero Sonia ?”

Le ricordava come fino allo scorso anno lei aveva sottovalutato il fenomeno. Cartello che la presidente Masini ha strappato pubblicamente come nelle migliori tradizioni antidemocratiche. La verità ti fa male lo sai Sonia… Le ricordava come nel febbraio 2009 durante un convegno con il procuratore antimafia Nicola Gratteri ed il crimonologo Antonio Nicaso sul tema infiltrazioni nell’economia emiliano romagnola lei disse “Reggio è sana”, accusò di parlare di “denunce generiche” elogiando la diversità del Pdmenoelle….

Oggi come allora è tutto in rete e la rete non la inganni.

Sia le critiche della Masini alle analisi del procuratore Gratteri ed il criminologo Nicaso – Riprese da Matteo Olivieri presente al convegno.

Che la dura replica del criminologo Nicaso alla presidente della provincia di Reggio . Riprese dal settimanale online Reggionelweb.it dal giornalista free lance Matteo Incerti.

Sfortunatamente ora non c’è due senza tre e c’è anche il terzo video con l’aggressione della Masini ai ragazzi del Movimento 5 Stelle.

La verità ti fa male lo sai….vero Sonia ? Forse basterebbe un po’ d’umiltà e dire. Ci eravamo sbagliati. Il problema esiste e chiedere scusa per tutte queste piazzate politicamente nevrotiche e gli insulti.

Via Emilia: dopo un mese il “nuovo” asfalto si buca, le prove

Scritto il 3 maggio 2010 da

Un giorno di metà marzo Simona Stefani, nostra attivista, dopo aver fatto una lunga fila sul tratto di via Emilia appena dopo la tangenziale, in direzione Modena, nota con favore che sono in corso i lavori per il rifacimento dell’asfalto. Ma poco più di un mese dopo, il 25 aprile, l’amara scoperta: quel manto appena rifatto si sta già degradando. Segnalazione all’ANAS.

Le buche in strada, un enorme problema di sicurezza e un’ipoteca sulle casse comunali e di tutti gli enti preposti alla manutenzione.

Nelle immagini allegate si nota con estrema chiarezza che il manto appena rifatto presenta una vistosa apertura, e che:

1 – lo strato nuovo è estremamente sottile, un centimetro di bitume o poco più;

2 – sotto traspare il vecchio manto così com’era, e non si notano fresature, capaci di livellare il precedente manto.

La stessa segnalazione, sulla mancanza di fresatura degli strati sottostanti, l’abbiamo già fatta tempo fa

Dunque, il nuovo manto stradale è durato un mese o poco più. L’allarme che lanciamo , per l’ennesima volta,

http://www.reggio5stelle.it/2009/02/05/dai-ponti-alle-buche-a-reggio-emilia-i-soldi-sono-finiti/

http://www.reggio5stelle.it/Articoli/2009-10-04-Giornale%20di%20Reggio-Asfalto%20in%20Viale%20Unmberto,%20per%20i%20grillini%20asfalto%20posticcio.pdf

Per questo abbiamo deciso di scrivere una lettera ad ANAS, responsabile della viabilità in questione, per:

1 – segnalare il problema intervenuto;

2 – auspicare che il rifacimento del disastrato manto della tangenziale lato Modena, oggi ridotto ad un lastricato di buche e lunghe fratture, sia rifatto con un altro metodo molto più duraturo.

Continuiamo intanto a raccogliere tutte le segnalazioni sui rifacimenti degli asfalti, registriamo il tratto di strada e la data del rifacimento, per controllare poi il verificarsi di questi fenomeni di usura anticipata ed ingiustificata.

Ciò comporta spendere molti più soldi per avere un asfalto peggiore. Un asfalto che comincia a bucarsi dopo 2 anni costa il triplo di quello che tiene duro per 6 anni.

Vigileremo a tal proposito anche sui prossimi rifacimenti annunciati dal Comune di Reggio (3 milioni e mezzo di euro che saranno spesi, e che siano spesi bene).

L’abbiamo segnalato ad ANAS, che ci ha risposto come l’Ufficio competente in zona sia già stato allertato.

Assemblea soci Greenvision: i “piccoli” si fanno sentire

Scritto il 26 aprile 2010 da

Venerdì 30 aprile si terrà l‘Assemblea dei soci di Greenvision Ambiente, società del gruppo Mariella Burani Fashion Group, nel bel mezzo del crack generalizzato della holding. Ma i piccoli si stanno organizzando. I contatti per gli azionisti, leggi di seguito.

Il 30 aprile ci saranno due cordate per il controllo di Greenvision Ambiente, molto vicine nei numeri. Una di queste è controllata dalla famiglia Burani, con indagati per aggiotaggio, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio ed altro.

I piccoli si stanno organizzando per far valere le proprie ragioni. Chi detiene azioni Greenvision  può contattare i piccoli risparmiatori autoorganizzati scrivendo a questa mail: onlyxu@walla.com.

Iva rifiuti illegittima:Pdl e Lega vergogna: varano il “blocca-rimborsi” ai cittadini

Scritto il 22 aprile 2010 da

Sull’illegittimità dell’Iva sulla bolletta TIA del servizio raccolta rifiuti si sono pronunciate sia la Corte Costituzionale che Ia 1 sezione della Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia. A Reggio la battaglia era stata condotta soprattutto da Mario Guidetti e Confconsumatori ed aveva avuto da subito il nostro appoggio. Ma in Italia oramai vige la prassi della legge a posteriori per legittimare un comportamento fuori legge a priori. Il decreto salva liste è un’istigazione a leggi ex post fai da te. Ed ecco che la norma blocca-rimborsi ai cittadini sull’Iva ileggitima è stato così servito su un piatto d’argento. Ad idearla con un emendamente il deputato Pdl e assessore al bilancio dell’indebitatissimo Comune di Roma Maurizio Leo (viva i doppi incarichi!).Il tutto con il beneplacito del sottosegretario leghista all’economia Daniele Molgora. Il trucco adottato per bloccare i rimborsi ai cittadini e imprese è il seguente. Viene affermato il principio che l’Iva fatturata per errore dagli enti gestori e pagata dai cittadini “non rappresenta altro che una quota della tariffa d’igiene ambientale e dunque non puo’ formare oggetto di richiesta di rimborso da parte degli utenti”. Dopo l’inganno la beffa grazie a Pdl e Lega! Una beffa per i cittadini ma anche per commercianti, artigiani, professionisti e imprese che hanno portato l’Iva in detrazione su reddito e Irap. La detrazione sarà legittima, ma attenzione ecco l’altro trucco di Pdl-Lega, la quota di Tia corrisponente all’Iva pagata “non potrà essere computata in deduzione ai fini delle imposte sul reddito e dell’Irap”.

Le avvisaglie che la beffa sarebbe arrivata per i cittadini e imprese si erano già avute in consiglio comunale a Reggio quando un mio ordine del giorno sul tema rimborsi dell’Iva illegittima non era stato approvato.

Pdl e Lega vergogna!

Matteo Olivieri
Lista Civica Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it

Abiti in affitto:una misura contro la crisi del tessile

Scritto il 20 aprile 2010 da

Le aziende della moda reggiane sono messe in ginocchio dalla crisi dell’intera economia, dalle difficoltà strutturali del settore, dal crack Burani MBFG. 
Moltissimi tecnici specializzati, che hanno lavorato per anni come stilisti anche all’estero, con una bagaglio di esperienze senza pari, si trovano senza lavoro, ed alcuni di questi ci hanno contattato per illustrarci i loro problemi.
Una delle soluzioni potrebbe essere il lancio di iniziative che innovano l’offerta di capi di abbigliamento.
SI parte dalla considerazione che i magazzini delle aziende della moda sono pieni di invenduto, anche non recentissimo, e che tali magazzini pieni hanno un costo gestionale che aggrava la già difficile situazione economica.
Inoltre è sensazione comune, in molti citadini, di come spesso si comprino abiti alla moda dell’ultimo grido per poi usarli pochissimo, occupando molto spazio anche al’interno delle abitazioni, con continue necessità di ampliare i guardaroba.
Un nuovo modo di offrire capi di abbigliamento in affitto si sta affermando, non solo per rispondere ad esigenze e ritmi frenetici della vita lavorativa, ma anche per una maggiore responsabilità nei confronti del pianeta che viviamo. Questa è la filosofia di alcune iniziative imprenditoriali che offrono capi in affitto lavati, stirati e cuciti con abbonamenti a diversa durata, dalla settimana estemporanea fino all’intera annualità a prezzi contenuti.Un esempio di queste iniziative può essere visionato all’indirizzo web http://www.suiteatwork.it/
I prezzi possono essere anche molto competitivi, specie per quei lavoratori che hano bisogno di cambi frequenti e hanno poco tempo.SI parla ad esempio di abbonamenti settimanali a 40 euro per 5 cambi completi e addirittura 200 euro all’anno per lo stesso servizio.

Vogliamo, con la nostra interrogazione, verificare se il Comune di Reggio può in qualche modo favorire l’incontro tra le diverse domande e offerte coinvolte in questa idea:aziende di moda con i magazzini pieni, professionalità che intendono intraprendere, commercianti interessati ad un nuovo modo di proporre i servizi.