Software Libero: meno 350mila euro, soldi per biblioteche e barriere architettoniche

Scritto il 14 gennaio 2010 da Movimento 5 Stelle

Presentata mozione in Consiglio Comunale ideata insieme al consigliere della Nord Est Davide Valeriani con associazioni ed esperti del settore, per sostituire le licenze proprietarie di Microsoft Office con software libero e opensource Openoffice.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

Stando alle ultime convenzioni CONSIP, la concessionaria dello Stato che si occupa di fare acquisti comuni (in scadenza il 07/05/2010), per la versione base di Office ciò comporterà un risparmio di circa 360.000 € dovuti al costo delle licenze di Office 2007 (258,70€ per ogni licenza, moltiplicata per 1400 computer).
I tagli al bilancio hanno colpito anche il settore della cultura, con scelte che condividiamo come il meno 30% sui fondi per la Settimana della Fotografia Europea.
Il taglio per libri, riviste e collezioni delle biblioteche sarà del 50%, di 230.000 euro, e ne rimarranno 230.000.

In momenti di crisi anche questi tagli sono necessari, tuttavia la metà delle risorse per l’acquisto di libri, riviste e collezioni per le biblioteche ci sembrano un passo indietro da evitare, specie se si vuole un’economia della conoscenza.
Proporremo con un emendamento di reintegrare almeno 60.000 euro alle biblioteche decentrate (cioè quanto è stato tolto), che svolgono una importante funzione per bambini, giovani, studenti, anziani, persone di ogni età, sia come punto di ritrovo che come presidio culturale basilare nei quartieri. Ricordiamo che le biblioteche di Reggio, in base ad una recente indagine di mercato, risultano essere il servizio più gradito dalla popolazione.
Il resto dei risparmio, sempre attraverso apposito emendamento, verrà proposto per il fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, che necessita di sempre maggiore attenzione e fondi.

La risposta di Legacoop: Reggio come Milano

Scritto il 8 dicembre 2009 da Matteo Olivieri

legacoop

Farsi sentire e portare avanti le convinzioni di chi ti ha votato. Più volte dichiarato in campagna elettorale, è il mio dovere.

Così ho criticato l’atteggiamento di Legacoop che contro tutti decide di procedere col mega centro commerciale in Zona Fiera, nonostante il più importante imprenditore di Reggio abbia lanciato un appello per mettere al bando nuovi mostri tipo outlet e cose simili. Legacoop rifiuta e va avanti.

Inoltre ho sottolineato come nuove colate di cemento rischiano davvero di mettere in crisi il sistema delle acque, peraltro non me lo sono inventato, è un appello accorato delle Bonifiche della nostra Regione.

Nulla, dentro la betoniera tutto come prima. In questa risposta Carlo Possa dell’ufficio stampa di Legacoop dice che:

- Reggio deve diventare come Milano;

- io odio le coop;

- io lancio allarmi catastrofistiche contro le coop e non contro altri;

- a me piacciono i tailleur.

Sconfortante. Se ci sono lavoratori, fissi precari o in pensione delle coop in ascolto vi chiedo di portar pazienza, rileggete il mio comunicato. Se vi sentite offesi dalle parole di Legacoop vi prego di portar pazienza ancora, la cambieremo questa città. Se può aiutare posso dirvi che il mio tailleur ideale è di color viola.

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Parmigiano in cassaforte : ritorna il buonsenso

Scritto il 15 agosto 2009 da Matteo Olivieri

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Parmigiano in cassaforte: ritorna il buonsenso. Le banche garantiscono i prestiti stagionando il formaggio reggiano.
Da una crisi finanziaria con valori fondati sul nulla alla riscoperta della vera economia.
I problemi del Parmigiano Reggiano sono tutti lì,
ma si riscopre il vero valore economico.

Rassegna Stampa Reggionelweb

I magazzini del Credito Emiliano che stagionano forme di Parmigiano Reggiano indicano un ritorno al buonsenso. Dai complessi prodotti finanziari al re dei formaggi c’è di mezzo una crisi strutturale, non passeggera, in cui il valore del denaro è ben lontano dalla vita dei comuni cittadini e dalla giustizia sociale, che premia lavoro, innovazione e saggezza imprenditoriale.
I problemi del Re dei formaggi sono ancora tutti lì, con merce venduta sottocosto, allevamenti e latterie alla canna del gas.
Cosa succede, però, se il vertice della catena economica, la banca, prova in prima persona cosa significa uno scollamento tra valore reale di quella merce e logiche commerciali che non premiano il lavoro e la qualità?
Succede che emerge il valore della nostra terra.

I campi reggiani possono essere una fonte di reddito anche meno assistita, come dimostra il successo del mercatino agricolo di Piazza Fontanesi del sabato, in cui i produttori vendono direttamente ai cittadini, senza intermediari, prodotti a kilometri zero.
Inotre altri denari sono nascosti nelle pieghe del protocollo di Kyoto. Il mancato rispetto dei parametri ci costerà 840 milioni di euro in 4 anni, 15 euro per ogni reggiano.

Per abbattere i gas serra ci sono 2 modi corrisposti con denaro, cioè risparmio energetico ed energie rinnovabili. Consumare prodotti locali, come il nostro formaggio e le nostre verdure, abbatte drasticamente i consumi di carburanti che servono a far viaggiare camion mezzi vuoti, perché o all’andata o al ritorno sono vuoti!
Dotare i nostri allevamenti di impianti a biogas per i liquami significa abbattere drasticamente quelle emissioni producendo energia rinnovabile e dando un’importante fonte di reddito agli allevatori.
Ma ricordiamoci che senza terra non si realizzano quei prodotti. E continuando così saranno sempre più le forme che Made in Polonia in entrata dal Brennero. Coprendo quel verde che mangia anidride carbonica con asfalto e cemento saranno sempre più alti anche i costi fisici del riscaldamento: città sempre più calde d’estate con i condizionatori a tutto gas.

LED e bassa tensione: risparmio e sicurezza nei nostri parchi

Scritto il 3 agosto 2009 da Matteo Olivieri

(immagine da Wikipedia)

Dopo i casi di ferite riportate da bambini nei nostri parchi, dopo le segnalazioni relative a fili della 220 scoperti nei lampioni lungo le camminate del Parco del Crostolo, ho presentato in COnsiglio Comunale un’interrogazione scritta.

In sintesi, propongo una graduale sostituzione  dei sistemi di illuminazione con lampade a LED, che sono alimentate da bassissimi voltaggi (meno di 50 volt), innocui per la salute, ed ho chiesto, per cominciare, una mappatura del territorio per sapere quale tipo di alimentazione si trova oggi nei parchi.

Accanto ad un risparmio energetico (i LED consumano dal 30 al 70 % in meno rispetto ad altri sistemi meno avanzati in uso attualmente) si garantisce la sicurezza dei bambini, in particolare, nei parchi.

Di seguito il testo dell’Interpellanza.

Rassegna Stampa: (1)

Logo Lista civica Reggio 5 stelle

Lista Civica Reggio 5 Stelle Beppegrillo.it

Consigliere comunale Matteo Olivieri

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Considerato che:

-Come testimoniato da un articolo della stampa locale (“Il Resto del Carlino”) pubblicato in data 30 luglio 2009 alcuni  punti luce ubicati nella zona interna del Parco delle Caprette in via Monte Cisa presentano situazioni di evidente degrado con fili che sono esposti alla base dei piloni con evidente pericolo specialmente per i bambini. In talune situazioni si è provveduto a chiudere la base dei piloni con rudimentale nastro adesivo o fascette di plastica.

-Il sistema di alimentazione utilizzato nella gran parte dei punti luce del Comune di Reggio, a parte qualche rara eccezione,  ha un voltaggio di 230 volts con rischi per l’incolumità umana come dimostrano alcuni casi recentemente accaduti in Italia.

-Il risparmio energetico, anche nell’illuminazione pubblica, è attuabile tramite moderni sistemi di impianti a Led che funzionano a bassissima tensione a 24 volts, che non comportano rischi per la vita umana in caso d’incidente.

-Il risparmio energetico è alla base del Piano Energetico Comunale di Reggio Emilia approvato nel 2008 e la cui applicazione fa parte del programma amministrativo di questa Giunta.

L’interrogante chiede al signor Sindaco ed alla Giunta:

- I motivi per i quali i punti luce del Parco delle Caprette Lungo Crostolo sono in questo stato e come si intende ovviare al problema denunciato dalla stampa.

- di poter disporre di una mappatura del territorio comunale con la tensione utilizzata nell’alimentazione dei punti luce pubblici in parchi, piste ciclabili-pedonali, parchi giochi ubicati nel territorio del Comune di Reggio.

-Se è prevista nei piani della pubblica amministrazione di Reggio Emilia  la graduale sostituzione dei punti luce pubblici oggi alimentati a 230 volts che comportano rischi per la vita umana con quelli a bassissima tensione ed a risparmio energetico attuabili ad esempio con sistemi a Led  a 24 volts, che oltre a garantire estrema sicurezza garantiscono anche una migliore efficienza energetica.

Quale crisi a Reggio?

Scritto il 20 luglio 2009 da Alessandro Marmiroli

Il Governo tramite il ministro Tremonti afferma che il PIL 2009 calerà del 5,2%, ma pare che il papi-nano sia troppo impegnato nelle sue orgette perché possano dirglielo, infatti non lo sa ancora.

Nonostante le sue rassicurazione secondo le quali la crisi è un’invenzione degli organismi economici e della stampa di sinistra, alla quale i cittadini dovrebbero rispondere aumentando gli acquisti, meglio se nelle sue aziende, noi crediamo che la situazione sia un po’ più complicata, e ne abbiamo la conferma osservando l’andamento dell’economia reggiana attraverso alcuni dati significativi della Camera di Commercio e di una recente indagine di Industriali Reggio.

La produzione e il fatturato manifatturieri, che hanno iniziato a calare intorno al 2° trimestre 2008, segnano oggi rispettivamente un -18,1% e -16% rispetto ad un anno esatto fa, precipitati anche gli ordinativi a -17,7% nonostante negli ultimi mesi la fiducia degli imprenditori reggiani nella ripresa degli ordini, soprattutto esteri, si sia alzata un po’. A godere di maggior fiducia sono infatti le commesse estere che gli imprenditori si aspettano addirittura in positivo, molta meno fiducia riscuote il mercato italiano dal quale si aspettano ancora numeri negativi. Indicativo infatti come dal quarto trimestre 2008, in cui toccò il fondo, la quota dell’export sul fatturato sia aumentata di 10 punti arrivando oggi al 48,5% e che il 36,6% delle imprese tenti di uscire dalle difficoltà cercando nuovi mercati, la strategia più seguita.

Meno drammatica di quanto alcuni possano credere la situazione delle imprese dal versante delle chiusure nei primi 6 mesi dell’anno, il saldo tra nate e cessate è infatti solo debolmente negativo (-1,14%) per 668 aziende in meno, valori comunque doppi rispetto alla media regionale (-0,57) e quasi quadrupli rispetto a quella nazionale (-0,29) a testimonianza del periodo di grande tensione che attraversa l’economia reggiana fondata in gran parte su un tessuto di imprese di costruzioni e manifatturiere, settori dove ne chiudono i battenti 353 e 155 e che, sembrando le più colpite dalla crisi, possono spiegare in parte i peggiori valori reggiani.

L’assenza di chiusure di massa può parzialmente essere spiegata dal massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria (CIG), le cui ore autorizzate sono letteralmente esplose dalle nostre parti in molti settori.

Per tutti valga il comparto meccanico; 45.272 ore autorizzate nel 2007, 131.806 l’anno scorso, 839.897 da gennaio a maggio 2009.

Pare curiosa la situazione dell’edilizia, quando tutti pensano che sia uno dei settori più colpiti, e come visto sopra in termini di chiusura di imprese (anche coi dati proporzionali alla quantità di aziende per settore) lo è, scopriamo come le ore di CIG del settore edile dall’inizio dell’anno sino a maggio sono state solo 1.219, tra i valori più bassi in assoluto, da cui parrebbe che il settore edile goda di ottima salute. Tuttavia l’indagine di Industriali Reggio afferma che ben il 55% delle imprese edili risenta in modo grave/molto grave della crisi.

La domanda è d’obbligo: come mai il settore edile va male ma non pare far ricorso alla CIG? Che fine fanno i muratori delle aziende in difficoltà e che non lavorano?

Concludiamo con un ultimo dato, secondo i sindacati, i cassintegrati in provincia di Reggio si aggirano oggi intorno ai 30.000. .

Mercatino agricolo: ogni sabato in Piazza Fontanesi

Scritto il 7 luglio 2009 da Matteo Olivieri

Una nostra mozione, presentata in Consiglio Comunale nel 2008 dall’allora consigliere Monducci, ed approvata, diviene realtà. Il primo mercatino agricolo permanente, ogni sabato, in Piazza Fontanesi. Km zero, per un futuro migliore.

Avanti su questa strada. La Carta di Reggio, il nostro Programma, è stato aggiornato con questo obiettivo raggiunto, pagina 3 voce “Mercatini”.

Lega Nord-Coop: quali le basi del flirt?

Scritto il 2 luglio 2009 da Matteo Olivieri

Comunicato stampa.

Alessandri si ricordi la sua contrarietà al nuovo inceneritore

Se una importante rappresentanza economica vuole discutere con una forza politica emergente, siamo nella normalità. Il flirt tra il mondo Legacoop e Lega non è certo una novità, lo avevamo segnalato in un video in campagna elettorale.

Le avance di Cigarini hanno avuto una risposta corretta da parte dell’on. Alessandri, che ricorda come nella natura della cooperazione vada abbandonata la finanza e riscoperta la base solidaristica. Lo dicevamo mesi fa e lo abbiamo ampiamente diffuso in un video che ha avuto migliaia di visite dallo scorso gennaio.

Ora il problema è: su quali basi si discute? Su quelle che vogliono nell’inceneritore una “necessità del territorio da togliere ai gruppi di pressione”, cioè ai cittadini, come si legge nel documento di Legacoop dello scorso dicembre ? Si ricordi, Alessandri, la sua contrarietà al nuovo inceneritore. Oppure diciamo noi, ci si confronta sulle grandi idee di una nuova economia basata su Rifiuti Zero, sull’edilizia che ristruttura, sui trasporti efficienti, che danno molti più posti di lavoro rispetto alle alternative? Ciò favorisce cooperative sane e solidali proiettate verso i business del futuro.

Matteo Olivieri

consigliere comunale

Lista Civica Reggio a 5 Stelle /Beppegrillo.it

Rassegna Stampa (1)

Microcredito:poche risorse, grande risultato

Scritto il 26 giugno 2009 da Matteo Olivieri

microcredito

Antefatto: il 23 giugno la Cgil lancia l’allarme sui ritardi che si registrano nell’applicazione di strumenti quali il microcredito e la microfinanza da parte degli Enti locali reggiani.

Comunicato Stampa 24 giugno

MICROCREDITO: occorrono poche risorse per un grande risultato

Il richiamo della Cgil sulla scarsa attenzione degli enti pubblici e delle Fondazioni al tema microcredito è quantomai urgente nell’attuale congiuntura economica. Nel redigere il nostro Bilancio a 5 Stelle, prima delle elezioni, avevamo inserito una cifra contenuta a carico del COmune, 200.000 euro, che può avere un impatto già apprezzabile, e che costruisce basi durature per aiutare i cittadini anche in futuro.
Il Comune di Reggio, ricordiamo, è socio in Banca Popolare Etica, ed ha quindi già uno strumento per agire. Legando questa forma di credito alla macchina dell’Assessorato politiche Sociali anche le procedure burocratiche sarebbero semplificate. Ricordiamo inoltre che, come dimostra la Grameen Bank in Bangladesh, i cittadini musulmani accettano questa forma di credito e non altre forme tradizionali con alti interessi, perché contrarie ai principi dell’ISLAM. Poiché uno dei problemi dell’attuale immigrazione è l’uscita di capitali dal circuito locale (rimesse all’estero degli immigrati ad esempio), il microcredito potrebbe essere una forma solida di integrazione e di beneficio per tutta la comunità reggiana.
La componente solidaristica è infatti fortissima: in tutto il mondo il microcredito funziona per un patto sociale in cui i beneficiari sono essi stessi responsabili verso altri cittadini nel futuro, e restituiscono il capitale dato in prestito in una percentuale superiore a quella del credito tradizionale.

Rassegna stampa: (1)

Alcune risorse:
Volantino distribuito in campagna elettorale, sotto “Economia”

Programma presentato in febbraio

Microcredito da Wikipedia