Continua l’occupazione dell’Università

Scritto il 27 novembre 2010 da

Continua l’occupazione della scuola. Abbiamo visitato oggi i ragazzi, che sono al lavoro per organizzare le diverse inziative, lezioni autogestite, o come il Flashmob che questo pomeriggio è stato organizzato presso il centro commerciale “I Petali” (presto il video).

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Università Modena e Reggio Emilia: l’occupazione parte dal web

Scritto il 26 novembre 2010 da


Università Modena e Reggio Emilia: l’occupazione dell’ateneo da parte di ricercatori e studenti parte dal web

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Reggiani per esempio, ci saranno solo decisioni politiche sui progetti presentati dai cittadini

Scritto il 22 novembre 2010 da

Reggiani per esempio, ci saranno solo decisioni politiche sui progetti presentati dai cittadini. Nel bandone per la Cultura e il volontariato il Comune si rimangia la promessa di coinvolgere esperti di chiara fama nel valutare le proposte del “Bandone”. Con una delibera di Giunta viene nominata la Commissione: Sindaco , Assessori e Presidenti di Circoscrizione, gli esperti avrebbero tutti declinato l’invito.

Era l’8 marzo 2010 quando il sindaco Delrio, in pompa magna , annunciava le centinaia di proposte pervenute al bandone “I Reggiani per esempio”, il grande contenitore e inghiottitore di tutte le iniziative culturali e di volontariato della città.
In quell’occasione venne annunciata una Commissione giudicante composta, oltre che da membri della Giunta, anche da “Soggetti esterni di chiara fama e competenza”.

E spuntavano i primi altisonanti nomi: Gregorio Arena, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Trento, già presidente di Cittadinanzattiva dal 2004 al 2007, e Nadia Urbinati, docente di Scienze politiche alla Columbia University di New York.

Dopo un lunghissimo iter di pre istruttoria, che ci ha portato quasi a fine anno, la Giunta si rimangia tutto: la Commissione sarà composta da soli membri politici, Sindaco Assessori e Presidenti di Circoscrizione.
Ufficialmente la versione è questa: ” gli esperti esterni inizialmente contattati per far parte della Commissione si sono dichiarati non più disponibili per sopraggiunti impegni professionali”

Ovviamente la geniale impostazione di Delrio, Bonaretti e compagnia bella non aveva previsto dei sostituti, anche scelti tra studiosi di chiara fama che a Reggio certo non mancano, e che meglio di altri conoscono le esigenze locali.
Tutto questo è stato sancito dalla Delibera 247 del 10 novembre 2010.

Crediamo che l’esito sia del tutto inopportuno. La scelta dei progetti risentirà inevitabilmente degli orientamenti politici dei membri della Giunta, alimentando un malcontento che già serpeggia nel mondo della cultura e del volontariato reggiano.
Poca delicatezza da parte di Delrio, che parla sempre troppo presto, lancia le “eccellenze” come fossero granate, e poi si deve sempre rimangiare tutto.

No alla tassa sulle biblioteche!

Scritto il 10 novembre 2010 da

Il socialista del PD Pierfederici, di fronte ai tagli sulla cultura, propone una tassa per accedere alle biblioteche. Ferma opposizione della Lista Civica Reggio 5 Stelle. Dopo gli emendamenti al bilancio con cui abbiamo evitato il dimezzamento dei fond per il 2010, abbiamo anche altre proposte, ma la tassa no! La Cultura dele biblioteche deve essere libera. Iscrivetevi alla pagina Facebook “No alla tassa sulle biblioteche di Reggio”

No alla “Tassa Pierfederici”. La proposta di un canone sui servizi bibliotecari viene bocciata dalla nostra Lista Civica senza appello e con ampie motivazioni.

Le biblioteche rappresentano il servizio comunale più gradito dai cittadini reggiani, come emerso dalle indagini di soddisfazione della clientela commissionate dal Comune. Anche le faccine di Brunetta, poste all’uscita delle biblioteche di tutta la città, vedono regolarmente i reggiani premere su quella verde che sorride, perché con pochi mezzi il Comune crea la base per la cultura di tutti.

La trasversalità dei fruitori è indice di gradimento ed anche di importanza culturale: vecchi e bambini, giovani e famiglie, tutti ad usufruire convintamene di un servizio basilare per l’accesso alla cultura nella nostra città.

La “Tassa Pierfederici”, invece, applicando un canone otterrebbe i seguenti risultati: limitare l’accesso alle biblioteche, creando uno squilibrio importante, fatto di pastoie burocratiche e di dovere alla contribuzione, che penalizza le fasce più deboli, giovani bambini ed anziani. Infatti un canone non è progressivo, il ricco paga come il povero.

Una tassa in pieno stile da Prima Repubblica. Se Pierferderici vuole limitare le spese che ritiene superflue, visto che è in maggioranza, non si limiti a criticare Fotografia Europea ed altre iniziative degli Assessorati, faccia una mozione per abolire queste manifestazioni!

Ecco dov’è lo stile da Prima Repubblica: Pierfederici fa la polemicuccia con Catellani sulle spese superflue tipo Fotografia Europea, ma si guarda bene dal prendere iniziative concrete, anzi, propone un canone per le biblioteche!

Ricordiamo che la Lista Civica Reggio 5 Stelle, in sede di Bilancio Consuntivo 2010, ha presentato e fatto approvare un emendamento per reintegrare al livello dell’anno precedente i soldi a disposizione delle biblioteche per acquistare libri ed altro materiale, che erano stati invece dimezzati dalla Giunta Delrio.

Nonostante ciò a noi risulta un periodico stop agli acquisti delle singole sedi, quasi che quei soldi abbiano fatto di nuovo un’altra fine. Perché?

Bisogna chiamare i cittadini a contribuire a questo prezioso servizio che sono le biblioteche?

Ecco la nostra proposta: il Comune valuti di organizzare un sistema di offerte libere, presso le biblioteche con cassette delle offerte e online tramite offerta con carta di credito, in maniera tale che l’altissimo gradimento del servizio possa spingere spontaneamente, e secondo le disponibilità di ciascun cittadino interessato, a contribuire volontariamente.

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Teatro dell’Orologio in abbandono

Scritto il 8 agosto 2010 da

Che il Teatro dell’Orologio fosse una risorsa importante per la città, per le sue attività culturali, lo hanno sempre saputo molti abitanti del quartiere, assieme alle altre strutture contigue, come la Ludoteca.

Che invece i tempi e i modi del bandone “I Reggiani per esempio” non fossero adatti a garantirne la continuità gestionale, lo sospettavano molti appassionati.

La prova l’abbiamo avuta in un sopralluogo effettuato ieri, presso la struttura. Qualcun ha capito che non c’è più anima viva presso il Teatro, ed ha approfittato per svolgere attività legate alla tossicodipendenza. Il portacenere posto sul ballatoio è letteralmente colmo di siringhe usate, come dimostrano le foto che abbiamo effettuato. Abbiamo provveduto a segnalarlo agli uffici competenti.

Intanto la gestione del Teatro verrà assegnata all’interno del Bandone “I Reggiani per esempio”, ma la stessa Amministrazione si è resa conto, in giugno, che così il nado non funzionava, ed ha emesso un apposito mini.bando con apposita determina dirigenziale.

Ciò ha comportato un evindente allungamento dei tempi, che speriamo possa essere colmato con una rapida decisione, assegnazione ed esercizio da parte del nuovo gestore.

In questa determina si parla chiaramente che il gestore avrà anche il compito di garantire la pulizia dopo ogni spettacolo, attività o manifestazione ed ogni qualvolta risulti necessario, dei locali concessi in uso .

Ma nulla di buono si prospetta all’orizzonte. Infatti, in questi giorni il Sindaco Delrio ha dichiarato che la Commissione giudicante, che deve ancora essere nominata, deciderà entro il 15 ottobre, nonostante per l’assegnazione dei locali del Teatro si indichi la data del 1° settembre.

Non ha fatto una bella fine neanche la ludoteca dell’Orologio. Il servizio, che 20 anni fa costituiva un punto di riferimento per il quartiere, ha orari ridottissimi: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 20 alle 23, e dulcis in fundo chiuso il venerdì e sabato.

Il polo culturale dell’Orologio non è un luogo strategico per l’Amministrazione.

Successo per i Deep Purple, ma il Comune…

Scritto il 24 luglio 2010 da

Grande successo per il concerto dei Deep Purple al Mirabello, organizzato dall’impresa reggiana Medials, che da tempo rivitalizza questa zona della città con spettacoli d’alto livello. Nonostante l’impegno e i successi, il Comune ha pensato bene di annullare la convenzione che riconosceva a Medials  il diritto di utilizzare il vecchio stadio per eventi culturali alcuni giorni all’anno. D’ora in poi solo la Fondazione per lo Sport potrà avvalersi dell’impianto, da anni lasciato andare in malora dall’Amministrazione.

Di seguito il comunicato stampa di Reggio 5 Stelle sulla vicenda.

Erano migliaia giovedì sera al Mirabello per sentire i Deep Purple, in un evento unico per il panorama culturale e musicale reggiano da qualche anno a questa parte. Il tutto grazie a Medials, azienda capitanata dal reggiano Roberto Meglioli che ha organizzato la rassegna “Mirabello Aria Aperta 2010″ per ridare vita alla zona del Mirabello, come peraltro, richiesto in vari modi e da tempo dall’amministrazione comunale.
Prima di questo evento, il 24 giugno scorso, era stata la volta di Aterballetto che, sulle musiche di Ligabue, aveva incantato circa 2500 persone. La Medials in passato ha portato a Reggio cantanti di fama mondiale, come Vasco Rossi, U2, Lucio Dalla e altri.

La politica dovrebbe sostenere e promuovere questi eventi e motivare le persone che da anni mettono a disposizione della città la loro professionalità e passione, cercando di dare più “vitalità” alla nostra Reggio. In un momento così delicato per l’intera società è fondamentale creare aggregazione favorendo e stimolando la vivacità di un intero quartiere, nel caso di Medials, si muove un’intera città.

Nonostante questi grandi successi, l’amministrazione comunale e la Fondazione dello Sport hanno pensato bene di revocare la convenzione fatta con Medials per l’utilizzo del Mirabello per dare in gestione lo stadio esclusivamente per attività sportive.

Una volta tanto che un privato ha deciso di investire nelle attività culturali in una zona della città al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale, e senza oneri per le martoriate casse pubbliche, il Comune gli toglie gli spazi! Con che faccia, poi, viene a parlare di percorso partecipativo e rivolge un appello ai privati ad investire sulla zona del Mirabello?
Se questa amministrazione vuole davvero investire sul Mirabello, lasci lo spazio a chi, da anni, lavora e investe sul territorio, spesso rimettendoci anche dei soldi (come per la pulizia da guano e topi morti a spese di Medials) per dare, finalmente, un motivo per giovani e meno giovani, reggiani e non, di vivere finalmente a pieno la propria città e il proprio quartiere.

Davide Valeriani
Consigliere Circoscrizione Nordest

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest

Alessandro Marmiroli
Consigliere Circoscrizione Sud

Matteo Olivieri
Consigliere Comunale

Chiude l’Informagiovani, proprio bravo Delrio!

Scritto il 25 giugno 2010 da

Il silenzio del palazzo sulla chiusura dell’Informagiovani. L’evidente imbarazzo di Graziano da Canali sulla chiusura di uno dei pochi riferimenti per i giovani, e non solo. In un anno di Consiglio, con la porta del nostro ufficio in faccia a quella dell’Informagiovani, abbiamo visto ondate di persone usufruire di questo servizio. Servono soldi? Un Assessore in meno e siamo a cavallo.

La notizia che l’ufficio Informagiovanidi via Farini sarà chiuso è ormai certa, nonostante il carattere semiufficiale dovuto forse all’evidente imbarazzo della Giunta, e trova la nostra Lista Civica assolutamente contraria per motivi ben precisi.

Da un anno condividiamo lo stesso piano nel Palazzo del Comune con l’ufficio Informagiovani, in un ufficio diviso con altri gruppi consiliari. Possiamo testimoniare che il servizio offerto è di assoluta popolarità, c’è la fila ad ogni ora nei giorni di apertura, con tantissimi giovani e meno giovani.

I servizi offerti sono solo in parte informativi, di recente l’Ufficio sbriga anche alcune pratiche molto celermente, come quelle per garantire l’accesso ad internet a tutti i cittadini. In generale è un unicum perché punto libero ed organizzato per fornire indicazioni utili a fasce d’età che sono difficilmente intercettabili ai giorni d’oggi, adolescenti e giovani.

E’ impressione comune, in città, che ci sia un buco relazionale gravissimo tra l’Amministrazione, e la società “dei grandi” in genere, e la fascia d’età dai 13 ai 19 anni. Togliere anche questa finestra vuol dire aver perso il controllo di cosa e chi si amministra, il che non ci stupisce.

Servono soldi? Bene: a casa un Assessore, un Vicesindaco, e lasciamo l’unico servizio comunale che con costanza lavora con i giovani a Reggio, aperto al pubblico, utile e frequentatissimo. Soldi sicuramente spesi meglio.

Teniamo in vita ciò che ci tiene al passo con le grandi città.

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“I Reggiani per esempio”, i buchi del bandone

Scritto il 20 giugno 2010 da

Un megabando ha fagocitato la Cultura reggiana. Nato da un’ottima idea, metterà sullo stesso piano chi eccelle a livello nazionale con chi vuol provare per la prima volta. E nel bando mancano informazioni molto utili per chi intende compilare la domanda, che servono a fare calcoli al risparmio dei soldi necessari . Leggi i dettagli.

Buona idea quella alla base del bandone, “I Reggiani per esempio”, far emergere le potenzialità di volontariato ancora inespresse e premiare le idee dei cittadini, e al cui interno è finito di tutto: cultura, sport, nuove idee per servizi sociali, chi più ne ha più ne metta.

In queste settimane abbiamo partecipato a tutte le riunioni, siamo stati persino costretti a convocare un’apposita Commissione Consiliare dopo un mese dalla pubblicazione del bando, e sono emerse perplessità sia dalla maggioranza che dalle opposizioni, che sono solo la punta dell’iceberg di ciò che è emerso nel mondo della cultura reggiano.

1 – Importante informazione mancante nel bando: chi presenta la domanda attraverso apposito modulo, è tenuto a compilare un piccolo prospetto economico-finanziario, ma da nessuna parte del bando si specifica che le iniziative patrocinate dal Comune hanno accesso all’affitto gratuito dei beni mobili del Comune stesso (Palchi, tavoli, sedie, pedane, transenne). Quindi, nel presentare la domanda, i cittadini e le associazioni possono scalare queste importanti voci. Così è specificato nel Regolamento dei beni mobili comunali, art. 6

Lo stesso vale per le sale delle circoscrizioni, in base al Regolamento dei Consigli di Circoscrizione Art 13 punto g, in cui si dice che la Circoscrizione può concedere a titolo gratuito le sale.

2 – La cultura è messa tutta sullo stesso piano senza considerare l’esperienza. Non c’è un criterio che premia l’esperienza maturata negli anni con iniziative culturali di respiro anche nazionale e internazionale. La domanda è stata rivolta in Commissione all’Assessore Maramotti che ha risposto “c’è il criterio Qualità del Progetto”. Ma tale criterio viene valutato per tutti da una breve descrizione di 300 parole.

Se da un lato si vogliono fare emergere nuove proposte e dar loro una possibilità, dall’altro esiste chi ha dimostrato di saper lavorare molto bene. Sarebbe stato quindi più idonea una separazione su due binari, da una parte la cultura in cui si premiano le eccellenze consolidate e dall’altra il bandone, per le energie inespresse. Invece da ormai 12 mesi viene detto a tutti gli attori culturali della città che per avere i soldi devono partecipare al bandone, segno evidente che tutti sono stati messi sullo stesso piano senza alcun riconoscimento del lavoro svolto. E questo, in città, è risaputo!!

3 – Altro buco, il Teatro dell’Orologio. Nel bandone, al punto 2.b, è inserita la voce relativa ai Progetti presso il Teatro Piccolo Orologio. Da nessuna parte è specificato però che cosa intendeva l’Amministrazione per Progetti legati al Teatro, e le Associazioni lo hanno scoperto solo a 20 giorni dalla scadenza del bando. Si intendeva la gestione del Teatro, e questo non è scritto da nessuno parte. Così l’Amministrazione ha prodotto in extremis, questa settimana, un “mini-bandino” per il Teatro Piccolo Orologio in cui vengono date le informazioni necessarie, con un grave ritardo per i presentatori le domande. E che peraltro non è pubblicato ma viene consegnato a mano agli interessati.

4 – Gli spazi che servono a favorire le attività. La maniera più semplice per favorire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni, per consentire a chi non ha avuto possibilità in passato e deve essere messo in condizione di operare, è garantire spazi gratuiti o basso costo dove svolgere le attività. Nessun accenno nel bando, pertanto i soldi che verranno dati ai vincitori vanno decurtati del costo di affitto degli spazi, mentre agendo sulla disponibilità degli spazi il Comune avrebbe speso meno e reso un servizio ancor più efficace. E soprattutto si inserisce una forte discriminazione: chi ha già a disposizione degli spazi a cui appoggiarsi sarà nettamente favorito sia nella presentazione della domanda e dell’allegato prospetto economico, che nella riuscita stessa dell’iniziativa, potendo destinare tutti i fondi al progetto in se stesso (esempio:parrocchie).

Il Comune avrebbe potuto riservare ampia disponibilità di immobili a questo bando, anche queli di grande valore architettonico, allargando la base dei locali a disposizione che attualmente sono previsti, e che in genere sono solo le sale delle circoscrizioni, come detto in precedenza.

I Reggiani avrebbero bisogno di più chiarezza, per esempio.