Facciamoci furbi

Scritto il 6 dicembre 2011 da

Pubblichiamo la lettera di un nostro lettore, Giuliano Musi, che consiglia una protesta contro il dilagare della crisi economica e morale. Facciamoci furbi!

Per i nostri Figli, i nostri Padri ed i nostri Nonni, PROTESTIAMO INSIEME

Per avere :

a) Politici puliti e con stipendi nella media Europea

b) Imprenditori nazionalisti ed attenti all’ambiente

c) Sindaci attivi vicini ai Cittadini ed alla loro Sicurezza

d) Chiesa morale  che condanna la mafia ed aiuta in modo pratico i bisognosi

 1) TELEVISIONE SPENTA. Dobbiamo parlare, ragionare e confrontarci, non essere manipolati e trattati come pecoroni consumatori (NO anche alle riviste ed ai quotidiani falsi finanziati dai partiti)

2) CONTI CORRENTI AL MINIMO. Dobbiamo togliere il potere alle Banche ed investire in Progetti per l’Ambiente e Servizi utili nel Sociale (NO anche a tutte le altre forme di investimento bancario)

3) RIDUZIONE DEI CONSUMI. Dobbiamo dare importanza all’indispensabile, non al superfluo (NO anche all’utilizzo sfrenato dell’automobile ed al continuo cambio del cellulare)

Iniziamo questa PROTESTA SILENZIOSA INSIEME a partire da LUNEDI’ 19 DICEMBRE 2011 ?

Portiamo questa PROTESTA GRIDATA INSIEME a Roma in GENNAIO 2012 ?

PER FAVORE SVEGLIAMOCI !!!!

 

Tagli al sociale ed azioni IREN, Farmacie spolpate come una cozza

Scritto il 18 luglio 2011 da

Proprio nel momento di maggior bisogno, a fronte della crisi economica , i fondi per il sociale del Comune di Reggio subiscono drammatici tagli.

In sede di Bilancio 2011 abbiamo provato a lanciare l’allarme e ad attaccarci una pezza per alleviare il nuovo taglio di un milione e mezzo nel 2011, ma senza successo.

L’Assessore Matteo Sassi continua a ripetere che i tagli sono solo “nominali”, in quanto bilanciati da maggiori esborsi per il sociale da parte delle Farmacie Comunali Riunite, che gestiscono la maggior parte dei servizi per conto del Comune, contribuendo con i propri utili.

Ebbene, la politica miope della Giunta e di Sassi va a seccare l’importante fonte di FCR, mettendo un’ipoteca sul futuro. Quei tagli nominali si chiamano debitori FCR, totalmente controllata dal Comune, quindi debito del Comune.

I trasferimenti del Comune ad FCR per servizi sociali sono diminuiti da 3 milioni 280 mila euro del 2008 a 1 milione 880 mila euro del 2010, e caleranno drasticamente ancora nel 2011 di circa 1 milione i euro. In sintesi, un calo del 74% in 3 anni.

Gli effetti sono già visibili: per la prima volta FCR è in rosso nel 2010, di ben 900.000 mila euro, e il rosso si approfondirà nel 2011 proprio per i minori trasferimenti del Comune, che vengono coperti da FCR (il famoso taglio “nominale” di Matteo Sassi si chiama debito, di FCR).

Non basta: se da un lato indebitandosi per coprire i fabbisogni sociali FCR persegue un suo obiettivo, questo non si può dire per l’ulteriore tegola che ricadrà sull’azienda, “costretta a comprare” 10 milioni di azioni IREN a partire da quest’anno.

Questo contro un parere legale dello Studio Legale Pagliari-Sollini, chiamati ad esprimersi per conto di FCR sull’operazione di acquisto delle azioni IREN. Il Comune sta infatti rifilando 10 milioni di azioni IREN a FCR, operazione con cui estinguere una parte del debito e liberare risorse per pagare i fornitori. Il parere è chiaramente contrario a questa operazione, arrivando a dire:

Or bene, mi sembra di tutta evidenza che codeste Farmacie non possono realizzare un investimento azionario come investimento a se stante

FCR sarò in rosso nel 2010 e nel 2011, e un rosso nel 2012, con le attuali normative, determinerà l’obbligo di dimissioni per gli attuali vertici dell’azienda e impedirà al Comune di ripianare i bilanci. Infatti gli Enti locali non possono più mettere un euro in società pubbliche che perdono per 3 anni consecutivi.

Giudizio politico: le lacrime e sangue imposte dal Governo di fronte ad un fallimento dello Stato ampiamente annunciato sono a noi ben note, così come il fatto che non sono stati toccati i privilegi della Casta, e su questo concordiamo con l’Assessore Sassi. A cui ricordiamo che il capo del suo Partito Vendola è il governatore di Regione meglio pagato in Italia con 24.619,94 euro al mese.

La scelta di scaricare su FCR sia il debito per il sociale che il debito per le azioni IREN è da irresponsabili: significa a tutti gli effetti liquidare l’azienda. Si secca il ramo più fruttifero del Comune, che sosteneva i servizi sociali, e poi cosa rimarrà? Che senso ha indebitarsi senza prospettive per perdere definitivamente una fonte indispensabile di denaro per il futuro?
Come mai non si è voluto tagliare da una voce del Bilancio Comunale in crescita di 600.000 euro, sotto il nome generico di “Altri servizi Generali” in parte sotto la Direzione Generale, per rimpinguare i fondi al sociale in calo verticale da anni?

Fondi sociali, ancora balle. Delrio e Sassi(Vendola) dicano la verità

Scritto il 13 maggio 2011 da

Il bilancio preventivo presenta un taglio di ben 1.527.388,10 euro, pari al 22% rispetto all’anno precedente. Dopo aver respinto un emendamento di Reggio 5 Stelle, il Sindaco gioca coi numeri.

Se a Bologna un taglio di un milione e mezzo di euro ai servizi sociali ha fatto scendere in piazza le persone, a Reggio abbiamo un Sindaco che, a fronte di un medesimo taglio tra il bilancio preventivo 2010 e quello 2011, canta addittura vittoria.
E’ quindi il caso di ricordare che la riduzione della spesa per la Prestazione di Servizi di ben 1.527.388,10 euro, pari al 22% rispetto all’anno precedente, e specificatamente alla voce dei Servizi sociali (ASSISTENZA, BENEFICENZA E SERVIZI DIVERSI ALLA PERSONA) , ossia quelli rivolti ad  affrontare il disagio, non solo economico, di singoli e famiglie.
Ricordiamo che la Giunta ha dato fumose promesse di reintegro dei fondi, indicando anche in FCR la vacca da mungere, che però è già stata strizzata con la vicenda dei 10 milioni di azioni IREN.
Al momento l’unico aumento credibile pare essere quello dei buoni pasto, e naturalmente speriamo che in corso d’anno possano tornare fondi da qualche altra parte.
E’ però grottesco leggere annunci di trionfi che non esistono.
Approfitteremo lunedì, in occasione della revisione al bilancio preventivo, per riproporre l’emendamento che ci fu bocciato in occasione  dell’approvazione del Bilancio Preventivo 2011.

High-Tech e rinnovabili non sono priorità nel futuro di Reggio

Scritto il 19 aprile 2011 da

Il documento di indirizzo del POC oggi al voto dell’aula sembrava affetto da un lapsus: il Sindaco che parla di un futuro verde e ad alta tecnologia, ma nulla che favorisca l’insediarsi di aziende ad alto contenuto tecnologico.
Su questo ha fatto campagna elettorale Delrio, ma al dunque non risulta nulla tra le priorità che favorisca l’insediarsi di aziende ad alto contenuto tecnologico, specializzate nelle energie rinnovabili, nel rispamio idrico ed energetico, nella produzione di materiali eco compatibili. Vedere per credere: leggete il documento a pagina 31.

Tra le priorità risultano esigenze di imprese già esistenti, progetti di riqualificazione di tessuti esistenti e un generico riferimento alle nuove espansioni di Mancasale e Gavassa.

Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento, convinti che si trattasse di una svista, chiedendo che le aziende del futuro fossero favorite, e questo è fondamentale nel realizzare i loro impianti o nell’occupare aree soggette e riqualificazione, così come nei compiti del POC.

Il PD si è opposto svelando il giochino. Il Consigliere Roberto Salsi ha dato una complicata spiegazione di come “dobbiamo prendere tempo per fare queste cose”. Alla fine il messaggio è chiaro: a Reggio tante parole di Sindaco e Giunta che valgono nulla, con loro il futuro è peggio del passato.

Testo dell’emendamento respinto.

Allegato documento di indirizzi al POC  Delibera 4  – PG 5168 – “Indirizzi POC”*

EMENDAMENTO (progr. LCR5S 11)

A pag. 31, dopo il quarto capoverso,

aggiungere il presente:

“Interventi che interessano l’insediamento di attività produttive ad alto contenuto tecnologico o attive nei più avanzati settori ambientali come la produzione di sistemi per energie  rinnovabili, riciclo dei rifiuti, risparmio idrico, risparmio energetico e produzione di materiali a basso impatto ambientale”

Circoscrizioni. Bonificare amianto installando fotovoltaico.

Scritto il 8 marzo 2011 da

Nel nostro territorio sono numerosi gli edifici, pubblici e privati, contenenti amianto, soprattutto nei tetti, come dimostra la mappatura degli edifici pubblici diffusa dalla regione Emilia Romagna. Tra questi, ci sono edifici molto frequentati, come ospedali, scuole, palestre, asili, ed alcuni sono gestiti dalle circoscrizioni.

In tutta Italia si stanno moltiplicando le iniziative di pubblico e privato per agevolare e incentivare la bonifica dell’amianto e, tra queste, c’è quella di installare impianti fotovoltaici oltre bonificando il tetto. Questo garantisce un incremento del 10% dei benefit del conto energia2011.

Queste politiche non solo tutelano la salute dei cittadini, ma creano posti di lavoro e permettono di rendere più efficienti gli immobili pubblici e privati abbattendo i costi energetici ed ambientali, liberando ulteriori risorse da investire per i cittadini e per le aziende. Il tutto è possibile anche a costo zero per l’amministrazione (e non ci stancheremo mai di ripeterlo), grazie alle ESCO (Energy Service Companies), che effettuano i lavori a loro spese in cambio del diritto di superficie (tetto) finché non si ripagano i lavori: l’amministrazione comunale continua a pagare la propria bolletta elettrica (avendo però bonificato il tetto) e, dopo alcuni anni, torna proprietaria (e destinataria degli utili) del proprio tetto.

Chiediamo pertanto alle circoscrizioni che si attivino per promuovere iniziative di questo tipo sui propri edifici, al fine di garantire una maggior sicurezza per le persone e per l’ambiente.

Di seguito il testo dell’interpellanza:

INTERPELLANZA. Bonificare l’amianto ed installare pannelli solari

Premesso che:
l’utilizzo dell’amianto è fuorilegge in Italia dal 1992.
Questo minerale rappresenta un pericolo per la salute e per la vita stessa dei cittadini.
Le fibre di cui è costituito possono essere presenti in ambienti di lavoro come scuole, asili ed ospedali, e se inalate anche in dosi bassissime, possono provocare malattie mortali anche dopo pochi anni, come per il carcinoma polmonare.

Considerato che:
la mappatura degli edifici pubblici diffusa dalla regione Emilia Romagna mostra i siti da bonificare. Tra questi ci sono edifici molto frequentati della nostra circoscrizione, come scuole e palestre.

Il regolamento delle circoscrizioni prevede la gestione di impianti sportivi (art. 13.1 lettera c) e la manutenzione ordinaria di edifici pubblici e arredo urbano (art 13.1 lettera e).

Ad oggi si moltiplicano le iniziative ed aumentano gli incentivi per chi bonifica amianto ed installa impianti fotovoltaici, sia per il pubblico che per i privati:
- il conto energia 2011 prevede un aumento del 10% degli incentivi per chi installa pannelli solari bonificando i tetti in amianto;
- la regione Emilia Romagna ha pubblicato un bando da 9 milioni di euro per agevolare le PMI a sostituire l’amianto;
- il Comune di Reggio Emilia ha previsto 5 milioni di euro nel bilancio per il fotovoltaico;
- Legambiente ha promosso l’iniziativa Provincia Eternit Free, alla quale hanno aderito molti comuni e provincie d’Italia (Torino, Roma, Regione Marche), che prevede la possibilità di bonificare ed installare i pannelli fotovoltaici a costo zero per l’ente (cessione del diritto di superficie alla ditta che esegue i lavori fino al recupero dei costi).

Queste politiche non solo tutelano la salute dei cittadini, ma creano posti di lavoro e permettono di rendere più efficienti gli immobili pubblici e privati abbattendo i costi energetici ed ambientali, liberando ulteriori risorse da investire per i cittadini e per le aziende.

L’interrogante chiede alla Presidente della Circoscrizione:
- se è disponibile un elenco di edifici pubblici della circoscrizione contenenti amianto e, se si, di metterlo a disposizione del consiglio;
- se non ritiene opportuno richiedere un intervento del Comune per gli edifici del territorio circoscrizionale contenenti amianto;
- se non ritiene opportuno sollecitare l’amministrazione provinciale e comunale ad aderire alla campagna Ethernit Free.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest

Alessandro Marmiroli
Consigliere Circoscrizione Sud

Davide Valeriani
Consigliere Circoscrizione Nordest

Respinta la mozione a favore dei senza tetto. Partiti sordi!

Scritto il 30 gennaio 2011 da

Usare gli edifici pubblici non utilizzati per dare un tetto provvisorio a chi non ce l’ha, sul modello dell’anti-craak olandese. Respinta la mozione di Reggio 5 Stelle, coi Partiti sordi ad una proposta di buon senso e con potenziali vantaggi economici. Ora ci vadano loro a parlare coi senza tetto, ammesso che nel loro mondo dorato abbiano l’occasione di incontrarle queste persone.

La mozione, presentata alcuni mesi fa per far fronte all’emergenza di chi, per disagio sociale cronico e per la crisi economica, un tetto non ce l’ha, ha il pregio di correggere alcune distorsioni dell’attuale sistema. Edifici pubblici inutilizzati, come le Case Cantoniere della Provincia, vengono messe all’asta e le aste vengono regolarmente disertate. Questo è frutto di un mercato comletamente fermo, e siccome ad ogni asta il prezzo di base si abbassa, stiamo perdendo centinaia di migliaia di euro per la miopia dei nostri governanti locali.

Da circa 40 anni, in Olanda, si è assistito ad un meccanismo di utilizzi temporanei per l’utilizzo degli immobili a senza tetto, studenti, avventori che necessitavano per brevi periodi di una sistemazione a basso o bassissimo costo, regolate da Associazioni ed altre Organizzazioni che si sono fatte carico della corretta gestione comune degli immobili, coinvolgendo gli inquilini nella condivisione delle incombenze gestionali, dei costi, del quieto vivere, del rispetto dell’immobile concesso.

Niente da fare: il consigliere del PDL Eboli si è addirittura arrampicato su ciò che non era scritto in mozione, inventandosi di sana pianta che si chiedeva di ristrutturare gli immobili. Neanche avesse dovuto giustificare un appartamento per Ruby, ha dato sfoggio della falsità di una classe politica incompetente e miope.

Quando la politica crea posti di lavoro.

Scritto il 13 gennaio 2011 da


L’umanità ha da sempre rincorso la speranza di un “mondo migliore” anche a costo di compiere sacrifici enormi. Il lavoro degli uomini in questi ultimi decenni, ha prodotto costi altissimi per l’intera comunità e maggiore disoccupazione (questo è il progresso?). Siamo costretti a pagare spese insostenibili per riparare i danni di politiche assurde. Per “cambiare” ancora oggi ci propongono lo stesso metodo che ci ha mandato in crisi con l’aggiunta di qualche parolina salvacondotta. Sostenibilità, stabilità, crescita etc..etc.

Ma le idee per un mondo migliore esistono, bisogna copiarle non ignorarle.

L’energia prodotta dalle rinnovabili, la bioedilizia, il riciclo dei rifiuti, insomma, tutti i lavori verdi creano più posti di lavoro e sicuri rispetto al duopolio petrolio/cemento. In Francia il fotovoltaico crea un posto di lavoro ogni 90 minuti e le associazioni di categoria stimano altri 50.000 posti di lavoro entro il 2020. La Germania nell’anno 2005 ha creato impianti fotovoltaici per 300 MWp e si colloca ai primi posti per numero di occupati nel settore. In italia “u’ paese dò sole” nello stesso anno siamo arrivati addirittura a 24 MWp. Siamo straordinari, ce la possiamo fare.
Sempre in Germania, in due anni il settore dell’edilizia è stato in parte riconvertito e reso più “verde” e con i sui 200.000 Bio interventi su altrettanti appartamenti ha creato 25.000 nuovi posti di lavoro e ne ha salvati 116.000, nonostante il settore edilizio fosse in recessione.

La produzione di celle al silicio per fotovoltaico è ancora in mano a poche aziende sparse in tutto il mondo e la domanda è in fortissima crescita. Il lavoro c’è e la politica non può dormire o per meglio dire, la politica non può difendere gli interessi di pochissimi notabili. Sempre gli stessi. Basta.
Ecco perché vogliamo riconvertire le aziende a rischio e non prolungare la cassa integrazione perché le persone vogliono lavorare non essere “assistite”. (Vedi nostra proposta per le ceramiche reggiane). Questa è la strada giusta.

Mentre il tg5 mostra all’italia intera come a Napoli i cittadini non fanno la raccolta differenziata, dove la politica ha saputo dare una risposta concreta (porta a porta) i napoletani ecco come rispondono:
Napoli: quartiere Chiaiano (si, il quartiere delle proteste) 24.000 abitanti ha raggiunto il 73% di raccolta differenziata. Quartiere Bagnoli in soli due anni 91.000 Napoletani sono arrivati a differenziare fino al 91% dei rifiuti. Stessi dati per altri 5 quartieri. Dove vige la regola del cassonetto stradale i risultati li conosce il mondo intero. Ma di Bagnoli in TV, nessuna traccia. Ecco il video. E Reggio abbandona il porta a porta. Ce la possiamo fare.

Secondo il CONAI (consorzio nazionale imballaggi) la filiera del riciclo crea 15 (quindici) posti di lavoro per ogni posto creato dall’inceneritore. Quindici a uno per la nostra politica.

Il Movimento 5 stelle vuole “spostare” gli investimenti per creare lavoro sicuro che duri nel tempo. Più di 3 milioni di euro destinati a mega bruciatori saranno investiti per creare impianti fotovoltaici e impianti di compostaggio sulle montagne reggiane. Abbiamo creato un vero e proprio piano energetico per quella zona DeTutinizzata (Filippi meglio non si faccia vedere, sarebbe travolto da una valanga di risate).

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

Riconvertiamo le ex ceramiche al riciclo e ai pannelli solari.

Scritto il 14 ottobre 2010 da


Questo è il succo della “proposta” avanzata in Regione da Favia Movimento 5 Stelle Emilia Romagna:

Non si può solo ragionare in termini di ammortizzatori sociali perché se si fa solo assistenzialismo senza cambiare il tessuto produttivo un giorno ci troveremo senza nulla, il futuro del distretto ceramico di Scandiano, Casalgrande, Sassuolo e anche altre zone in regione, non sarà più come prima e quindi è necessario riconvertire parte della nostra economia per creare e salvare posti di lavoro.

Pensiamo ai centri riciclo dei rifiuti come quelli più avanzati, ma anche per una riconversione più adatta nel settore delle rinnovabili, della ricerca e del fotovoltaico. Un progetto sostenuto anche da diversi tecnici della Regione e dallo stesso assessore in regione alle attività produttive Muzzarelli è quello di creare una raffineria di silicio che serva l’industria del fotovoltaico.

Attendiamo fiduciosi gli sviluppi.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it