
Mi chiamo Maria Petronio, sono nata a Lerici (SP) nel 1961.
Ho un diploma di disegnatrice e stilista di moda, ho frequentato per qualche tempo l’università di Parma e poi ho finalmente lavorato presso studi stilistici come impiegata interna, e negli ultimi anni solo per consulenze esterne. L’ultima consulenza risale a febbraio 2008, ragion per cui forse più che casalinga dovrei definirmi disoccupata…
Negli ultimi dodici anni la politica, vista come impegno personale per risolvere i tanti problemi sociali, è tra le mie priorità. Ho mosso diverse interrogazioni regionali, pur restando dietro le quinte, per il giro enorme di denaro pubblico destinato non ai disabili ma ai loro burocrati; ho lottato per aiutare famiglie meridionali al diritto alla casa, lavoro ed asilo per i figli, affinchè queste persone non finissero per essere ignorati da un sistema che pare avere sensibilità solo per gli stranieri.
Per i miei trascorsi familiari trovo ingiustificabile l’incremento delle patologie tumorali, soprattutto dei bambini, per cui documentandomi sul web ho capito come questo viaggi di pari passo all’inquinamento industriale.
Ho promosso diverse interrogazioni regionali: sulla pessima gestione del trattamento e recupero dei fanghi reflui urbani, sull’utilizzo di scorie di inceneritore ed altri rifiuti speciali o pericolosi per la TAV MI-Bo, per il pericoloso veicolarsi nell’atmosfera di nanopolveri industriali nella filiera della produzione di cemento, calcestruzzi e inerti nei vari cantieri della nostra regione; interrogazione comunale che riguardava l’incidenza dei tumori della tiroide a seguito dell’incenerimento delle farine e carcasse affette da BSE nell’impianto di Cavazzoli, diverse lettere e sollecitazioni a vari esponenti politici perchè fosse fatta chiarezza sui dati epidemiologici, spiegazioni mai avute sul cluster di tumori e leucemie per Lentigione_Brescello-Sorbolo, o per l’aumento delle malformazioni congenite neonatali leucemie e tumori del SNC a carico di bambini dagli 0-14 anni nei comuni di montagna, e ancora il perchè di un termovalorizzatore nei pressi di Correggio, dove già la chimica ed i linfomi NH fanno già da padroni…
La bozza di un esposto per i danni subiti dai reggiani negli anni in cui l’inceneritore di Reggio ha emesso nanoparticolato cancerogeno, mutageno e teratogeno… Per ultima la recente battaglia contro l’elettrosmog e le antenne Vodafone a Montecchio.