Riconvertire spreco TAV per azioni utili: bocciato!

Scritto il 27 settembre 2011 da

200.000 euro per attività di accompagnamento e diffusione dei lavori” della stazione TAV, in pratica pubblicità: plastici piazzati in centro storico, visite guidate in centro storico, quando la stazione è a Mancasale. Abbiamo già denunciato quello che per noi è uno spreco alcuni giorni fa. Approfittando dell’assestamento di Bilancio, abbiamo presentato un’ordine del giorno per chiedere che quei soldi venissero riconvertiti in attività più utili. Bisogna accompagnare? Si potenzi la linea di bus verso Mancasale, così chi ci passa vedrà la Stazione. Si deve fare pubblicità? Si diano i soldi alle biblioteche per allestire le mostre, e si sostengano al contempo le attività istituzionali. Nulla. Scuse da bar del consigliere PD Capelli, ed è intervenuto addirittura il sindaco per dire che, siccome la stazione sarà così utile che molti potrebbero non conoscerne l’esistenza, si faranno cartelloni lungo l’autostrada. Insomma, come dicono a Parigi, chiagni e fotti.

Nessuna fantasia: utilizzare quei 200.000 euro per potenziare le linee di autobus verso Mancasale, o per sostenere attività delle biblioteche, concentrandovi le iniziative di promozione della Stazione Tav e sostenendo le attività consuete. No: per il consigliere Capelli non si può , ed anche per tutti gli altri. Un solo voto favorevole ( Reggio 5 Stelle), astenuti Lega Pdl e Udc.  Non e’ possibile cambiare l’accordo? Balle. Preferiscono fallire piuttosto di ammettere uno spreco. Se e’ così affondino da soli, la città ha bisogno di coraggio. Quando si è trattato di far comprare alle Farmacie azioni di Borsa non ci hanno pensato due volte.

Ecco il testo dell’ordine del giorno:

Premesso che:
- in base ad accordi multilaterali tra Comune, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Regione ed altri Enti, Rfi erogherà 200.000 euro all’Amministrazione Comunale di Reggio per servizi di promozione della stazione Mediopadana;

Ritenuto che:
- l’opera in oggetto, se rispetterà le attese, non avrà bisogno di 200.000 euro per essere promossa e fatta conoscere ai cittadini;

Il Consiglio impegna la Giunta:
- ad elaborare una proposta di modifica all’accordo con Rfi, Regione ed altri soggetti, al fine di convogliare i 200.000 euro verso attività più legate ai servizi essenziali erogati dal Comune

Il Non-Manifesto: Codigoro si supera

Scritto il 6 maggio 2011 da

Risparmiare sui costi della politica e donare il resto all’Hospice. Succede a Codigoro, dove il 22enne candidato sindaco Andrea Castagnoli ha dimostrato come si può fare politica davvero con poco, dimostrando subito come governerebbe il MoVimento 5 Stelle.

Sono stato a Codigoro 2 settimane fa, per una serata in cui si discuteva il problema della criminalità organizzata. Uno splendido gruppo di ragazze e ragazzi ha riempito una piazzetta, nel piccolo Paese di poche migliaia di abitanti, dove l’acqua è ancora pubblica. Grande la preparazione e la competenza dei candidati: il MoVimento 5 Stelle non finisce mai di stupire.

Un grande in bocca al lupo a Codigoro 5 Stelle.

Sei esperto di personale o controllo di gestione? Partecipa al bando pubblico per valutare i dirigenti comunali!

Scritto il 13 aprile 2011 da

Una formidabile occasione per contribuire, da cittadini – professionisti, al controllo dell’efficienza e del rigore del nostro Comune. E’ un bando pubblico per selezionare 3 figure che, a norma di legge, costituiranno l’organismo indipendente di valutazione dei dirigenti comunali. Si cercano esperti in tecniche di gestione e valutazione del personale, della pianificazione e controllo di gestione, della misurazione e valutazione della performance. Importante: Fuori la Casta! Infatti non può partecipare chi riveste incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici (politici e partitocrati) o in organizzazioni sindacali (sindacalisti) ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni (Fuori la Casta), ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o che abbiano avuto simili rapporti nei 3 anni precedenti la designazione. Per questo è importante che quanti più professionisti del settore partecipino. E’ molto importante. Sfoderate il vostro senso civico!

Il Bando è pubblicato qui, da qui si può invece scaricare il modulo della domanda.

Capelli-PD:”Coi tagli dobbiamo rispondere al citofono”

Scritto il 25 marzo 2011 da

Ci si aspettava una dichiarazione di alta politica, quella conclusiva del PD sulla votazione al Bilancio. E invece, affidato ad Andrea Capelli, c’è un esempio di cosa hanno comportato i tagli al Bilancio: “Quando facciamo le riunioni di maggioranza, dopo le 10 di sera dobbiamo andare ad aprire la porta da soli, se qualcuno suona al citofono, perchè non c’è abbastanza personale“.

Per un Partito che ha una sede ogni 500 metri, bisogna avere la faccia come qualcos’altro per portare simili esempi. E intanto si nascondono i tagli veri.

Una maratona di tre giorni con thriller finale: a cosa si riferisce il Sindaco Delrio quando parla di carne viva della città sottoposta a tagli?

Il quadro è ora chiaro: si chiamano Servizi Sociali, in un momento drammatico in cui, a fronte di un ammanco di 1 milione 527 mila euro, il quadro per reintegrare quei soldi in corso d’anno è sconsolante, nonostante Sindaco, Assessore Matteo Sassi e capogruppo PD Luca Vecchi abbiano montato una imponente macchina per non far trapelare il fattaccio.

Quest’anno assisteremo all’esplosione del disagio sociale, che coinciderà con la fine della Cassa Integrazione Straordinaria per molti lavoratori, e con la mancanza di reddito per molte famiglie. Recenti fatti dimostrano come la disperazione sta montando in larghe fasce sociali, e bisognava essere preparati, ma non è così.

Per respingere un emendamento di buon senso di Reggio 5 Stelle, che reintegrava 300 mila euro ai Servizi Sociali, il governo di questa città ha prodotto una serie di opzioni che appaiono davvero una presa in giro.

Si comincia con minori trasferimenti alle Farmacie Comunali, storicamente impegnate a sostenere coi propri utili l’assistenza, che obbligherebbero le Farmacie stesse ad un maggior impegno in corso d’anno. Tutto ciò appare grottesco di fronte al debito che FCR si accollerà per l’acquisto delle azioni IREN e per l’assottigliamento dei margini più volte enunciato dal Presidente Colosimo.

Ma la volontà di nascondere l’evidenza si è tradotta in una bocciatura di un nostro ordine del giorno che esprimeva “viva preoccupazione per gli effetti del trasferimento delle azioni IREN” sulle prestazioni di FCR in campo sociale ed assistenziale.

La formula del Bilancio 2011 risulta pertanto questa: per pagare le imprese (obiettivo nobile e condivisibile) si scaricano debiti su FCR, che non sarà quindi in grado di integrare il sistema di Welfare reggiano.

Poi spuntano soldi che dovrebbero dalla vendita degli immobili delle ex ATO, le Autorità d’Ambito di fatto soppresse. Esistono immobili pubblici che sono in vendita da anni, basti pensare alla Torre del Giglio, senza nemmeno l’ombra di un acquirente! Si possono davvero affidare bisogni urgenti della popolazione a potenziali vendite di immobili pubblici, nel breve termine?

Infine, il taglio secco di 300.000 euro, quello che a conti fatti sarebbe comunque rimasto scoperto anche di fronte alle fantasiose ipotesi di Giunta e maggioranza, che vota contro ad un nostro emendamento per reintegrare almeno quella cifra.

Non è un caso che Luca Vecchi del PD abbia esercitato una forte pressione sul consigliere di Sinistra e Libertà, il vendoliano Pierino Nasuti, con l’intento di non farlo votare sull’emendamento di Reggio 5 Stelle, peraltro riuscendoci. Difficile giustificare che il Partito di Vendola taglia, con il suo Assessore e con la sua maggioranza, proprio sul sociale.

Nel frattempo viene respinto un nostro ordine del giorno che chiedeva di semplificare la catena dei Dirigenti comunali, eliminando qualche figura di vertice, laddove tra Direttore Generale e Direttori d’Area si parla di 560.000 euro all’anno.

Pochi 250 euro per chi imbratta i muri

Scritto il 23 marzo 2011 da
In tempi di crisi e con le finanze comunali ridotte all’osso, fare sconti a chi imbratta i muri o perpetra atti vandalici contro edifici pubblici e privati è davvero un paradosso.
Eppure è quanto prevede la Giunta con una recente delibera, fissando a 250 euro le sanzioni per atti vandalici a danno di edifici pubblici e privati, quando il massimo consentito per legge è di 500 euro.
Lo Stato prevede che la sanzione amministrativa per le violazioni di regolamenti e ordinanze comunali possa variare a 25 a 500 euro. Una volta che si fissava la cifra, bisognava approfittarne per essere molto severi.
Fare i buoni con chi già agisce nell’ombra, colpendo vigliaccamente i beni e il decoro pubblici sembra un regalo che non ci si può permettere di questi tempi.
Vista la difficoltà di scoprire i colpevoli e verbalizzare le sanzioni, bisogna al più presto evitare che i costi del ripristino ricadano sulla comunità, specie quando sono edifici pubblici ad essere imbrattati
Alcuni casi recenti casi, come gli autobus nuovi di ACT vandalizzati nei primi giorni di utilizzo, o la Chiesa di San Giacomo e Filippo in via Roma, colpita da un imbrattarore dopo che un recente ripristino pagato dai fedeli.
Tutto ciò alla luce di un impegno recentemente preso in Consiglio Comunale, all’unanimità, su proposta del Consigliere Luca Damian dell’UDC, cioè quello di prevedere spazi appositi per i writers, consentendo la libera espressione artistica dei giovani senza compromettere beni pubblici o privati.
C’è tanto da fare cara Giunta Delrio, e l’ultima cosa è fare i buoni con i vandali.
Per questo presentiamo un Ordine del giorno in occasione del Bilancio. Ecco il testo.
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Ordine del giorno in merito all’aumento delle sanzioni per atti vandalici e deturpamento degli edifici

Premesso che:

  • con Delibera di Giunta 85 dell’ 8 marzo 2011 è stato fissato l’importo per le sanzioni per atti vandalici e deturpamento degli edifici a 250 euro;

Visto che:

  • la sanzione può variare da 25 a 500 euro, come stabilito dall’articolo 7-bis del D.lgs 267/2000 e smi;

Dato atto:

  • all’Amministrazione di aver contribuito ad un aumento rispetto alle sanzioni applicate per consuetudine, pari al doppio del minimo (50 euro) o ad un terzo del minimo;

Ritenuto che:

  • l’odiosa abitudine, che costituisce peraltro reato, non vada tollerata specie per i danni anche materiali che comporta e per la difficoltà di scoprire i colpevoli e verbalizzare le sanzioni;

  • gli importi per le sanzioni rappresentano una voce di entrata per le casse comunali;

Il Consiglio impegna la Giunta:

- ad aggiornare l’importo in misura fissa per le sanzioni amministrative per atti vandalici a danno di edifici pubblici e privati in euro 500,00.

9 per mille, unico piccolo deterrente contro la cementificazione

Scritto il 23 marzo 2011 da

Bilancio: si presenta un Ordine del giorno per continuare ad applicare, ed estendere, l’imposizione del 9 per mille di ICI sulle seconde case sfitte. E’ l’unico, piccolo deterrente contro la cementificazione: se applico un’ICI più alta sugli appartementi sfitti, scoraggio questa pratica ed evito che si costruiscono altre case altrove, con costi enormi per i cittadini.

Le aliquote che si pagano nel comune di Reggio possono essere visionate qui, nel testo della delibera. Di fondamentale, zero per la prima casa in cui il proprietario risiede, penalizzazione per immobili sfitti che colpisce severamente i grandi proprietari (a Reggio ci sono proprietari con centinaia di appartamenti), agevolazioni per anziani ed altri che sono costretti a lasciare l’immobile sfitto per cure mediche.

Coerentemente, abbiamo votato a favore della Delibera di previsione delle aliquote ICI (che sono rimaste invariate).

Ecco il testo dell’ordine del giorno, che verrà votato invece oggi con la Delibera del Regolamento per l’applicazione dell’ICI (burocrazia italica).

Reggio Emilia, 19 marzo 2011

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AD UNA PIU’ EFFICACE APPLICAZIONE DELL’ALIQUOTA DEL 9 PER MILLE ICI SUGLI IMMOBILI SOTTRATTI AL MERCATO DELLE LOCAZIONI

Premesso che:

  • alle abitazioni sfitte da almeno 2 anni è applicata un’aliquota ICI del 7 mille, alle abitazione sfitte da più di due anni il 9 per mille;
  • che già da anni vengono effettuati regolarmente i controlli sulle abitazioni sfitte, sebbene il disallineamento delle banche dati a disposizione del Comune non consente ancora l’applicazione di controlli automatici;
  • a ciò si aggiunge una limitazione normativa di forte ostacolo, che impedisce ad oggi l’imposizione del 9 per mille “ la sottrazione al mercato delle locazioni non sussiste nel caso di unità abitative autonome e formate, ad esempio, di 2 unità immobiliari tutte appartenenti al medesimo soggetto”, vale a dire di quelle abitazioni che sono formate da due appartamenti e separate da verde privato o cancello dalle altre;
  • tale limitazione, emersa da un rilievo ministeriale al Regolamento approvato dal Comune di Reggio, fa sì che l’imposizione del 9 per mille incida sugli appartamenti inseriti in condomini, che devono peraltro già sostenere maggiori costi rispetto per il pagamento delle spese comuni

Rilevato che:

  • in risposta all’interrogazione PG.17119 del 15/07/2009 veniva illustrato il percorso di aggiornamento delle anagrafi e dell’incrocio dei database comunali, consentendo di associare ciascun immobile ai residenti, da cui emerse la necessità di verifica su circa 600-700 immobili per errori nell’accatastamento degli immobili;

Ritenuto che:

  • scoraggiare la lunga permanenza degli immobili in condizioni di non occupazione è un’azione virtuosa, perseguita in Stati come la Gran Bretagna di lunga tradizione nel campo di un’efficace pianificazione urbanistica, in quanto evita di costruire nuovi immobili quando ve ne sono numerosi ancora inutilizzati;
  • la più estesa imposizione del 9 per mille costituisce un’azione positiva per le entrate comunali;

Il Consiglio impegna la Giunta a:

  • proseguire nell’azione di puntuale rilievo delle abitazioni sfitte per l’imposizione del 9 per mille di aliquota ICI;
  • proseguire nel completamento dell’incrocio tra dati anagrafici ed unità immobiliari;
  • effettuare un’ulteriore verifica sugli estremi normativi che consentano l’applicazione di un’aliquota più alta anche su 2 unità immobiliari tutte appartenenti al medesimo soggetto ed inserite in unità abitative autonome.

Bisanzio Emilia, tagliare un pò di dirigenti

Scritto il 23 marzo 2011 da
Bilancio: si chiede di eliminare Direttore generale o i Direttori d’Area. Un lusso in questo momento. Tra tagli al sociale e spericolate operazioni finanziarie per eliminare un milione di debito, la superstruttura costa 560936,85 euro all’anno e non viene toccata.
La dirigenza del Comune di Reggio si fregia della presenza di un Direttore Generale e di quattro Direttori d’Area. Ma è solo facoltà degli Enti prevedere queste figure. L’opportunità di prevederle entrambe è scelta politica, in rapporto alla necessità della struttura dell’Amministrazione.
E’ proprio per questo motivo che, tra le lacrime e il sangue, chiediamo che la struttura venga semplificata.
Tra i tagli ai Servizi Sociali (meno 1 milione e mezzo di euro) e il passaggio spericolato di 10 milioni di azioni IREN al FCR, la superstruttura non viene toccata. Un lusso che non ci si può permettere.
Quali funzioni hanno questi dirigenti?
Il Direttore Generalesovrintende alla gestione complessiva dell’Ente ed all’esercizio delle funzioni dirigenziali, coordina l’attività dei Direttori d’Area, perseguendo livelli ottimali d’efficacia ed efficienza
E cosa fanno i Direttori d’Area? “Il Direttore d’Area è responsabile del coordinamento delle strutture organizzative dell’Area, per il raggiungimento degli obiettivi assegnati dalla Giunta
Una ridda di coordinamenti che appare davvero eccessiva: la Giunta (composta di ben 12 elementi) indirizza e valuta i risultati ottenuti dai dirigenti, Il Direttore Generale coordina l’Attività dei Direttori d’Area, i Direttori d’Area coordinano gli altri dirigenti.
Ci sembra un dovere morale in questa fase di acuta crisi economica proporre una sempificazione di “Bisanzio Emilia”.
Nell’ordine del giorno presentato in occasione del Bilancio non indichiamo quali figure vanno tagliate, proprio per rispetto delle professionalità e dell’autonomia dell’Ente nella sua organizazzione interna. Ma è giunto il momento di metterci mano.

Il web chimera per Farmacie Riunite: trasparenza!

Scritto il 7 giugno 2010 da

Il sito web delle Farmacie Comunali Riunite non è certo un esempio di buona trasparenza e comunicazione, vocata a quell’efficienza ed economicità della gestione che sono proprie, per legge, della Aziende Speciali.

Manca un archivio dei bandi già assegnati, che immaginiamo si riferisca soprattutto ai fornitori di servizi.

Come si vede facilmente dalla sezione Bandi, gare, appalti. E crediamo che si possa spiegare facilmente: monitoriamo il sito da diverso tempo, e non ci abbiamo mai visto pubblicato nulla in merito a bandi, appalti, ecc. Comunque l’azienda non lascia traccia via web, che è lo strumento più semplice per accedere alle informazioni, di ciò che ha messo in appalto o in altra forma.

Crediamo che sia davvero incompresnbile: un’azienda che ha in giro di affari di 170-180 milioni di euro all’anno dovrebbe aprirsi al mondo e spuntare i prezzi migliori. Macchè!

E siamo solo all’inizio. L’unico elenco dei fornitori presente online risale al 2003, relativo ad “altri servizi”.

In allegato il file, la cui data di aggiornamento è visibile solo se si procede alla stampa con lo strumento dedicato, in basso.

In tutto questo non è reperibile il Regolamento di accesso agli atti, a favore dei cittadini, che è previsto dall’art.32 dello Statuto.

Crediamo che sia ora che anche le Farmacie Comunali Riunite entrino nel Terzo Millennio della trasparenza. Per sapere se posso partecipare a un bando, ad una gara d’appalto, devo per forza recarmi alla sede di FCR? Non credo che stimoli  molto la concorrenza. Queste le domande che verranno poste nella nostra interrogazione.