Piscina di via Melato: 7 domande all’assessore Del Bue

Scritto il 4 maggio 2010 da

Nel corso di una apposita Commissione Consiliare i rappresentanti della Fondazione dello Sport, a cui nei disegni del Sindaco e dell’Assessore dovrebbe andare in gestione la piscina, hanno chiaramente dichiarato di non avere per le mani dati certi ed affidabili sui costi di gestione attuali della Piscina di Via Melato.
Anzi, la situazione è ancor più critica: la Fondazione ha dichiarato che stanno ricevendo dati parziali dall’Assessorato di Del Bue e dai relativi dirigenti. Abbiamo allora avanzato una richiesta 10 giorni fa di avere almeno i dati provvisori, ma ancora nulla ci è pervenuto. Se almeno i dati provvisori erano disponibili, non era certo così oneroso fornirli seduta stante.
Questo indica una cosa molto chiara: quando Sindaco e Assessore dichiarano che i buchi sono di 900.000 euro, un milione, dieci milioni, lo fanno senza avere la più pallida idea di cosa parlano.

E’ per questo che ci sentiamo di rassicurare il Comitato che ha presentato le firme, che i giochi sul futuro della Piscina sono appena cominciati.

A questo proposito approfittiamo per porre 7 domande all’Assessore, in parte già espresse in sede di Commissione Consiliare:

- è vero che, nonostante 5 dipendenti addetti esclusivamente alle pulizie, viene pagata una cooperativa 100.000 euro all’anno per “completare” l’opera, quando la Fondazione Teatri, con 4 dipendenti, riesce a coprire 3 teatri con tendaggi e cristalleria compresa?
- È vero che queste situazioni vengono seguite a una certa distanza dal dirigente incaricato, che pare non sia stato in questi mesi assiduamente presente presso la struttura? E che se davvero una struttura di questo genere provoca così insopportabili perdite per il Comune, il Dirigente incaricato dovrebbe piantarci la tenda?
- È vero che ogni giorno si perdono decine di metri cubi di acqua riscaldata dalla vasca dei 50 metri, con perdite economiche rilevanti? E che al di là dei proclami di una futura e straordinaria efficienza, gran parte delle perdite economiche vengono determinate da queste inefficienze, che comunque verrebbero risanate da ristrutturazioni con contributi pubblici?
- E’ vero che la copertura della vasca da 25 metri si sta degradando a causa dell’umidità, e che non vengono prese in considerazione alternative per limitare il volume d’aria sovrastante la piscina da 25 metri, che potrebbe salvaguardare la struttura e far risparmiare molti soldi di riscaldamento?
- E’ vero, come dichiarato dai rappresentanti della Fondazione, che spesso si deve lottare con gli appaltanti la gestione calore delle strutture comunali, e che questi agiscono solo sulla generazione di calore, e non sul risparmio delle strutture?
- E’ vero che un’oculata gestione tramite Energy Service Companies, società che guadagnano dai risparmi di energia forniti ai clienti, si potrebbero coprire sia alcuni costi di ristrutturazione che limitare fortemente i costi della struttura?
- E’ vero che, raffrontata ad altre strutture pubbliche di altre città, nonostante il lassismo della Giunta, la piscina di Via Melato offre un dignitoso servizio alla cittadinanza, che a maggior ragione può essere migliorato con una gestione anche pubblica più oculata?

Il destino della Piscina di via Melato non può essere determinato senza che la cittadinanza abbia chiari questi dati, che ancora nessuno ha. Non solo, una volta che li avremo li controlleremo ad uno ad uno dai documenti originali dell’Amministrazione.
Matteo Olivieri
Consigliere Comunale

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Servizio pubblico? approvate 6 proposte

Scritto il 7 aprile 2010 da


Alla presenza di decine di cittadini, in difesa dell’acqua pubblica, mercoledì 31 marzo 2010 si è ripetuta l’ennesima sciocchezza, le cui conseguenze pagheremo care.

Si votava il 51% pubblico della nuova società Iren, frutto della fusione di ENIA e IRIDE, la ex municipalizzata di Torino e Genova. Un palliativo, come da noi più volte spiegato, per illudersi che, dai grandi giochi di Borsa, gli interessi per un bene vitale comune come l’acqua possano rimanere fuori.

Abbiamo proposto 2 cose: primo le stesse modifiche allo Statuto Comunale approvate a Torino, per garantire, tra l’altro, il totale controllo pubblico della società di gestione del servizio idrico integrato, oltre ad eliminare i fini di lucro dalla sua attività.

Il secondo era il più importante: dichiarare l’acqua bene privo di rilevanza economica, escludendo la sua gestione dalla privatizzazione strisciante imposta dal Decreto Ronchi, e favorire il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto stesso (sul ricorso ho votato a favore di una proposta della maggioranza,approvata, per senso di responsabilità). Anche questo, bocciato.

Allora mi sono concentrato su cosa significa, oggi, svolgere un servizio pubblico! E ho presentato 20 proposte. Di queste ne sono state approvate 6.

Eccole nel dettaglio:

1 – Uso di acqua non potabile per usi secondari (pulizia strade,ecc): non si possono lavare le strade, le auto, annaffiare i giardini, con acqua potabile, una risorsa preziosa che va difesa per le presenti e future generazioni. La nostra proposta mira a creare delle microreti che recuperino l’acqua dei pozzi superficiali, trattengano l’acqua piovana, per destinare una risorsa di “minore” qualità ad usi secondari

2 – Promozione di cogenerazione, trigenerazione, microgenerazione da parte di IREN o altri soggetti

3- sfruttare i lavori di scavo di Iren Enia per posare i cavi per la banda larga e le telecomunicazioni attraverso un coordinamento tra Iren e Telecom, abbatendo i costi per la cablatura: la gran parte dei costi per cablare il territorio, cioè tirare cavi in fibra ottica da un posto all’altro, che è spesso alla base della mancanza di banda larga, risiedono nei lavori di scavo. La futura ENIA faccia un fischio a Telecom quando scava per qualche motivo, e il Comune si faccia garante di ciò.

4 – criteri di nomina dei consiglieri delle SOT ENIA e pubblicazione dei loro curricula online: dicono, lo verificheremo, che tutti i servizi in Emilia saranno gestiti, come ora, dalle Società Operative Territoriali ex ENIA. Siccome vi saranno 3 consiglieri di amministrazione, tutti e 3 nominati dal Direttore Generale, 2 di questi “consigliati” dal Comune, chiediamo che si stabiliscano i criteri di nomina e che i curricula vengano pubblicati online.

5 – redazione di un piano di emancipazione dai combustibili fossili di Iren che non preveda lo sviluppo del nucleare: il petrolio e il gas finiranno, muoviamoci!

6 – Moralità degli amministratori e consiglieri di Iren: dimissioni in caso siano condannati in via definitiva per reati o gravi infrazioni contro la Pubblica Amministrazione

Oltre l file con le 20 proposte, trovate di seguito uno schema di ciò che è stato approvato e di ciò che è stato respinto.

Ordini del Giorno votazione
Uso di acqua non potabile per usi secondari (pulizia strade,ecc) approvato
Promozione di cogenerazione, trigenerazione, microgenerazione da parte di IREN o altri soggetti approvato
sfruttare i lavori di scavo di Iren Enia per posare i cavi per la banda larga e le telecomunicazioni attraverso un coordinamento tra Iren e Telecom, abbatendo i costi per la cablatura approvato
criteri di nomina dei consiglieri delle SOT ENIA e pubblicazione dei loro curricula online approvato
redazione di un piano di emancipazione dai combustibili fossili di Iren che non preveda lo sviluppo del nucleare approvato
Moralità degli amministratori e consiglieri di Iren: dimissioni in caso siano condannati in via definitiva per reati o gravi infrazioni contro la Pubblica Amministrazione approvato
Modifiche allo Statuto come a Torino, 100% gestione e proprietà pubblica respinto
Modifica allo Statuto per dichiarare l’acqua “bene privo di rilevanza economica respinto
Fornitura di energia da parte di IREN attraverso risparmio energetico negli appartamenti (valvole termostatiche) respinto
Raccolta separata degli scarti di ristorazione per la produzione di biogas da parte di IREN o altri soggetti respinto
sperimentazione nella separazione dei soggetti incaricati della raccolta dei rifiuti e dei soggetti incaricati allo smaltimento/riciclo respinto
Rimuovere l’Iva dalle bollette dei rifiuti (TIA) respinto
rapporto annuale sul lavoro del Comitato di Sindacato delle parti ex ENIA respinto
criteri di sostituzione del sindaco di Reggio Emilia in caso di sua indisponibilità respinto
preoccupazione per le precarie condizioni finanziarie del Comune di Torino, socio in IREN respinto
Coinvolgimento dei Consigli Comunali nell’illustrazione dei Piani Strategici di IREN respinto
preoccupazione per la minoranza delle parti ex Enia nel consiglio di Amministrazione respinto
Modifica dello Statuto di Iren per escludere la partecipazione diretta o indiretta nelo sviluppo del nucleare respinto
chiarimenti sulle SOT ENIA respinto
garanzie che i fori competenti per le controversie con Iren siano in territorio emiliano respinto

Si chiamerà IREN, dalla fusione ENIA IRIDE

Scritto il 20 marzo 2010 da

Si chiamerà IREN la nuova società frutto della fusione ENIA IRIDE. Lunedì in Consiglio si voterà per rendere la partecipazione pubblica del nuovo colosso dai piedi di argilla. Daremo battaglia, in difesa dell’acqua pubblica e dei diritti dei cittadini.

Contestata da noi duramente, la creatura dell’ad Viero renderà i servizi ai cittadini frutto di una struttura sempre più lontana.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

Viero dimettiti!

Scritto il 19 febbraio 2010 da

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Rinvio a giudizio della Corte dei Conti: Andrea Viero, oggi amministratore delegato di ENIA, se condannato dovrà restituire quasi 2 milioni di euro, per fatti che risalgono a quando era Direttore Generale della Regione Friuli. Ne abbiamo chiesto pubblicamente le dimissioni.

Rassegna stampa (1) (2) (3)

La Procura della Corte dei Conti ha rinviato a giudizio Viero e l’ex Giunta Illy per buonuscite e indennità eccessive: quasi 2 milioni di euro di risarcimento richiesti a Viero, assieme ad Illy la cifra più alta

La motivazione è perentoria e riteniamo sarebbe un grave danno alla gestione degli interessi pubblici, per questo chiediamo le immediate dimissioni di Andrea Viero da Amministratore Delegato di ENIA.

L’ex Giunta Regionale del Friuli, allora guidata da Illy, con Andrea Viero direttore generale, è stata rinviata a giudizio dalla Procura della Corte dei Conti ad un maxi risarcimento di 6 milioni e 480.000 euro

La parte più consistente al dovranno pagare appunto l’ex presidente Illy e l’ex DG Andrea Viero, con quasi 2 milioni a testa (30% e 30%).

Il rinvio a giudizio è giustificato dal danno erariale perpetrato alle casse della Regione Friuli,e la motivazione riteniamo sia molto grave.

Secondo la Procura della Corte dei Conti buonuscite e indennità da favola, che si sono aggiunte ad una già cospicua liquidazione, sarebbero state elargite a dirigenti per “liberare gli uffici”, anche se poi quegli stessi posti sono stati ricoperti da nuovi dirigenti tramite apposito concorso. Il numero di dirigenti era già sottodimensionato rispetto alle necessità di organico, per cui si è trattato solamente di una girandola di poltrone.

Infatti, secondo la procura della Corte dei Conti si è trattato, come emerge dall’atto di citazione, di una “mera operazione virtuale”.

Al di là delle giustificazioni che le memorie degli esponenti delle Giunta adducono (“dare un segnale di cambiamento”, ecc.), riteniamo che si tratti di un grave danno agli interessi pubblici, e per questo chiediamo che Viero, a capo di una società in maggioranza pubblica come ENIA, si debba dimettere subito!

Rafforziamo la richiesta con le seguenti motivazioni: il rinvio a giudizio è stato pronunciato sulla gestione del personale dirigente. Ora sappiamo che in questa delicata fase della Fusione ENIA IRIDE (IREN), come da noi più volte denunciato, è in corso una complicata redistribuzione dei poteri e delle poltrone per garantire il giusto controllo sulla società a tutte le parti in causa.

Riteniamo pertanto che Viero sia in questo momento la persona meno adatta per condurre questa fase di transizione, pertanto chiediamo le sue immediate dimissioni.

Matteo Olivieri

Consigliere Comunale

E’ nata Irenia (si salvi chi può)

Scritto il 16 febbraio 2010 da

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Distinti manager in giacca e patacca brinderanno alle nostre spalle per la nascita di una nuova società, dalla fusione Iride (ex municipalizzata Torino e Genova) ed  Enìa (Reggio Parma Piacenza). Dovrebbe essere un successo per Sindaco Delrio, complimenti. Si salvi chi può.

Rassegna Stampa (1) (2) (3) (4) (5)

Abbiamo provato a risvegliare Alicio nel Paese delle meraviglie con un Odg d’urgenza, lunedì 15 febbraio, ma non è stato ammesso. Alcuni del PD hanno votato a favore o si sono astenuti.

Con la fusione si smantella la struttura territoriale e si perdono occasioni industriali come quelle derivanti dalle azioni EDISON. Con la fusione l’energia va a Torino, l’acqua a Genova, i rifiuti a Parma, a Reggio solo l’ottimismo di Delrio. Se non c’è stato accordo per 16 mesi sulla struttura della nuova società, non si può aver fiducia del Piano Industriale, che da quella struttura dipende. Lotta spietata per le poltrone.

La quota del 15% detenuta da ENIA in DELMI (controllo delle azioni EDISON) avrebbe permesso, senza fusione, di rendere ENIA protagonista nel settore dell’energia, a servizio e vantaggio dei territori emiliani. La vendita delle azioni EDISON avrebbe portato, come controvalore, anche centrali idroelettriche che producono grandi quantità di energia rinnovabile.

Invece il controllo del settore energia, nella nuova conglomerata “IRENIA”, andrebbe a Torino.

Infatti la linea che vincerebbe vede lo smantellamento della struttura territoriale, organizzata in Società Operative Territoriali (S.O.T.), che erano la proposta sostenuta dal precedente cda di ENIA e su cui si impostarono le consultazioni sia con IRIDE che con HERA.

Al posto delle SOT delle “Linee di business”, catene di potere che risiedono lontane dal territorio e che vedranno a Reggio servizi tra loro indipendenti occuparsi di energia, gas, acqua, teleriscaldamento, rifiuti, ambiente.

16 mesi per decidere quale struttura, eppure il sindaco Delrio ha dichiarato in aula di “avere fiducia nel Piano Industriale”. Quale piano industriale? Come può un piano industriale essere definito se in questi mesi non era né condivisa né tantomeno definita la struttura organizzativa? Sono TUTTE BALLE.

Ad ulteriore conferma di ciò la lotta spietata per le poltrone che si è scatenata tra i contrapposti gruppi dirigenziali per le posizioni di controllo all’interno della nuova società. Questo testimonia di come la struttura a “Linee di business” richiede una spartizione del potere, all’interno della quale gli interessi territoriali passano in secondo piano.

Una società sempre più lontana dai cittadini. Con la fusione l’energia va a Torino, l’acqua a Genova, i rifiuti a Parma, a Reggio solo l’ottimismo di Delrio.

In Difesa dell’Acqua Pubblica: giovedì 17 presso Sala Zavattini

Scritto il 16 dicembre 2009 da

flashmobacquadino

Giovedì 17 dicembre alle ore 21

Presso Sala Zavattini di via Fratelli Cervi 70 (Ex 2° Circoscrizione)

IN DIFESA DELL’ACQUA PUBBLICA

Seminario con e per i cittadini: perché l’acqua come bene comune è oggi a rischio


Interverranno

MATTEO OLIVIERI

Capogruppo Lista civica Reggio 5 stelle beppegrillo.it

ANTONIO CASELLA

Presidente Associazione Legalitalia

EMILIANO CODELUPPI

Responsabile Comitato Acqua Pubblica Reggio Emilia

ALBERTO FERRIGNO

Capogruppo alla provincia Rifondazione Comunista

EMANUELE MAGNANI

Capogruppo alla provincia Italia dei valori

http://www.reggio5stelle.it/wp-content/uploads/2009/12/flashmob.JPG

Per l’acqua pubblica FLASHMOB! il Video

Scritto il 14 dicembre 2009 da

flashmob

Sabato 12 dicembre 2009, laddove sorgeva la vecchia fontana, realizzata ai tempi per celebrare il servizio idrico che per la prima volta raggiungeva tutti i cittadini.

Oggi vi è un’altra fontana molto sugestiva, ma purtroppo anche un Decreto del governo che apre la strada alla privatizzazione dell’acqua. Ecco come comitati e associazioni hano reagito per rivendicare il diritto ad un bene fondamentale per l’uomo, l’acqua.

Sabato 12 dicembre: tutti con l’ombrello davanti alla Fontana del Valli

Scritto il 8 dicembre 2009 da

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Con il recente decreto Ronchi Pdl e Lega Nord hanno varato una legge l’iter che porterà alla privatizzazione dei servizi pubblici, in primis di quello dell’acqua con conseguenti rincari, scarsa manutenzione delle reti. Un bene comune, quello dell’acqua, come lo ha definito lo stesso Papa che viene messo a repentaglio. Un bene comune. l’acqua che è l’essenza stessa della vita.

In difesa dell’Acqua Pubblica e la gestione pubblica e trasparente delle reti idriche il MoVimento 5 Stelle-Beppegrillo.it vi invita a ritrovarsi tutti in Piazza Martiri 7 Luglio sabato 12 dicembre davanti alla fontana del Teatro “Valli” dove svolgeremo un “flash mob” di cittadini.

Il luogo scelto non è casuale. In questo luogo infatti nel novembre 1885 fuoriuscì dalla pavimentazione e venne illuminato da fasci di luce il primo zampillo d’acqua di quella che si trasformò poi nella fontana del Teatro Municipale. La cerimonia di inaugurazione nel novembre 1885 si svolse in occasione dell’inaugurazione dell’ACQUEDOTTO COMUNALE donato alla città da Ulderico Levi.

Data: 12 dicembre 2009

Luogo: Piazza Martiri 7 Luglio di fronte alla Fontana del Teatro.

Ora di ritrovo: ore 11.30 – fine manifestazione ore 12 circa.

Cosa portare: portate tutti un ombrello – seguiranno istruzioni da parte degli organizzatori del flash mob.

ADERISCI AL FLASH MOB ACQUA PUBBLICA ED INVITA I TUOI AMICI SU FACEBOOK (facciamo rete, pochi minuti del tuo tempo sabato 12 per dimostrare che i cittadini NON MOLLANO E RESISTONO CONTRO LE FOLLIE! )

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