Acqua, anche Lega e Riva (IDV) a sostegno dello scorporo, Delrio solo con 4 gatti

Scritto il 16 giugno 2011 da

Anche la Lega Nord reggiana trae le logiche conclusioni: l’acqua va scoporata da IREN. Intanto il consigliere comunale e regionale dell’IDV, Matteo Riva, dà il suo sostegno allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale. Si defila in tal modo dal suo Partito che ha dato il sostegno a Delrio. Il sindaco è rimasto quasi solo, assordante il silenzio del Partito vendoliano di SEL.

L’esito del referendum non lascia dubbi: l’acqua va scorporata da IREN. Questo il pensiero che anche la Lega Nord, per bocca del suo capogruppo in Consiglio Comunale, Giovannini, esprime oggi.

Fa scalpore il defilarsi di Matteo Riva, IDV, dal suo Partito. Riva ha dichiarato di essere favorevole allo scorporo e ad un eventuale referendum comunale, la cui ipotesi è già stata ventilata per opporsi alla sconfessione della volontà popolare perpetrata da Graziano Delrio.

Infatti era stata la plenipotenziaria reggiana del Partito dei Valori, tale Liana Barbati, a dichiarare il pieno sostegno a Delrio e il no allo scorporo dell’acqua da IREN.

Si fa invece assordante il silenzio del Partito Vendoliano di SEL, in Giunta con Delrio, che sull’argomento non si è ancora espresso. Montano nel frattempo le polemiche anche in Puglia, dove Vendola governa.

Rispetto del referendum, la palla passa a cittadini e Comitati

Scritto il 16 giugno 2011 da

I Comitati studiano l’ipotesi di un Referendum Comunale per scorporare l’acqua da IREN, dopo il niet del sindaco Delrio. Pieno appoggio ad iniziative che nascono dai cittadini e dai Comitati, senza bandiere politiche di alcun genere. Facciamo rispettare la volontà dei cittadini, così prematuramente tradita.

L’idea di un referendum comunale consultivo per far rimangiare a Delrio le sue avventate scelte è del consigliere provinciale Alberto Ferrigno (Prc), che sull’ acqua  è sempre stato coerente e corretto.

Per questo motivo anche lui condividerà con noi che, ad indire il referendum consultivo sul tema acqua, non devono essere forze politiche o partiti, ma devono farlo i cittadini stessi tramite il Comitato Acqua Bene Comune, perchè la battaglia è di tutti.
Ci vuole una nuova gestione del servizio idrico, attraverso nuove forme di partecipazione diretta, come chiede la legge d’iniziativa popolare (ignorata dal Parlamento fino ad oggi nonostante 400.000 firme) del Forum Italiano dell’Acqua depositata nel 2007 che propone al punto 8 i cittadini ed i lavoratori di queste aziende pubbliche come motori decisivi nell’elezione diretta di dirigenti e consiglio d’amministrazione, approvazione del bilancio, piano industriale

Società veramente dei cittadini con i cittadini che scelgono e non dei partiti politici che lottizzano e spartiscono potere a tavolino.

SI’ AL REFERENDUM PER LEVARE L’ACQUA A IREN SPA MA SIANO CITTADINI E COMITATI A PROMUOVERLO

PUNTARE SU CONSORZI PUBBLICI DOVE SIANO I CITTADINI AD ELEGGERE I DIRIGENTI E NON I PARTITI A LOTTIZZARE

No all’acqua pubblica: IDV appoggia Delrio

Scritto il 15 giugno 2011 da

La consigliera regionale dell’Italia dei Valori, nonchè plenipotenziaria reggiana del Partito toninico, conferma il no all’acqua pubblica. Inventatasi una richiesta di dimissioni nei confronti degli Amministratori di IREN ed HERA, tutti nominati da Sindaci e Assessori dell’Italia dei Valori, definisce “populista” lo scorporo da IREN. La Barbati si allinea perfettamente alla strategia elaborata dagli spin doctor del PD, confermando che anche l’IDV di Reggio tradirà il referendum.

In un’intervista a 24emilia la Barbati adotta tutti i punti strategici del PD per ignorare il secondo quesito referendario sull’acqua pubblica, quello che abroga l’adeguata renumerazione del capitale investito.

Strategia della bandierina.

Chiede le dimissioni dei vertici di IREN, che sono stati peraltro nominati da IDV, in tutte le città al governo con il PD. Qualcuno ha cercato di rimuoverli, dopo.

Rivendica di aver chiesto “in Regione” la riduzione degli stipendi dei manager IREN, ma la Regione non è azionista di IREN ed HERA. Guardate qua chi sono stati i primi a chiederlo, dove si poteva fare.

Strategia dell’aumma aumma.

La Barbati dice che bisogna sedersi ad un tavolo e riflettere su nuovi meccanismi, eccetera eccetera . Le stesse cose che dice il PD. Ovviamente non cita i Comitati, non cita il Forum dell’Acqua, non cita la proposta di legge popolare già depositata in Parlamento dal 2007

Strategia del fumo negli occhi.

Il punto cardine del Barbati pensiero  è un’ Authority che vigili. L’Authority, già, perchè senza poltrone lei non sarebbe in politica.

Strategia della tabula rasa.

Dice che noi spariamo soluzioni mentre lei è molto riflessiva, e vuole una riforma di tutto il sistema. Ma noi abbiamo solo fatto delle domande, tramite interpellanze ed interrogazioni. Strano che un politica di mestiere non sappia (o faccia finta di non sapere) queste cose. E il secondo quesito Barbati, quello che  rende IREN non compatibile con l’acqua pubblica?

Strategia del facciamoci una critica così sembriamo democratici.

“Io non ho una ricetta”, dice, ma evita di citare la proposta di legge del Forum già depositata.

Perchè fanno tutta questa fatica? non gli conviene iscriversi direttamente al PD?


La propaganda dell’acqua:”Repubblica” copre le spalle al PD

Scritto il 15 giugno 2011 da

A firma del giornalista specializzato in economia e finanza, Carlo Clericetti, laureato in Lettere e Filosofia, “La Repubblica” comincia la campagna di disinformazione ed offuscamento del risultato dei referendum sull’acqua. Obiettivo palese: dare una sponda per coprire che i principali privatizzatori dell’acqua in Italia sono quelli del PD, loro referenti politici.

Non passano che poche ore dall’approvazione dei due quesiti del referendum che la strategia politica e informativa del Partito Democratico, a cominciare da quello di Reggio Emilia, viene alla luce come il re nudo (senza palle).

Un improvvisato articolo svela la fretta di correre in aiuto dei veri perdenti di questo referendum, cioè i Sindaci del PD, come Delrio, che per primi hanno mandato l’acqua a farsi benedire nei giochi di Borsa.

Attenzione, perchè questo articolo contiene già tutte le menzogne e le strategie di bassa lega che il PD adotterà.

Si comincia: che bello che l’acqua sia pubblica, sconfitta per il Governo. Strategia della bandierina.

Si continua: servono nuove regole (occhio che quelle dettate dal referendum sono abbastanza chiare) e chi le deve fare? ANCI e Conferenza Stato-Regioni. L’ANCI è stata diretta da Chiamparino del PD, e dovrebbe passare ad un  altro PD, Delrio. La Conferenza Stato Regioni mette insieme i privatizzatori del PD come Errani e il Governo. Perchè non richiamare invece la partecipazione popolare e dei Comitati nel definire le “nuove regole”? Strategia dell’aumma aumma.

(Nota bene: i Comitati hanno già fatto una loro proposta di legge di iniziativa popolare)

E’ necessaria un’Authority. Certo, come no, invece di dare regole chiare cominciamo a distribuire un pò di poltrone. Strategia del fumo negli occhi.

Dice Clericetti : “non può aumentare la bolletta per remunerare gli investimenti, ma questo non significa che la tariffa non debba tener conto di tutti i costi, compresi quelli del capitale necessario agli investimenti“. E’ una frase talmente ovvia che è priva di alcun senso in questo momento storico, dal punto di vista normativo, amministrativo, fiscale, logico. Traduciamo? In qualche modo dobbiamo far rientrare gli utili dalla finestra, dopo che a suon di voti sono usciti dalla porta principale. Strategia delle tre carte.

Prevediamo una tariffa a fasce di consumo: oltre una certa quota si paga di più, come per l’energia elettrica. Così si favorisce il risparmio idrico. Giusto, ma questo può essere stabilito per legge, non c’è bisogno di un’Authority. Strategia del quanto siamo bravi.

Attenzione a questa, perchè è bella. Propone che i Comuni studino una serie di parametri per giudicare l’efficienza del servizio, in base ai quali si stima se gli amministratori fanno un bel lavoro o non sono capaci. Se non sono capaci vanno a casa e non si fanno più vedere. Splendido, direte voi. Ma questo è già ampiamente previsto dalla normativa, si chiama Contratto di Servizio, e serve a stabilire regole chiare fin dall’inizio. Sono decenni che Ministero della Salute e altri organi determinano con chiarezza alcuni di questi parametri, perchè non prevederli, anche questi, per legge? Coinvolgendo Comitati e cittadini nella definizione? e che siano validi da Caltanissetta a Bolzano? Strategia della tanta carne al fuoco, con poco arrosto.

Spettacolare uno dei passi finali: serve per forza un’Authority (lo dice lui!) ma il mondo dell’acqua è già pieno di Authority. Strategia del facciamoci una critica così sembriamo democratici.

Ma è la conclusione che svela la pochezza del tutto, e l’evidente faziosità dell’analisi: “La contrapposizione di pubblico e privato, se è astratta e non legata a problema specifici, non è altro che ideologia deteriore“. Tempo scaduto: il 95% dei votanti hanno detto una cosa diversa, se i vostri Sindaci non sono capaci di farlo vadano a casa. Si tenta di coprire l’esito del referendum e di scaricare gli incompetenti del PD dalle loro responsabilità. Strategia della tabula rasa.

Berlusconi sarà un maestro delle menzogne, ma a questi non li batte nessuno.

Delrio tradisce referendum e cittadini il giorno stesso: acqua privata con utili!

Scritto il 14 giugno 2011 da

Bastano poche ore al sindaco(!) di Reggio Emilia per tradire totalmente la volontà dei propri cittadini. In un’intervista al Resto del Carlino a firma di Paolo Patria ecco cosa dice: “Non ci penso neanche a scorporare l’acqua da IREN. Serve una soluzione che permetta di continuare a fare investimenti, anche con aziende pubblico-private“. E ancora, seguendo le orme di Berlusconi: “Il referendum è abrogativo, credo si possano trovare soluzioni più equilibrate“. Traduzione: dateci il tempo e troviamo il modo di fottercene del referendum (ricordate il nucleare?).

Il secondo quesito del referendum è chiaro: l’abrogazione dell’adeguata remunerazione del capitale investito dalla determinazione della tariffa per il servizio idrico integrato. Non puoi investire pensando di guadagnarci, ed è quello che che ogni privato si aspetta di fare.

La conseguenza logica, su cui abbiamo già intrapreso un’azione in tutti comuni in cui sono presenti consiglieri a Cinque Stelle, è lo scorporo dell’acqua da IREN.

Diffondete le menzogne del sindachetto! Che lo sappiano tutti da chi siamo governati.

SIIII ! Ora fuori l’acqua da Iren Spa !

Scritto il 13 giugno 2011 da

L’acqua deve essere pubblica. La vittoria dei cittadini e dei Comitati dell’Acqua ora impongono risposte chiare da chi governa a livello locale e nazionale. Già depositate interpellanze ed interrogazioni in 5 comuni reggiani per chiedere ai Sindaci, azionisti di IREN Spa, se hanno intenzione di prendere atto del voto del referendum e scorporare il settore acqua da IREN. Vietato fare utili nel settore con il Servizio Idrico Integrato, quello che ha fatto IREN finora.

La prova è nelle dichiarazioni dei vertici di IREN Spa, inequivocabili.

Il direttore generale di IREN, Andrea Viero, ha dichiarato:

se verrà approvato il secondo quesito verrà abrogata l’adeguata remunerazione e si aprirà una seria riflessione su come recuperare marginalità”.

Traduzione: sull’acqua ci abbiamo fatto margini, utili ed elargito dividendi. Messaggio ricevuto.
Il Presidente di IREN Spa, Roberto Bazzano, che ha dichiarato, non meno esplicito:

Se vince il sì all’abrogazione dei due articoli sull’affidamento ai privati e sulla remunerazione del capitale, ci vorranno anni per riattivare il flusso di denari per modernizzare la rete”,

ed ancora “Chi ha voglia di investire soldi freschi, oggi, sapendo che tra qualche mese il capitale potrebbe non essere più remunerato per legge? ”.

Il messaggio è: ci abbiamo guadagnato, senza business l’acqua non è più di nostro interesse. I Sindaci traggano le conclusioni: fuori l’acqua da IREN Spa ! Subito!

Come è abitudine del MoVimento 5 Stelle, ogni iniziativa è accompagnata da proposte che con i nostri atti andiamo ad avanzare e a verificare nelle istituzioni, in maniera tale da avere tutti i dati in mano. Togliere l’acqua da IREN Spa significa affidarla ad una società totalmente pubblica, che esiste già ed è proprietaria delle reti: si chiama AGAC Infratrutture SPA.

In attesa di verificare se i Sindaci reggiani, a cominciare da Graziano Delrio, vorranno dare corso alla volontà popolare, sabato 18 giugno terremo una conferenza stampa per comunicare alla cittadinanza tutta la verità sull’acqua e presentare nei dettagli le interrogazioni già presentate a Reggio, Guastalla, Rubiera, Castellarano, San Martino in Rio.

Ecco le interpellanze e le interrogazioni che sono state depositate.

La schiacciante vittoria del SI che si prefigura al referendum, su entrambi i quesiti dell’acqua pubblica, è una vittoria dei cittadini e Comitati, e di quelle poche forze politiche che un anno fa hanno sostenuto la raccolta delle firme perchè il quesito fosse posto al voto.
Il MoVimento 5 Stelle ha raccolto circa 4000 delle 14.000 firme in provincia di Reggio, senza mai esporre il suo simbolo elettorale ai banchetti perchè la battaglia è stata fin dall’inizio dei cittadini, di tutti i cittadini sensibili sul tema senza guardare alle etichettte.
Oltre a non esporre le nostre bandiere inoltre durante la campagna referendaria abbiamo preferito unire le forze con i comitati locali e, pertanto, abbiamo invitato i nostri attivisti a partecipare ai banchetti dei comitati acqua bene comune perchè contano le idee non le ideologie. Questo per far sì che si parlasse sempre e comunque degli argomenti in votazione : acqua pubblica, stop al nucleare ed al legittimo impedimento evitando che il voto diventasse questione ideologica-partitica. Alcuni Partiti, che ora vogliono passare per “vincitori” politici invece mancano all’appello.
Il PD durante la raccolta firme non aveva nemmeno aderito al comitato promotore “Acqua Bene Comune” di Reggio, alcuni consiglieri del Pd firmavano di nascosto.  Se c’è una vittoria oggi nel reggiano è dei cittadini e dei giovani e coerenti promotori del comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia: in primis lo studente universitario Tommaso Dotti che da anni coordina questa lotta insieme ad Emiliano Codeluppi.
L’altissima partecipazione dei reggiani al voto di domenica e lunedì ora non lascia dubbi: bisogna rispettare la volontà dei cittadini, e farlo presto. La stessa coerenza ci porta a trarre le immediate conclusioni: il Servizio Idrico Integrato va tolto dalle grinfie di IREN Spa, società quotata in Borsa che ha ricavato margini dall’attività di gestione dell’acqua, restituendo sotto forma di dividendi agli azionisti gli utili così ottenuti.

I Consiglieri Comunali

Matteo Olivieri, Reggio 5 Stelle-beppegrillo.it
Davide Zanichelli, Guastalla 5 Stelle-beppegrillo.it
Claudio Pifferi, Rubiera 5 Stelle-beppegrillo.it
Denis Severi, Castellarano 5 Stelle-beppegrillo.it
Alessandro Bussetti, San Martino 5 Stelle-beppegrillo.it

I Consiglieri di Circoscrizione
Davide Valeriani
Vito Cerullo
Alessandro Marmiroli

Acqua nei condomini, si vada verso contratti individuali

Scritto il 11 giugno 2011 da

Moltissimi condomini di Reggio hanno ancora utenze raggruppate, dove gli oneri ricadono comunque sulll’intero condominio, a cominciare dai contenziosi. La legge però dice che normalmente le utenze e la fatturazione devono essere individuali. La sottoripartizione del contratto condominiale, attraverso contatori singoli, è a spesa dell’utente. Perchè non si passa a contratti individuali, e perchè i contatori non li paga il Gestore? Interrogazione in Consiglio per conoscere l’esatta consistenza dei numeri.

Questo è un problema molto importante, per due motivi:

1 – l’art. 5 della legge 5 Gennaio 1994 n. 36 , come modificato dall’art. 25,  commi 2 e 3 del D. L.vo 11 Maggio 1999 n. 12 dispone:

Art. 5 Risparmio idrico
1. Le regioni prevedono norme e misure volte a favorire la riduzione dei
consumi e l’eliminazione degli sprechi ed in particolare a:
a) omissis
b) omissis
c) promuovere l’informazione e la diffusione di metodi e tecniche di
risparmio idrico domestico e nei settori industriale, terziario ed agricolo;
d) installare contatori per il consumo dell’acqua in ogni singola unità
abitativa nonchè contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano.

e) omissis

La Regione Emilia Romagna ha dato seguito a tutto ciò? chiederemo Interrogazione in Regione.

2 – Inoltre solo questo consente di applicare tariffe convenenti, come da noi proposto, alle famiglie numerose, a fronte di un impegno sul risparmio idrico.

Ecco il testo dell’interrogazione

Interrogazione a risposta scritta in merito alla fatturazione individuale dell’acqua nei condomini

Premesso che:

-         numerosissime utenze dell’acqua, nei condomini di Reggio, sono ancora raggruppate, e molte di queste non sono dotate neppure del riparto individuale delle sottoutenze;

-         ai sensi dell’art. 8.2.8 del D.P.C.M. 4 Marzo 1996 “Disposizioni in materia di risorse idriche” pubblicato nella G.U 14 Marzo 1996, n. 62, “La misurazione dei volumi consegnati all’utente si effettua, di regola, al punto di consegna, mediante contatori, rispondenti ai requisiti fissati dal decreto” , mentre per le utenze raggruppate “la ripartizione interna dei consumi deve essere organizzata, a cura e spese dell’utente, tramite la installazione di
singoli contatori per ciascuna unità abitativa
”.

-         Il fatto che siano i condomini a detenere l’utenza fa sì che i contenziosi siano a carico del condominio stesso;

Ritenuto che:

-         questa situazione non favorisca una responsabilizzazione del singolo utente nell’uso corretto del bene acqua, mentre una diffusa individualizzazione delle utenze e della relativa fatturazione consentirebbe di ottenere numerosi benefici su questo fronte, scaricando molti condomini dall’incombenza dei contenziosi;

Considerato che:

-         con le utenze aggregate è impossibile prevedere benefici fiscali per le famiglie numerose, come da noi più volte proposto e legati a misure di risparmio idrico;

L’Interrogante chiede al Sindaco e alla Giunta:

-         qual è il numero delle utenze dell’acqua condominiali nel Comune di Reggio Emilia, gestite attraverso il Servizio Idrico Integrato;

-         quante di queste sono utenze aggregate;

-         quante di queste hanno provveduto alla volontaria ( ed onerosa) individualizzazione delle sottoutenze con apposito contatore;

-         perché, nello spirito della normativa, non si procede, a cura del Gestore, alla rapida estinzione delle utenze aggregate a favore di una estesa individualizzazione delle utenze ora raggruppate nei condomini di Reggio, a spese del Gestore stesso.

Giù le mani dal referendum, presidio oggi davanti alla Prefettura

Scritto il 2 maggio 2011 da

Pubblichiamo integralmente il comunicato del Comitato Referendario per l’Acqua Pubblica.

Si consegnerà nelle mani del Prefetto di Reggio Emilia un documento da far pervenire direttamente ed urgentemente al Presidente della Repubblica.

Tale iniziativa si svolge negli stessi giorni in tutte le città capoluogo di provincia e viene indetta in quanto si ritiene essere in corso un pericoloso attacco alla partecipazione democratica in questo Paese: si sta cercando d’impedire al popolo italiano di decidere su temi importanti come quelli sottoposti ai quesiti referendari.

Ciò non è accettabile! E non può essere oggetto di azioni normative correttive da parte del Governo o del Parlamento, ad appena 50 giorni dalla chiamata alle urne per il più rappresentativo istituto della democrazia a disposizione della volontà popolare. Le recenti dichiarazioni del Ministro Romani sull’intenzione di effettuare un “approfondimento
legislativo” sulla normativa che regola la gestione del servizio idrico oggetto dei prossimi referendum del 12 e 13 giugno e quelle del Sottosegretario S. Saglia (che propone di istituire un’Autorità terza e indipendente), hanno suscitato grande attenzione e grande preoccupazione da parte di tutti quei cittadini e quelle cittadine che hanno a cuore la democrazia nel nostro Paese. Allo stesso tempo, la soluzione legislativa approvata nei giorni scorsi dal Parlamento in tema di energia nucleare, è palese non rispondere all’intento dei promotori del referendum finalizzato a decidere l’uscita -in modo definitivo- del nostro Paese dalla produzione di energia da fonti atomiche.

Inoltre, sottolineiamo anche la gravità della situazione di stallo in cui si trova l’approvazione del regolamento in materia di comunicazione politica presso la Commissione di Vigilanza RAI, il cui ritardo, di fatto, impedisce alla maggior parte dei cittadini e delle cittadine italiani di accedere ad una corretta informazione sui referendum di giugno, come invece la Legge prevede.

Per tali motivi, è stata concordata l’urgenza di testimoniare anche a Reggio Emilia l’attenta vigilanza democratica dei cittadini: vogliono far sparire il referendum! La sovranità appartiene al popolo: questo dice la Costituzione.

Invitiamo tutta la cittadinanza a presenziare all’incontro con bandiere tricolore, copie della Costituzione, bandiere e simboli dei referendum e rivolgiamo un invito alla stampa locale per registrare assieme a noi il dibattito che verrà sviluppato nel presidio e nell’incontro che chiediamo con la Prefettura. Nell’occasione daremo pubblica lettura dell’appello che intendiamo far pervenire direttamente al nostro Presidente della Repubblica.

Giù le mani dal Referendum!

Comitato Referendario Reggiano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune - acquapubblica.re@gmail.com 3484932443 – 3491967628
Comitato Referendario Vota Sì per fermare il nucleare – Reggio Emilia - nonukere@gmail.com 3479785923 – 3493645023