Acqua del rubinetto nelle scuole: dal Ministero la conferma della nostra proposta

Scritto il 18 agosto 2010 da Matteo Olivieri

Quando un anno fa proponemmo di sostituire le bottiglie di plastica dai servizi e dagli uffici comunali, optando per l’acqua di rubinetto, l’obiettivo poi raggiunto era un risparmio economico per il Comune e quindi per i cittadini, una minore produzione di rifiuti e una promozione del bene primario che sgorga dal nostro acquedotto.

Ora arriva la conferma dal Ministero della Salute, che ha emanato le LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALE PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA in cui si parla in maniera eloquente: “È importante che il bambino abbia in tutta la giornata scolastica disponibilità di acqua, preferibilmente di rete”.
La sicurezza alimentare, legata ai frequentissimi controlli effettuati negli acquedotti, rende pertanto preferibile, a detta del Ministero della Salute, l’acqua del rubinetto per i propri bimbi.
Quale conferma più palese, anche sul fronte dell’igiene e della salubrità. Non a caso l’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia accettò la proposta immediatamente, dato che erano già in corso alcune sperimentazioni.
Ora si proceda in tutte le scuole reggiane alla sostituzione delle bottiglie di plastica con le caraffe di acqua del rubinetto: una riduzione dei rifiuti alla fonte che fa bene anche alla salute.
Le indicazioni del Ministero sono uno stimolo anche per la generalità dei cittadini: bere acqua del rubinetto è raccomandato per l’alimentazione dei bimbi, perché non fare lo stesso in casa?
Non è un caso che le case dell’acqua installate dall’Amministrazione Provinciale e da ENIA abbiano ottenuto un clamoroso successo presso la cittadinanza.

Stipendi d’oro IREN: approvato odg per contenerli

Scritto il 14 agosto 2010 da Matteo Olivieri

Dopo la fusione di ENIA con IRIDE in una nuova mega società, la stampa riportava la voce di possibili compensi raddoppiati per i manager della nuova IREN. Nel Consiglio Comunale del 26 luglio è stato approvato un ordine del giorno d’urgenza presentato da Reggio 5 Stelle che chiede di contenere gli stipendi e i gettoni. Ora sta al Sindaco Delrio far valere le ragioni e l’impegno preso nell’assemblea ordinaria e straordinaria del 27 e 28 agosto. Il testo dell’impegno.

L’odg è stato sottoscritto ed approvato all’unanimità da tutte le forze presenti in aula: PD, PDL, Lega.

ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL’ART. 20 DEL Reg. CC SUL CONTENIMENTO DEI COMPENSI DEI
MANAGER IREN

Premesso che:
- in data 25 maggio 2010 è stato stipulato l’atto ufficiale di fusione tra ENIA e IRIDE;
- in data 23 giugno 2010 le due società hanno ottenuto l’autorizzazione da parte di CONSOB per la pubblicazione del prospetto informativo di ammissione a quotazione delle azioni a servizio della fusione;
- in data 29 giugno 2010 il prospetto di cui sopra è stato pubblicato;
- in data 23 luglio 2010 è stato pubblicato l’avviso di convocazione dell’Assemblea straordinaria e ordinaria dei Soci della nuova società, che si terrà in data 27 agosto alle ore 11(sabato 28 come seconda convocazione);
- La parte ordinaria dell’Assemblea dei Soci vedrà la nomina del Consiglio di amministrazione per il triennio 2010-2012, la nomina del presidente e del vicepresidente del cda stesso, oltre alla determinazione del compenso annuo da corrispondere ai suoi membri;
- La crisi economica morde le famiglie, necessitando di urgenti ed inderogabili misure, su tutti i fronti di spesa e di contenimento dei costi di gestione, anche presso chi eroga servizi essenziali ai cittadini;
- La nuova conglomerata offre servizi agli Enti Locali sotto varie forme, e i tagli della manovra finanziaria rendono precarie le capacità di impegno finanziario dei Comuni;
- Sulla stampa locale sono state pubblicate indiscrezioni, all’indomani della fusione, di un raddoppio dei compensi dei manager IREN, rispetto a quelli attualmente percepiti;
Ritenuto che:
- il contenimento dei compensi dei manager IREN, sia come gettoni di presenza dei membri del Cda, sia come stipendi di Presidente, vicepresidente, Direttore Generale ed altri manager a capo delle diverse strutture, sia una importante misura di contenimento dei costi, che richiama la politica alle  sue responsabilità in questa delicata fase congiunturale, e su cui la politica stessa può esercitare la natura ancora “pubblica” di IREN, tanto richiamata al momento della fusione;


Considerato che:

- il Comune di Reggio Emilia parteciperà, con un suo rappresentante all’Assemblea Straordinaria ed Ordinaria dei Soci di IREN il 27 e 28 agosto e che qui si decide anche sui compensi ai membri del CDA, oltre a poter indirizzare le politiche di compenso a tutti i manager;
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
- promuovere il contenimento dei compensi dei membri del nuovo Cda di IREN e di tutti i manager della nuova società, in sede di Assemblea Straordinaria ed Ordinaria di IREN il 27 e 28 agosto;
- Dare evidenza scritta alla cittadinanza dell’impegno preso con il presente Ordine del giorno e degli esiti emersi dall’Assemblea dei Soci.

Consiglio Comunale 21 giugno

Scritto il 21 giugno 2010 da Matteo Olivieri

Continua la discussione sulla nostra mozione relativa all’acqua pubblica, e al Piano di emergenza per riportare al 100% di controllo pubblico il servizio idrico. Potrete seguire le sedute con le dirette Facebook e Twitter dall’account http://www.facebook.com/mandaliAcasa e dall’account Twitter http://twitter.com/MatteoOlivieri.

INTERPELLANZA n. 34 DEL CONSIGLIERE FABIO FILIPPI IN ORDINE ALLA MESSA A NORMA DELLE SALE DI PROPRIETA’ DEL COMUNE

DELIBERA n. 3 APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE TRA GLI ENTI PROMOTORI DEL CENTRO SERVIZI PER L’INTEGRAZIONE DELLE PERSONE DISABILI, VALIDA DA LUGLIO 2010 – DICEMBRE 2012.

MOZIONE n. 6 DEI CONSIGLIERI CLAUDIO BASSI, LIBORIO CATALIOTTI, MARCO EBOLI, FABIO FILIPPI E ANNAMARIA TERENZIANI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE IN TEMPI BREVI DI UN PARCHEGGIO IN PIAZZA DELLA VITTORIA

MOZIONE n. 7 DEL CONSIGLIERE MATTEO OLIVIERI IN ORDINE ALL’ ELABORAZIONE DI UN PIANO PER EVITARE LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO.

MOZIONE n. 9 DEI CONSIGLIERI FABIO FILIPPI, ANNAMARIA TERENZIANI, CLAUDIO BASSI, MARCO EBOLI E ROCCO GUALTIERI IN ORDINE ALLO STATO DEL MANTO STRADALE DI VIA RAFFAELLO

MOZIONE n. 10 DEL CONSIGLIERE MATTEO OLIVIERI IN ORDINE ALLA PUBBLICITA’  DI TUTTE LE SPESE, I RIMBORSI, I BENEFIT CONCESSI ED I MOVIMENTI DI DENARO PUBBLICO ALL’INTERNO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI REGGIO EMILIA

Acqua pulita dei pozzi x diluire quella sporca:si può fare meglio

Scritto il 19 giugno 2010 da Matteo Olivieri

foto tratta da L’Informazione di Oggi

Alcuni canali di Cella ricevono l’acqua dagli scarichi dei depuratori di Mancasale e Roncocesi. Gli agricoltori di Cella segnalano che l’acqua è putrida e la Bonifica sconsiglia di usarla. Denuncia del consigliere Eboli e la risposta della Bonifica: diluiremo con acqua dei pozzi. Ma esiste un’alternativa migliore…

Il problema degli agricoltori di Villa Cella, rilanciato dal collega Marco Eboli, indica con chiarezza una mancanza d’acqua pulita capace di garantire nel reticolo dei canali una risorsa adatta alla nostra agricoltura.

La soluzione di pompare acqua pulita dai pozzi è l’unica perseguibile nell’immediato, ma nel medio periodo è devastante per le risorse naturali, in quanto l’acqua dei pozzi è la fonte di acqua più pulita e di più alto valore di cui disponiamo.

Pertanto proponiamo di realizzare subito invasi di raccolta nell’Area Nord della città che si possano integrare con il reticolo dei canali. Veri e propri laghi, capaci di ricevere l’eccesso di acqua durante gli eventi meteorici, e di trattenerla. Non semplici vasche di laminazione, che agiscono solo come polmoni temporanei, ma laghi che trattengono acqua piovana pulita, specie nei mesi invernali, e la rilasciano quando il territorio ne ha più bisogno.

Questo ha un duplice beneficio: da un lato si trattiene acqua pulita e la si usa quando è più necessario, dall’altro si danno al territorio dotazioni capaci di prevenire le inondazioni, quando i canali sono gonfi, non solo nella cattiva stagione ma anche in questi giorni, dove le improvvise ed abbondanti piogge hanno colto di sorpresa alcune Bonifiche che avevano le paratie chiuse.

Riprendiamo così le proposte già altre volte lanciate, assieme alle preoccupazioni per il regime delle acque nell’Area Nord.

Il Bicchiere è mezzo vuoto:riempiamolo!

Scritto il 28 maggio 2010 da Alessandro Marmiroli

Visto il grande successo che sta riscuotendo la campagna referendaria per l’acqua pubblica promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, dobbiamo attenderci nei mesi a venire una reazione dei potentati che da tempo complottano per sottrarre alla collettività il Diritto (con la maiuscola) all’acqua pubblica.

Escludendo che non decidano di adottare la vecchia tattica della “coltre di silenzio” per nulla far giungere alla maggior parte dell’opinione pubblica, la previsione più realistica è l’imminenza di un bombardamento di rassicurazioni dai trombettieri a libro paga dei novelli businessman dell’H2O, sulla magnificenza del libero mercato contrapposto alle magagne del servizio pubblico, e ai grandi vantaggi che avremo dalla concorrenza tra gestori privati (anche se di concorrenza non ci sarà neanche l’ombra, come vedremo in seguito). A proposito, scommettiamo che nei cda di queste società ricorreranno spesso casi di omonimia con ministri e parlamentari?

Il referendum, che ha già raggiunto il mezzo milione di firme richiesto, col primo quesito chiede l’abrogazione dell’art. 23-bis della legge 133/2008, poi modificato dal famoso Decreto Ronchi, e mira a sventare la cessione ai privati della gestione delle reti idriche, che lascerebbe al pubblico una fittizia proprietà nominale. Il decreto prevede infatti che le società miste pubblico-private vedano una partecipazione del privato per almeno il 40%, mentre per le società quotate in borsa impone che la partecipazione pubblica si riduca a non più del 30% entro la fine del 2012. Ma indifferentemente dalla maggioranza prevista, sia pubblica o privata, impone che la gestione operativa (cioè chi fisicamente ti porta l’acqua in casa) passi in ogni caso al privato. Ciò è confermato anche dall’art.15 comma 8 del decreto, che fa cessare la gestione delle società miste anche se il privato è già proprietario del 40%, nel caso non sia anche il titolare della gestione.

L’abrogazione dell’articolo in questione è collegata all’abrogazione della parte dell’art.154 DL 152/2006 richiesta col terzo quesito, riguardante la tariffazione del servizio idrico. L’entrata dei privati nel “mercato” dell’acqua pubblica è fattibile solo se è presente la possibilità di realizzare profitti, impossibili nel caso di un servizio pubblico universale, dove al massimo è ragionevole raggiungere un pareggio tra costi e ricavi. L’art.154 prevede invece che nella fissazione della tariffa si tenga conto della necessità di remunerare “adeguatamente” il capitale investito, cosa che comporta aumenti di costo, ergo bollette più salate.

Impedendo l’anti-etica possibilità di lucrare vendendo acqua che è già dei cittadini, si elimina qualsiasi  appetito degli affaristi privati. Eliminando la possibilità di entrare nelle società idriche per gli affaristi privati, diventa inutile prevedere un ulteriore voce di costo nella composizione della tariffa. Risultato: bollette più basse, non dovendo alimentare i profitti di nessuno.

Ma il colpo più importante da segnare, secondo chi scrive, è l’abrogazione del’art.150 del DL 152/2006 richiesta dal secondo quesito. Ciò impedirebbe il ricorso alla gara per aggiudicare la gestione del servizio e, soprattutto, ne vieterebbe l’affidamento alle società di capitali.

Perché la società di capitali è una scelta “tragica” per un servizio pubblico universale cosi importante per la vita? Perché per sua natura, è indiscutibile, la ragion d’essere di una società di capitali è il profitto, punto e basta. Benessere degli utenti, qualità, etica, tutto è secondario davanti alla necessità di garantire un dividendo agli azionisti, e poca differenza fa che siano pubblici o privati. Ecco perché il problema di Enia non è la quota di azioni pubbliche (anche se Delrio continua a raccontare che il decreto Ronchi non riguarda la nostra, si fa per dire, società), ma l’essere Enia una spa che come una spa lavora, per il profitto. Non possono essere pacchetti azionari e fluttuazioni di borsa a dominare il servizio idrico.

Riguardo poi il leit motiv del Governo, che promette che la concorrenza porterà indubbi benefici, vorrei sapere: ma di che concorrenza parla? L’acqua è un monopolio naturale, cioè è tale per forza di cose e non può essere altrimenti, quindi non per colpa di imprenditori senza scrupoli o mancanza di controlli antitrust (mica come la televisione italiana insomma…). Senza entrare in complicati dettagli, la teoria economica dei monopoli naturali dimostra che il monopolio pubblico garantisce un maggior benessere agli utenti rispetto al monopolio privato, sempre che il fine ultimo del monopolista pubblico sia il loro benessere e non il profitto. La promessa del Governo risulta quindi falsa poiché impossibile da realizzare, e se non bastasse questo, va considerato che, a differenza che nel mercato della telefonia mobile e dell’energia, dove più gestori concorrono sullo stesso territorio, qui il gestore dell’acqua sarà uno e uno solo (monopolista appunto), con tanti saluti alla presunta concorrenza.

Di pari passo alla vittoria nel referendum, è necessario che la proposta di legge di iniziativa popolare promossa pochi anni fa dal Forum dei movimenti per l’acqua, che all’art.6 indica l’ente di diritto pubblico come unico gestore consentito del servizio idrico, venga approvata dal Parlamento. Questo permetterà alla cittadinanza il recupero della piena proprietà e sovranità sull’acqua.

Acqualatina, un esempio concreto di cosa ci aspetta: http://www.acquabenecomune.org/aprilia/

Per la proposta di legge per ripubblicizzare l’acqua, clicca qui.

Alessandro Marmiroli
Lista civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

Acqua Pubblica, Mozione lunedì in Consiglio

Scritto il 27 maggio 2010 da Matteo Olivieri

Giunge finalmente in discussione la nostra mozione sull’acqua pubblica. Presentata prima della fusione ENIA IRIDE, quando ancora si poteva proporre un azionariato diffuso e veramente popolare per riportare sotto il controllo pubblico la gestione dell’acqua di Reggio, la mozione va giù dura per togliere la gestione dell’acqua ad IREN (ENIA-IRIDE) e ricondurla ad una società al 100% in mano al Comune, attraverso un preliminare scorporo dalla conglomerata.

Testo della mozione

1) CALENDARIO LAVORI CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 MAGGIO 2010

INTERPELLANZA n. 36 DEL CONSIGLIERE VALERIA MONTANARI IN ORDINE ALLA POSSIBILITA’ DI AMPLIAMENTO NUCLEO CIMITERIALE FRAZIONE DI SABBIONE

INTERPELLANZA n. 38 DEL CONSIGLIERE GIACOMO GIOVANNINI IN ORDINE AI DATI RELATIVI ALL’ANDAMENTO DEGLI ABBONAMENTI DELLE DIVERSE STAGIONI DEI TEATRI

INTERPELLANZA n. 39 DEL CONSIGLIERE MARCO EBOLI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DELLA CITTA’ DELLO SPORT E DEL NUOVO PALASPORT

INTERPELLANZA n. 41 DEL CONSIGLIERE MATTEO OLIVIERI IN MERITO ALL’INCENDIO DI CODEMONDO DEL 29 MARZO 2010.

DELIBERA n. 3 APPROVAZIONE DELLA COSTITUZIONE DELLA FONDAZIONE “MONDINSIEME” DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA

MOZIONE n. 7 DEL CONSIGLIERE MATTEO OLIVIERI IN ORDINE ALL’ ELABORAZIONE DI UN PIANO PER EVITARE LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO

MOZIONE n. 9 DEL CONSIGLIERE LUCA DAMIAN IN ORDINE ALLA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA DELLA DELIBERA DI GIUNTA N. 367/2009

Servizio pubblico? approvate 6 proposte

Scritto il 7 aprile 2010 da Matteo Olivieri


Alla presenza di decine di cittadini, in difesa dell’acqua pubblica, mercoledì 31 marzo 2010 si è ripetuta l’ennesima sciocchezza, le cui conseguenze pagheremo care.

Si votava il 51% pubblico della nuova società Iren, frutto della fusione di ENIA e IRIDE, la ex municipalizzata di Torino e Genova. Un palliativo, come da noi più volte spiegato, per illudersi che, dai grandi giochi di Borsa, gli interessi per un bene vitale comune come l’acqua possano rimanere fuori.

Abbiamo proposto 2 cose: primo le stesse modifiche allo Statuto Comunale approvate a Torino, per garantire, tra l’altro, il totale controllo pubblico della società di gestione del servizio idrico integrato, oltre ad eliminare i fini di lucro dalla sua attività.

Il secondo era il più importante: dichiarare l’acqua bene privo di rilevanza economica, escludendo la sua gestione dalla privatizzazione strisciante imposta dal Decreto Ronchi, e favorire il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto stesso (sul ricorso ho votato a favore di una proposta della maggioranza,approvata, per senso di responsabilità). Anche questo, bocciato.

Allora mi sono concentrato su cosa significa, oggi, svolgere un servizio pubblico! E ho presentato 20 proposte. Di queste ne sono state approvate 6.

Eccole nel dettaglio:

1 – Uso di acqua non potabile per usi secondari (pulizia strade,ecc): non si possono lavare le strade, le auto, annaffiare i giardini, con acqua potabile, una risorsa preziosa che va difesa per le presenti e future generazioni. La nostra proposta mira a creare delle microreti che recuperino l’acqua dei pozzi superficiali, trattengano l’acqua piovana, per destinare una risorsa di “minore” qualità ad usi secondari

2 – Promozione di cogenerazione, trigenerazione, microgenerazione da parte di IREN o altri soggetti

3- sfruttare i lavori di scavo di Iren Enia per posare i cavi per la banda larga e le telecomunicazioni attraverso un coordinamento tra Iren e Telecom, abbatendo i costi per la cablatura: la gran parte dei costi per cablare il territorio, cioè tirare cavi in fibra ottica da un posto all’altro, che è spesso alla base della mancanza di banda larga, risiedono nei lavori di scavo. La futura ENIA faccia un fischio a Telecom quando scava per qualche motivo, e il Comune si faccia garante di ciò.

4 – criteri di nomina dei consiglieri delle SOT ENIA e pubblicazione dei loro curricula online: dicono, lo verificheremo, che tutti i servizi in Emilia saranno gestiti, come ora, dalle Società Operative Territoriali ex ENIA. Siccome vi saranno 3 consiglieri di amministrazione, tutti e 3 nominati dal Direttore Generale, 2 di questi “consigliati” dal Comune, chiediamo che si stabiliscano i criteri di nomina e che i curricula vengano pubblicati online.

5 – redazione di un piano di emancipazione dai combustibili fossili di Iren che non preveda lo sviluppo del nucleare: il petrolio e il gas finiranno, muoviamoci!

6 – Moralità degli amministratori e consiglieri di Iren: dimissioni in caso siano condannati in via definitiva per reati o gravi infrazioni contro la Pubblica Amministrazione

Oltre l file con le 20 proposte, trovate di seguito uno schema di ciò che è stato approvato e di ciò che è stato respinto.

Ordini del Giorno votazione
Uso di acqua non potabile per usi secondari (pulizia strade,ecc) approvato
Promozione di cogenerazione, trigenerazione, microgenerazione da parte di IREN o altri soggetti approvato
sfruttare i lavori di scavo di Iren Enia per posare i cavi per la banda larga e le telecomunicazioni attraverso un coordinamento tra Iren e Telecom, abbatendo i costi per la cablatura approvato
criteri di nomina dei consiglieri delle SOT ENIA e pubblicazione dei loro curricula online approvato
redazione di un piano di emancipazione dai combustibili fossili di Iren che non preveda lo sviluppo del nucleare approvato
Moralità degli amministratori e consiglieri di Iren: dimissioni in caso siano condannati in via definitiva per reati o gravi infrazioni contro la Pubblica Amministrazione approvato
Modifiche allo Statuto come a Torino, 100% gestione e proprietà pubblica respinto
Modifica allo Statuto per dichiarare l’acqua “bene privo di rilevanza economica respinto
Fornitura di energia da parte di IREN attraverso risparmio energetico negli appartamenti (valvole termostatiche) respinto
Raccolta separata degli scarti di ristorazione per la produzione di biogas da parte di IREN o altri soggetti respinto
sperimentazione nella separazione dei soggetti incaricati della raccolta dei rifiuti e dei soggetti incaricati allo smaltimento/riciclo respinto
Rimuovere l’Iva dalle bollette dei rifiuti (TIA) respinto
rapporto annuale sul lavoro del Comitato di Sindacato delle parti ex ENIA respinto
criteri di sostituzione del sindaco di Reggio Emilia in caso di sua indisponibilità respinto
preoccupazione per le precarie condizioni finanziarie del Comune di Torino, socio in IREN respinto
Coinvolgimento dei Consigli Comunali nell’illustrazione dei Piani Strategici di IREN respinto
preoccupazione per la minoranza delle parti ex Enia nel consiglio di Amministrazione respinto
Modifica dello Statuto di Iren per escludere la partecipazione diretta o indiretta nelo sviluppo del nucleare respinto
chiarimenti sulle SOT ENIA respinto
garanzie che i fori competenti per le controversie con Iren siano in territorio emiliano respinto

Si chiamerà IREN, dalla fusione ENIA IRIDE

Scritto il 20 marzo 2010 da Matteo Olivieri

Si chiamerà IREN la nuova società frutto della fusione ENIA IRIDE. Lunedì in Consiglio si voterà per rendere la partecipazione pubblica del nuovo colosso dai piedi di argilla. Daremo battaglia, in difesa dell’acqua pubblica e dei diritti dei cittadini.

Contestata da noi duramente, la creatura dell’ad Viero renderà i servizi ai cittadini frutto di una struttura sempre più lontana.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.