Stazione TAV: altri 9 milioni. Finitela!

La follia finanziaria della Stazione TAV di Mancasale non si ferma. Dopo l’aggiudicazione per 79 milioni di euro alla Ditta Cimolai, altri 9 milioni di euro sono stati messi sul piatto per chiudere una stazione altrimenti esposta alle intemperie e per griffare i tralicci della corrente. L’assessore Paolo Gandolfi è andato a Bologna a discutere al tavolo con l’AD di FS Moretti e cosa ha portato a casa? L’ennesimo scempio di denaro pubblico e nulla per i pendolari. Era meglio che stava a casa.

La follia finanziaria della Stazione TAV di Mancasale non si ferma. Dopo l’aggiudicazione per 79 milioni di euro alla Ditta Cimolai, altri 9 milioni di euro sono stati messi sul piatto per chiudere una stazione altrimenti esposta alle intemperie e per griffare i tralicci della corrente. L’assessore Paolo Gandolfi è andato a Bologna a discutere al tavolo con l’AD di FS Moretti e cosa ha portato a casa? L’ennesimo scempio di denaro pubblico e nulla per i pendolari. Era meglio che stava a casa.

Il semplice fatto che si debba intervenire, ad appalto assegnato, per chiudere con dei vetri una stazione da quasi 80 milioni di euro, la dice lunga sull’approssimazione con cui è stata portata avanti un’opera così costosa. Distinti manager in giacca e cravatta, col naso in su per ammirare le volte di Calatrava, immersi in un freddo cane, esposti ai venti e alle intemperie. Per riparare il danno altri 9 milioni di euro, che serviranno anche ad ritocco utilissimo per la cittadinanza: pendini disegnati da Calatrava che sostituiranno i normali tralicci.

Come avrebbero fatto i reggiani senza i pendini di Calatrava? Ogni giorno in Comune ci sono file di disoccupati che chiedono solo una cosa: i pendini disegnati da Calatrava. Tutte le mattine alla Stazione Centrale di Piazzale Marconi ci sono centinaia di pendolari, senza una sala d’attesa, che non riescono a darsi pace: come faremo senza i pendini di Calatrava?

L’ormai illustre Assessore delle occasioni perse, Paolo Gandolfi, e il sindaco invisibile, Graziano Delrio, ne hanno avute di occasioni per parlare con Moretti in questi giorni. Il buon Moretti  finalmente diceva una cosa giusta, quella stazione non si capisce a cosa serve, ma ora torna nei suoi panni e se ne sbatte altamente delle esigenze dei pendolari reggiani e degli utenti della stazione, mentre è molto sensibile alle richieste dell’archistar.

Ci sono anche i soldi per una parcheggio da 300 posti, ma non c’era già quello da 4 milioni di euro pagato dai reggiani?

Gandolfi si fa un bel viaggetto a Bologna e torna con un pugno di mosche, che costerà 9 milioni di euro dei contribuenti senza dare alcuna priorità a chi usa ogni giorno il treno. E sarebbero bastati molti meno soldi.

I pendini di Calatrava saranno lì a simboleggiare il suicidio politico di una classe partitica e dirigente, che non ha alcuna considerazione di quanto sia prezioso il denaro pubblico.

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