Spadoni (M5S) “Mettere al bando slot e giochi online. Lottiamo contro la lobby dell’azzardo che sostiene anche il governo Letta”

REGGIO EMILIALa sacrosanta protesta dei cittadini di Puianello e del sindaco di Quattro Castella contro l’ennesima sala giochi è la punta dell’iceberg di un fenomeno ormai devastante. I danni da gioco d’azzardo diffuso sono sotto gli occhi di tutti. Una vera piaga economica e sociale.
Il primo atto da parlamentare che ho presentato come prima firmataria  in data 5 aprile 2013 insieme ad altri 61 colleghi deputati del M5S tra Camera e Senato tra cui Maria Mussini, è stata una interrogazione dove si chiedeva al Governo di “a fronte di un costo sociale così elevato e delle sempre più numerose patologie dovute al gioco d’ azzardo, il governo non ritiene opportuno vietare su tutto il territorio nazionale gli apparecchi quali slot machines, videolottery e i giochi d’ azzardo online”  Un proposito ripetuto qualche giorno fa anche dal capogruppo al Senato del M5S Vito Crimi in una intervista. La ludopatia, è una emergenza sociale ed economica enorme, come dimostrano i dati diffusi costantemente dall’associazione Papa Giovanni XXIII e dal Conagga. Il Governo quindi operi al più presto per  mettere un freno a tutto ciò vietando le slot machines, giochi online. Un proposito ripetuto in senato anche dalla collega a 5 stelle Bertorotta nel corso della votazione sulla fiducia a Letta.
LOBBY DEL GIOCO D’AZZARDO POTENTISSIMA E CON APPOGGI TRASVERSALI E INTERESSI NELLA POLITICA E NEL GOVERNO LETTA
 
LA DENUNCIA DI MATTEO IORI NON CADA NEL VUOTO 
 
Faccio quindi appello a tutti i parlamentari reggiani per far fronte comune senza paura. Il M5S ci sarà: perchè sulle idee condivise noi ci siamo.
Purtroppo la lobby del gioco d’azzardo è potentissima e trasversale e finanzia alcuni esponenti Pdl e Pd con forza.  Lo testimoniano le inchieste del Conagga e le denunce pubbliche diMatteo Iori anche qualche giorno fa su facebook.  Riprendo le sue parole “
“Sinceramente non mi fa molto piacere sapere che ben sette ministri (compreso il primo ministro) fanno parte di una fondazione che si chiama VeDrò che, fra le altre, è finanziata anche da due multinazionali del gioco d’azzardo: Lottomatica e Sisal. Non mi fa neppure piacere sapere che Letta ricevette 15 mila euro di contributo da Porsia, titolare della Hbg, una delle più grandi aziende italiane di gioco d’azzardo. E non sono neppure pieno di gioia nel sapere che il nuovo Ministro Bray è anche direttore della rivista Italianieuropei, già sostenuta da importanti contratti pubblicitari con le industrie del gioco d’azzardo.
Certo mi rendo conto che non c’è nulla di illegale, e che non posso volere il taglio del contributo ai partiti e ai giornali e poi lamentarmi anche sulle donazioni private… Ma di certo queste cose mi lasciano una certa inquietudine se provo a ipotizzare che politiche il nuovo governo sceglierà di attuare sul gioco d’azzardo.
Ma c’è un altro motivo che mi toglie un po’ il sonno… La domanda che mi faccio ora è: nel nuovo governo a chi andrà la delega ai giochi d’azzardo? E’ quasi sicuro che come sempre andrà a qualcuno del ministero dell’Economia, probabilmente a un sottosegretario. E qui il dubbio… Sarà forse casualmente scelto il nuovo sottosegretario Alberto Giorgetti (Pdl)? Giorgetti non sarebbe nuovo alla delega ai giochi, la tenne per anni sotto il governo Berlusconi, con grande piacere dell’industria del gioco. Fu con l’ultimo governo Berlusconi che videro la luce molte delle nuove proposte d’azzardo: dalle videolottery al win for life, dal bingo on line ai nuovi gratta e vinci, dalla proposta di sale per il poker dal vivo ad altre ancora; e Giorgetti fu colui che seguì sempre molto da vicino questo mercato in costante crescita. E di certo sull’importanza di questo settore non ha cambiato idea… A metà marzo 2013, partecipando all’Enada, fiera internazionale sugli apparecchi da gioco tenutasi a Rimini, ha rassicurato le industrie del gioco d’azzardo dichiarando: “trovo sconcertante che questo settore sia stato negli ultimi mesi sostanzialmente abbandonato a sé stesso”, e ancora: “non è immaginabile che un settore sostanzialmente in regime di monopolio debba affrontare una campagna complessiva di denigrazione senza precedenti”, e questo anche a causa di “numeri della ludopatia palesemente sovradimensionati rispetto all’impatto reale”. (MATTEO IORI,presidente  associazione Comunità Papa Giovanni XXIII”
Siamo una Repubblica Parlamentare. Personalmente sia io che la mia collega Maria Mussini  e tanti altri colleghi, siamo convinti che la stragrabde maggioranza dei parlamentari siano estranei a certe logiche lobbyistiche del gioco d’azzardo. E’ ora di prender coraggio ed affrontare a viso aperto la battaglia. Il Parlamento torni sovrano e sconfigga con il voto della stragrande maggioranza dei rappresentanti dei cittadini la lobby del gioco d’azzardo. Lobby come dimostrano esperienze passate utilizza pochi uomini in posti chiave nelle Commissioni ed in ruolo di governo facendo passare emendamenti e decreti ad hoc. 
 
Distinti Saluti
 
Maria Edera Spadoni
Movimento 5 Stelle
Camera dei Deputati

Comments:11

  1. Credo che per fare questo bisognerebbe levare tutte le coperture che arrivano dai giochi. Ultimamente qualsiasi copertura serva si pensa sempre di prenderla dal mondo del gioco. Ma come fai a metterle al bando quando poi ci sono “legate” tutte queste coperture?
    Lo sapete che in Italia qualsiasi proposta di legge “seria” viene affossata dalla mancanza di copertura?

  2. Filippo domanda pertinente alla quale puoi trovare risposta cliccando nell articolo al link prima interrogazione. Da dati Dell associazione Conagga: a fronte 8 miliardi entrate , 3,8 miliardi anno di mancata IVA sui consumi( levati a economia reale) , 6 miliardi di euro anno di costi e danni socio sanitari da ludopatia, piu ‘ 15% di divorzi dovuti a ludopatia , piu’ il denaro che va alle mafie. Arridatece lotto, totocalcio e stop !!!! E chi vuole giocare d azzardo va in pochi definiti casino’ . Fine.

  3. Più che un commento, una domanda. Molto… “alta”. Di filosofia politica, direi quasi.

    Mettere al bando i videopoker e, per estensione la piaga del gioco d’azzardo, equivale a considerare come una minaccia il libero arbitrio dei cittadini. Se occorre introdurre la mano dello Stato per regolamentarne le pulsioni (ludiche), significa cioè considerare i cittadini come “incapaci di badare a se stessi”.

    Bene: come ci concilia allora questa posizione con l’argomentazione che, tramite la democrazia diretta, siano proprio gli stessi cittadini a poter decidere sulle sorti dello Stato?

    Incapaci di badare a se stessi, ma comunque titolati a decidere per la collettività, magari con… un clic?

    Mi sembra un bel problemuccio etico, no?

  4. Nel 2010 il Comune di Reggio Emilia fu costretto a “conciliare” (pagando una certa somma di denaro) con il titolare di un sito web che lo aveva accusato (ingiustamente) di avere violato il suo copyright. Ho ragione di credere che quell’accusa era falsa e pretestuosa. Potreste fare chiarezza sulla questione nell’interesse dell’Amministrazione reggiana?

  5. I “danni” sociali provocati dalle nuove forme di gioco d’azzardo ormai diffusissimo in ogni bar ed in ogni strada sono ben conosciuti da tutti. Uno Stato che finanzia la propria politica con i soldi provenienti dalle dalle tasse sulle giocate alle slot, che incentiva (anche pubblicistiaticamente) l’apertura di nuove VLT alla faccia delle famiglie che si rovinano inghiottite da tali pratiche fono a trasformarsi in malattie da dipendenza è uno Stato che non ha certo a cuore la salute dei propri cittadini. E’ uno Stato che prima diffonde il virus per poi poi non avere i soldi per curare i propri malati. E poi ci stupiamo davanti alle scene di disperazione portate in TV !

  6. INCREDIBILE!!!! APRO L’ARTICOLO DI M.IORI E MI SI APRE ANCHE UN SITO DI SLOT MACHINE ONLINE, CON UN BONUS DI 350 EURO DI BENVENUTO!!!!!

  7. Non c’è niente da commentare queste slot devono essere vietate senza se e senza ma.Ora che c’è il presidente della vigilanza RAI il cittadino FICO il primo provvedimento che deve far passare è oscurare da tutte le televisioni pubbliche e private la pubblicità delle slot e dei giochi d’azzardo.

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