Soldi ad una Fondazione che ancora non esiste

La travagliata storia dei prestiti agevolati e del microcredito, dopo due fallimenti, approda ad una redistribuzione, in cui 30 mila euro vanno ad una “costituenda” Fondazione dai nobili intenti ma mai presentata al Consiglio Comunale, di cui la Giunta considera l’adesione scontata. Il Comune non riesce a fare il suo mestiere, è motivo sufficiente per aderire ad una nuova Fondazione?

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Era il 2008 quando il Comune siglò un importante protocollo d’Intesa con associazioni di consumatori e istituti bancari per istituire un fondo per il credito agevolato per i mutui prima casa. Una misura importante, che dava ai meno abbienti con ISEE inferiore a 20.000 euro annui una possibilità in più per accedere al mutuo prima casa. Il Fondo garantiva per chi non aveva titoli sufficienti, ed otteneva la contribuzione di numerosi istituti di credito e dello stesso Comune, per una dotazione che raggiungerà i 207.000 euro. La gestione del Comune porta ad un flop: solo due richieste vengono attivate, e così nel 2010 la Giunta Delrio opta per la scelta del microcredito, più volte votata in Consiglio Comunale per far fronte alla dilagante crisi economica, per soggetti con ISEE inferiore a 25.000 euro.
Ma nel 2011 alcuni Assessori dicono che non va bene, che vista la crisi bisogna puntare su un “target più specifico di beneficiari”. E’ così che i soldi prendono altre strade: un po’ vengono destinati a coprire gli investimenti negli alloggi Compagnoni Fenulli, altri vengono dirottati su un progetto già esistente ma ancora sperimentale, quello dei prestiti d’onore, ed infine 30.000 euro vengono destinati alla Fondazione “Durante-dopo di noi”, che però non esiste.
Nella delibera 136/2012 la Fondazione viene indicata come costituenda, e i 30.000 euro vengono assegnati “subordinatamente alla adesione del Consiglio Comunale di Reggio”. Nobili gli intenti della nuova Fondazione, riguardo al sostegno di portatori di disabilità e famiglie, ma non è dato sapere se sia di iniziativa pubblica o privata. Inoltre il Consiglio Comunale non è mai stato informato di questa nuova Fondazione, e verrebbe così messo di fronte al fatto compiuto.
Vien da chiedersi perché il Comune non possa in prima persona, attraverso i Servizi Sociali, erogare aiuti a portatori di disabilità e famiglie. Dei mille tentativi di istituire uno strumento di microcredito non rimane più nulla, si prende atto dell’incapacità della Giunta di governare il processo, ma il Consiglio Comunale viene messo davanti al fatto compiuto di una nuova Fondazione.
Il proliferare delle Fondazioni è una caratteristica della gestione Delrio. L’ultima era stata la Fondazione Mondinsieme, che si occupa di relazioni interculturali, e nessuno ha mai capito perché non si fosse costituita come Associazione.

Comments:1

  1. Siamo in una società di ladri,mi chiedo come si fa a finanziare una fondazione non ancora costituita?.Questi sono i rami secchi che i sindaci, i presidenti di regione il presidente del consiglio devono tagliare. Questa è una situazione a livello comunale immaginate a livello regionale e nazionale quanti soldi si risparmierebbero.Miei cari amici c’è tanto e tanto lavoro da fare per smascherare questi rami secchi.FORZA E CORAGGIO

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