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Sicurezza al Sindaco e azioni di contrasto alle mafie

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Ordine del Giorno ai sensi dell’art. 20 del Regolamento del Consiglio Comunale di  Solidarietà al Sindaco e azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose, incredibilmente ed inspiegabilmente respinto dal PD in aula.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA

Considerato

Che la scorsa settimana è stata recapitata alla redazione di un giornale locale da parte di una  persona agli arresti presso il carcere di Bologna, imputata nel processo Aemilia contro la ‘ndrangheta infiltrata nella nostra città; che tale lettera era destinata al sig. Sindaco ed è stata pubblicata sugli organi di stampa.

Valutato che:

La direzione provinciale del partito di maggioranza nel Comune di Reggio Emilia ha dichiarato in data 6-2-2016 che in tema d’infiltrazioni mafiose “c’è stata una fase di non sufficiente consapevolezza”,

-Enzo Ciconte ha redatto nel 1998 e nel 2008 ben due rapporti in merito finanziati dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Reggio considera questa lettera come la “Prosecuzione di un disegno emerso nei mesi scorsi. La ‘nrangheta ha deciso di usare i mezzi di comunicazione per parte avanti una campagna mediatica. La lettera può inserirsi in questo solco. E’ una situazione singolare: la ‘ndrangheta a Reggio Emilia fa una polemica politica pubblica in prima persnona. Vogliono l’egemonia con ogni mezzo” (cit. Il Resto del Carlino 6-2-2016 ‘Non si poteva dire che c’era la mafia’ articolo Simone Russo).

-Lo stesso Ciconte ha aggiunto  che “è una minaccia e su questo vale il giudizio chiarissimo espresso da prefetto e questore” (cit. Il Resto del Calrino 6-2-2016 ) , valutazione che è stata immediatamente condivisa anche dal vicepresidente della Commissione antimafia Luigi Gaetti che chiedendo l’acquisizione della lettera da parte della stessa ha dichiarato che “va garantita la sicurezza del primo cittadino di Reggio Emilia” (cit. Ansa 2-2-2016 e Il Resto del Carlino 3-6-2016).

-Enzo Ciconte ha inoltre aggiunto che “la lettera deve essere pubblicata eccome. Ed a questa lettera si risponde con un attività politica libera e trasparente” –  “Perchè oggi si paga uno scotto perchè molti per anni hanno chiuso occhi, orecchie e bocca. Se si vuole fare un passo avanti, bisogna rendersi conto che il problema non è solo dei cutresi” (cit. Resto del Carlino 6-2-2016) in quanto “in questa vicenda hanno avuto un ruolo imprenditori reggiani, nati a Reggio da famiglie del luogo. Se si circoscrive il problema alla comunità cutrese, si sbaglia l’analisi e non si risolve il problema. Le propagini della ‘ndrangheta a Reggio arrivano all’economia, al giornalismo, alla politica. C’è un gruppo di problemi. E questa la complessità della ‘ndrangheta a Reggio Emilia’ ( cit. Resto del Carlino 6-2-2016).

– Tutto questo è avvenuto ricorda lo studioso “perchè imprenditori reggiani hanno preferito rivolgersi a questi soggetti piuttosto che ad altri. Il problema che la ‘ndrangheta il conto lo presenta sempre” in quanto come ricorda Ciconte ” la ndrangheta non è un taxi: una volta saliti non si può scendere” (cit. Resto del Carlino 6-2-2016)

Sottolineato che

-Condividiamo l’analisi di Enzo Ciconte che ha sottolineato che sulla lotta alla ndrangheta e le altre organizzazioni del crimine organizzate presenti sul nostro territorio ” va dato grandissimo merito al prefetto Antonella De Miro che con le interdittive ha dato un enorme danno alle ndrine. Ma prima lo Stato ha fatto poco o nulla. Prima gli ‘ndranghetisti c’erano eccome. Gli uomini di adesso stanno lì da 30 anni. Hanno fatto affari e costruito mezza Reggio. Lo Stato in quanto tale dov’era? Un pezzo della magistratura dov’era? Quando condannava per omicidio e narcotraffico ma non per mafia, perchè a Reggio non si poteva dire che c’era mafia?”  (cit. Resto del Carlino 6-2-2016)

-E’ condivisibile l’analisi del direttore della Gazzetta di Reggio Paolo Cagnan sulle colonne della Gazzetta di Reggio del 20 dicembre 2016 nel reportage “Le mani sulla città, così la ‘ndrangheta ha cementificato Reggio”, articolo che è stato esso stesso attaccato duramente nella lettera dell’imputato dal carcere, si ricorda che “l boom edilizio durato due decenni, le imprese sane e quelle malavitose, il riciclaggio e l’esito finale: quasi 18 mila appartamenti sfitti sono la storia di un disordine voluto”.

-La gravità della situazione nel nostro territorio emerge anche dagli  atti di Aemilia dove dalle intercettazioni tra imputati emerge che nel settore rifiuti un imputato dichiara  sempre pilotato le gare, quando dipendeva dal Comune di Reggio”.  (cit. Gazzetta di Reggio 1-2-2016 “L’intercettazione choc: “Con l’Agac pilotavamo tutte le gare”)

CONDANNA

I contenuti minacciosi della lettera inviata dall’imputato al sig. Sindaco e ribadisce che va garantita la sicurezza al Primo Cittadino della città così come stabilito da Prefetto e Questore.

ESPRIME

Solidarietà  al signor Sindaco, giornalisti ed a tutti colori che si sono sentiti minacciati nella lettera.

Fiducia nella Magistratura e Forze dell’Ordine  cui spetta il compito di  valutare tutti i contenuti della stessa missiva.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

-A rafforzare le azioni per combattere ed estirpare le infiltrazioni mafiose  e affermare i valori e le pratiche della nostra Carta costituzionale, con pieno sostegno alle attività portate avanti da tutte le Istituzioni dello Stato e da tutte le formazioni sociali.

– A sollecitare  il Presidente della Commissione legalità, anche alla luce degli atti d’indirizzo già approvati dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia in data 2 febbraio 2015, alla convocazione della stessa almeno  due volte al mese con l’obiettivo di esaminare quali aziende coinvolte nell’Operazione Aemilia ed altre operazioni contro le mafie abbiano avuto, appalti, subappalti (di ogni settore con particolare riguardo all’urbanistica , rifiuti e trasporto degli stessi), piani particolareggiati ed abbiano gestito interventi di edilizia diretta nel Comune di Reggio Emilia negli ultimi 20 anni.

-A chiedere alla partecipata Iren Spa (prima Enia Spa e prima ancora Agac Spa) e le altre partecipate l’elenco di tutti gli appalti e subappalti affidati in questi ultimi 20 anni, incrociando i dati con i nomi delle aziende coinvolte in Aemilia e altre inchieste di mafia.

Norberto Vaccari

capogruppo Movimento 5 Stelle

consiglio comunale Reggio Emilia

Cinzia Rubertelli

capogruppo Grande Reggio-Progetto Reggio

consiglio comunale Reggio Emilia

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