Rimborsi gonfiati e la Regione non risparmia!

Defranceschi: “Ci rimborsano come se avessimo tutti l’auto fuoriserie!”
Favia: “Gestione indecente, esposto alla Corte dei Conti”
Depositata una risoluzione per vincolare il rimborso all’auto realmente posseduta

Defranceschi: “Ci rimborsano come se avessimo tutti l’auto fuoriserie!”
Favia: “Gestione indecente, esposto alla Corte dei Conti”
Depositata una risoluzione per vincolare il rimborso all’auto realmente posseduta

“Questo è poco più di un trucchetto da bisca” – denuncia Andrea Defranceschi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, riferendosi alle nuove tabelle applicate ai Consiglieri Regionali per i rimborsi delle spese di trasporto – “in cui a rimetterci sono sempre i cittadini. Spieghiamo cos’è successo: spinti dalle richieste della gente e incalzati dalle nostre tante proposte, gli amministratori regionali hanno avviato una pseudo-crociata anti-sprechi, fatta di annunci, proclami e pochi fatti. Quello dei rimborsi chilometrici è un esempio lampante: con la determina dirigenziale 9 del 2011 il rimborso al chilometro è salito infatti a 0,81 € al chilometro, con un aumento del 30% rispetto a prima (era 0,65 €/km). Questo significa” – continua Defranceschi – “che stando alle tabelle ACI, sulle quali si fanno i calcoli, tutti noi abbiamo una Audi 3000 cc da 265 Cv, o una BMW Cabrio 3000 cc da 218 Cv ma posso assicurare che non è così! Eppure, incredibilmente, l’Ufficio di Presidenza dice di aver fatto un’indagine sulle auto possedute dai consiglieri… Io ho un’auto ibrida, il mio collega una city-car con 1000 cc di cilindrata…

Questi rimborsi gonfiati controbilanciano totalmente la riduzione dei rimborsi forfettari: non risparmiamo nulla. Dunque, rimborsi che – in pratica – rimangono forfettari. Eppure sul sito dell’Assemblea leggiamo ancora “il rimborso spese di trasporto previsto dalla L.R. 42/1995 all’art. 6, comma 1, lettera b) per lo svolgimento delle attività connesse all’esercizio del mandato, costituito da un rimborso chilometrico che tiene conto della distanza tra la residenza e la sede dell’Assemblea, corrisposto in base alla effettiva presenza, fino ad un importo massimo corrispondente a 12 presenze mensili. Tali importi sono variabili e corrisposti a fronte di spese sostenute e puntualmente certificate”, il che NON è vero. D’altro canto l’introduzione di un controllo sul numero di presenze, idea lodevole, prevede un tetto massimo di 12 gettoni al mese. Il controllo è giusto, ma il tetto presenze assurdo: significa svantaggiare chi in ufficio c’è sempre, dato che i giorni lavorativi in un mese sono circa il doppio. Con la nostra risoluzione appena depositata chiediamo” – conclude Il Capogruppo del Movimento 5 Stelle – “che i criteri di rimborso vengano rivisti con urgenza. Primo, sarà necessario legare il rimborso chilometrico all’auto effettivamente usata per venire al lavoro. Secondo, chiediamo che i rimborsi siano dati in base all’effettiva presenza in sede, come in ogni azienda gestita in maniera sana. Non chiediamo la luna: solo che si applichino i criteri che le aziende applicano ai propri dipendenti in tutto il mondo.”

“Questa era una sperimentazione. Onde evitare di essere tacciati di demagogia, in vista della decisione se rinnovare o meno questo sistema, abbiamo preparato una richiesta da inviare alla Corte dei Conti, in cui chiediamo un parere su questa situazione” – dice Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle – “che secondo noi è di cattiva gestione. Dati alla mano, vedremo.”

Andrea Defranceschi – Giovanni Favia
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Comments:1

  1. rimborsi ? Tutti andiamo a lavorare con mezzi propri e nessuno ci rimborsa ne tantomeno a nessuno interessa da dove partiamo e con che mezzo .
    Visto che nessuno ha imposto la candidatura ai consiglieri regionali e tale carica mi sembra ben remunerata , nesun rimborso per la tratta casa – ufficio ( come per i cittadini ! ) .

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