RIFIUTI: “RIVOLUZIONE” CON TRUCCO PRO IREN

RIFIUTI: IL TRUCCO DI IREN E L’INCOERENZA DI VECCHI E SASSI

PORTA A PORTA RIVOLUZIONE A META’, QUESTO MODELLO NON BASTA. CON CARTA E PLASTICA LASCIATE IN STRADA PIU’ RIFIUTI DA BRUCIARE,COME CONFERMANO GLI ESPERTI – IL PASSO INDIETRO NEL FORESE CON VETRO e LATTINE CHE TORNANO IN STRADA E’ SENZA SENSO

Occorre far luce sul business dei cassonetti stradali

REGGIO EMILIA 15 OTTOBRE – Raccolta porta a porta a Reggio Emilia. Con il “modello Tricolore” arriva una rivoluzione a metà che lasciando a raccolta con cassonetti stradali la carta e la plastica produrra ancora troppi rifiuti indifferenziati(in primis carta) per l’inceneritore di Parma rispetto a quelli che si potrebbero mandare a riciclo.

Perché lasciare a raccolta stradale (i cassonetti stradali dove à legittimamente in affari l’Ecologia Soluzione Ambiente di Enrico Benedetti e Giorgia Iasoni moglie di Filippo Lodetti Alliata, in affari con il Park Vittoria) significa far sì che nell’indifferenziato (seppur raccolto porta a porta insieme all’umido) con il metodo ‘ Tricolore’ chi non è diligente lascerà sempre più carta e anche plastica. Con anche il rischio che i cittadini meno educati, in una realtà complessa come quella urbana usino i bidoni stradali per conferire l’indifferenziato.

Come ci ha confermato anche oggi un esperto come Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza(che ha fatto progetti domiciliari integrali in grandi città e lavorato su progetti anche a Reggio), per poter funzionare in maniera efficiente bisogna avere almeno tre frazioni secco-umido-carta a raccolta porta a porta e la carta incide parecchio sulla quantità ( come ha ribadito oggi Enzo Favoino “con lo stradale si raccolgono 20 kg pro capite anno di porta a porta in realtà urbane di città,con il porta a porta tra i 60 e 80 kg anno pro capite”) e qualità del materiale differenziato. Qui manca la carta!

Come ha confermato oggi lo stesso Favoino, da noi contattato, anche aggiungere il giro plastica non ha costi eccessivi una volta avviata la domiciliarizzazione.

Perché non si è adottato da subito il porta a porta integrale come fa Milano (Milano non un piccolo paese) o la vicina Parma che è già al 74% di raccolta differenziata e si avvia quest’anno all’80%? I costi di smaltimento sempre in aumento facilitano il porta a porta, che pero’ qui si vuole a metà…

Perché ritorna la raccolta stradale nel di forese vetro e lattine? Ci auguriamo che nelle zone del forese (pensiamo a Gavassa e Massenzativo che lo fanno da 10 anni ma anche Sesso ed altre frazioni che lo fanno da 3-4 anni!) dove esiste già il porta a porta non verranno riportate in strada le campane del vetro.  La gente da anni già si è abituata a conferire porta a porta anche quei materiali. In quelle zone sarebbe addirittura un passo indietro.

Reggio Emilia, nel piano del sindaco Luca Vecchi raggiungerà il 70% nel 2019. Peccato che avremmo già dovuto raggiungere oltre il 65% nel 2012  visto che il 12 settembre 2007  con la delibera 18543 la Giunta Delrio approvò le linee guida (mai attuate e demolite piano piano dopo il 2009 quando Delrio non rinnovò l’incarico a Pinuccia Montanari e per 5 anni non si ebbe nemmeno un assessore all’ambiente ora capiamo perché vero Delrio ed ex capogruppo Vecchi ora sindaco?) che prevedevano l’estensione del porta a porta integrale in tutto il forese e quello a umido-carta-secco entro il 2012  nel resto della città. Il sindaco Luca Vecchi e il vice sindaco Matteo Sassi lo sanno bene vistoche il 23 giugno 2008 (http://www.municipio.re.it/UfficioStampa/comunicatistampa.nsf/PESIdDoc/80EA8B1926155794C1257472002F0680/$file/Odg%20Raccolta%20differenziata%20maggioranza%20_23.06.08_.pdf) fecero approvare una mozione a sostegno della piano di attuazione deliberato dalla Giunta con la loro firma di allora capogruppo Pd e capogruppo Prc un progetto di estensione del porta a porta (mai realizzato e smontato nell’ultima consigliatura Delrio come denunciammo nel 2010: http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?idSezione=16197 ) che avrebbe dovuto far estendere un modello di porta a porta più avanzato e serio entro il 2012  e aver già raggiunto da 4 anni almeno il 65% di raccolta differenziata in città.

Si è lavorato negli anni per garantire ad Iren sempre una quantità di rifiuti da bruciare per giustificare  l’incenerimento a livello industriale.

Abbiamo sempre sostenuto con forza in maniera responsabile sin dai tempi dei Meet Up Amici di Beppe Grillo dieci anni fa tutti gli assessori che hanno proposto la raccolta differenziata domiciliare e creduto in metodi alternativi all’incenerimento. Dall’ottima Pinuccia Montanari a Mirko Tutin solo che quello poteva essere solo “un primo passo”. . E nel 2011 quando si prospetto questo modello parlammora si parla di rivoluzione,quando è solo una rivoluzione a metà con trucco che brucia…Riconosciamo a Tutino l’aver creduto per primo in Provincia quando era assessore la validità della raccolta porta a porta, quando praticamente tutto il Pd era per la raccolta  a cassonetti stradali.

Ma il progetto che i tecnici di Iren gli hanno fatto accettare (avendo seguito da oltre 10 anni questa materia ne abbiamo visto di tutti i colori e immaginiamo come siano andate le cose) è arretrato rispetto a quello del 2007 sostenuto allora dagli attuali sindaco e vicesindaco ed è una rivoluzione a metà con trucco pro Iren.

Il ‘modello Tricolore’ ( grigio fumo di Parma, verde e rosso?) un passo indietro  rispetto all’estensione del ‘modello Reggio’ presentato da Ivan Strozzi e Pinuccia Montanari nel 2007- 2008 dove erano raccolte porta a porta molte più frazioni (in primis la carta che è fondamentale come spiega Favoino).

Benvenga quindi l’estensione della raccolta porta a porta dell’organico e dell’indifferenziato in tutta la città, ma questa non è una rivoluzione.E’ solo un primo passo, una rivoluzione a metà da finire e da non far tornare indietro (nel forese). Non ci si può fermare qui. Il modello a cui puntare è quello integrale con tariffa puntuale di Milano e anche Parma e del Consorzio Priula di Treviso e che tanti comuni 5 stelle stanno iniando ad avviare(Mira, Livorno, da fine anno Ragusa).

Il Movimento 5 Stelle, come già aveva detto nel 2011  non si accontenta di questo ‘porta a porta’ a metà. Anche perché la città già anni fa aveva votato altro sul quale i Meet Up Amici di Beppe Grillo e i Comitati avevano raccolto oltre 12.000 firme. Faremo capire ai cittadini l’importanza del metodo domiciliare ma spiegheremo con incontri nei quartieri che si può e si deve fare di più. Come consiglieri comunali  inizieremo a presentare una serie di atti politici, atti ispettivi (anche per conoscere tutti i contratti in essere con Ecologia Soluzione Ambiente e il  pur legittimo business dei cassonetti stradali e i vari contratti di servizio) .

Perché ‘qui nessuno è fesso’ cari amministratori e tecnici di Iren…

Ivan Cantamessi, capogruppo M5S Reggio Emilia

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