Rifiuti, emergenza inventata ma ritardo sul porta a porta reale. Adesso basta!

compost

Non c’è miglior affare, per società quotate in Borsa che smaltiscono rifiuti e amministratori che stanno per perdere la poltrona, di inventare un’emergenza rifiuti, specie quella altrui (Campania e Roma docunt). A quel punto tutto è possibile, come riempire un inceneritore che non ha abbastanza roba da bruciare e spuntare tariffe astronomiche di smaltimento da pagare con le nostre bollette. Così possiamo liquidare le parole dell’Assessore Castellani, che ha nelle mani l’inceneritore di Parma voluto da lui e dal suo PDexmenoelle, senza materiale da bruciare perchè affamato dalla politica di raccolta differenziata porta a porta spinta portata avanti dai 5 Stelle nel capoluogo di Parma e, ad onor del vero, dalla stessa Amministrazione provinciale di Parma in tutti i Comuni del parmense, con percentuali che ormai sfiorano anche il 90% di raccolta differenziata.

Detto questo, ribadendo che nel 2011 il Piano d’Ambito messo a punto dall’Assessore Tutino era una scelta avanzata rispetto alle spinte retrograde e tutt’altro che disinteressate del PD e anche di Iren stessa, dobbiamo prendere atto di un ritardo clamoroso e non più giustificabile nelle politiche dei rifiuti nella nostra provincia. Secondo il Piano doveva essere applicata una raccolta porta a porta, in molti casi “timida”, in 14 Comuni entro la fine del 2013, 28 alla fine del 2014. Ebbene, signore e signori, siamo a 5 Comuni (6 con Reggio, ma molto parziale).

Annunciamo pertanto la nostra posizione, che crediamo essere fondamentale visto il peso determinante dei 5 Stelle nella politica sui rifiuti di questi anni, e ricordando che ci siamo assunti tutte le responsabilità del caso votando sempre a favore anche di atti “dolorosi” per il nostro territorio. Bisogna invertire la rotta, puntare ad un porta a porta spinto su tutto il territorio provinciale, dimenticarsi per 2 anni degli impianti di trattamento (compreso il TMB), raggiungere percentuali superiori all’80% di raccolta differenziata di buona qualità (oggi è di scarsa qualità in molte zone del capoluogo) e solo alla fine dei 2 anni ridimensionare gli impianti di trattamento alla luce dei risultati ottenuti. Solo allora sapremo di quale TMB abbiamo bisogno, solo in base alla quantità e qualità di materiali raccolti attraverso un porta a porta spinto in tutta la provincia. Ovviamente allo stato dei fatti di un TMB abbiamo ancora bisogno, ma non sapremo mai di quale TMB se non facciamo una politica di porta a porta seria.

Questo è l’impegno che mi propongo come Sindaco a partire da giugno 2014, in accordo con gli altri Sindaci della provincia.

Seguono dati a supporto del comunicato stampa

Norberto Vaccari

Candidato Sindaco

MoVimento 5 Stelle Reggio Emilia beppegrillo.it

 

Comuni che hanno applicato il porta a porta “parziale” ad oggi: Poviglio 90,5%, Brescello 88,8%, Castelnovo Sotto 83,5%, Cadelbosco Sopra 81,5%, Bagnolo 81,1%. (Fonte: http://www.provincia.re.it/page.asp?IDCategoria=703&IDSezione=3927&ID=551182)

 

Comuni che dovevano applicare porta a porta entro il 2013 sottolineati in giallo

(Fonte: http://storage.provincia.re.it/file/ESTRATTO_P_A_X_SITO.pdf)

Comuni oggetto di riorganizzazione

Anno

2012

Bagnolo in Piano, Brescello, Cadelbosco di Sopra, Castelnovo di Sotto, Poviglio, Reggio

Emilia, Reggiolo, Rubiera, Toano, Viano, Villa Minozzo

 

2013

Albinea, Busana, Campegine, Carpineti, Casalgrande, Casina, Castellarano, Castelnovo ne’

Monti, Collagna, Correggio, Guastalla, Ligonchio, Novellara, Quattro Castella, Ramiseto,

San Martino in Rio, San Polo d’Enza, Scandiano, Vetto

 

2014

Baiso, Bibbiano, Boretto, Campagnola Emilia, Canossa, Cavriago, Fabbrico, Gattatico,

Gualtieri, Luzzara, Montecchio Emilia, Rio Saliceto, Rolo, Sant’Ilario d’Enza, Vezzano sul

Crostolo

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