Rifiuti: dove c’è l’inceneritore tariffe più alte

Qualche buon’anima ci prova ancora, facendo capire che pagheremo di più la bolletta rifiuti perchè non abbiamo fatto il forno. I dati dicono il contrario. A Parma il modello basato sugli inceneritori e sulle discariche-cloache ha fatto disastri nei decenni, ed ora costa il 130% in più di Reggio, con costi che aumenteranno per la costruzione dell’inceneritore, cioè il quadruplo degli impianti reggiani. A Modena stessi costi di Reggio, ma pagheranno in futuro: le discariche vanno esaurendosi per gli errori dei Partiti, e i costi di smaltimento delle ceneri degli inceneritori diverrà insostenibile. Unica strada per starci dentro è puntare sulla raccolta porta a porta, unica strada per risparmiare separare chi si occupa di raccolta da chi si occupa di smaltimento.

Qualche buon’anima ci prova ancora, facendo capire che pagheremo di più la bolletta rifiuti perchè non abbiamo fatto il forno. I dati dicono il contrario.

A Parma il modello basato sugli inceneritori e sulle discariche-cloache ha fatto disastri nei decenni, ed ora costa il 130% in più di Reggio, con costi che aumenteranno per la costruzione dell’inceneritore, cioè il quadruplo degli impianti reggiani. A Modena stessi costi di Reggio, ma pagheranno in futuro: le discariche vanno esaurendosi per gli errori dei Partiti, e i costi di smaltimento delle ceneri degli inceneritori diverrà insostenibile. Unica strada per starci dentro è puntare sulla raccolta porta a porta, unica strada per risparmiare separare chi si occupa di raccolta da chi si occupa di smaltimento.

L’affermazione “Inceneritore addio, ma le bollette saliranno”, è tendenziosa. Si vuol solleticare la parte più primitiva del reggiano, che vuole buttare il rusco indifferenziato tutto assieme, dalle bucce di banana alle bottiglie di plastica. Tentativi sfortunati che stanno cominciando a perdere, anche se i ritardi nell’applicare una nuova politica dei rifiuti comportano spese maggiori. Se si fosse puntato su Rifiuti Zero dieci anni fa saremmo già molto più avanti, anche con le tariffe.
Parma è una provincia dove il ciclo dei rifiuti viene gestito da IREN, come a Reggio, e dove per decenni si è puntato su una politica becera che esauriva le discariche e si continua a puntare sugli inceneritori. Ebbene, a Parma la tariffa è più alta del 130% rispetto a Reggio (dati 2009 Regione Emilia Romagna)


I costi per Parma sono ancora ignoti come ricaduta del forno sulle tariffe, come ci rispose in un’apposita interpellanza l’Assessore Grasselli. Verranno determinati a fine opera, il cui costo intanto lievita e si avvia ad sforare abbondantemente i 400 milioni di euro con la rete del calore.
Modena, anch’essa provincia super inceneritorista, ha costi del tutto simili a Reggio: 125 euro per una famiglia di 6 persone nella componente tariffa, contro i 133 di Reggio. E una tariffa a metro quadro molto più alta: 1,48 euro contro 1,04 euro di Reggio.
Forse sarebbe ora di finirla di nascondere la testa sotto la sabbia, e fare il proprio mestiere di politici, e non di politicanti, dicendo che un inceneritore non fa “sparire” il rifiuto, ma lo trasforma in enormi quantità di ceneri con un costo altissimo per lo smaltimento. Senza considerare i costi sanitari e i posti di lavoro che vengono inceneriti rispetto all’alta occupazione garantita dalla filiera del riciclo.
Spenderemo 100 milioni di euro, e di tutta fretta, per adeguare l’impiantistica provinciale, anche perché siamo in ritardo di parecchi anni. Tutto questo grazie alla componente inceneritorista del PD e del PDL, che hanno tenuto sotto scacco per troppo tempo il ciclo dei rifiuti, mentre le discariche si esaurivano e i costi di smaltimento si alzavano paurosamente. Se adesso dobbiamo fare di botto gli investimenti e ci troviamo bollette in crescita, ringraziamo il Partito del forno,che ritardando il porta a porta ci ha impresso un aumento dei costi di smaltimento in discarica in aumento del 60% in area IREN e del 100% in area Sabar.
Ringraziamo l’Assessore Tutino per aver messo freno a questo scempio, e tutti quegli amministratori che finalmente hanno capito. Si spenderà qualcosa in più anche perché gli impianti verranno realizzati in aree produttive o già compromesse, risparmiando terreno agricolo coltivato, cioè il futuro dei nostri figli.
Unica possibilità per migliorare è separare chi raccoglie i rifiuti e chi li smaltisce/recupera/ricicla. In pratica non deve essere lo stesso soggetto a fare entrambe i mestieri. Se io smaltisco rifiuti ho interesse a guadagnarci con la mia unica discarica, e farò di tutto affinché non si saturi dopo pochi anni per una politica sbagliata di scarsa differenziata e di ceneri dei forni, perché a quel punto il mio business finisce. Se io riciclo plastica ho interesse ad avere le maggiori quantità possibili di buon materiale, fatto cioè con un’ottima differenziata porta a porta. Dall’altra parte chi raccoglie avrà interesse a corrispondere conferendo meno rifiuti indifferenziati possibili e materiali di valore. Solo così potrà pagare meno. Quando invece chi raccoglie ha tutta la libertà di gestire a proprio piacimento il destino finale del rifiuto, come ora, c’è poco interesse a gestire la filiera in maniera saggia. Più scarti mando in discarica, più guadagno, e poi si vedrà. Per avere una scarsa differenziata spendo meno di raccolta, e ci guadagno ancora. Ma quando poi si esauriscono le discariche, tutti a piangere. E’ quello che è successo in questi anni.

Comments:2

  1. E’ quello che succederà anche a Reggio Emilia con il nuovo piano del TMB. Questa infatti non tende ad ottimiuzzare la raccolta differenziata, che nel piano si deve fermare al 67% compresa la quota degli assimilati. Se ne deduce che per gli RSU casalinghi si fermerà all’incirca af 35%. Tende ad ottimizzare invece il recupero energetico tramite calore dai rifiuti, nella stessa ottica dell’incenerimento, producendo CDR. Questi se verranno bruciati nell’inceneritore di Parma o in un altro forno non ha importanza nè per il gestore nè per i politicanti come giustamente vengono chiamati sopra.,

  2. Mi risulta proprio il contrario: per finirla con gli inceneritori il duo raccolta differenziata spinta e TMB diventa la loro tomba. Poi il tmb diventa un impianto da modulare e gestire: farlo funzionare sempre meno significa aumentare la differenziata costantemente ed avere sempre meno roba da portare in discarica e bruciare . Il rapporto diventa alla fine 1:20 con i forni. Quindi piano piano serve a spegnere tutti i forni e non solo quelli di Reggio

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