Reggio non è mai stata immune alla Mafia. Marchi e Castagnetti: svegli ma distratti.

Toto riina
  
 
Intimidazioni ad imprese ed esercizi commerciali, pentiti che parlano di Reggio Emilia, i clan presenti nel raggiano come quello dei Grande Aracri e dei Dragone, armi provenienti da Reggio per uccidere in Calabria, beni confiscati alla ‘ndrangheta per centinaia di milioni di euro, rifiuti tossici provenienti da Reggio sepolti nei mari italiani. Potrei continuare per ore.
Sto riportando quanto emerge dai rapporti della DIA e dell’antimafia nazionale e gli articoli apparsi sulla stampa locale e nazionale. Reggio non è immune alla mafia, la mafia non è solo un problema del sud.

 

“ In ragione di questo incremento dell’illegalità in una città e provincia che ha registrato nell’ulti -mo decennio un incremento della popolazione e dell’immigrazione fra i più elevati a livello nazionale è indispensabile aumentare la vigilanza da parte delle diverse strutture dello Stato.” Gazzetta di Reggio.

Queste sono le parole contenute nel testo dell’interrogazione che i deputati reggiani Maino Marchi, politico dagli anni settanta e PierLuigi Castagnetti, politico dagli anni 80, rivolgono al presidente del consiglio Berlusconi, al ministro degli interni Maroni e al guardasigilli Alfano.

“Finalmente” la politica, quella vecchio stampo, (forse) si è resa conto che qualche “problemino” c’è. Mi viene spontaneo rivolgere delle “interrogazioni” ai deputati reggiani tutori della legalità e contrari a quanto già accaduto (purtroppo) e sta ancora accadendo. Dove siete stati mentre la nostra provincia è stata “vittima” di un mostruoso incremento di popolazione ed immigrazione?. Forse vi siete resi conto che la cementificazione selvaggia, motore di traino di questo sistema economico, è il più grande settore attrattivo per tutte le mafie? Dove eravate quando abbiamo invitato più volte Sonia Alfano e Salvatore Borsellino a Reggio per sollevare questo argomento all’epoca di poco interesse per la politica reggiana? Eppure noi c’eravamo e c’erano anche centinaia di cittadini, c’era Enrico Bini allora presidente della CNA, a denunciare con noi la scarsa attenzione a questo problema.

Signori, la situazione non è rosea ma in fondo al tunnel si intravede una luce. Siamo ancora vaccinati contro le Mafie. Parlo dei cittadini di Reggio, compresi quelli che come me provengono dal sud dell’Italia e si ribellano al sistema mafioso. Vorrei ricordare che la mafia oggi infiltra i propri uomini nel sistema “paese”, notai, avvocati, costruttori, ingegneri,  insomma delinquenti titolati. Il nostro tessuto sociale è ancora sano. Reggio a 5 Stelle ha iniziato da anni la sua battaglia e siamo sempre più uniti e convinti che questo cancro prima o poi sarà sconfitto. La mafia non mollerà mai?. Noi neppure.

 

Vito Cerullo

Consigliere Circoscrizione Ovest

Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

Comments:1

  1. caro Vito..

    rileggo per caso questo tuo articolo dopo due anni..
    il nostro tessuto sociale è ancora sano”.. come mi piacerebbe poter leggere questa affermazione, oggi, e dire “è vero”.
    purtroppo, come diceva Rita Atria, “la mafia è il nostro modo sbagliato di comportarci”..
    allora io credo, che siamo forse tra i più mafiosi d’italia, noi, a Reggio Emilia.
    omertosi ed ipocriti.

    non esiste un tessuto sociale, e se c’è, è composto di fili deboli, finissimi, che si strappano al minimo sussulto..

    non abbassiamo la guardia

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