Reggio Emilia Innovazione in liquidazione, il PD sapeva

 SINDACO E ASSESSORE HANNO TACIUTO.  GRAVI OMBRE SUL BILANCIO DI REI. ADESSO DEVONO SPIEGARE
La vicenda della messa in liquidazione della partecipata Reggio Emilia Innovazione è di una gravità assoluta e richiede una spiegazione immediata ai  Consiglieri Comunali da parte dell’Assessore al Bilancio e Partecipate e da parte del Sindaco.
Infatti in data 20 luglio 2017 si era tenuta la seduta della IV Commissione  per un’illustrazione della variazione di bilancio e della delibera di approvazione del DUP 2018-2020  che sarebbe passata in Consiglio Comunale il successivo 24 luglio. Né in quella seduta di Commissione, né in Consiglio Comunale   l’Assessore al Bilancio e Partecipate o il Sindaco hanno detto qualcosa  a proposito della situazione di REI.
Avrebbero dovuto farlo anche perché  nel Documento Unico di Programmazione 2018-2020, discusso  durante il Consiglio Comunale sopracitato  del 24 luglio, era presente il paragrafo relativo agli obiettivi assegnati alla partecipata Reggio Emilia Innovazione.
Tutto ciò è gravissimo in quanto la stessa società Reggio Emilia innovazione era stata posta in liquidazione in data antecedente a queste due sedute  e cioè il 13 luglio 2017. Questo significa che l’Assessore al Bilancio e Partecipate e il Sindaco hanno chiesto ai Consiglieri di approvare un documento che conteneva indicazioni non complete e non corrette, tacendo informazioni basilari per una corretta presa di responsabilità nei confronti della città.
Questo la dice  lunga anche sulla serietà e sulla veridicità degli obiettivi e dei programmi che il Partito Democratico millanta nei confronti della città e dei cittadini.
Il bilancio 2016 di Reggio Emilia Innovazione mostra alcune poste sconcertanti. Sono evidenziate sopravvenienze passive per circa  844.000 euro, conseguenti a svalutazione di crediti e di beni strumentali per attività non realizzate e storno di fatture da emettere. Ma questo cosa significa? Forse negli  anni precedenti venivano iscritte a bilancio attività solo programmate e venivano fatturate attività non ancora realizzate? Tutto ciò getta oscure ombre sull’attività di gestione della società e sui bilanci. Vogliamo sapere cosa é successo e di chi è la responsabilità  di questo sfacelo. Tra l’altro nel 2016 tracollano i ricavi di 600.000 euro, ma aumentano i già elevatissimi costi di personale di 90.000 euro.
L’analisi dei ricavi, poi, dimostra la totale debacle di tutte le attività che dovevano fare di REI un motore dell’innovazione per la città di Reggio Emilia. Basti pensare che nel 2016 i ricavi afferenti al Fab Lab sono solo di 855  euro. Si dimostra anche il fallimento del Tecnopolo, che più volte abbiamo denunciato e che porta ricavi per solo 36.000 euro. Sarebbe bello a questo punto sapere che ne è della Fondazione Rei e della gestione dei progetti finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Nel bilancio di REI  leggiamo che vengono stornati dei crediti verso la Regione per 85.000 euro per attivitàvisto non concluse.
Sarà anche interessante vedere chi si accaparrerà i tanto vantati laboratori di prova che da soli portano circa 1 milione di euro di fatturato, il 55% del totale.
Sono iscritti, inoltre, debiti verso fornitori per 680.000 euro e vorremmo sapere chi sono queste persone e queste aziende che forse non rivedranno più i loro soldi.
Ricordiamo anche che dal bilancio 2016 la società Reggio Emilia Innovazione rientra nel perimetro di consolidamento del bilancio del Comune di Reggio Emilia il che forse provocherà ulteriori problemi.  La sintesi è che un’azienda che fattura 1milion e 900.000 euro ne perde 1 milione e 300.000. Considerato che  quasi il 70% della società è di Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Manodori, è il fallimento di un sistema e vogliamo che il responsabile o i responsabile di tutto ciò saltino fuori.
Su Reggio Emilia Innovazione avevamo iniziato a lanciare segnali di allarme già nel 2014.
Era evidente che si trattava di una società sovrastrutturta rispetto alle attività. Già allora colpiva il numero dei dirigenti.
Per ben due volte abbiamo portato in commissione la dirigenza di REI prima il Direttore  Tornaboni, uomo di IREN RINNOVABILI  e poi il Presidente Prati con il nuovo Direttore Parmeggiani. In nessun caso siamo riusciti a capire quale fosse la reale situazione di Reggio Emilia Innovazione e in nessun caso ci sono stati esposti i problemi nella lorro reale gravità..
Si intravvede anche il motivo per cui nell’aprile 2016 era stato bocciato il nostro ordine del giorno che a proposito di Reggio Emilia innovazione proponeva :
-di richiedere a REI di anticipare le definizione del proprio piano industriale alla metà del 2016;
-di monitorare trimestralmente l’andamento dei dati economici e finanziari 2016 di REI e Fondazione REI, dandone trimestralmente resoconto alla Commissione Consiliare competente;
-dicostituire un comitato di controllo composto da personale del Comune, in possesso delle competenze adeguate, che si incarichi di tenere monitorato l’andamento economico e finanziario di REI e Fondazione REI e l’efficacia nella realizzazione dell’obiettivo di contenimento dei costi;
-di  incaricare lo stesso comitato della valutazione dell’assetto organizzativo di REI e Fondazione REI per il reale raggiungimento degli obiettivi assegnati;
-di valutare la possibilità che si renda necessario dismettere la propria partecipazione in REI.
È ovvio che non finisce qui.
Alessandra Guatteri
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

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