Quante balle sul NO TAV: l’esperienza di Reggio 5 Stelle

La manifestazione è stata pacifica, partecipatissima e molto bella. Chi tenta di strumentalizzarla o di additarla come un covo di violenza, da Napolitano ai partiti tutti, dai media a qualche blogger che però non era presente, sbaglia e racconta cose che non sa. Noi c’eravamo e possiamo dire che nulla di quanto è raccontato dai media corrisponde alla verità. L’Italia ha detto NO alla TAV e ai governi che la vogliono. Messaggio chiaro, diretto e pacifico! GUARDA IL VIDEO!

Come preannunciato, domenica 3 luglio una delegazione di Reggio 5 Stelle (Davide Valeriani, Alessandro Marmiroli, Ivan Cantamessi, Paolo Boni, Alberto Borelli e Giorgio Riccò) ha partecipato alla manifestazione NO TAV in Val di Susa organizzata dal comitato locale.

Arrivati in Val Susa attorno alle 8.30, ci siamo diretti verso Chiomonte nel punto di ritrovo dei manifestanti, dove centinaia di persone stavano già attendendo l’inizio del corteo. Qui abbiamo incontrato due movimentisti di Como con cui abbiamo chiacchierato un po’ e abbiamo iniziato la diretta Twitter. Presenti tante persone, tra cui anche alcuni spagnoli, venuti per dar man forte ai valsusini.

Alle 10.15 è partito il corteo, seguito dall’alto da un elicottero della Polizia: mai vista una manifestazione così tranquilla! Giusto un po’ di musica, che a volte pure si fermava, e qualche tamburo. Più che una manifestazione era una passeggiata per la strada, ma eravamo davvero tantissimi, un’onda umana di persone tutte lì per fermare quello scempio che è la TAV. Numerosi i volti noti presenti: Luca Mercalli, Maurizio Pallante, Giovanni Favia, Davide Bono, Vito Crimi, Vittorio Bertola, Mattia Calise, Piero Ricca quelli che abbiamo incontrato. Ma soprattutto tanti ma tanti i cittadini presenti da tutta Italia e non solo! Si parlava di oltre 50.000 persone! Famiglie con bambini, anziani in carrozzina o con le stampelle, c’eravamo tutti!

Ad un certo punto, siamo arrivati al forte di Exilles dove ci aspettavano altri manifestanti (2000 circa) arrivati in pullman. Da lì abbiamo poi proseguito verso la centrale. Arrivati ad un bivio, alcuni (noi) hanno proseguito verso la centrale, altri sono passati per un percorso più lungo diretti al cantiere. Arrivati alla centrale, alcuni manifestanti (una trentina al massimo) hanno cominciato a dire alla polizia di vergognarsi, visto il trattamento che hanno riservato ai manifestanti durante gli sgomberi di lunedì. Hanno ricordato l’uso di gas CS vietati al dalle norme internazionali.

Di lì a poco sono poi iniziati gli scontri, sia alla centrale che al cantiere, da parte di un numero ristretto di manifestanti. Noi eravamo lontani, ma dall’alto e tramite binocolo vedevamo tutto: centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa che lanciavano fumogeni verso i manifestanti in maglietta, che stavano tentando di raggiungere il cantiere passando per le vigne della valle. Molto triste la scena in cui alcuni manifestanti hanno fatto dietro front per ritirarsi e i poliziotti li hanno caricati lo stesso.

Tra la polizia c’era molta agitazione anche nei momenti di tranquillità da parte dei manifestanti, segno che forse avevano ricevuto precisi ordini dall’alto.

Verso le 13.30 è arrivato anche Beppe Grillo che, originariamente previsto al campo sportivo per un intervento, ha preferito scendere alla centrale dove c’era la maggior parte dei manifestanti e lì ha fatto il suo intervento.

Più tardi siamo risaliti verso il campo sportivo dove si stava recando la maggior parte delle persone, ma siamo stati fermati da un attivista che ci diceva che i manifestanti avevano sfondato le barricate dei poliziotti. Siamo scesi a vedere ma il tutto si è dimostrato privo di fondamento: i manifestanti continuavano a cercare di avvicinarsi al cantiere e i poliziotti a rispondere con cariche, fumogeni, lacrimogeni e qualche pietra!

Siamo tornati a monte dove abbiamo assistito all’ira da parte di alcuni automobilisti per l’aver bloccato la strada. Un camionista strafottente inglese ha tentato di investire i manifestanti in strada, un automobilista è sceso dall’auto e ha iniziato a dare cazzotti a destra e a manca. Il tutto senza nessuno dei 2500 poliziotti presenti che garantisse l’ordine pubblico. Ci si è messo Beppe Grillo a dirigere il traffico! La strada è stata poi riaperta per brevi intervalli di tempo.

Poi è arrivata la notizia che Beppe Grillo, tornato assieme ai manifestanti, era stato colpito da un lacrimogeno. Immediati i soccorsi da parte di altri manifestanti (non certo dei sindaci presenti, che erano al sicuro al bar, e dei politici tutti che none rano nemmeno presenti!). “Chi se l’aspettava, 63 anni con i lacrimogeni, chi se l’aspettava?” ha detto Beppe.

Quando siamo rientrati a casa, ci ha sconvolto il vedere che molti TG parlavano di scontri, centinaia di feriti soprattutto tra i poliziotti e manifestazione animata. Dov’erano? Ah già, dov’era la stampa? Le uniche telecamere che abbiamo visto erano di una TV francese e di un cameraman delle reti RAI che ci ha detto “io riprendo e basta, il servizio lo fanno poi in studio”. Come può un giornalista che non è presente basarsi su sole immagini per fare informazione?

La manifestazione è stata pacifica, partecipatissima e molto bella (complice anche il sole, che ci ha accompagnato per tutta la giornata). Chi tenta di strumentalizzarla o di additarla come un covo di violenza, da Napolitano ai partiti tutti (dato che in manifestazione c’erano solo le bandiere No TAV, quelle del Movimento 5 Stelle e quelle di Rifondazione Comunista), dai media a qualche blogger che però non era presente, sbaglia e racconta cose che non sa. Noi c’eravamo e possiamo dire che nulla di quanto è raccontato dai media corrisponde alla verità. L’Italia ha detto NO alla TAV e ai governi che la vogliono. Messaggio chiaro, diretto e pacifico!

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