Quando i Comuni restituiscono i soldi delle bollette: perché Vicenza sì e Reggio no?

La cresta che i Comuni reggiani fanno sulle bollette dell’acqua, spartendosi gli utili di Agac Infrastrutture, sono frutto di scelte politiche scellerate. Una pratica vergognosa che non è in un uso altrove. Basta vedere il caso di Acque Vicentine spa, che a fronte di utili derivanti dal calo dei tassi di interesse, hanno spedito una lettera ai clienti annunciando per l’anno successivo una diminuzione delle tariffe a metro cubo e la restituzione di quanto versato in più. La responsabilità politica di Delrio & c a Reggio è ormai chiara.

La cresta che i Comuni reggiani fanno sulle bollette dell’acqua, spartendosi gli utili di Agac Infrastrutture, sono frutto di scelte politiche scellerate. Una pratica vergognosa che non è in un uso altrove. Basta vedere il caso di Acque Vicentine spa, che a fronte di utili derivanti dal calo dei tassi di interesse, hanno spedito una lettera ai clienti annunciando per l’anno successivo una diminuzione delle tariffe a metro cubo e la restituzione di quanto versato in più. La responsabilità politica di Delrio & c a Reggio è ormai chiara.

Da mesi, a partire dalla vittoria referendaria per l’acqua pubblica, stiamo segnalando il modo più subdolo, e che noi giudichiamo ignobile, di speculare sulle bollette dell’acqua, le cui responsabilità politiche emergono ormai chiare.
Nei bilanci di Agac Infrastrutture, proprietaria delle reti e società interamente pubblica a cui Iren paga 6 milioni e 900 mila euro per l’affitto delle reti e pagati dalle bollette dei cittadini, compaiono ormai da anni faraonici utili dovuti alla diminuzione dei tassi di interesse per gli investimenti.
Ogni cittadino sa che se contrae un mutuo a tasso variabile, al calo dei tassi paga meno di rata. Ai contribuenti che pagano le bollette dell’acqua invece questo non è consentito, a Reggio.
Questo è stato confermato dall’Amministrazione Comunale in risposta alle nostre prime denunce.

Ecco cosa dice il Comune, il cui Direttore Generale Bonaretti è anche Amministratore Unico di Agac Infrastrutture:
Nell’arco degli ultimi cinque anni, la diminuzione dei tassi d’interesse ha portato a un risparmio marginale sulle rate dei mutui, che si è accumulato nel corso di questi anni e che i Comuni hanno deciso, nel 2010, di ridistribuire in attività di utilità pubblica”.
Tra le utilità pubbliche, eventi culturali a pioggia e un bell’ingrasso per i bilanci comunali, spolpando la pensionata a 500 euro al mese sulle bollette dell’acqua.
Ma a qualificare come  le scelte politiche dei Sindaci reggiani emerge il comportamento di altre società dell’acqua italiane, e dei relativi amministratori pubblici, che effettuano scelte ben più sagge.
Ecco come la società Acque Vicentine, ad esempio, restituisce gli utili dovuti al calo degli interessi sui mutui per investimenti nel 2010. Una bella lettera dal titolo inequivocabile, “Sconti sui consumi 2010”, spedita a tutti i consumatori, nel quale si spiega come gli utili vengono restituiti sotto forma di sconto sulla tariffa per metro cubo.
Un bello sconto sulle bollette, perché così è giusto: non si specula sull’acqua pubblica, specie per soldi pagati nelle bollette con il fine di fare investimenti sull’acqua, e non di finire nei famelici calderoni dei Comuni.

Quello che è ancora più incredibile è il giusto commento del sindaco Marchioro, che coordina i sindaci del vicentino: “Un’azienda privata, dovendo garantirsi degli utili di gestione, non avrebbe fatto questa scelta”.
Caro Marchioro, purtroppo i sindaci reggiani, a partire da Delrio che incamera in bilancio la fetta maggiore, sono lì a smentirla. Una società interamente pubblica, Agac Infrastrutture, specula sulle bollette dell’acqua dividendo gli utili tra gli azionisti, che in realtà sono soldi pagati per riparare gli acquedotti, migliorare la depurazione, fare le fogne, promuovere un uso più responsabile dell’acqua.

Ecco la lettera di Acque Vicentine con cui si annuncia lo sconto sulle tariffe 2010:

 

 

 

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