Quale crisi a Reggio?

Il Governo tramite il ministro Tremonti afferma che il PIL 2009 calerà del 5,2%, ma pare che il papi-nano sia troppo impegnato nelle sue orgette perché possano dirglielo, infatti non lo sa ancora.

Il Governo tramite il ministro Tremonti afferma che il PIL 2009 calerà del 5,2%, ma pare che il papi-nano sia troppo impegnato nelle sue orgette perché possano dirglielo, infatti non lo sa ancora.

Nonostante le sue rassicurazione secondo le quali la crisi è un’invenzione degli organismi economici e della stampa di sinistra, alla quale i cittadini dovrebbero rispondere aumentando gli acquisti, meglio se nelle sue aziende, noi crediamo che la situazione sia un po’ più complicata, e ne abbiamo la conferma osservando l’andamento dell’economia reggiana attraverso alcuni dati significativi della Camera di Commercio e di una recente indagine di Industriali Reggio.

La produzione e il fatturato manifatturieri, che hanno iniziato a calare intorno al 2° trimestre 2008, segnano oggi rispettivamente un -18,1% e -16% rispetto ad un anno esatto fa, precipitati anche gli ordinativi a -17,7% nonostante negli ultimi mesi la fiducia degli imprenditori reggiani nella ripresa degli ordini, soprattutto esteri, si sia alzata un po’. A godere di maggior fiducia sono infatti le commesse estere che gli imprenditori si aspettano addirittura in positivo, molta meno fiducia riscuote il mercato italiano dal quale si aspettano ancora numeri negativi. Indicativo infatti come dal quarto trimestre 2008, in cui toccò il fondo, la quota dell’export sul fatturato sia aumentata di 10 punti arrivando oggi al 48,5% e che il 36,6% delle imprese tenti di uscire dalle difficoltà cercando nuovi mercati, la strategia più seguita.

Meno drammatica di quanto alcuni possano credere la situazione delle imprese dal versante delle chiusure nei primi 6 mesi dell’anno, il saldo tra nate e cessate è infatti solo debolmente negativo (-1,

14%) per 668 aziende in meno, valori comunque doppi rispetto alla media regionale (-0,57) e quasi quadrupli rispetto a quella nazionale (-0,29) a testimonianza del periodo di grande tensione che attraversa l’economia reggiana fondata in gran parte su un tessuto di imprese di costruzioni e manifatturiere, settori dove ne chiudono i battenti 353 e 155 e che, sembrando le più colpite dalla crisi, possono spiegare in parte i peggiori valori reggiani.

L’assenza di chiusure di massa può parzialmente essere spiegata dal massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria (CIG), le cui ore autorizzate sono letteralmente esplose dalle nostre parti in molti settori.

Per tutti valga il comparto meccanico; 45.272 ore autorizzate nel 2007, 131.806 l’anno scorso, 839.897 da gennaio a maggio 2009.

Pare curiosa la situazione dell’edilizia, quando tutti pensano che sia uno dei settori più colpiti, e come visto sopra in termini di chiusura di imprese (anche coi dati proporzionali alla quantità di aziende per settore) lo è, scopriamo come le ore di CIG del settore edile dall’inizio dell’anno sino a maggio sono state solo 1.219, tra i valori più bassi in assoluto, da cui parrebbe che il settore edile goda di ottima salute. Tuttavia l’indagine di Industriali Reggio afferma che ben il 55% delle imprese edili risenta in modo grave/molto grave della crisi.

La domanda è d’obbligo: come mai il settore edile va male ma non pare far ricorso alla CIG? Che fine fanno i muratori delle aziende in difficoltà e che non lavorano?

Concludiamo con un ultimo dato, secondo i sindacati, i cassintegrati in provincia di Reggio si aggirano oggi intorno ai 30.000. .

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  1. Analisi perfetta riguardo la cig nell’edile, e la risposta la sanno tutti ditro le bende…. lavoro nero, sottopagato, precario, poverizzazione delle comptenze, scadimento della qualità del costruire, e dati di crisi che non emergono da nesuna parte. Per la verità un modo per fare emergere il dato c’è: la salute delle imprese artigiane. Infatti molti lavoratori “optano” per questa soluzione flessibile per poi prestare opera.

  2. Sarà questa la causa che scatena l’immigrazione selvaggia a Reggio, portando la nostra città fra quelle con il più alto tasso di clandestini presenti? (domanda retorica) Meglio prevenire o curare?

  3. Mentre nano papi si sollazza con le sue veline, la ns. giunta affronta la crisi economica e l’annunciata, massiccia, mancata apertura di aziende a settembre, andandosene in ferie e, fino al 9 di quel mese, il consiglio comunale non si riunirà, per valutare quali rimedi porre in essere per ridurre l’impatto della recessione o , per meglio dire, la depressione in cui siamo entrati. Se ne ricordino i cassa integrati e i disoccupati.
    Nel frattempo i ns. politici locali usano la loro materia grigia per studiare quali fedeli amici mandare a occupare i posti dirigenziali nelle aziende comunali ( FCR, ACT, eccetera) senza, ovviamente, accettare di rendere pubblico il loro Curriculum.
    Spettacolo desolante.
    Significativi i dati sull’edilizia , indice di trionfo del lavoro nero…

  4. Non hai capito le loro intenzioni Italo. Chiudono anche loro per solidarietà con le fabbriche 🙂