PSC, ostruzionismo costruttivo di fronte al nuovo massacro

12.500 appartamenti sono già un’enormità con lo sfitto e l’invenduto presente in città, e non si tiene conto del pregresso: ostruzionismo costruttivo in aula con le nostre proposte. La stima che l’80% di nuove abitazioni verrà soddisfatto da progetti di riqualificazione non è credibile: solo nel’accogliere le osservazioni dei cittadini sono centinaia gli appartamenti in più, e non sono riqualificazioni.

Arrivano in approvazione il PSC, cioè una sorta di nuovo Piano Regolatore, e il RUE, il nuovo Regolamento Edilizio.

Il recente Piano approvato in via Samoggia, con 300 nuovi appartamenti, spiega bene come solo il pregresso del PSC sia capace di scardinare la già enorme previsione di 12.500 abitazioni. La stessa Amministrazione ammette, nel rispondere ad alcune osservazioni, che sfitto e invenduto inseriti nel Piano si sono basati su stime che, come tali, sembrano rispondere in maniera ironica alla vox populi, che vuole Reggio capitale degli appartamenti vuoti.

Di fronte a un Piano che compie il passo decisivo per distruggere la città, rendendola una metropolina da 300.000 abitanti nel giro di 15 anni, affronteremo le votazioni finali di questo scempio con un ostruzionismo costruttivo, fatto di proposte migliorative del Piano, per limitare i danni per le prossime generazioni.

Infatti, questo PSC rispetta le stesse logiche dei vecchi piani. La parola “sostenibile”, ripetuta più volte dall’amministrazione, cerca di coprirne gli scopi espansivi che sono solo più contenuti rispetto al passato.

Ma contenere non significa cambiare. Un aspetto molto importante che viene sottovalutato da questo PSC è il consumo di suolo, in particolare di quello agricolo. Un risorsa che non è più apprezzata per la sua bellezza e soprattutto per le risorse alimentari e, quindi, per il lavoro che può creare. Il nostro territorio oggi viene usato per costruire case e capannoni spesso inutili. 12.500 appartamenti nuovi sono decisamente troppi per un territorio che conta migliaia di appartamenti e capannoni sfitti.

La nostra politica mette al centro la “qualità” e non la quantità, punta sulla trasformazione dell’esistente: migliaia di edifici che sprecano energia e soldi dei cittadini, edifici con tecnologie vecchie di 50 anni. Puntiamo sulla la ristrutturazione e la trasformazione di quello che già c’è e solo se c’è domanda (che manca da anni a causa della crisi), altrimenti si costruisce consumando nuovo suolo. Occorre cambiare un sistema malato creando altro lavoro e più qualificato. Questi investimenti sicuri rappresentano le nostre entrate future sia per il pubblico che per il privato. Un capitale fatto di risparmio e riduzione degli sprechi oltre che da una migliore vivibilità della nostra città. Altro che crescita a suon di cemento.

Comments:1

  1. Come è possibile che si continui a costruire e tra l’altro a costruire pure male! L’edilizia che è stata fatta a Reggio negli ultimi anni è davvero di qualità scadente, chissà perchè … abbiamo inoltre interi quartieri con palazzine che andrebbero ristrutturate è che sono di veri e propri colabrodi energetici. Spese condominiali che fanno paura! Così non si fa altro che rendere obsoleti interi quartieri e di contro edificare quartieri dormitorio in periferia per chi vuole la casa “nuova” … invece un vero piano energetico che aiutasse i privati a modernizzare gli appartamenti e renderli energeticamente sostenibili aiuterebbe anche il mercato immobiliare. Ma tant’è .. la parola d’ordine è cementificare, cementificare, cementificare … si salvi chi può!

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