Problema casa: proposta in Consiglio l’esperienza “anti occupazione” olandese

Mozione per i senza tetto: proposta in Consiglio l’esperienza “anti occupazione” olandese

La proposta per far fronte al dramma dei senza tetto: edifici pubblici vuoti in utilizzo temporaneo

Da decenni permette di evitare le occupazioni degli immobili pubblici e privati vuoti attraverso una gestione partecipata di Associazioni, Comune,  e persone svantaggiate

Il problema dei senza tetto si è accentuato in seguito all’attuale crisi economica, all’accresciuta forbice tra potere d’acquisto delle famiglie e il costo della casa che si è determinata negli ultimi 2 decenni, nonché a causa della limitata capacità di risposta dell’edilizia pubblica. I Servizi Sociali fanno sempre più difficoltà a rispondere, direttamente o in convenzione con soggetti esterni, alle richieste.

Per questo motivo Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it ripropone a Reggio il modello olandese dell’anti kraak-anti occupazione.

Da circa 40 anni, in Olanda, si è assistito ad un meccanismo di utilizzi temporanei per l’utilizzo degli immobili a senza tetto, studenti, avventori che necessitavano per brevi periodi di una sistemazione a basso o bassissimo costo, regolate da Associazioni ed altre Organizzazioni che si sono fatte carico della corretta gestione comune degli immobili, coinvolgendo gli inquilini nella condivisione delle incombenze gestionali, dei costi, del quieto vivere, del rispetto dell’immobile concesso.

A Reggio stiamo vivendo lo stesso problema con le Case Cantoniere della Provincia, immobili che sono andati più volte all’asta, invano. Nessuno le vuole comprare, e intanto passano anni in cui potenziali tetti, sotto cui passare la notte e svolgere le minime attività vitali, rimangono inutilizzati.

Le occupazioni del Collettivo Sottotetto dimostrano, peraltro, la presenza di soggetti interessati a possibili gestioni temporanee.

Non solo: l’Ente pubblico, lasciando vuoti gli immobili, perde denaro, per il calo del valore in seguito alle ricorrenti aste, per l’abbandono, i fatti vandalici.

Nella nostra proposta, invece, anche con affitti bassissimi o simbolici, si impegnano i temporanei utilizzatori a dare redditività, principalmente sociale e culturale, ma a costo zero per l’Amministrazione, ad immobili che oggi rappresentano un costo.

Il tutto senza “pretese” finali, cioè quando l’immobile sarà destinato ad un diverso utilizzo, compresa la vendita: patti chiari e amicizia lunga, con la possibilità di instaurare un percorso virtuoso e continuo per sfruttare gli spazi vuoti in città, anche con i privati, se sono interessati.   Non è un caso che in Olanda il sistema abbia avuto molta fortuna per prevenire gli scassi e le occupazioni abusive.

Ecco i punti principali della proposta:

–          stipulare accordi o indire veri e propri bandi di gara, che privilegino le finalità sociali e culturali delle proposte, a favore di Associazioni ed altre Organizzazioni per l’utilizzo temporaneo di immobili pubblici, per offrire una soluzione al dramma dei senza tetto;

–          non prevedere alcun impegno economico a carico dell’Amministrazione nella stipula dei suddetti accordi, richiedendo canoni di affitto simbolici o comunque bassissimi;

–          coinvolgere le altre Amministrazioni, proprietarie di immobili da tempo inutilizzati nel Comune di Reggio Emilia, nello stesso iter;

–          impegnare i proventi della vendita di immobili comunali negli investimenti per l’edilizia residenziale pubblica, acquistando alloggi invenduti o ristrutturando il patrimonio pubblico soggetto a degrado e senescenza.

L’ultimo punto risulta essere fondamentale: vendere il patrimonio pubblico per finanziare una spesa diversa, senza le stesse finalità sociali di dare una casa a chi non se la può permettere, significa continuare ad impoverire l’offerta di alloggi pubblici e la capacità di risposta del Comune.

Ma senza costruire del nuovo: ci sono già 7000 alloggi invenduti, a Reggio! E tanto da ristrutturare.

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