Preparano il Cemento del Campovolo

Se si chiude l’aeroporto, strada spianata per uno scempio di cemento e traffico. L’ostruzionismo dei soci pubblici sulla società Aeroporto porta dritti a liberare una nuova cementificazione. Prima l’elevarsi dei nuovi edifici in zona ex Reggiane, che affosserebbero per sempre l’aeroporto, e a quel punto il Campovolo sarebbe la prossima frontiera per edificare. Nessun ostacolo tra il grande bosco proposto lungo la ferrovia e le attività aeroportuali dopo verifiche tecniche con Società.

Reggio 5 Stelle è favorevole al campo volo e si ritiene d’accordo con la proprietà privata sulle denunce e gli sprechi del passato. Affittare spazi consistenti per 10 anni consecutivi a 3000 euro all’anno, come è stato fatto a favore delle Feste del PD, quanto la valutazione di mercato per lo stesso servizio è quasi 12 volte tanto (35.000 euro), la dice lunga su quale attenzione agli interessi pubblici sia stata nutrita fino ad oggi all’aeroporto.

L’Assemblea dei soci della Società Aeroporto è prevista per il 18 luglio, e sarà la cartina di tornasole: attualmente i soci pubblici continuano a fare il bello e cattivo tempo, detenendo il 90% delle quote, ma già si sono detti non interessati ad investire nella società aeroporto. I Privati pretendono giustamente di avere maggiori garanzie a tutela dei propri investimenti: se ci metto i soldi non voglio che qualcun altro decida per me ostacolandomi in ogni modo. Questo si potrebbe fare con semplici accordi, che modifichino i Patti Parasociali della Società Aeroporto e in cui, a fronte di un impegno da parte dei Soci Pubblici, Comune Provincia e Camera di Commercio, a lasciare le condizioni affinché l’aeroporto continui le sue attività, veda i Privati impegnarsi a rispettare l’area e camminare con le proprie gambe nell’attività industriale.

Per il Comune di Reggio questo significa non permettere che vengano innalzati mega palazzoni nella zona delle ex Reggiane, che impedirebbero l’atterraggio degli aerei. Per i soci privati questo coincide con un Piano Industriale finalmente che finalmente c’è, e che è stato giudicato serio dagli operatori attivi al Campovolo.

Le cose stanno andando proprio al contrario: i Soci pubblici si defilano di continuo, non presentandosi alle Assemblee, facendo melina e impedendo che la Società possa essere gestita. Se il 18 l’Assemblea va buca la Società verrà messa in liquidazione e l’ENAC ritirerà la concessione.

A quel punto l’aeroporto non esisterà più. Si potranno innalzare velocemente dei palazzoni alle ex Reggiane, impedendo che quell’area torni mai ad essere un Campovolo, e si metteranno le basi per cementificare il Campovolo stesso. Terreni a basso prezzo che il Comune potrà vendere a piacimento, visto che l’indirizzo normativo è quello di passare le aree demaniali dallo Stato alle Regioni, e dalle Regioni ai Comuni. Ci potrebbero volere anche 20 anni, ma il 18 luglio si mette la prima pietra di questa scellerata possibilità per Reggio.

Si farebbe cioè l’esatto contrario di ciò che 7000 cittadini hanno chiesto firmando per un Bosco all’Aeroporto, che non inciderà assolutamente con le attività dell’aeroporto, essendo un sulla fascia esterna adiacente alla ferrovia e, pertanto, non incidente sulle fasi di decollo e atterraggio dei piccoli aerei. Abbiamo verificato dal punto di visto tecnico questa situazione con la Società Aeroporto, e nulla osta a piantare le migliaia di alberi nella fascia a sud.

L’aeroporto e la sua vitalità sono quindi l’unica garanzia che al Campovolo non si cemetifichi mai. Uccidendolo Comune, Provincia e Camera di Commercio decreteranno una nuova pagina triste e miope di Reggio.

Si allega ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale ed ammesso alla discussione

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