Passi carrai, riconoscere eventuali errori per tutelare cittadini e Amministrazione

Alto il rischio per l’Amministrazione, nonché il disagio e l’esborso dei cittadini, di fronte ad un possibile errore di interpretazione sul significato di “passo carraio”. Si valutino azioni in autotutela

Dopo aver assistito all’interpellanza sul canone dei passi carrai svolta dal consigliere D’Andrea, i dubbi sulla corretta interpretazione del significato di passo carraio aumentano. Ciò segue ad una lunga serie di interventi da parte di consiglieri comunali che hanno espresso le stesse perplessità, soprattutto allorchè si approvò la modifica al Regolamento della COSAP. Il riferimento alle norme ancora vigenti è d’obbligo, e il decreto legislativo 507 del 1993 parla non chiaro, ma chiarissimo:

  1. Sono considerati passi carrabili quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra

    od altro materiale o da appositi lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprieta’ privata.

L’indicazione relativa a manufatti che modificano il piano stradale sembra cozzare con l’attuale orientamento dell’Amministrazione, che punta a considerare come passi carrai, e non semplici accessi, quelli determinati da strisce delimitanti il bordo stradale, equiparandole a veri e propri manufatti, e ad altre fattispecie simili.

Crediamo che l’Amministrazione debba considerare seriamente l’opportunità di intervenire in autotutela, riconoscendo eventuali difformità di interpretazione rispetto alla normativa, e procedere ad una migliore e più chiara formulazione dei regolamenti.

Non si esclude un’intervento del Consiglio comunale a sanare la vicenda con una propria proposta di deliberazione. 

 

Comments:2

  1. La richiesta del pagamento dei passi carrai è stata presentata ai cittadini in maniera ingannevole poiché, per chi non conosce bene i regolamenti in materia, è stato difficile stabilire se la propria tipologia di proprietà comportasse il pagamento di questo canone. Molti, nell’incertezza e nel timore di eventuali sanzioni hanno pagato, accorgendosi solo in seguito che tale tributo non era dovuto. C’è stata poca chiarezza da parte dell’Amministrazione comunale sulla questione, eppure i cittadini non sono stupidi, magari non sono abituati ad occuparsi di decreti che riguardano ciò di cui sopra. E poi il personale che ha fatto le misurazioni come si è regolato nelle zone di campagna? Se il terreno di proprietà confina con la strada pubblica, perché è stato chiesto il pagamento, quando non c’è nessuna necessità di avere un passo carraio? Tutti, indistintamente, hanno ricevuto la richiesta di pagare, fornendo indicazioni espresse in un linguaggio che è solo per gli “addetti ai lavori” creando nella nostra realtà la chimera che il Comune di Reggio aveva stabilito che tutti, eccetto solo per qualche caso eccezionale, dovessero contribuire. Ora il Comune faccia chiarezza in merito e utilizzo un codice linguistico accessibile a tutti, se intende farsi capire. Grazie

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