Parmigiano in cassaforte : ritorna il buonsenso

Parmigiano in cassaforte: ritorna il buonsenso. Le banche garantiscono i prestiti stagionando il formaggio reggiano.
Da una crisi finanziaria con valori fondati sul nulla alla riscoperta della vera economia.
I problemi del Parmigiano Reggiano sono tutti lì, ma si riscopre il vero valore economico.

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Parmigiano in cassaforte: ritorna il buonsenso. Le banche garantiscono i prestiti stagionando il formaggio reggiano.
Da una crisi finanziaria con valori fondati sul nulla alla riscoperta della vera economia.
I problemi del Parmigiano Reggiano sono tutti lì,
ma si riscopre il vero valore economico.

Rassegna Stampa Reggionelweb

I magazzini del Credito Emiliano che stagionano forme di Parmigiano Reggiano indicano un ritorno al buonsenso. Dai complessi prodotti finanziari al re dei formaggi c’è di mezzo una crisi strutturale, non passeggera, in cui il valore del denaro è ben lontano dalla vita dei comuni cittadini e dalla giustizia sociale, che premia lavoro, innovazione e saggezza imprenditoriale.
I problemi del Re dei formaggi sono ancora tutti lì, con merce venduta sottocosto, allevamenti e latterie alla canna del gas.
Cosa succede, però, se il vertice della catena economica, la banca, prova in prima persona cosa significa uno scollamento tra valore reale di quella merce e logiche commerciali che non premiano il lavoro e la qualità?
Succede che emerge il valore della nostra terra.

I campi reggiani possono essere una fonte di reddito anche meno assistita, come dimostra il successo del cialishref=”http://www.youtube.com/watch?v=-ozBQcIqcmo&feature=channel_page” target=”_blank”>mercatino agricolo di Piazza Fontanesi del sabato, in cui i produttori vendono direttamente ai cittadini, senza intermediari, prodotti a kilometri zero.
Inotre altri denari sono nascosti nelle pieghe del protocollo di Kyoto. Il mancato rispetto dei parametri ci costerà 840 milioni di euro in 4 anni, 15 euro per ogni reggiano.

Per abbattere i gas serra ci sono 2 modi corrisposti con denaro, cioè risparmio energetico ed energie rinnovabili. Consumare prodotti locali, come il nostro formaggio e le nostre verdure, abbatte drasticamente i consumi di carburanti che servono a far viaggiare camion mezzi vuoti, perché o all’andata o al ritorno sono vuoti!
Dotare i nostri allevamenti di impianti a biogas per i liquami significa abbattere drasticamente quelle emissioni producendo energia rinnovabile e dando un’importante fonte di reddito agli allevatori.
Ma ricordiamoci che senza terra non si realizzano quei prodotti. E continuando così saranno sempre più le forme che Made in Polonia in entrata dal Brennero. Coprendo quel verde che mangia anidride carbonica con asfalto e cemento saranno sempre più alti anche i costi fisici del riscaldamento: città sempre più calde d’estate con i condizionatori a tutto gas.

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Comments:4

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  1. quarda che fare gli impianti per il bio gas occorre affrontare difficoltà tecniche al momento invalicabili.
    il valore calorico dei gas prodotti delle masse fecali bovine è estremamente basso, il gas prodotto è alquanto “sporco” , la pulizia e raffinazione richiedono una metodologia complessa e costosa in termini energetici.
    il saldo energetico alla fine è negativo.
    una ventina di anni fà fu tentato, ma venne abbandonato perchè incongruo.
    c’è il problema della concimazione, se tu tratti le sostanze fecali per estrarre metano e similari, come prodotto finito ottieni qualcosa simile ai fanghi.
    dopo di ciò rimane il problema che ti vengono a mancare i concimi organici per le culture tipiche; dovresti quindi utilizzare concimi sintetici, che come tu mi insegni sono la quintessenza dell’inquinamento.
    purtroppo è una strada impraticabile.

  2. Purtroppo Pietro le cose stanno ben diversamente, direi all’esatto opposto di come le descrivi. La tecnologia del biogas, avviata in Italia 30 (non 20) anni fa, ha avuto dei salti tecnologici che la hanno resa così affidabile che in alcune nazioni come la Germania, in pratica, tutti gli allevamenti sono dotati, singoli o consorziati, di impianti a biogas. Il materiale che puoi trovare in rete parla di un successo incontrastato in cui la serietà dei conduttori di impresa, e soprattutto la serietà nel realizzare gli impianti stessi fanno in effetti la differenza. E’ vero che il contenuto calorico è relativamente basso e che spesso si ricorre a codigestione di altri materiali, come il cippato di mais, ma il problema diventa minore allorchè si fanno impianti consorziali, che riuniscono i liquami di più aziende. E’ anhe vero che il trattamento anaerobico non abbatte l’azoto, ma la forma stabile in cui viene ridotto le rende molto più compatibile con le olture. In mezzo ci sono ottimi affari. Un impianto a biogas, a seconda delle scelte più o meno azzeccate, si ripaga in 4-7 anni!! Trovami un altro investimento che rende così tanto. Fonti:
    http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Settori/Ambiente/Download/15.pdf
    http://masterbioenergia.wordpress.com/2008/05/23/produzione-biogas-in-europa/
    http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Progetti/Seq-Cure/2-3_12_08_Corso/Soldano_03-12-08.pdf
    http://archimedes.infm.it/eingioco/index.php?option=com_docman&Itemid=28&task=docclick&bid=5&limitstart=0&limit=10
    http://www.ramiran.net/doc07/Biogas%20III/Jens_Bo_Holm-Nielsen.pdf

  3. DImenticavo: utilizzare i liquami, che sono uno scarto problematico, evita di costruire impianti a biogas dry per la digestione di materiale vegetale che viene prodotto appositamente per la digestione. In quel caso il bilancio diventa davvero dubbio, e comunque i coltiva terra per produrre energia. Con i liquami hai invece un materiale energetico a costo zero! da utilizzare come base per la produzione di energia. Che poi ciò si associ ad altro (cippato, scarti vegetali) limita il problema di coltivare terra per produrre energia ad una frazione minima per la codigestione. Questo è quanto. Altro materiale:
    http://www.unacoma.it/ew/seminari/Claudio%20Fabbri%20-%20CRPA.ppt
    http://www.venetoagricoltura.org/content.php?IDSX=98&SIDSX=105
    http://www.fci.unibo.it/NR/rdonlyres/E72BDD26-4BDD-4FB7-966B-6F1BD10D1FBB/85964/Piccinini210507.pdf