Parma è stata liberata. L’italia no.

Assessori, funzionari e politicanti vari, grazie al loro impegno civico, al loro importantissimo contributo, ed alle prestazioni politiche a dir poco stupefacenti, hanno reso Parma uno dei comuni più indebitati d’Italia (forse d’Europa). Per farli scollare da quelle “cadreghe” sono intervenute le forze dell’ordine con le manette. Attendiamo i lavori della magistratura.

I cittadini di Parma da molto tempo erano scesi in strada per urlare il proprio sdegno contro una classe dirigente scandalosa. Hanno presidiato i consigli comunali, invaso le strade, tutto questo per ribellarsi all’illegalità. Prima cento, poi duecento. Migliaia di persone “pulite” hanno liberato la città.

Il sindaco di Parma si è dimesso. La città ha la possibilità di ripartire da zero. Il nostro sguardo è volto verso le associazioni di cittadini, i comitati, ed ai ragazzi del Movimento 5 Stelle.

Parma cerca di ripartire mentre l’Italia sembra paralizzata. I Politici pregiudicati che legiferano nel nostro parlamento sono 24, quasi 100 fra indagati, prescritti e condannati provvisori. Raffaele Fitto, imputato per associazione a delinquere e corruzione, Altero Matteoli, imputato per favoreggiamento, Paolo Romano, imputato per mafia è stato salvato dalla “Lega Nord” di Umberto Bossi, anche lui pregiudicato per mazzette e istigazione a delinquere, Roberto Maroni, condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Per non parlare di un premier indagato per reati impensabili per una società civile. Un Parlamento pulito è chiedere troppo vero?

L’Italia come Parma. E forse, potremmo davvero sperare in un’altra Islanda.

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