Parlamento vs Governo: perchè il M5S si batte per il rispetto della Costituzione e chiede d'istituire le Commissioni permamenti

di Giovanni Badoer

Beppe Grillo ha definito il rifiuto del Senato di costituire le Commissioni parlamentari come un golpe. Ha ragione sia in punto di fatto, sia in punto di diritto. Peggio, l’incredibile decisione dei partiti gemelli, pd e pdl, e’ solo l’ultima di una lunga serie di violazioni costituzionali, che hanno visto protagonista principale il Presidente della repubblica, attori comprimari i partiti, e volenterosi carnefici i media e la magistratura (con le dovute e meritorie eccezioni, ovviamente!). Come ha scritto Beppe Grillo nel finale del suo post, a un simile attacco alla democrazia si deve rispondere, e si deve farlo in modo tanto piu’ efficace, quanto piu’ il paese ha bisogno di un parlamento che funzioni adesso, e che dia, adesso, quelle risposte dure ai folli tecnocrati che hanno artificialmente provocato la crisi, e che la alimentano ogni giorno col loro insensato fondamentalismo.

Lo stato di eccezione imposto all’Italia dal 2011 continua. Abbiamo avuto, nell’ordine: i) le dimissioni di un governo in carica (quello guidato da berlusconi) senza sfiducia parlamentare, ma con la “sfiducia dei mercati”, qualunque cosa questo significhi; ii) la nomina a senatore a vita di Mario Monti, in spregio al dettato costituzionale, che prevede ben determinate caratteristiche, nessuna delle quali era ed e’ e sara’ mai posseduta da Monti; iii) la contestuale creazione di un “governo tecnico”, altra anomalia democratica non prevista dalla nostra costituzione; iv) lo scioglimento anticipato della camere, ormai diventato prassi, ma descritto nel nostro ordinamento costituzionale come un fatto eccezionale e gravissimo; v) le direttive impartite (e supinamente eseguite) dal Presidente della repubblica a giornali e magistrati sul caso Monte dei Paschi di Siena; vi) la concessione di una sorta di “immunita’ politica” extra-costituzionale a berlusconi (una volta di piu’ supinamente accettata dall’ordine giudiziario) da parte sempre del capo dello stato; vii) la costituzione da parte di Napolitano di due “commissioni speciali” di “saggi”, al di fuori e contro il dettato costituzionale; viii) la subordinazione dell’inizio dell’attivita’ legislativa alla nascita di un nuovo governo.

E cosi’ la vecchia politica, incapace di guardare fuori dal Palazzo se non usando lo specchietto retrovisore, ha deciso che le Commissioni parlamentari si formeranno solo dopo che il paese avra’ avuto un nuovo governo. Nella loro ottica pavloviana il Parlamento, infatti, non e’ nient’altro che un’appendice del governo. Quindi, queste menti illuminate solo dai fanali di chi li segue, hanno avuto un pensiero che e’ un vero e proprio riflesso condizionato: come puo’ esistere un’appendice senza il corpo principale cui stare attaccata?

Mentre elaboravano questo sconcertante ragionamento, poi, si producevano in un paradosso degno dei miti greci. Subordinare il Parlamento al governo, e accusare chi difende il Parlamento di essere nemico della democrazia. Ecco un paradosso che poteva riuscire probabilmente solo al senatore Zanda, capogruppo del pd, il quale, non a caso, ha un cognome che inizia con la zeta come Zelig. Zelig-Zanda, infatti, chiude la bocca al Parlamento in spregio alla nostra Costituzione, e poi, con tutta naturalezza, accusa il M5S di voler tacitare il Parlamento. Questo caso di schizofrenia politica, pero’, e’ la spia di una visione vecchia a muffita del concetto di “governo”. Vediamo perche’.

 

Da molti, troppi anni a questa parte, la parola d’ordine delle forze cosiddette politiche e’ sempre stata quella di “andare al governo”, e mai di “andare in parlamento”. Anzi, nel linguaggio comune (dei media), “andare in parlamento” significa che una forza politica ha superato le varie soglie di sbarramento e ha un pugno di deputati o senatori, ma e’ marginale, mentre “andare al governo” e’ sinonimo di vittoria alle elezioni e prima caratteristica delle forze politiche “che contano”.

 

Il M5S avra’ senz’altro molti difetti. Di certo, pero’, sta dimostrando nei fatti di essere l’unica forza politica in grado di guardare avanti. Proporre di governare il paese col Parlamento, infatti, non e’ l’idea bizzarra di un pugno di analfabeti del diritto costituzionale, ma piuttosto un’interpretazione audace e logicissima dello spirito profondo della nostra mai troppo lodata Costituzione del 1948 che, tra parentesi, sarebbe meglio ripristinare nel suo testo originario.

 

Alla base della nostra Costituzione, infatti, c’e’ una fortissima diffidenza e ostilita’ verso l’istituzione-governo. E non solo per la nausea verso la retorica decisionista del fascismo, ma anche per l’intrinseca arcaicita’ della prevalenza dell’esecutivo sul legislativo. Non a caso il decreto-legge – ossia l’espressione del potere legiferante del governo – e’ definito in termini tali da farlo configurare come un atto eccezionale e, dunque, non ordinario, come ricordato opportunamente da Beppe Grillo. Sappiamo bene come, nel corso degli anni, tale atto sia divenuto invece del tutto ordinario, e

come i disegni di legge (ossia i testi di legge avanzati dal governo) abbiano ottenuto la sistematica preminenza rispetto alle proposte di legge (i testi di legge avanzati da uno o piu’ parlamentari). Questi sviluppi hanno portato a una procedura legislativa di bassa qualita’ e alta opacita’, e consentito alle lobby di influenzare l’attivita’ legislativa con effetti perversi e contrari all’interesse generale.

 

La proposta innovativa del M5S, dunque, non fa altro che riprendere lo spirito originario della Costituzione e portarlo alle sue logiche conseguenze: se i padri (e le madri) costituenti volevano dare maggior peso al Parlamento rispetto al governo, e’ opportuno che, a quasi settant’anni di distanza, si dia piena applicazione a quel testo modernissimo e visionario. Ecco allora la logica ferrea che sottende alla richiesta di dar vita subito alle Commissioni parlamentari. Cosi’ facendo il Parlamento potrebbe lavorare immediatamente per dare risposta ai problemi urgentissimi che straziano il nostro paese, senza aspettare che “esperti”, “tecnici” o quant’altro occupino poltrone ministeriali e inizino, di nuovo, il carosello delle “ideone”, per dirla con Passera, che si sono dimostrate toppe peggiori dei buchi che avrebbero dovuto coprire.

 

Come e’ possibile che il PD rifiuti di applicare la Costituzione? Lo abbiamo scritto all’inizio: quel partito guarda alla realta’ che lo circonda dallo specchietto retrovisore, e ha in testa il mito del governo. Ma governare il paese dalle aule parlamentari non e’ solo tecnicamente e costituzionalmente possibile, e’ anche tecnicamente e costituzionalmente migliore e piu’ moderno, piu’ in linea col vero spirito del 1948. Quale sia l’obiettivo di Bersani, del resto, e’ chiarissimo, grazie alla sua candida confessione: “il prossimo governo sara’ deciso dal prossimo Presidente della repubblica”. Tradotto in italiano: blocco il parlamento fino all’elezione del Presidente, metto al Quirinale qualcuno che poi mi sia riconoscente, questi mi nomina presidente del consiglio, mi presento alle camere e magari non prendo la fiducia, ma governo lo stesso il paese per decreto come sta facendo adesso il governo Monti. Non e’ un’idea golpista questa?

 

Si formino invece le Commissioni, e inizi il Parlamento a legiferare, con urgenza, sulle misure economiche indispensabili a salvare un paese che viene artificialmente strangolato dalla psicopatologia economica dei tecnocrati, italiani e europei, e che chiede solo di essere messo in condizioni di lavorare. Senza denaro, come sappiamo, non e’ possibile il funzionamento di una economia moderna e complessa. La determinazione dei tecnocrati nel far mancare il denaro all’economia europea e’ un caso di follia collettiva che, negli anni a venire, sara’ oggetto di studi e trattati, piu’ di psichiatria che di politologia, pensiamo.

Comments:3

  1. prima parte arbitraria i) crisi di governo in italia sempre extraparlamentari
    ii) monti ha in seno meriti che lo potevano portare alla nomina
    ii) governi tecnici sempre esistiti…
    iv) direttive (anche se sembrano evidenti) non sono esplicite, quindi sembra dietrologia

    TUTTO IL RESTO SOTTOSCRIVO IN PIENO….
    però M5S sveglia…..

  2. vorrei commentare i commenti di Cicciobello:
    i) credo che Badoer non volesse dire che la cosa eccezionale sia la crisi extra-parlamentare in se’, ma il fatto che si sia verificata una “sfiducia dei mercati”; in tutti gli altri casi di crisi extra-parlamentare, infatti, si era sempre in presenza di una crisi della maggioranza politica (tra parentesi, ci sono stati casi di crisi parlamentari, come Prodi sa bene…)
    ii) La Costituzione e’ chiara sulle caratteristiche che deve avere un potenziale senatore a vita: «aver illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Monti non puo’ aver “illustrto la patria” dal punto di vista sociale essendo un liberista (e dunque per definizione un sociopatico), non ha mai scritto un libro che sia uno in tutta l sua vita (ma solo un paio di saggi)e dunque non puo’ accampare alcun merito scientifico, su arte e letteratura credo non ci sia bisogno di fare alcun ulteriore commento
    iii) i governi tecnici sono sempre esistiti nella seconda repubblica, mai nella prima; e infatti la seconda repubblica e’ una sorta di “stato di eccezione permanente”
    iv) il 2 febbraio, in piena campagna elettorale, Napolitano disse a una delegazione dell’Ordine dei giornalisti:
    «Abbiamo spesso degli effetti non positivi, quasi dei cortocircuiti tra informazione – che tende ad avere il massimo di elementi per poter assolvere a un ruolo di propulsione alla ricerca della verità – e, nello stesso tempo, riservatezza necessaria delle indagini giudiziarie e rispetto del segreto d’indagine».
    A scanso di equivoci aggiunse:
    «La stampa guardi al richiamo piuttosto brusco della ‘Procura della Repubblica di Siena, che segue la scottante e complessa indagine sull’Mps, di fronte alla pubblicazione di notizie dichiarate totalmente infondate e che l’ha portata a ventilare provvedimenti per aggiotaggio e insider trading»
    Se non e’ una direttiva esplicita questa…

  3. le commissioni di garanzia (quella sui servizi segreti, ad esempio) sono per definizione affidate (come presidenza) all’opposizione di governo.
    se non c’è il governo, come ci può essere l’opposizione?

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